Arwu 2026, l’Università di Bari nella top 20 d’Italia e nella top 500 mondiale. Migliora anche il Politecnico di Bari

L’Università degli Studi di Bari Aldo Moro si conferma tra le migliori università del mondo. Per il settimo anno consecutivo, l’Ateneo è infatti nella fascia 401ª-500ª posizione dell’Academic Ranking of World Universities (Arwu) 2026, rientrando anche nella top 20 italiana.

La graduatoria valuta soprattutto la qualità e l’impatto della ricerca scientifica, le pubblicazioni, le citazioni e la presenza internazionale. In totale sono 42 gli atenei italiani presenti tra le prime mille posizioni.

Buone notizie anche per il Politecnico di Bari, che sale nella fascia 701ª-800ª, migliorando il risultato degli ultimi due anni, quando si trovava tra la 801ª e la 900ª posizione.

A livello nazionale, Uniba occupa il 13° posto, mentre il Poliba è 28°. L’Università di Bari si distingue inoltre in diverse discipline: tra i risultati migliori figurano Scienze Veterinarie (51ª-75ª), Farmacia (76ª-100ª) e Scienze Biologiche Umane e Scienze Agrarie (101ª-150ª).

«La graduatoria premia l’impegno di tutta la comunità e il valore della ricerca condotta da UniBa in contesti internazionali», ha commentato il rettore Roberto Bellotti.

Sul piano mondiale, resta saldamente al primo posto Harvard, davanti a Stanford e MIT. Gli Stati Uniti dominano la classifica, con otto università nelle prime dieci posizioni.

Fallimento Italia, Di Gennaro: “Investimenti e cambiamento radicale. Non sappiamo più far crescere i giocatori”

31 marzo 2026. Una data che rimarrà impressa nella memoria storico-sportiva italiana non per un piacevole ricordo. Addio Mondiale vociferano i giovani tra le strade rumorose delle città dopo aver trascorso una serata in compagnia dinanzi alla tv per continuare a credere in una speranza oramai sgretolata. Dopo le ombre della Svezia nel 2018, Macedonia del Nord nel 2022, a Zenica si aggiunge la terza squadra che ha eliminato gli azzurri dalla Coppa del Mondo FIFA: la Bosnia ed Erzegovina. Sono costati cari gli errori dal dischetto di Pio Esposito e Bryan Cristante dopo 120 minuti di gioco, terminati 1-1 con le reti di Kean (15′) e Tabakovic (79′). La delusione all’indomani della debacle pesa come un macigno. L’ex giocatore azzurro Antonio Di Gennaro, intervenuto in un’intervista esclusiva di Quinto Potere, offre una lettura lucida e senza sconti dell’attuale movimento calcistico italiano.

Secondo Di Gennaro, il commissario tecnico Gennaro Gattuso aveva impostato la gara in modo complessivamente corretto, ma con margini di miglioramento evidenti: “A posteriori è facile parlare – sottolinea – ma già prima della partita avrei fatto scelte diverse: Palestra esterno a destra e Pio Esposito titolare”. Nel mirino soprattutto alcuni interpreti offensivi: Politano, pur migliorato tatticamente, non è riuscito a incidere, mentre Retegui ha mostrato limiti legati alla condizione fisica ed al contesto competitivo da cui proviene: “L’Italia – aggiunge – ha avuto le occasioni per chiudere la partita sul 2-0. Gli errori individuali hanno fatto la differenza”.

Passaggio chiave della gara è stato l’uscita di Kean che ha indebolito la fase offensiva togliendo l’unico punto di riferimento valido che gli azzurri avevano in campo. Di Gennaro è netto: “Non lo avrei mai tolto. Anzi, lo avrei affiancato a Pio Esposito, rischiando qualcosa in difesa. In partite così bisogna giocarsi tutto”. Tra gli assenti Zaniolo, Fagioli e Bernardeschi. Di Gennaro invita però a non cercare alibi: “Quando si perde è facile parlare degli esclusi. Zaniolo, per forma e concentrazione, avrebbe potuto dare qualcosa in più anche lo stesso Fagioli. Ma ripeto che la squadra ha avuto comunque le sue occasioni e non trovo corretto parlare di stadio, campo, ambiente ed arbitraggio”.

Focus sul sistema calcistico italiano. Dopo il fallimento del Mondiale 2010 la FIGC affidò a Roberto Baggio la presidenza del Settore Tecnico, con l’obiettivo di rimodernare dalle fondamenta il movimento. Il piano del Divin Codino era composto da 900 pagine rimaste lettera morta: “Un progetto mai applicato: abbiamo perso quindici anni. È grave e dispiace molto. A marzo è stata proposta la nuova riforma con un nuovo progetto tecnico giovanile della FIGC più tecnico che tattico. Baggio l’aveva esposta nel 2011. I grandi giocatori devono far parte di queste federazioni perché sono sportivi che oltre al vissuto sul campo portano con sé anche un bagaglio tecnico”. Di Gennaro evidenzia criticità profonde: stadi obsoleti, gestione influenzata dai procuratori, perdita di entusiasmo da parte dei tifosi: “Il calcio non è della Federazione, non è di chi si esprime sulla materia ma è dei tifosi che ora non hanno più entusiasmo”.

Il tema della leadership federale è inevitabile. Dopo i precedenti del 2014, con le dimissioni di Cesare Prandelli e Carlo Tavecchio, Di Gennaro si interroga sull’attuale immobilismo: “Dopo tre mancate qualificazioni e un Europeo fallimentare, cos’altro deve succedere per cambiare?”. Infine, lo sguardo al futuro passa dai vivai. Qui il giudizio è severo: “Troppa tattica, poca tecnica”. L’ex centrocampista sottolinea la necessità di allenatori qualificati, scelte meritocratiche, stabilità contrattuale e soprattutto coraggio nel lanciare i giovani. Esempio emblematico di ciò Nicolò Zaniolo convocato senza aver giocato in Serie A e Simone Pafundi, talento precoce poi disperso: “Non sappiamo più educare e far crescere i giocatori. Occorre investire”.

Il quadro italiano è un sistema in crisi profonda che necessita di una riforma sia strutturale che culturale: “Solo puntando sui giovani, sulle competenze e su una visione moderna si può sperare in un cambiamento reale”. Dopo dodici anni di assenza dal Mondiale, intere generazioni private della bellezza della competizione, per l’Italia non è più tempo di analisi superficiali o scuse: serve una vera e propria rivoluzione.

La Nazionale andrà al Mondiale? I baresi al Bomber: “Manca qualità Cassano l’ultimo talento”

La Nazionale azzurra del ct Gennaro Gattuso insegue il Mondiale 2026. Salvo un miracolo sportivo nel girone (la Norvegia dovrebbe non vincere contro l’Estonia e dovrebbe essere battuta nello scontro diretto), l’Italia passerà per la terza volta consecutiva dai playoff dopo le due clamorose eliminazioni contro Svezia e Macedonia del Nord. Ecco cosa i baresi pensano della Nazionale di oggi.