Taranto, il sindaco ordina la sospensione della centrale termoelettrica dell’ex Ilva: stop di 30 giorni

Il sindaco di Taranto, Pietro Bitetti, ha firmato una ordinanza che dispone la sospensione dell’esercizio della centrale termoelettrica dell’ex Ilva, gestita da Adi Energia srl in amministrazione straordinaria.

Il provvedimento impone lo stop entro 30 giorni “fino alla presentazione del piano di riduzione” delle emissioni, e alla successiva valutazione e approvazione da parte degli enti competenti. Alla base della decisione, la mancata trasmissione del piano richiesto dopo la pubblicazione del rapporto di Valutazione del danno sanitario (Vds) 2024 per l’area di Taranto, redatto da Arpa Puglia, Aress e Asl.

In particolare, viene contestata l’inadempienza rispetto agli interventi necessari per ridurre il rischio non cancerogeno per via inalatoria legato a sostanze come arsenico, nichel e cobalto. La Regione Puglia aveva già diffidato la società a presentare entro termini precisi le misure per il contenimento delle emissioni. “In caso di inottemperanza, l’Autorità sanitaria dispone la sospensione dell’esercizio dello stabilimento”, si richiama nell’atto.

Il Comune ha quindi deciso di intervenire applicando il principio di precauzione per la tutela della salute pubblica. La centrale è attualmente in esercizio in virtù dell’Autorizzazione integrata ambientale rilasciata dal Ministero dell’Ambiente nel 2020. Il provvedimento è stato trasmesso, tra gli altri, al ministero, alla Prefettura, ad Arpa, Asl e alla Procura di Taranto.

Ex Ilva, ricorso contro la sentenza del Tribunale di Milano. I cittadini: “Vogliamo lo stop immediato non ad agosto”

“Il Tribunale ha demolito la nuova Aia (Autorizzazione integrata ambientale, ndr) propagandata dal governo Meloni come la panacea di tutti i mali. Ma ha reso una motivazione contraddittoria sulla sospensione dell’attività produttiva. Anzichè ordinare l’immediata sospensione di essa ha concesso un ‘termine di grazia’ che viola quanto stabilito dalla Corte di Giustizia Europea e cioè che le proroghe sono illecite. Abbiamo quindi impugnato la decisione con riguardo a questo termine concesso che è di 3 anni decorrenti dalla scadenza dell’ultima Aia (24 agosto 2023)”. Lo annunciano i promotori dell’azione inibitoria contro l’ex Ilva che chiedono lo stop dell’area a caldo.

Il Tribunale di Milano ha ordinato all’azienda la sospensione dal 24 agosto in caso di mancata ottemperanza in tempi certi alle prescrizioni. Contro questo provvedimento è stato ora proposto ricorso alla Corte d’appello dall’avv. Maurizio Striano, che assiste – con il collega Ascanio Amenduni – gli 11 cittadini aderenti all’associazione ‘Genitori Tarantini’ promotori dell’azione inibitoria.

Con l’impugnativa ora i ricorrenti chiedono la sospensione immediata degli impianti perchè ritengono illegittima la concessione di qualsiasi termine. “Un altro motivo di impugnazione – spiega Striano – riguarda la ‘giustizia climatica’. Infatti il Tribunale ha respinto la nostra domanda di ordinare ai gestori l’abbattimento delle emissioni di CO2 che non sono tossiche, ma sono sicuramente nocive per gli effetti che hanno sul clima e, di conseguenza, sulla vita delle persone. Le motivazioni del Tribunale non tengono in alcun conto le argomentazioni svolte in un parere pro veritate dal professor Carducci, massimo esperto in materia in Italia e non solo. Ora dovrà pronunziarsi la Corte di Appello di Milano. Speriamo che lo faccia in tempi brevi. La Corte sarà chiamata a decidere anche sulla impugnazione che hanno proposto i gestori. Il primo tempo lo abbiamo vinto noi, speriamo che nel secondo l’arbitro non si inventi qualche rigore inesistente”.

Operaio dell’ex Ilva morto, l’autopsia: “Politrauma e gravi lesioni al torace”. Dieci indagati per il decesso di Loris

Politrauma da precipitazione con grave interessamento toraco-addominale. Questo è quanto emergerebbe – a quanto si apprende – dall’autopsia eseguita oggi dal medico legale Davide Ferorelli sul corpo di Loris Costantino, il 36enne operaio della ditta d’appalto Gea Power, precipitato lunedì scorso da oltre dieci metri mentre puliva un nastro trasportatore nella linea E dello stabilimento siderurgico ex Ilva.

L’esame si è svolto nell’obitorio dell’ospedale SS. Annunziata di Taranto. Il pm Marco Colascilla Narducci, che coordina le indagini dello Spesal e dei carabinieri del Nil, ha iscritto nel registro degli indagati dieci persone con l’ipotesi di cooperazione in omicidio colposo: sei dirigenti e responsabili di Acciaierie d’Italia (tra cui il direttore generale Maurizio Saitta e il direttore dello stabilimento Benedetto Valli) e quattro della Gea Power.

L’esame autoptico è stato eseguito alla presenza di consulenti degli indagati. L’attività investigativa mira a ricostruire con precisione le responsabilità, verificando eventuali violazioni delle norme sulla sicurezza sul lavoro e della vigilanza sugli impianti.

Operaio 36enne morto all’ex Ilva, confermato il sequestro della torre. Oggi l’autopsia sul corpo di Loris

La Procura di Taranto ha confermato il sequestro della torre della linea 10 dell’agglomerato 2 dell’ex Ilva, teatro dell’incidente sul lavoro avvenuto lunedì scorso e costato la vita a Loris Costantino, 36 anni, operaio tarantino impiegato nella ditta di pulizie industriali Gea Power.

Il provvedimento è stato convalidato dal pm Marco Colascilla Narducci. L’area interessata è quella in cui viene preparata la miscela destinata agli altiforni per la produzione della ghisa, poi lavorata per ottenere acciaio.

Secondo le prime ricostruzioni, Costantino stava per effettuare un intervento sull’impianto insieme a un collega quando il piano su cui si trovava ha ceduto improvvisamente. L’uomo è caduto da un’altezza di oltre dieci metri, mentre il compagno di lavoro non è rimasto coinvolto.

Soccorso e portato all’infermeria interna dello stabilimento, l’operaio era cosciente ma il quadro clinico è peggiorato poco dopo. Trasferito in ospedale, è morto poco più tardi.

Dopo l’incidente è stato eseguito il sequestro probatorio dell’area da parte della polizia giudiziaria, ora confermato dal pm, che ha iscritto nel registro degli indagati dieci persone con l’accusa di omicidio colposo: sei appartenenti a Acciaierie d’Italia, compresi il direttore generale e quello dello stabilimento, e quattro della Gea Power. Per oggi è prevista l’autopsia, affidata al medico legale Davide Ferorelli del Policlinico di Bari.

Ex Ilva, Michael Flacks assicura: “La sentenza di Milano non è un ostacolo da noi impegno a proseguire trattative”

“Nonostante la recente sentenza del Tribunale di Milano, il Gruppo Flacks conferma il proprio impegno a proseguire le trattative per l’acquisizione dell’ex Ilva. Pur rappresentando un’evoluzione imprevista, la decisione non è considerata dal Gruppo un ostacolo al processo in corso, che viene attentamente valutato per adeguare il piano industriale di conseguenza.

Lo ha detto all’ANSA il presidente e ceo del gruppo Flacks, Michael Flacks. Alla domanda se sia ancora interessato all’acquisizione la risposta è affermativa: “Sì. Il Gruppo Flacks resta pienamente impegnato. Tale posizione è stata comunicata con piena convinzione al Governo”

Tragedia all’ex Ilva, l’operaio Loris Costantino precipita e muore: 10 indagati per omicidio colposo

La Procura di Taranto ha notificato dieci avvisi di garanzia per la morte dell’operaio Loris Costantino, avvenuta all’ex Ilva. Sono indagati per omicidio colposo quattro rappresentanti della ditta appaltatrice Gea Power e sei di Acciaierie d’Italia, tra cui il dg Maurizio Saitta e il direttore dello stabilimento Benedetto Valli.

L’operaio è morto dopo una caduta di circa 10 metri causata dal cedimento del piano di calpestio. L’autopsia sarà eseguita nei prossimi giorni su incarico della Procura. Saitta e Valli risultano indagati anche per un precedente incidente mortale avvenuto il 12 gennaio.

Tragedia all’ex Ilva, l’operaio Loris Costantino precipita e muore: ecco la foto del luogo dell’incidente

“Ecco la griglia che ha ucciso Loris. Un passo nel vuoto, il paiolato che cede sul piano di calpestio logoro e vetusto, si cammina sul vuoto per pulire quei cumuli di polveri nel reparto agglomerato e il lavoratore non c’è più”.

Lo scrive l’attivista Luciano Manna di Veraleaks in una nota accompagnata da una foto indicata come luogo dell’incidente in cui ieri mattina ha perso la vita il 36enne lavoratore Loris Costantino, dipendente della ditta d’appalto Gea Power, precipitato da un’altezza di oltre dieci metri mentre lavorava alla pulizia di un nastro trasportatore nella zona della linea E dell’impianto di agglomerazione dello stabilimento siderurgico di Taranto.

“Avevamo depositato in procura, già anni fa, foto di questi cumuli – afferma Manna – e questi nastri che perdono materiale nel reparto agglomerato della fabbrica ex Ilva. Nello specifico in agglomerato si cuoce l’omogeneizzato che poi viene introdotto all’altoforno”. Il materiale “finissimo perso su questi nastri e rulli – sostiene – viene, nel vero senso della parola, spalato e recuperato dagli operai delle ditte dell’indotto con pale, scopettoni e carriole per essere reintrodotto nel circolo produttivo, specie il materiale finissimo che ha una pezzatura non adatta all’altoforno”.

L’attivista ricorda che domani sarà depositata una denuncia penale “inerente questo incidente e gli eventi emissivi di febbraio causati da Afo2 e 4”. I cittadini e le associazioni aderenti si raduneranno alle 10 sotto Palazzo di Città per recarsi successivamente in Procura e “chiedere – conclude Manna – di processare i responsabili. L’unica indicazione per tutti i partecipanti è rimanere in rigoroso silenzio per rispetto a questo ennesimo grave lutto”.

Tragedia all’ex Ilva, morte l’operaio Loris Costantino. Continua lo sciopero: “Inammissibile morire di lavoro”

Fim, Fiom, Uilm e Usb di Taranto a seguito dell’incidente mortale sul lavoro che si è verificato ieri nello stabilimento ex Ilva, in cui ha perso la vita il 36enne Loris Costantino, dipendente della ditta di pulizie industriali Gea Power, hanno deciso di prorogare lo sciopero anche nella giornata di oggi a partire dalle ore 7 per tutto il primo turno.

“Quanto accaduto ieri – sottolineano in una nota – è il chiaro segnale di un’azienda al collasso e riteniamo inammissibile morire di lavoro per assenze di investimenti per mettere in sicurezza i lavoratori e gli impianti”.

Costantino è precipitato da un’altezza di oltre dieci metri per il cedimento di un piano di camminamento grigliato sul quale si trovava durante l’attività lavorativa nell’area agglomerato. E’ morto dopo il trasporto in ospedale a causa delle gravi lesioni riportate. L’area è stata sequestrata su disposizione della procura, che indaga per omicidio colposo.

Tragedia all’ex Ilva, morto l’operaio 36enne Loris Costantino: sindacati proclamano 24 ore di sciopero

Le segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm proclamano 24 ore di sciopero a partire dalla giornata di oggi per i lavoratori diretti e dell’appalto ex Ilva in seguito all’incidente costato la vita all’operaio Loris Costantino, di 36 anni, dipendente della ditta di pulizie Gea Power.

Le organizzazioni sindacali “esprimono il loro profondo cordoglio” per la tragica scomparsa del lavoratore. “La perdita di vite umane sul fronte occupazionale – affermano – rappresenta una ferita aperta nel nostro Paese e richiede un intervento immediato e deciso. Abbiamo denunciato più volte la condizione di pericolosità degli impianti e dei luoghi di lavoro in seguito alle mancate manutenzioni”.

Le sigle metalmeccaniche ritengono “inaccettabile che si continui a pagare con la vita le conseguenze di una gestione inefficace che non garantisce né la sicurezza né tantomeno previene le situazioni di rischio. Per questo chiediamo il superamento della fase commissariale con la definizione di un assetto proprietario in cui lo Stato detiene la maggioranza e la gestione”.

“Gli infortuni mortali di Claudio Salamida e di Loris Costantino – concludono – si dovevano evitare. La sicurezza nei luoghi di lavoro deve essere una priorità assoluta. La convocazione odierna a Palazzo Chigi deve servire a tutelare la vita e la salute dei lavoratori prima di tutto e a risolvere la vertenza. Chiediamo alle Istituzioni di intervenire con fermezza e responsabilità, la tutela della vita delle lavoratrici e dei lavoratori resta il nostro impegno fondamentale”.

Tragedia all’ex Ilva, precipita da 10 metri: è morto l’operaio Loris Costantino. Secondo decesso in due mesi

È morto Loris Costantino, l’operaio di 36 anni della ditta di pulizia Gea Power dell’indotto ex Ilva precipitato questa mattina da un piano di calpestio in una linea di Agglomerato dello stabilimento ex Ilva di Taranto.

Lo confermano fonti dell’Asl. Il giovane sarebbe precipitato da un’altezza di una decina di metri, riportando gravi ferite: lesioni al torace e ad un braccio. Condotto all’ospedale Santissima Annunziata, è morto poco tempo dopo.

Sul posto anche i vigili del fuoco e personale dello Spesal. Da accertare dinamica e responsabilità. Il 12 gennaio, in un incidente simile, morì l’operaio 46enne operaio Claudio Salamida.