È il giorno della visita di Giorgia Meloni a Bari. La presidente del Consiglio arriva in città per la festa di Fratelli d’Italia, organizzata nell’area portuale, dove il partito celebrerà il governo “più longevo della storia”. Una giornata ad alta intensità politica, ma anche caratterizzata dalla concomitanza di numerosi eventi che porteranno nel capoluogo pugliese migliaia di persone.
La premier parlerà alle 19.20 dal palco allestito davanti al terminal 10, in una manifestazione che vedrà la presenza di diversi esponenti del governo. Sono attesi i ministri Carlo Nordio, Matteo Piantedosi, Francesco Lollobrigida, Marina Calderone e Andrea Abodi, mentre è previsto anche l’intervento di Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo della Commissione europea. Non saranno invece presenti fisicamente i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, che interverranno attraverso collegamenti o videomessaggi.
L’appuntamento rappresenta per Fratelli d’Italia anche un’occasione per mostrare la propria forza organizzativa in Puglia. Sono circa sessanta i pullman attesi in città, con i partecipanti che raggiungeranno l’area portuale per assistere alla manifestazione. L’organizzazione è stata curata dai vertici regionali del partito, con il coordinatore Marcello Gemmato e il senatore Filippo Melchiorre in prima linea, mentre i referenti provinciali hanno lavorato per mobilitare iscritti e simpatizzanti.
La festa si svolgerà in una Bari particolarmente affollata. Alla manifestazione politica si aggiungono i concerti del fine settimana, la conclusione dei Giochi del Mediterraneo e il Felestin Festival, con iniziative dedicate al dialogo e alla cultura palestinese. Una concentrazione di appuntamenti che ha riempito alberghi e mezzi di trasporto e che comporterà inevitabili ripercussioni sulla viabilità cittadina. Diverse linee del trasporto pubblico saranno deviate e sono state predisposte navette per accompagnare i partecipanti verso il porto. Potenziato anche il servizio taxi.
A rendere ancora più delicata la giornata sono le proteste annunciate contro il governo. Diverse sigle, riunite sotto l’egida di Pugliantagonista, hanno organizzato un corteo per contestare la premier e le politiche dell’esecutivo. La manifestazione si terrà lontano dall’area portuale che ospiterà la festa di Fratelli d’Italia, ma gli organizzatori hanno già annunciato l’intenzione di avvicinarsi il più possibile alla zona dell’evento.
Il timore è quello di possibili tensioni, anche alla luce delle contestazioni che avevano accompagnato la visita della premier a Taranto. Per garantire lo svolgimento della giornata, Prefettura e forze dell’ordine hanno predisposto un dispositivo di sicurezza, mentre il Comune invita a considerare il complesso intreccio di appuntamenti come una prova della vivacità della città.
Proprio sul tema dell’accoglienza e del diritto al dissenso è intervenuto il sindaco di Bari, Vito Leccese, che ha scelto di rivolgere alla premier una lettera dal tono istituzionale ma anche fortemente politico. Anche se il primo cittadino, come Decaro, non è stato invitato.
«Cara Giorgia, benvenuta a Bari», è l’esordio del messaggio, nel quale Leccese sottolinea come la presenza della presidente del Consiglio rappresenti «un fatto positivo» e una conferma della «centralità e del ruolo» della comunità barese. Il sindaco riconosce dunque il valore istituzionale della visita, pur ricordando la distanza politica che lo separa dalla premier.
Nel messaggio, Leccese rivendica anche il ruolo di Bari come città di mare e di confine, proiettata verso il Mediterraneo e impegnata in nuove sfide, come le candidature a Capitale italiana del Mare e a Capitale Europea del Commercio. Un’identità che, secondo il sindaco, avrebbe reso orgoglioso Pinuccio Tatarella, storico esponente della destra pugliese e sostenitore dell’idea di Bari come grande capitale levantina.
Ma il cuore della lettera è il richiamo al rapporto tra politica, militanza e democrazia. Pur appartenendo a schieramenti profondamente diversi, Leccese ricorda una comune esperienza di militanza: «Entrambi siamo cresciuti nelle sezioni, nelle piazze, a contatto diretto con la gente; entrambi abbiamo “attaccato i manifesti” e cercato il consenso quando le nostre idee erano nettamente minoritarie».
Secondo il sindaco, quella stagione rappresentava una politica fondata sulla «passione organizzata», distinta dalla propaganda e dalla comunicazione digitale. Una radice comune che, pur all’interno di una distanza politica e culturale definita «radicale», viene indicata come elemento di rispetto reciproco.
Leccese affronta poi direttamente il tema delle contestazioni previste durante la giornata. Bari, scrive, mostrerà la propria «naturale vivacità», con persone che arriveranno per sostenere Meloni, altre che manifesteranno il proprio dissenso e migliaia di cittadini presenti per gli altri eventi in programma.
«Un’amministrazione debole o timorosa considererebbe questo incrocio di manifestazioni come un problema da gestire con preoccupazione, io lo considero l’essenza stessa della democrazia», afferma il sindaco. Per Leccese, infatti, l’accoglienza non può limitarsi a chi condivide le stesse idee: la maturità di una città si misura soprattutto nella capacità di garantire spazio e rispetto anche a chi contesta le scelte del governo.
Il sindaco richiama quindi tutti alla responsabilità, sottolineando che il dissenso deve essere espresso attraverso «idee e rispetto, mai di provocazioni». Con Prefettura e forze dell’ordine, spiega, il Comune ha lavorato affinché la giornata possa svolgersi «con equilibrio e rigore», ma la sicurezza non può essere affidata soltanto all’ordine pubblico: «La tenuta democratica non si delega solo all’ordine pubblico: appartiene al senso civico di una comunità».
Nella parte conclusiva della lettera, Leccese lega la visita di Meloni alla storia recente della città, ricordando l’arrivo della nave Vlora nell’agosto del 1991, quando Bari accolse migliaia di cittadini albanesi giunti sulle proprie coste. Un episodio che, secondo il sindaco, rappresenta ancora oggi l’idea di una città capace di guardare al Mediterraneo non come a una barriera, ma come a un ponte.
«Questa è la Bari che ti accoglierà, senza camuffarsi o mettere tra parentesi la propria storia e il proprio orientamento», scrive Leccese, rivendicando il pluralismo come «una prova di forza istituzionale». Il compito della politica, conclude, non è omologare i pensieri, ma garantire «a ogni cittadino la piena dignità della propria voce».