Incendio al lido Flower, indaga la DIA di Lecce: “Tanta solidarietà. Nelle mani della burocrazia”

Siamo tornati allo stabilimento balneare Flower beach club di Specchiolla, marina di Carovigno (Brindisi), devastato a fine maggio da un grosso incendio. La proprietà del lido aveva annunciato che il 30 maggio ci sarebbe stata l’inaugurazione per l’imminente stagione turistica.

In azione sono entrati quattro uomini incappucciati che hanno minacciato il custode prima di dare fuoco a tutto.  Il rogo ha causato gravi danni all’intera struttura e alle attrezzature. Sul caso sono state avviate le indagini affidate alla DIA di Lecce.

Dopo aver mandato in onda il racconto di Roberta, abbiamo incontrato e intervistato il marito Gioberto. I due hanno voglia di ripartire, burocrazia permettendo, e hanno aperto una raccolta fondi per cercare di ripartire e hanno riscontrato tanta solidarietà.

 

Puglia, doppia operazione della DIA da Cerignola a Ugento: beni sequestrati a due pregiudicati

Nuovo colpo della Direzione investigativa antimafia al patrimonio della criminalità organizzata pugliese. Gli investigatori hanno sequestrato un mezzo agricolo del valore di oltre 40mila euro, riconducibile a un pluripregiudicato di Cerignola, nel Foggiano, ritenuto figura di rilievo nei gruppi dediti agli assalti ai portavalori.

L’operazione si inserisce in un’attività investigativa più ampia avviata nel gennaio 2023, che ha già portato all’emissione di quattro misure di prevenzione patrimoniale nei confronti dello stesso soggetto. Il valore complessivo dei beni sottratti finora raggiunge circa 13 milioni di euro. Secondo gli inquirenti, l’uomo avrebbe continuato a occultare patrimoni attraverso articolate operazioni finanziarie e societarie.

Parallelamente, un ulteriore decreto di sequestro è stato eseguito dalla DIA di Lecce nei confronti di Vincenzo Minicozzi, 37enne di Ugento, ritenuto socialmente pericoloso. Il provvedimento, disposto dal Tribunale di Lecce – Sezione Riesame e Misure di Prevenzione, riguarda beni per un valore di circa 500mila euro.

Minicozzi, con diversi precedenti penali, era stato arrestato il 15 novembre 2021 nell’ambito dell’operazione “Zeus”, condotta dai carabinieri di Casarano, con l’accusa di aver guidato un’associazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti.

Le indagini patrimoniali hanno evidenziato una significativa sproporzione tra i redditi dichiarati e il patrimonio accumulato, frutto – secondo gli investigatori – di attività illecite e reinvestimenti, spesso schermati tramite intestazioni fittizie a familiari. Tra i beni sequestrati figurano una villa con piscina, un locale deposito, due terreni agricoli e cinque cavalli.

Dia, in Puglia confiscati beni per 30 milioni alle mafie: “Preoccupazione per il Foggiano e la criminalità albanese”

Nel 2025 le operazioni della Direzione investigativa antimafia di Bari hanno portato a confische definitive in tutta la Puglia per oltre 30 milioni di euro.
Il dato è stato fornito dal capo centro della Dia barese, il colonnello Giulio Leo, in occasione della presentazione del calendario 2026, dedicato ai “volti femminili dell’antimafia”.

Il capo della Dia ha tracciato un bilancio dell’attività investigativa, confermando “qualche preoccupazione sul territorio foggiano” e “controlli capillari” sull’utilizzo dei fondi del Pnrr, assicurando che su questo fronte “non c’è un’emergenza, lo Stato c’è e riesce a fronteggiare il corretto impiego di queste risorse”.

Il colonnello Leo ha poi spiegato che si è voluto dare spazio anche alle giornaliste nelle pagine del calendario istituzionale perché “con il loro lavoro danno voce a chi non ne ha, ai più deboli e a chi in modo più pressante percepisce la presenza della criminalità organizzata”.

“Una criminalità che si fa sempre più carsica, più latente nelle sue modalità operative – ha spiegato – ha ancora più bisogno oggi di una rete di collaborazione che punti sul cittadino, sulle donne, su coloro che vogliono cambiare vita e voltare pagina. Ci sono madri, sorelle, situazioni in cui si vuole dare una possibilità nuova alle proprie famiglie, dare messaggi che spezzino col passato, con una criminalità che soffoca e intimidisce”.

Parlando ancora dell’attività investigativa, Leo ha detto che “ovviamente la criminalità estende i propri interessi dove c’è economia, dove c’è denaro, ultimamente dove c’è anche turismo. Qualche preoccupazione in più resta nella provincia di Foggia, ma su questo stiamo lavorando. C’è poi un fanale aperto sulla criminalità organizzata albanese, che ormai riesce ad interagire direttamente con i grandi cartelli sudamericani e si pone come fornitore dei nostri clan autoctoni”.

Bari, sequestro da oltre 500mila euro a pregiudicato di Cassano vicino al clan Parisi: bloccate case e proprietà

La Direzione Investigativa Antimafia ha eseguito un Decreto di applicazione di misura di prevenzione patrimoniale, emesso dal Tribunale di Bari – Terza Sezione Misure di Prevenzione, su proposta congiunta del Procuratore della Repubblica del Capoluogo pugliese e del Direttore della DIA, nei confronti di un pregiudicato originario di Cassano delle Murge (BA), esponente di spicco della locale criminalità organizzata e figura di riferimento di un gruppo collegato al clan PARISI.

Il destinatario del provvedimento, coinvolto in numerosi procedimenti giudiziari sin dal 2005, è stato inizialmente inserito nel contesto della mafia barese come uomo di fiducia, con compiti di supervisione nell’ambito dello spaccio di sostanze stupefacenti e come custode delle armi del clan PARISI.

Successivamente ha consolidato una propria autonomia, dando vita a un gruppo locale autonomo, ma sempre legato al sodalizio mafioso di origine. Gli approfonditi accertamenti patrimoniali (salvo ulteriore verifica successiva nella fase decisoria con il contraddittorio con la difesa) hanno evidenziato una significativa sproporzione tra i redditi dichiarati al Fisco e il patrimonio effettivamente riconducibile al soggetto, documentando l’accumulo illecito di ricchezze e la realizzazione di investimenti non giustificati.

Il sequestro, del valore complessivo stimato in oltre 500.000 euro, ha interessato tre unità immobiliari, un terreno e disponibilità finanziarie. Il risultato si inquadra nell’ambito delle attività istituzionali finalizzate all’aggressione delle illecite ricchezze acquisite e riconducibili, direttamente o indirettamente, a contesti criminali, agendo così anche a tutela e salvaguardia della parte sana del tessuto socio-economico.

Operazione antidroga tra Bari e Tirana, albanese estradato in Italia: è il secondo in una settimana

Un’altra estradizione, dopo quella del 21 novembre scorso, è stata ottenuta dalle autorità albanesi con la consegna alle autorità italiane nella serata di ieri, venerdì 27 novembre, di un cittadino albanese, arrestato a Durazzo il 21 maggio 2025 nell’ambito dell’operazione internazionale “URA”.

L’indagine della Direzione Investigativa Antimafia di Bari, coordinata dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia e dalla Speciale Procura Anticorruzione e Criminalità Organizzata di Tirana, con l’ausilio dell’Ufficio dell’Esperto per la Sicurezza operativo nella stessa capitale schipetara, ha riguardato l’esecuzione di misure cautelari personali e patrimoniali – tra Italia, Albania e Belgio – nei confronti di 52 persone ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di traffico internazionale di sostanze stupefacenti, riciclaggio e abuso d’ufficio.

Il cittadino albanese, proveniente dal carcere di Tirana, è giunto in Italia presso l’aeroporto di Roma Fiumicino scortato da personale del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia e, dopo le formalità di rito effettuate da personale della Direzione Investigativa Antimafia e della Polaria, è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Roma Rebibbia.

Operazione antidroga tra Bari e Tirana, latitante albanese estradato in Italia: è stato arrestato a Durazzo

È giunto nella tarda serata di ieri ed è stato immediatamente consegnato alle autorità italiane un cittadino albanese, arrestato a Durazzo (Albania) il 21 maggio 2025 nell’ambito dell’operazione internazionale “URA”.

L’indagine della Direzione Investigativa Antimafia di Bari, coordinata dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia e dalla Speciale Procura Anticorruzione e Criminalità Organizzata di Tirana, aveva riguardato l’ esecuzione di misure cautelari personali e patrimoniali – tra Italia, Albania e Belgio – nei confronti di 52 persone ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di traffico internazionale di sostanze stupefacenti, riciclaggio e abuso d’ufficio (accertamento compiuto nella fase delle indagini preliminari che necessita della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa).

Il cittadino albanese, proveniente dal carcere di Tirana, è giunto in Italia presso l’aeroporto di Roma Fiumicino scortato da personale del Servizio Centrale per la Cooperazione di Polizia e, dopo le formalità di rito effettuate da personale della Direzione Investigativa Antimafia e della Polaria, è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Roma Rebibbia.

L’odierna attività di polizia giudiziaria si incardina nel più ampio progetto investigativo della DDA di Bari e della SPAK di Tirana volto a contrastare l’imponente traffico internazionale di cocaina ed eroina gestito dalle organizzazioni criminali albanesi

Traffico di droga tra Italia e Albania: sequestrati villa a Torre a Mare e 100mila euro a detenuto barese

La Direzione Investigativa Antimafia di Bari ha eseguito, su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari , un Decreto di Sequestro Preventivo , emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari di Bari, nei confronti del 47enne Massimiliano Fiore, attualmente detenuto presso la Casa Circondariale di Bari, perché coinvolto nell’Operazione URA, conclusa il 21 maggio 2025.

La citata operazione aveva riguardato l’ esecuzione di misure cautelari personali – tra Italia, Albania e Belgio – nei confronti di 52 persone ritenute responsabili a vario titolo, dei reati di traffico internazionale di sostanze stupefacenti, riciclaggio e abuso d’ufficio.

Il provvedimento di sequestro preventivo riguarda una villa ubicata a Torre a Mare e denaro contante, per un valore di 100 mila euro, beni che il Giudice per le Indagini Preliminari ( accertamento compiuto nella fase delle indagini preliminari che necessita della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa ) ha ritenuto essere connessi e frutto del traffico internazionale di sostanze stupefacenti dall’Albania alla Puglia.

L’odierna attività ablativa – che si incardina nel più ampio progetto investigativo della DDA di Bari e della SPAK di Tirana volta a contrastare l’imponente traffico internazionale di cocaina ed eroina gestito dalle organizzazioni criminali albanesi – integra e completa gli ingenti sequestri patrimoniali operati a maggio scorso nei confronti dei diversi indagati attinti dall’Operazione URA e contestualmente privati di beni mobili e immobili (ubicati tra Albania e Italia), per un valore di svariati milioni di euro.

È importante rimarcare che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e che l’eventuale colpevolezza in ordine ai reati contestati dovrà essere accertata in sede dibattimentale nel rispetto del contraddittorio con la difesa degli indagati

Estorsione, evasione e traffico di droga: sequestrati beni per 3 milioni di euro a pregiudicato di Martina Franca

La Direzione investigativa antimafia ha confiscato beni per oltre 3 milioni di euro ad un noto pregiudicato di Martina Franca. Il 57enne è stato condannato per diversi reati come evasione fiscale, estorsione e traffico di sostanze stupefacenti.

Nel dicembre 2020 fu arrestato perché ritenuto a capo di un’associazione finalizzata al traffico di cocaina in tutta Italia. Tra i beni sequestrati quattro ville di cui due con piscina, un ristorante, numerosi veicoli di lusso e un natante da diporto.

Impresa agricola, conti correnti e 26 immobili: sequestro di due milioni a pluripregiudicato della Bat

La DIA ha dato esecuzione ad un sequestro di beni di 2 milioni di euro nei confronti di un pluripregiudicato della BAT che avrebbe accumulato un patrimonio di valore sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati al Fisco.

L’uomo è considerato socialmente pericoloso in quanto già condannato per reati in materia di sostanze stupefacenti, estorsione e detenzione illegale di armi, questi ultimi due aggravati dal metodo mafioso.

L’ipotesi è che la ricchezza accumulata possa essere il frutto dell’impiego di proventi di attività illecite. Il provvedimento di sequestro comprende 26 immobili, un’impresa agricola e diversi conti, intestati a prestanome ma riconducibili al pluripregiudicato, per un valore complessivo stimato in circa 2 milioni di euro.

Traffico internazionale di droga, albanese ricercato dall’Antimafia di Bari: arrestato in Belgio

Un cittadino albanese, arrestato in Belgio lo scorso 21 maggio nell’ambito dell’operazione internazionale ‘Ura’ che ha portato all’arresto di 52 persone responsabili a vario titolo di traffico internazionale di ingenti quantitativi di droga, riciclaggio e abuso d’ufficio, è stato consegnato alle autorità italiane dopo essere stato arrestato dal Fast Team Belga.

L’operazione ‘Ura’ era stata coordinata dalla Dia di Bari assieme alle autorità albanesi. L’arresto è stato effettuato con il contributo del Servizio per la Cooperazione Internazionale di polizia e la rete europea Enfast (European Network of Fugitive Active Search Teams), attraverso la collaborazione tra i Fast Team italiano, belga e lussemburghese.

L’uomo, dal Lussemburgo, è stato pedinato fino ai confini con il Belgio ed è stato rintracciato la sera dl 20 maggio. Arrestato il 21 maggio, è stato oggi consegnato alle autorità italiane.