Teatro Petruzzelli, il nodo della proprietà. Il sindaco Leccese chiama in causa lo Stato: chiesto tavolo nazionale

Resta aperta la controversia sulla proprietà del Teatro Petruzzelli di Bari, al centro di una disputa giudiziaria tra la famiglia Messeni-Nemagna e il Comune. Il sindaco Vito Leccese, intervenuto in Regione, ha sottolineato la necessità di tutelare la continuità delle attività della Fondazione Petruzzelli in attesa della decisione della Corte di Cassazione.

La Corte d’Appello di Bari, nel 2021, ha riconosciuto la proprietà del teatro alla famiglia Messeni-Nemagna, stabilendo anche il pagamento di circa 41 milioni di euro per le spese sostenute dallo Stato per la ricostruzione dopo l’incendio doloso del 1991. Una recente perizia ha inoltre quantificato in 1,9 milioni di euro il canone annuo del teatro.

Leccese ha quindi chiesto al ministro della Cultura Alessandro Giuli l’apertura di un tavolo di confronto per garantire la continuità operativa della Fondazione, ricordando gli oltre 40 milioni di euro investiti dallo Stato nella ricostruzione del teatro.

Durante la seduta è emersa anche la proposta di coinvolgere direttamente Ministero della Cultura e Presidenza del Consiglio per affrontare la questione a livello nazionale. L’obiettivo indicato dalla Regione è duplice: riaffermare la proprietà pubblica del Petruzzelli e assicurare il futuro della Fondazione, che conta 190 dipendenti tra orchestra, coro, maestranze tecniche e personale amministrativo.

Sfida allo stato, nel Foggiano smontate le telecamere sulle strade degli assalti ai portavalori: 40 in cinque paesi

Quaranta telecamere di videosorveglianza pubblica sono state sabotate nella notte tra il 6 e il 7 settembre nei comuni dei Cinque Reali Siti: Ordona, Orta Nova, Carapelle, Stornara e Stornarella.

A entrare in azione sarebbe stata una banda composta da quattro persone incappucciate, arrivate a bordo di un’utilitaria scura. I malviventi avrebbero utilizzato un’asta con un flessibile per mettere fuori uso gli impianti, lasciando in diversi casi solo cavi e apparecchiature danneggiate. Alcune centrali operative sono però riuscite a recuperare le immagini dei blitz, ora al vaglio dei carabinieri.

L’episodio è considerato particolarmente grave perché la videosorveglianza aveva già consentito di individuare e arrestare responsabili di precedenti reati. «È una vera e propria sfida allo Stato», ha commentato la sindaca di Ordona, Adalgisa La Torre, dove sono state danneggiate 12 telecamere, comprese alcune di ultima generazione.

La zona è da tempo interessata da episodi criminali, tra assalti ai bancomat, furti, traffico di droga, attacchi ai portavalori e danneggiamenti alle aziende agricole. In Puglia, dall’inizio del 2026, sono stati almeno 70 gli episodi contro banche e Postamat.

I Comuni hanno annunciato il ripristino degli impianti danneggiati e l’installazione di nuove telecamere, mentre proseguono le indagini per identificare gli autori del sabotaggio.

Muore ammanettato durante fermo di Polizia, in 300 in piazza a Bari: “Fekir ucciso dalla violenza dello Stato”

Circa 300 persone hanno partecipato ieri in piazza Umberto, a Bari, al presidio organizzato dallo spazio di mutuo soccorso Bread&Roses per ricordare Abderrahim Fakir, il cittadino marocchino morto a Bologna durante un fermo di polizia.

La manifestazione si è svolta all’insegna dello slogan “Fakir ucciso dalla violenza dello Stato”, con striscioni contro il razzismo istituzionale e la violenza sulle persone migranti.

Tra gli interventi quello di Wadoud, cittadino ivoriano e membro dell’associazione Solidaria di Bari, che ha ricordato Fakir durante una giornata di raccolta dei pomodori della filiera Sfruttazero.

Nel suo discorso ha denunciato le condizioni dei migranti nei centri di detenzione, nelle carceri e lungo le rotte migratorie, sostenendo che vengano privati della libertà, della dignità e della possibilità di costruire un futuro. Ha infine criticato un sistema che, a suo dire, alimenta emarginazione e disuguaglianze.

Bari, false assunzioni per ottenere la Naspi: in cinque a processo per truffa ai danni dello Stato

Avrebbero simulato l’assunzione di tre persone all’interno dell’istituto di vigilanza privata Nuova Italpol di Gravina per consentire l’indebita percezione dell’indennità di disoccupazione Naspi erogata dall’Inps.

Per questa vicenda la Procura di Bari, con la pm Chiara Giordano, ha chiesto il rinvio a giudizio di cinque persone, accusate a vario titolo di concorso in truffa aggravata ai danni dello Stato.

Tra gli imputati figurano Nicola Lisi, 69 anni, e Giovanni Lisi, 45 anni, rispettivamente legale rappresentante e amministratore di fatto della società, oltre ai presunti falsi lavoratori Anna Quarto, 65 anni, Cristina Troiani, 42 anni, e Rocco Paternoster, 54 anni.

Secondo l’accusa, grazie alle assunzioni fittizie i tre avrebbero percepito senza averne diritto l’indennità di disoccupazione tra febbraio 2019 e novembre 2020. L’udienza pre-dibattimentale è fissata per il 3 novembre 2026 davanti al giudice Luna Calzolaro.

Bari, fondi Covid ottenuti senza requisiti grazie all’amico commercialista: in 10 verso il processo – I NOMI

Avrebbero ottenuto indebitamente finanziamenti previsti dal Decreto Liquidità durante l’emergenza Covid, utilizzando poi il denaro per scopi personali. Con questa accusa la pm Chiara Giordano ha chiesto il rinvio a giudizio per dieci persone, indagate a vario titolo per truffa aggravata, malversazione ai danni dello Stato e riciclaggio.

Al centro dell’inchiesta, coordinata dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Bari, ci sarebbe un sistema che coinvolge membri di una famiglia, un ex commercialista e alcuni prestanome. Secondo l’accusa, attraverso tre società costituite nel 2021 – ritenute riconducibili alla stessa famiglia – sarebbero stati ottenuti finanziamenti da 30mila euro ciascuno dichiarando falsamente i requisiti richiesti.

I fondi, sempre secondo gli inquirenti, sarebbero stati successivamente trasferiti su conti personali, prelevati in contanti o girati a prestanome, configurando così operazioni di riciclaggio.

Figura centrale dell’indagine sarebbe Vito Di Cosola, ritenuto l’organizzatore dell’operazione, mentre l’ex commercialista Raffaele Catacchio avrebbe avuto un ruolo nella gestione delle pratiche e nell’individuazione dei prestanome. L’udienza preliminare è fissata per il prossimo 26 maggio davanti alla gip Ilaria Casu.

Tutti gli indagati: Marika Di Cosola, 33 anni, Vito Di Cosola, 61 anni (padre e figlia), Tiziana Di Chio, 56 anni (moglie del secondo), Fabrizio Romito, 35 anni (compagno della prima), l’ex commercialista Raffaele Catacchio, 82 anni (detto Lucio), tutti di Bari, Pietro Giuseppe Mastrangelo, 68 anni, di Putignano, Giovanna Fornelli, 59 anni di Bari, Jamillo Fabbrizi, 35 anni di Roma, Antonio Pellegrino, 50 anni di Bari, Salvatore Guerra, 50 anni di Mattinata.

Flacks annuncia su Linkedin: “Accordo con il governo sull’Ilva. Investimento da 5 miliardi allo stato quota del 40%”

“Il Gruppo Flacks ha raggiunto un accordo con il governo italiano per l’acquisizione dell’acciaieria Ilva, il più grande impianto siderurgico integrato d’Europa”. È quanto si legge sulla pagina Linkedin del gruppo.

“Questa acquisizione garantisce il futuro a lungo termine di una piattaforma industriale storica, sostiene circa 8.500 lavoratori qualificati e rafforza le catene di approvvigionamento europee fondamentali per i settori automobilistico, edile e delle infrastrutture. Stiamo investendo fino a 5 miliardi di euro per modernizzare le operazioni, compresi l’elettrificazione e l’ammodernamento dei forni, promuovendo la decarbonizzazione, l’efficienza e la crescita sostenibile. Il governo italiano rimarrà un partner strategico con una quota del 40%, mentre Flacks Group detiene un’opzione per acquisire un ulteriore 40% in futuro, riflettendo la nostra attenzione alla partnership industriale a lungo termine”, si legge nel testo.

“Questa transazione mette al primo posto le persone. Il nostro obiettivo è investire a lungo termine, modernizzare in modo responsabile e garantire un futuro duraturo a questo storico stabilimento siderurgico”, dichiara il fondatore e presidente Michael Flacks.

Ex Popolare di Bari, lo Stato verso la cessione delle quote. Giorgetti: “Era scassata adesso fa utili”

Il governo prevede la cessione della quota in Bdm Banca, l’istituto sorto dalle ceneri della Popolare di Bari dopo il salvataggio pubblico e che fa parte del gruppo Mcc, a sua volta controllato da Invitalia e quindi dal Mef.

Lo ha annunciato il ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti al termine della conferenza stampa sulla Manovra dove, a chi gli chiedeva se il programma di privatizzazioni includesse le quote restanti in Mps, ha invitato appunto a guardare a Bdm Banca, «una banca che prima era scassata e ora fa utili».

Punta Perotti, risarcimento ai proprietari dei suoli. Saga infinita: continua lo scontro tra Comune di Bari e Stato

Il Comune di Bari sostiene di non pagare alcun indennizzo, mentre lo Stato continua a sostenere che i risarcimenti devono essere riconosciuti dall’Ente. La telenovela legata a Punta Perotti si arricchisce di un nuovo capitolo giudiziario: il Comune ha deciso di costituirsi in giudizio dinnanzi alla Corte d’Appello di Bari per opporsi al ricorso presentato dallo Stato dopo la sentenza in primo grado. 

Il Tribunale di Bari a marzo ha infatti dichiarato l’insussistenza dei presupposti del diritto di rivalsa dello Stato Italiano nei confronti del Comune di Bari in relazione alle sentenze della Corte E.D.U. del 20.01.2009 e del 10.05.2012” sulla vicenda Punta Perotti, al fine di accertare e dichiarare l’infondatezza della pretesa creditoria vantata dallo Stato italiano in relazione agli oneri finanziari sostenuti per risarcire i proprietari dei suoli, confiscati dallo Stato, per un ammontare di 46.080.000.

La sentenza del Tribunale ha accolto le tesi formulate dal Comune di Bari e ha dichiarato l’insussistenza del diritto dello Stato a rivalersi nei confronti del Comune di Bari di quanto corrisposto in esecuzione della sentenza di condanna della Corte E.D.U. del 10.05.2012, nei confronti dei proprietari. Questo perché all’ente locale non è addebitabile alcuna responsabilità sul danno subito dai proprietari a seguito della confisca disposta dalla Corte di Cassazione con sentenza n. 11716/2001.

Il Comune di Bari, essendo intervenuto nella fase di rilascio delle autorizzazioni edilizie, è stato considerato estraneo al segmento a valle della vicenda, rappresentato dalla confisca dei beni posta a fondamento della pronuncia resa dalla Corte E.D.U., oggetto dell’azione di rivalsa. Lo Stato però ha presentato ricorso e insiste nel diritto di rivalsa nei confronti del Comune, cercando di scaricare nelle casse dell’ente il maxi-indennizzo, già liquidato.

Sicurezza a Bari, l’appello del sindaco Leccese: “Stato intervenga in maniera straordinaria lavoriamo insieme”

“Faccio appello al Governo affinché si possa lavorare insieme, affrontando le questioni come un’unica squadra. Non serve farci le guerre politiche sulla pelle dei cittadini. Esiste un problema e non lo abbiamo mai nascosto. Non ci siamo tirati indietro ma chiediamo che lo Stato intervenga in maniera straordinaria”.

Lo afferma il sindaco di Bari, Vito Leccese, in un post su Facebook, a proposito del tema sicurezza in città, anche in seguito alle risse tra gruppi di migranti che si sono verificate negli ultimi giorni.

“Quello che sta succedendo in alcune piazze della città – prosegue – è ben noto alle Forze dell’Ordine e al Comune. Stiamo lavorando insieme, con determinazione, per affrontare la situazione. Il Comune è pronto a fare la sua parte e lo sta facendo, ma è giusto ricordare ancora una volta che l’ordine pubblico non è gestito dal sindaco ma è competenza del ministero dell’Interno. Il 16 luglio scorso, insieme ad altri sindaci metropolitani abbiamo incontrato il ministro Piantedosi per chiedere più agenti delle forze dell’ordine e più strumenti per presidiare le piazze e restituire vivibilità a questi luoghi che sono sempre più piazze di spaccio e di consumo di droga”.

“Tanti gli interventi e gli arresti di questi mesi – aggiunge – ma non bastano. Oggi ho incontrato il comandante della Polizia Locale insieme all’assessora Carla Palone e al presidente del Consiglio comunale per chiedere un impegno ancora più importante nelle operazioni e nei dispositivi di ordine pubblico. Parallelamente stiamo lavorando per riportare funzioni sociali, culturali e civili negli spazi pubblici. Piazza Cesare Battisti, per esempio, deve diventare la piazza dell’università, un luogo vivo, sicuro e aperto ai giovani e alla città. Perché dobbiamo riportare bellezza dove c’è degrado e vivere gli spazi con attività sociali e culturali è uno strumento fondamentale”.