Fallimento Italia, Di Gennaro: “Investimenti e cambiamento radicale. Non sappiamo più far crescere i giocatori”

31 marzo 2026. Una data che rimarrà impressa nella memoria storico-sportiva italiana non per un piacevole ricordo. Addio Mondiale vociferano i giovani tra le strade rumorose delle città dopo aver trascorso una serata in compagnia dinanzi alla tv per continuare a credere in una speranza oramai sgretolata. Dopo le ombre della Svezia nel 2018, Macedonia del Nord nel 2022, a Zenica si aggiunge la terza squadra che ha eliminato gli azzurri dalla Coppa del Mondo FIFA: la Bosnia ed Erzegovina. Sono costati cari gli errori dal dischetto di Pio Esposito e Bryan Cristante dopo 120 minuti di gioco, terminati 1-1 con le reti di Kean (15′) e Tabakovic (79′). La delusione all’indomani della debacle pesa come un macigno. L’ex giocatore azzurro Antonio Di Gennaro, intervenuto in un’intervista esclusiva di Quinto Potere, offre una lettura lucida e senza sconti dell’attuale movimento calcistico italiano.

Secondo Di Gennaro, il commissario tecnico Gennaro Gattuso aveva impostato la gara in modo complessivamente corretto, ma con margini di miglioramento evidenti: “A posteriori è facile parlare – sottolinea – ma già prima della partita avrei fatto scelte diverse: Palestra esterno a destra e Pio Esposito titolare”. Nel mirino soprattutto alcuni interpreti offensivi: Politano, pur migliorato tatticamente, non è riuscito a incidere, mentre Retegui ha mostrato limiti legati alla condizione fisica ed al contesto competitivo da cui proviene: “L’Italia – aggiunge – ha avuto le occasioni per chiudere la partita sul 2-0. Gli errori individuali hanno fatto la differenza”.

Passaggio chiave della gara è stato l’uscita di Kean che ha indebolito la fase offensiva togliendo l’unico punto di riferimento valido che gli azzurri avevano in campo. Di Gennaro è netto: “Non lo avrei mai tolto. Anzi, lo avrei affiancato a Pio Esposito, rischiando qualcosa in difesa. In partite così bisogna giocarsi tutto”. Tra gli assenti Zaniolo, Fagioli e Bernardeschi. Di Gennaro invita però a non cercare alibi: “Quando si perde è facile parlare degli esclusi. Zaniolo, per forma e concentrazione, avrebbe potuto dare qualcosa in più anche lo stesso Fagioli. Ma ripeto che la squadra ha avuto comunque le sue occasioni e non trovo corretto parlare di stadio, campo, ambiente ed arbitraggio”.

Focus sul sistema calcistico italiano. Dopo il fallimento del Mondiale 2010 la FIGC affidò a Roberto Baggio la presidenza del Settore Tecnico, con l’obiettivo di rimodernare dalle fondamenta il movimento. Il piano del Divin Codino era composto da 900 pagine rimaste lettera morta: “Un progetto mai applicato: abbiamo perso quindici anni. È grave e dispiace molto. A marzo è stata proposta la nuova riforma con un nuovo progetto tecnico giovanile della FIGC più tecnico che tattico. Baggio l’aveva esposta nel 2011. I grandi giocatori devono far parte di queste federazioni perché sono sportivi che oltre al vissuto sul campo portano con sé anche un bagaglio tecnico”. Di Gennaro evidenzia criticità profonde: stadi obsoleti, gestione influenzata dai procuratori, perdita di entusiasmo da parte dei tifosi: “Il calcio non è della Federazione, non è di chi si esprime sulla materia ma è dei tifosi che ora non hanno più entusiasmo”.

Il tema della leadership federale è inevitabile. Dopo i precedenti del 2014, con le dimissioni di Cesare Prandelli e Carlo Tavecchio, Di Gennaro si interroga sull’attuale immobilismo: “Dopo tre mancate qualificazioni e un Europeo fallimentare, cos’altro deve succedere per cambiare?”. Infine, lo sguardo al futuro passa dai vivai. Qui il giudizio è severo: “Troppa tattica, poca tecnica”. L’ex centrocampista sottolinea la necessità di allenatori qualificati, scelte meritocratiche, stabilità contrattuale e soprattutto coraggio nel lanciare i giovani. Esempio emblematico di ciò Nicolò Zaniolo convocato senza aver giocato in Serie A e Simone Pafundi, talento precoce poi disperso: “Non sappiamo più educare e far crescere i giocatori. Occorre investire”.

Il quadro italiano è un sistema in crisi profonda che necessita di una riforma sia strutturale che culturale: “Solo puntando sui giovani, sulle competenze e su una visione moderna si può sperare in un cambiamento reale”. Dopo dodici anni di assenza dal Mondiale, intere generazioni private della bellezza della competizione, per l’Italia non è più tempo di analisi superficiali o scuse: serve una vera e propria rivoluzione.

Foggia, 21enne rumena scomparsa da 4 giorni: si prostituiva per strada. La giovane non ha parenti in Italia

Quarto giorno di ricerche da parte delle forze di polizia per cercare di rintracciare Elena la giovane donna romena di 21 anni di cui non si hanno più notizie da lunedì 2 marzo quando una sua connazionale ne ha denunciato la scomparsa in questura a Foggia.

La ragazza e la sua amica sono arrivate in Italia circa tre mesi fa. Ha dapprima lavorato come bracciante agricola nei campi del Foggiano, poi avrebbe iniziato, sempre con l’amica che ne ha denunciato la scomparsa, a prostituirsi in una zona alla periferia di Foggia lungo la statale 16 all’altezza di borgo La Rocca. Elena, a quanto si apprende, è orfana e non ha né fratelli né sorelle. Insieme all’amica, vive in un appartamento alla periferia del capoluogo dauno.

Lunedì mattina, stando alla ricostruzione, si sarebbero recate insieme lungo la statale 16, come facevano sempre, ma all’orario di rientro, in tarda mattinata, Elena non ha dato più notizie di sé. L’amica avrebbe provato a contattarla telefonicamente senza esito e a quel punto è andata in questura a denunciarne la scomparsa.

Nella serata del 2 marzo, i poliziotti hanno ritrovato il telefono cellulare lungo la statale 16. È stato sequestrato e sarà sottoposto ad accertamenti. Nella denuncia, l’amica avrebbe fatto anche riferimento ad alcuni uomini che, nelle settimane precedenti alla scomparsa, le avrebbero importunate entrambe. Le ricerche sono estese su tutto il territorio nazionale. In campo anche i vigili del fuoco per controllare anfratti, casolari e ruderi abbandonati.

Baresi bloccati a Dubai: “Abbandonati dall’Italia qui tutto bene. Non sappiamo quando rientrare”

Ci sono tantissimi italiani bloccati nei Paesi del Golfo Persico a causa dell’escalation nella guerra che coinvolge USA, Israele e Iran dopo la chiusura dello spazio aereo sul Medio Oriente. Tantissimi sono impossibilitati di far ritorno a casa. Tra loro c’è anche Michele che fa parte di un gruppo di 9 baresi bloccati a Dubai. Lo abbiamo raggiunto telefonicamente per diffondere la sua testimonianza e dare visibilità al loro appello.

La Nazionale andrà al Mondiale? I baresi al Bomber: “Manca qualità Cassano l’ultimo talento”

La Nazionale azzurra del ct Gennaro Gattuso insegue il Mondiale 2026. Salvo un miracolo sportivo nel girone (la Norvegia dovrebbe non vincere contro l’Estonia e dovrebbe essere battuta nello scontro diretto), l’Italia passerà per la terza volta consecutiva dai playoff dopo le due clamorose eliminazioni contro Svezia e Macedonia del Nord. Ecco cosa i baresi pensano della Nazionale di oggi.

Traffico di droga tra Italia e Albania: sequestrati villa a Torre a Mare e 100mila euro a detenuto barese

La Direzione Investigativa Antimafia di Bari ha eseguito, su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari , un Decreto di Sequestro Preventivo , emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari di Bari, nei confronti del 47enne Massimiliano Fiore, attualmente detenuto presso la Casa Circondariale di Bari, perché coinvolto nell’Operazione URA, conclusa il 21 maggio 2025.

La citata operazione aveva riguardato l’ esecuzione di misure cautelari personali – tra Italia, Albania e Belgio – nei confronti di 52 persone ritenute responsabili a vario titolo, dei reati di traffico internazionale di sostanze stupefacenti, riciclaggio e abuso d’ufficio.

Il provvedimento di sequestro preventivo riguarda una villa ubicata a Torre a Mare e denaro contante, per un valore di 100 mila euro, beni che il Giudice per le Indagini Preliminari ( accertamento compiuto nella fase delle indagini preliminari che necessita della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa ) ha ritenuto essere connessi e frutto del traffico internazionale di sostanze stupefacenti dall’Albania alla Puglia.

L’odierna attività ablativa – che si incardina nel più ampio progetto investigativo della DDA di Bari e della SPAK di Tirana volta a contrastare l’imponente traffico internazionale di cocaina ed eroina gestito dalle organizzazioni criminali albanesi – integra e completa gli ingenti sequestri patrimoniali operati a maggio scorso nei confronti dei diversi indagati attinti dall’Operazione URA e contestualmente privati di beni mobili e immobili (ubicati tra Albania e Italia), per un valore di svariati milioni di euro.

È importante rimarcare che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e che l’eventuale colpevolezza in ordine ai reati contestati dovrà essere accertata in sede dibattimentale nel rispetto del contraddittorio con la difesa degli indagati

Bari a ferro e fuoco, l’ira del marocchino furioso contro “l’amico” nigeriano: “Italia vaffan****”

Siamo stati fermati dal simpaticissimo Patrick in piazza Moro. Segue i nostri video, ha voluto scattare un selfie con Antonio e abbiamo parlato con lui del tema della sicurezza in città, dopo gli ultimi episodi di cronaca e le ultime segnalazioni arrivate in redazione.

Durante l’intervista siamo stati però interrotti da un marocchino furioso che ha voluto scaricare tutta la sua rabbia con noi.

Estremismo jihadista tra minorenni, 22 perquisizioni in tutta Italia: tra loro anche un 15enne di Taranto

La polizia ha eseguito 22 perquisizioni, delegate dalle Procure presso i Tribunali per i minorenni territorialmente competenti, nei confronti di giovani, tra i 13 e i 17 anni, emersi in contesti estremisti di matrice suprematista, accelerazionista, antagonista e jihadista – coordinate dalla Direzione centrale della polizia di prevenzione.

Un quattordicenne di Oristano seguace dei suprematisti che pubblica foto di social con il volto travisato mentre impugna coltelli e pistole, due 17enni che durante una manifestazione di antagonisti in difesa avevano danneggiato telecamere, vetrine di banche e un altro loro coetaneo che a Ravenna che seguiva la propaganda jihadista dell’Isis, condividendo contenuti dello stesso tipo in gruppi whatsapp. Tra loro anche un quindicenne residente nella provincia di Taranto.

Sono le vicende che emergono dalle 22 perquisizioni effettuate dalla polizia in tutta Italia nei confronti di giovani evidenziatisi in contesti estremisti di matrice suprematista, accelerazionista, antagonista e jihadista. Dalle indagini degli ultimi anni si registra un incremento della presenza di soggetti minorenni, impegnati nella diffusione sul web di contenuti estremisti e violenti: da gennaio del 2023 ad oggi, sono 12 i minori sottoposti a misura cautelare (uno nel 2023, cinque nel 2024 e sei nella prima metà del 2025) ed altri 107 oggetto di approfondimenti investigativi, quali perquisizioni personali, domiciliari e informatiche (9 nel 2023, 46 nel 2024, 52 nella prima metà del 2025). Sono i dati diffusi dalla polizia, che oggi ha anche effettuato 22 perquisizioni in tutta Italia nei confronti di giovani evidenziatisi in contesti estremisti di matrice suprematista, accelerazionista, antagonista e jihadista.

“La radicalizzazione online – commenta il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi – non è solo una minaccia alla sicurezza, ma una sfida culturale profonda. Non parliamo di giovani criminali, ma di ragazzi disorientati, che nel web cercano ciò che la società ha smesso di offrire: senso, identità, ascolto. Serve sì fermezza, ma soprattutto un cambio di passo educativo e relazionale. Dobbiamo saper costruire un’alternativa concreta, capace di riportare i giovani alla vita reale: una vita fatta di legami autentici, emozioni vere e presenze significative

Svolta in Italia: dal 1° aprile introdotto il codice Ateco per prostitute e agenzie di escort

Anche la prostituzione e le attività di escort hanno un proprio codice del fisco, meglio noto come Ateco. Questo è quanto risulta dalla nuova classificazione Ateco 2025 sviluppata dall’Istat, in vigore da gennaio e che ha iniziato ad essere utilizzata dall’1 aprile.

Alla divisione 96, che – spiegava l’Istat nel comunicato sui nuovi codici diffuso a dicembre – “è stata completamente ristrutturata prevedendo nuovi gruppi e nuove classi”, spunta il codice 96.99.92 relativo ai ‘Servizi di incontro ed eventi simili’, che ricomprende: “attività connesse alla vita sociale, ad esempio attività di accompagnatori e di accompagnatrici (escort), di agenzie di incontro e agenzie matrimoniali; fornitura o organizzazione di servizi sessuali, organizzazione di eventi di prostituzione o gestione di locali di prostituzione ; organizzazione di incontri e altre attività di speed networking”.

Il codice Ateco è un sistema di classificazione utilizzato per identificare in modo univoco le attività economiche delle imprese e dei liberi professionisti.

Dal Canada tre oggetti sacri della Basilica di San Nicola di Bari all’Italia. Padre Distante: “Va verificata autenticità”

“Ringrazio le autorità canadesi per aver restituito all’Italia tre preziosi oggetti sacri esportati illecitamente. È un importante gesto di collaborazione verso il governo italiano e un segno di rispetto verso il patrimonio religioso e culturale relativo a San Nicola di Bari”.

Lo ha dichiarato il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, commentando la cerimonia svoltasi a Ottawa, nella quale sono stati restituiti all’Italia tre beni culturali (una reliquia ossea, una capsella contenente più reliquie e una statuetta lignea del Santo) provenienti dalla Basilica di San Nicola di Bari e sequestrati dalla Canadian Border Service Agency.

La restituzione è avvenuta al termine dell’evento ‘Canada-Italy Symposium on Crimes Against Cultural Property, organizzato dal ministero della Cultura canadese per discutere dell’impegno comune nella lotta al traffico illecito di beni culturali, al quale è intervenuto il comandante dei Carabinieri per la Tutela Patrimonio Culturale Francesco Gargaro. Il simposio si inserisce nel quadro della rinnovata collaborazione tra Italia e Canada, rilanciata in occasione della Ministeriale G7 Cultura di Napoli organizzata sotto presidenza italiana nel 2024.

Nessuna comunicazione ufficiale sarebbe arrivata alla Basilica Pontificia San Nicola dal Ministero della Cultura in merito agli oggetti sacri proveniente dal luogo di culto del santo di Bari. Lo comunica, in una nota, padre Giovanni Distante, priore della Basilica. Inoltre, si legge nella nota che va «certamente verificata l’autentica degli attestati e dei sigilli in cera lacca. Ci rallegriamo per il recupero, in attesa che i tre “oggetti” sacri vengano restituiti al loro originario luogo di culto».