Bari, fondi Covid ottenuti senza requisiti grazie all’amico commercialista: in 10 verso il processo – I NOMI

Avrebbero ottenuto indebitamente finanziamenti previsti dal Decreto Liquidità durante l’emergenza Covid, utilizzando poi il denaro per scopi personali. Con questa accusa la pm Chiara Giordano ha chiesto il rinvio a giudizio per dieci persone, indagate a vario titolo per truffa aggravata, malversazione ai danni dello Stato e riciclaggio.

Al centro dell’inchiesta, coordinata dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Bari, ci sarebbe un sistema che coinvolge membri di una famiglia, un ex commercialista e alcuni prestanome. Secondo l’accusa, attraverso tre società costituite nel 2021 – ritenute riconducibili alla stessa famiglia – sarebbero stati ottenuti finanziamenti da 30mila euro ciascuno dichiarando falsamente i requisiti richiesti.

I fondi, sempre secondo gli inquirenti, sarebbero stati successivamente trasferiti su conti personali, prelevati in contanti o girati a prestanome, configurando così operazioni di riciclaggio.

Figura centrale dell’indagine sarebbe Vito Di Cosola, ritenuto l’organizzatore dell’operazione, mentre l’ex commercialista Raffaele Catacchio avrebbe avuto un ruolo nella gestione delle pratiche e nell’individuazione dei prestanome. L’udienza preliminare è fissata per il prossimo 26 maggio davanti alla gip Ilaria Casu.

Tutti gli indagati: Marika Di Cosola, 33 anni, Vito Di Cosola, 61 anni (padre e figlia), Tiziana Di Chio, 56 anni (moglie del secondo), Fabrizio Romito, 35 anni (compagno della prima), l’ex commercialista Raffaele Catacchio, 82 anni (detto Lucio), tutti di Bari, Pietro Giuseppe Mastrangelo, 68 anni, di Putignano, Giovanna Fornelli, 59 anni di Bari, Jamillo Fabbrizi, 35 anni di Roma, Antonio Pellegrino, 50 anni di Bari, Salvatore Guerra, 50 anni di Mattinata.

Truffa allo Stato a Bari, fondi Covid ottenuti senza requisiti grazie all’amico commercialista: 10 indagati – I NOMI

La Procura di Bari ha notificato un avviso di conclusione indagini nei confronti di 10 persone, accusate a vario titolo e secondo le rispettive responsabilità di truffa aggravata, malversazione ai danni dello Stato e riciclaggio.

Secondo l’accusa alcuni degli indagati avrebbero ottenuto nel 2021 illegittimamente i finanziamenti pubblici previsti dal Decreto Liquidità per far fronte all’emergenza Covid. I soldi sarebbero poi finiti nelle loro disponibilità grazie alla complicità di un ex commercialista, già coinvolto in indagini simili nel passato.

Gli indagati sono i baresi Marika Di Cosola, 33 anni, Vito Di Cosola, 61 anni (padre e figlia), Tiziana Di Chio, 56 anni (moglie del secondo), Fabrizio Romito, 35 anni (compagno della 33enne), l’ex commercialista Raffaele Catacchio, 82 anni (detto Lucio). Indagati anche Pietro Giuseppe Mastrangelo, 68 anni, di Putignano, Giovanna Fornelli, 59 anni di Bari, Jamillo Fabbrizi, 35 anni di Roma, Antonio Pellegrino, 50 anni di Bari, Salvatore Guerra, 50 anni di Mattinata. A riportarlo è La Gazzetta del Mezzogiorno.

Tutto ruota attorno alle verifiche della Guardia di Finanza sulle società Future Fleath, Technological Charme e Best Quality, riconducibili alla famiglia Di Cosola. Le tre imprese avrebbero presentato richieste di finanziamento da 30mila euro ciascuna, i soldi ottenuti sarebbero poi stati trasferiti su conti correnti personali riferiti ai membri della famiglia Di Cosola. Le altre persone coinvolte nell’inchiesta rispondono di riciclaggio perché i conti correnti delle proprie società avrebbero ricevuto bonifici dalla famiglia Di Cosola.