Flotilla, il Consiglio della Regione Puglia denuncia il governo israeliano: “Atti di violenza e reati gravissimi”

La Regione Puglia denuncia il Governo israeliano per il sequestro e l’arresto di cittadini italiani e pugliesi impegnati nella missione di pace denominata “Global Sumud Flotilla” in seguito all’illegale sequestro e arresto da parte della forze armate israeliane di cittadini italiani, fra i quali almeno tre pugliesi, impegnati a portare aiuti umanitari alla popolazione di Gaza su piccole barche battenti bandiera italiana in acque internazionali.

“La consumazione di atti di violenza a bordo di imbarcazioni italiane e in danno di concittadini inermi, arbitrariamente sequestrati e condotti nelle carceri israeliane, assieme al sequestro e successivo affondamento delle stesse imbarcazioni, configurano reati gravissimi che ledono i valori e i principi fondamentali dello Statuto della Regione Puglia che è persona offesa e danneggiata dalle azioni criminali del governo di Israele”, le parole di Emiliano. 

Sicurezza a Bari, l’appello del sindaco Leccese: “Stato intervenga in maniera straordinaria lavoriamo insieme”

“Faccio appello al Governo affinché si possa lavorare insieme, affrontando le questioni come un’unica squadra. Non serve farci le guerre politiche sulla pelle dei cittadini. Esiste un problema e non lo abbiamo mai nascosto. Non ci siamo tirati indietro ma chiediamo che lo Stato intervenga in maniera straordinaria”.

Lo afferma il sindaco di Bari, Vito Leccese, in un post su Facebook, a proposito del tema sicurezza in città, anche in seguito alle risse tra gruppi di migranti che si sono verificate negli ultimi giorni.

“Quello che sta succedendo in alcune piazze della città – prosegue – è ben noto alle Forze dell’Ordine e al Comune. Stiamo lavorando insieme, con determinazione, per affrontare la situazione. Il Comune è pronto a fare la sua parte e lo sta facendo, ma è giusto ricordare ancora una volta che l’ordine pubblico non è gestito dal sindaco ma è competenza del ministero dell’Interno. Il 16 luglio scorso, insieme ad altri sindaci metropolitani abbiamo incontrato il ministro Piantedosi per chiedere più agenti delle forze dell’ordine e più strumenti per presidiare le piazze e restituire vivibilità a questi luoghi che sono sempre più piazze di spaccio e di consumo di droga”.

“Tanti gli interventi e gli arresti di questi mesi – aggiunge – ma non bastano. Oggi ho incontrato il comandante della Polizia Locale insieme all’assessora Carla Palone e al presidente del Consiglio comunale per chiedere un impegno ancora più importante nelle operazioni e nei dispositivi di ordine pubblico. Parallelamente stiamo lavorando per riportare funzioni sociali, culturali e civili negli spazi pubblici. Piazza Cesare Battisti, per esempio, deve diventare la piazza dell’università, un luogo vivo, sicuro e aperto ai giovani e alla città. Perché dobbiamo riportare bellezza dove c’è degrado e vivere gli spazi con attività sociali e culturali è uno strumento fondamentale”.

Nuovo decreto contro l’abbandono illecito di rifiuti: a Bari arriva la prima denuncia con sequestro del mezzo

Continuano le attività della Polizia Locale di Bari finalizzate a contrastare l’abbandono e la migrazione dei rifiuti, anche alla luce delle novità introdotte dal decreto legge 116/2025 – “Disposizioni urgenti per il contrasto alle attività illecite in materia di rifiuti, per la bonifica dell’area denominata Terra dei fuochi, nonché in materia di assistenza alla popolazione colpita da eventi calamitosi” -, che inasprisce le pene per chi abbandona illecitamente i rifiuti e introduce una stretta contro il lancio dai veicoli di mozziconi di sigarette, fazzolettini, lattine, bottiglie, sacchetti e oggetti vari.

Questa mattina, intorno alle ore 8.10, una pattuglia in borghese ha intercettato un furgone in via Dante. Sul mezzo era riportato il nome dell’azienda, specializzata in attività di “sgomberi cantine e box, traslochi e trasporti locali”, con l’indicazione di un numero di cellulare da contattare per i servizi pubblicizzati. Durante l’attività di osservazione, gli agenti hanno effettuato un primo riscontro, da cui è emerso che la ditta risultava cancellata dal Registro delle imprese dal 2017. Nel corso del controllo del mezzo, gli agenti hanno trovato, all’interno del vano carico, oltre 100 chili di rifiuti provenienti da attività di ristrutturazione edilizia. Il conducente, un ventiduenne residente a Bitonto, non ha fornito alcuna giustificazione rispetto alla provenienza dei rifiuti ed è risultato privo dei necessari formulari (FIR) per il trasporto degli stessi.

A norma dell’articolo 256 del Testo unico sull’ambiente (D.Lgs.152/06), così come modificato dal nuovo decreto legge 116/2025, “chiunque effettua un’attività di raccolta, trasporto, recupero, smaltimento, commercio ed intermediazione di rifiuti in mancanza della prescritta autorizzazione, iscrizione o comunicazione, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni”. Oltre alla denuncia a piede libero per il trasporto senza titolo dei rifiuti, si è proceduto al sequestro penale del mezzo utilizzato per compiere il reato, come disposto dall’articolo 321 del Codice di procedura penale; in concorso con l’illecito penale, si è provveduto alla contestazione dell’assenza del formulario di identificazione dei rifiuti (FIR), che prevede la sanzione amministrativa di 3.200 euro, oltre alla sospensione della patente di guida da tre a nove mesi.

“Dopo mesi di controlli e intense attività di contrasto nei confronti di chi abbandona i rifiuti, spesso in maniera seriale e prendendo di mira gli angoli di natura più belli della nostra città, oggi cominciamo a vedere applicate le novità introdotte dal nuovo decreto legge, entrato in vigore lo scorso 9 agosto – dichiara l’assessora alla Vivibilità urbana e Protezione civile Carla Palone -. Nelle ultime ore ci siamo concentrati su tutte quelle realtà che si propongono di aiutare i cittadini nella gestione, ad esempio, dello svuotamento delle loro cantine, senza averne titolo. Le conseguenze, ormai, sono pesantissime, come dimostra il caso del giovane conducente individuato stamattina dagli agenti e denunciato. Ci tengo, però, a ribadire il messaggio anche nei confronti dei cittadini onesti, che si affidano a svuota-cantine abusivi. Fate attenzione, perché rischiate di essere chiamati a rispondere, in concorso, di reati ambientali come l’abbandono e il trasporto di rifiuti senza titolo. Prima di conferire i vostri rifiuti ingombranti o le masserizie, assicuratevi che l’impresa sia iscritta all’Albo dei gestori ambientali, liberamente consultabile all’indirizzo www.albonazionalegestoriambientali.it/public/elenchiiscritti”.

Legge anti-sindaci, impugnata la norma della Regione Puglia. Emiliano: “Non ci opporremo al Governo”

“Ve lo sto dicendo in anticipo. La giunta regionale, fra poco, deciderà di non resistere dinanzi alla Corte Costituzionale alla impugnazione della legge sui sindaci”.

Lo ha detto il presidente della Regione, Michele Emiliano, intervenendo durante i lavori del Consiglio regionale. Il riferimento è alla norma “anti-sindaci”, approvata nella legge di stabilità regionale e che impone ai sindaci che vogliono candidarsi alle prossime elezioni regionali, di dimettersi 180 giorni prima della scadenza della legislatura.

Per sollecitare una modifica della legge, i sindaci pugliesi avevano dato vita ad un flash mob nell’Agorà del Consiglio regionale lo scorso 21 marzo.

“Su questo punto – ha aggiunto Emiliano – l’Avvocatura ritiene di non avere elementi per resistere e, quindi, se non ci sono suggerimenti da parte vostra – ha detto riferendosi ai consiglieri di entrambi gli schieramenti – la giunta deciderà di non resistere e di non frapporre argomentazioni a confutazione”.

La Regione Puglia impugna il bilancio dello Stato, Emiliano alla Meloni: “Tolti soldi degli indennizzi per i vaccini”

“Abbiamo deciso d’impugnare dinanzi alla Corte costituzionale il bilancio dello Stato per il 2025, nella parte in cui addebita alla Regione Puglia il pagamento di indennizzi in favore di soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati (c.d. indennizzi emotrasfusi), per una competenza chiaramente statale, con un onere annuale regionale di circa 22 milioni di euro”.

Lo dichiarano il presidente Emiliano, il vicepresidente Piemontese e l’assessore Amati. “La problematica, seppur risalente nel tempo, ha subito negli ultimi anni un notevole aggravio anche in considerazione della pretesa, avanzata dai Ministeri dell’Economia e della Salute, di escludere tali risorse dal Fondo e dalla perimetrazione sanitaria”, aggiungono.

“Un’ingiustizia che pesa in termini vitali sul bilancio della Regione, già impegnato per contributi alla Stato per circa 66 milioni quest’anno, per circa 97 milioni per il 2026, 2027 e 2028, e 107 milioni per il 2029”, concludono Emiliano, Piemontese e Amati.

Autonomia differenziata, il referendum della Puglia è inammissibile. Emiliano: “Resta effetto demolitorio”

“L’inammissibilità del referendum non scalfisce l’esito del risultato raggiunto dalla Puglia insieme alle altre Regioni che ha già prodotto un effetto demolitorio della legge Calderoli”. Lo dichiara il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano dopo la decisione della Corte costituzionale di ritenere inammissibile il quesito referendario per l’abrogazione della Legge dell’autonomia differenziata.

“La decisione della Puglia di impugnare la legge Calderoli dinanzi alla Corte costituzionale – prosegue – si rivela oggi una scelta ancor più saggia e lungimirante. Come è noto, la legge è stata già ampiamente rimaneggiata dalla sentenza n. 192 del 2024 della Corte costituzionale che ne ha dichiarato illegittime ampie parti ed altre le ha reinterpretate in senso conforme alla Costituzione, rendendola sostanzialmente inapplicabile così com’è”.

“Sono quindi molto orgoglioso che la Puglia per prima abbia trovato la strategia giusta per depotenziare totalmente l’autonomia differenziata. Dopo la sentenza della Corte costituzionale, infatti, il 116 comma 3 Cost. non può più servire a spaccare l’Italia in violazione del principio di solidarietà”, aggiunge.

“Quel che ne è residuato – conclude Emiliano – è un testo così monco da rendere necessario ricominciare il lavoro normativo, restituendo centralità al Parlamento che, se proprio lo vorrà, dovrà ripartire dai principi costituzionali in tema di regionalismo differenziato che ora sono nitidi, perché la Corte, finalmente, li ha chiariti”.

Il Governo taglia i fondi, saltano i 600 milioni per il Nodo di Bari Nord. Rfi rassicura: Rispetteremo i tempi”

Il Governo ha tagliato i fondi per il Nodo ferroviario Bari Nord a causa dei troppi ritardi. Il progetto non è partito nel termine del 30 giugno 2024. A rivelarlo è la Cgil. Il Comitato interministeriale per la programmazione economica ha infatti deciso di definanziare l’opera che prevedeva la realizzazione di un nuovo tratto ferroviario tra le stazioni di Giovinazzo e Bari Parco Nord. Bruciati i 608 milioni degli 804 milioni di finanziamento pubblico, il sindacato chiede ora aiuto alla Regione affinché venga attivata “la cabina di regia per capire nel dettaglio le cause della scelta del Governo”.

“Vogliamo che qualcuno si assuma le responsabilità per questo definanziamento gravissimo anche in termini di mancata ricaduta occupazionale che avrebbe avuto – dice la segretaria generale della Cgil Puglia, Gigia Bucci – e chiediamo quali strade alternative ci siano per non disperdere un lavoro ventennale. Governo, Rfi e Regione ci diano spiegazioni e avviino al più presto un confronto allargato alle parti sociali”. Fonti di Rfi spiegano che la decisione del Cipess non impatterà sui tempi di cantierizzazione.

Il 20% ai Comuni e ingresso del Governo nel CdA: Aqp si trasforma dopo l’accordo tra Regione Puglia e Fitto

Il 20% della società di Acquedotto Pugliese passa ai Comuni e il Governo entra nel CdA. Questo è alla base dell’accordo politico tra la Regione Puglia e il ministro Raffaele Fitto. Acquedotto Pugliese continuerà a gestire il servizio idrico per altri 30 anni, scongiurando così l’ipotesi di una gara d’appalto nel 2025, ma si trasformerà. La proprietà resta nelle mani della Regione Puglia, ma si andrà verso una nazionalizzazione con il Governo che avrà un ruolo operativo in tutte le scelte. A riportarlo è La Gazzetta del Mezzogiorno.

Palazzo Chigi, due mesi fa, aveva impugnato la leggere regionale che avrebbe consentito l’affidamento diretto, ieri è stato presentato un emendamento governativo alla Finanziaria che consente l’affidamento del servizio idrico secondo il modello delle società in house, superando i profili di illegittimità costituzionale che inficiavano la stessa legge regionale. “A seguito dell’approvazione dell’emendamento governativo la Regione Puglia provvederà ad adeguare la legge regionale in materia, consentendo così di evitare il pronunciamento della Corte costituzionale per il venir meno di tutti i profili di incostituzionalità originariamente denunciati dal Governo con il proprio ricorso”, si legge in una nota del Ministero.

Regione Puglia-Governo, fumata bianca grazie a Fitto: Aqp gestirà il servizio idrico per altri 30 anni

Accordo tra la Regione Puglia e il Governo: Acquedotto Pugliese continuerà a gestire il servizio idrico per altri 30 anni. Il ministro Raffaele Fitto ha fatto da mediatore tra le parti. Superato così il clima di incertezza in vista del 31 dicembre 2025, data di scadenza della concessione. Palazzo Chigi, due mesi fa, aveva impugnato la leggere regionale che avrebbe consentito l’affidamento diretto, in giornata è stato presentato un emendamento governativo alla Finanziaria che consente l’affidamento del servizio idrico secondo il modello delle società in house, superando i profili di illegittimità costituzionale che inficiavano la stessa legge regionale.

“A seguito dell’approvazione dell’emendamento governativo la Regione Puglia provvederà ad adeguare la legge regionale in materia, consentendo così di evitare il pronunciamento della Corte costituzionale per il venir meno di tutti i profili di incostituzionalità originariamente denunciati dal Governo con il proprio ricorso”, si legge in una nota del Ministero.

Università e scuola, studenti in protesta contro il governo Meloni: doppio corteo il 15 novembre a Bari

Domani, venerdì 15 novembre, si svolgeranno in città due manifestazioni in occasione dello sciopero nazionale studentesco che vedrà scendere in piazza associazioni e sindacati degli studenti, assieme ad altre realtà sociali. Un primo corteo, organizzato da “Link” e “Zona Franka” partirà da piazza Aldo Moro, mentre un secondo corteo, organizzato da “OSA”, partirà da piazza Umberto. Al centro le riforme universitarie e la gestione della scuola del governo Meloni. La Ripartizione Infrastrutture, Viabilità e Opere Pubbliche rende noto che, per consentire lo svolgimento delle due manifestazioni, sono state istituite, con apposita ordinanza, alcune limitazioni temporanee al traffico e alla viabilità.

Nello specifico, l’ordinanza prevede, per domani venerdì 15 novembre: dalle ore 5 e, comunque, fino al termine delle esigenze, l’istituzione del divieto di fermata su piazza Libertà, esclusivamente per il lato prospiciente il Palazzo dell’Economia; dalle ore 9, relativamente al passaggio del corteo, è istituito il divieto di circolazione sul seguente percorso: piazza A. Moro, via Nicolò Dell’Arca, via G. Davanzati, via De Giosa, via Imbriani, piazza Diaz; dalle ore 9, relativamente al passaggio del corteo, è istituito il divieto di circolazione sul seguente percorso: piazza Umberto I, via Nicolai, via Cairoli, via Dante, corso Cavour, piazzale IV Novembre, corso Vittorio Emanuele II, piazza Libertà (lato Palazzo dell’Economia). Inoltre, Amtab informa che, durante il passaggio dei manifestanti, potrebbero verificarsi alcuni ritardi per i bus delle linee che percorrono le vie attraversate dai cortei o limitrofe.