Corruzione e appalti pilotati, a processo i Pisicchio: la Regione Puglia non sarà parte civile il Comune di Bari sì

La Regione Puglia non sarà parte civile nel processo che vede imputati l’ex assessore regionale Alfonsino Pisicchio, il fratello Enzo e altre otto persone accusate, a vario titolo, di corruzione, turbativa d’asta, falso, truffa e reati legati a finanziamenti pubblici. Lo ha deciso il tribunale di Bari, che ha invece ammesso la costituzione di parte civile del Comune di Bari.

La richiesta di esclusione della Regione era stata avanzata dalla difesa di Pisicchio, che aveva evidenziato come, dopo la modifica dei capi d’imputazione, all’ex assessore non venga più contestato di aver agito abusando del proprio ruolo istituzionale. Contestate anche dalla difesa alcune presunte genericità nelle accuse di corruzione e turbativa degli incanti.

Tra i fatti al centro dell’inchiesta figura l’appalto da 5,5 milioni di euro bandito dal Comune di Bari nel 2019 per la riscossione di tributi comunali. Secondo l’accusa, i fratelli Pisicchio avrebbero favorito l’aggiudicazione della gara facendo da intermediari tra imprenditori e pubblici ufficiali, ottenendo in cambio regali, denaro, utilità personali e promesse di assunzioni.

Nel procedimento rientrano anche presunte truffe milionarie sui contributi regionali alle imprese, che sarebbero state realizzate attraverso l’utilizzo di fideiussioni false.

Blatte a Bari, il Comune alza a 400 euro la sanzione per chi non rispetta gli obblighi di deblattizzazione

Il Comune di Bari inasprisce le misure contro la proliferazione delle blatte in città. La giunta comunale, su proposta dell’assessora al Clima, Transizione ecologica e Ambiente Elda Perlino, ha approvato una delibera che aumenta a 400 euro la sanzione per chi non rispetta gli obblighi di deblattizzazione delle reti fognarie private e condominiali.

L’ordinanza sindacale in vigore impone ad amministratori di condominio e proprietari di immobili di effettuare almeno due interventi annuali di deblattizzazione, entro il 31 maggio e il 31 ottobre, tramite ditte specializzate e con certificazione da inviare agli uffici comunali.

Secondo l’amministrazione comunale, il provvedimento punta a rafforzare la prevenzione delle infestazioni, particolarmente frequenti durante l’estate, per tutelare igiene urbana e salute pubblica. Il Comune evidenzia inoltre che gli interventi sulle reti pubbliche effettuati da Amiu e Acquedotto Pugliese rischiano di essere inefficaci senza la collaborazione dei privati.

“L’aumento della sanzione serve a responsabilizzare maggiormente i soggetti inadempienti e a garantire interventi più efficaci su tutto il territorio”, ha dichiarato l’assessora Perlino. La delibera resterà valida per tutta la durata dell’ordinanza e sarà trasmessa alla Polizia Locale per intensificare i controlli.

Bari, stretta del Comune sui cantieri per sottoservizi e ripristino strade: sospese oltre 40 nuove autorizzazioni

Sono oltre 40 le richieste di autorizzazione per lavori sui sottoservizi sospese dal 12 maggio scorso, quando, su impulso del sindaco Vito Leccese, la Ripartizione Infrastrutture, Viabilità e Opere Pubbliche (Settore Infrastrutture a rete e Viabilità) ha inviato una nota ai gestori dei sottoservizi bloccando il rilascio di ulteriori autorizzazioni, fatta eccezione per gli interventi realmente urgenti e indifferibili, a seguito di numerose segnalazioni di criticità da parte dei cittadini, sugli interventi di manomissione del suolo pubblico per la posa e la manutenzione delle infrastrutture interrate.

Dall’inizio del 2026, la Ripartizione ha istruito 256 richieste di autorizzazione da parte degli enti gestori dei sottoservizi; a partire dal 12 maggio sono pervenute circa quaranta nuove istanze, attualmente sospese. Contestualmente, è stato avviato un percorso di confronto e interlocuzione con i gestori dei sottoservizi, con l’obiettivo di garantire il rispetto di quanto previsto dal Regolamento comunale, e, al contempo, di sviluppare nuove strategie per la gestione virtuosa del patrimonio stradale cittadino. Il Comune di Bari, infatti, continua a svolgere un’attività costante di controllo e vigilanza affinché tutti i concessionari dei sottoservizi operino nel pieno rispetto degli obblighi di manutenzione, ripristino e tutela dello spazio pubblico, come previsto dal vigente Regolamento comunale per l’apertura e la chiusura dei cavi in sede stradale.

Al fine di aumentare ulteriormente il livello di vigilanza, inoltre, il direttore generale ha firmato oggi una direttiva con cui si dispone il potenziamento del Nucleo Sorveglianza Scavi, con l’integrazione di ulteriori due istruttori e un funzionario di Polizia Locale all’interno del Nucleo. La direttiva dispone, inoltre, che tutto il personale del Corpo di Polizia Locale dedicato ai servizi di viabilità abbia a disposizione un canale diretto con la Ripartizione Infrastrutture e Opere pubbliche per le segnalazioni immediate sui dissesti stradali, che confluiranno sulla piattaforma informativa Salesforce, già a disposizione dei tecnici IVOP.

Al fine di ridurre le segnalazioni urgenti e programmare in modo adeguato gli interventi di manutenzione, si procederà, infine, alla costituzione di un gruppo di lavoro comunale intersettoriale per la definizione dei processi amministrativi e gestionali collegati ai sottoservizi. Il nuovo gruppo di lavoro si occuperà anche di elaborare la proposta del nuovo Regolamento comunale.

“Come annunciato, da due settimane abbiamo bloccato il rilascio di tutte le nuove autorizzazioni relative ai cantieri sui sottoservizi non programmati e non urgenti, che avevano creato una situazione insostenibile in diversi punti della città – spiega il sindaco Vito Leccese -. Al momento, ci sono una quarantina di istanze sospese, che non saranno sbloccate fino a quando non ci sarà una chiara programmazione e una migliore qualità nelle lavorazioni, da parte di tutti gli operatori interessati e delle aziende che effettuano materialmente gli interventi. Al contempo, stiamo incontrando i gestori per discutere insieme su come rendere più efficiente il coordinamento con le strutture tecniche comunali. La nostra attività di vigilanza, intanto, viene potenziata grazie all’inserimento di ulteriori unità nel Nucleo Sorveglianza Scavi. E ancora, stiamo costituendo un gruppo di lavoro comunale che coinvolgerà diversi Settori, con l’obiettivo di elaborare la proposta di un nuovo Regolamento comunale sugli scavi, che costituisca uno strumento ancora più incisivo in termini di vigilanza sull’operato degli enti dei sottoservizi. Con le nuove regole l’autorizzazione che rilasceremo comporterà una serie di obblighi più stringenti per le aziende dei sottoservizi, in aggiunta a quelli già previsti dall’attuale regolamento, rispetto alle strade sulle quali permangono gli impianti posizionati nel sottosuolo. I gestori dovranno, infatti, non solo ripristinare gli asfalti, ma anche provvedere alla successiva manutenzione delle superfici che sovrastano gli impianti, per garantirne le condizioni di sicurezza”.

Neves17 alle Tenute di Al Bano, il patrocinio dei veleni diventa un meme: dubbi sulle autorizzazioni

Torniamo ad occuparci del caso di Cellino San Marco. Il  30 aprile, nelle tenute di Al Bano, ha preso il via il Summer Puglia Festival organizzato dall’associazione Nostalgia. Il giorno del primo evento è salito sul palco anche NEVES17, rapper napoletano con canzoni dai testi rivedibili.

Nel parcheggio è successo di tutto, in particolare una rissa e la somministrazione di alcol a minori. Una situazione “tenuta all’oscuro” fino a quando qualcuno sui social ha raccontato quanto accaduto, scatenando diverse polemiche sull’organizzazione e gestione dell’evento.

Dopo aver ascoltato le due versioni discordanti del sindaco di Cellino e del direttore delle Tenute di Al Bano, dopo avervi parlato delle polemiche nate attorno all’assessore Davide Montinaro che ai nostri microfoni ha negato di essere di Cellino San Marco, tanto da diventare un meme sui social, vi raccontiamo quello che è accaduto e non accaduto in queste ore. Non c’è stata ancora una presa di posizione da parte dell’Amministrazione comunale, mentre sorgono dubbi anche sulle autorizzazioni rilasciate.

Bari, colpo di scena per Villa Camilla. Cassazione ribalta la decisione del Tribunale: resta alla curatela fallimentare

La Corte di Cassazione ribalta la decisione del Tribunale di Bari sulla vicenda di Villa Camilla. I giudici del Supremo Collegio hanno infatti annullato con rinvio il decreto con cui nel 2025 era stata attribuita al Comune la titolarità della struttura sportiva di Poggiofranco, stabilendo invece che il bene resta nella disponibilità della curatela fallimentare.

Secondo la Cassazione, il Comune non è proprietario dell’impianto e la cessazione della concessione pubblica non comporta automaticamente l’estinzione del diritto di superficie. La curatela potrà quindi continuare a gestire il complesso tramite l’affittuario già incaricato.

La vicenda risale al 1989, quando il Comune concesse per 99 anni un suolo comunale di oltre 14mila metri quadrati all’associazione sportiva Villa Camilla per la realizzazione dell’impianto. La convenzione prevedeva che, al termine della concessione, la struttura sarebbe tornata nella disponibilità dell’ente pubblico.

Dopo il fallimento nel 2022 della società del gruppo Degennaro che gestiva il complesso, il Comune aveva rivendicato la proprietà dell’area sostenendo che il fallimento avesse fatto decadere automaticamente la convenzione. Una tesi accolta inizialmente anche dal Tribunale di Bari.

Di diverso avviso la Cassazione, che ha accolto i ricorsi della banca titolare dell’ipoteca e della curatela fallimentare. I giudici hanno chiarito che quella di Villa Camilla non è assimilabile a un semplice appalto pubblico, ma a una concessione complessa di costruzione e gestione, per la quale non si applica lo scioglimento automatico previsto negli appalti.

Alla luce della decisione, la struttura continuerà a essere gestita dalla curatela fallimentare e a mantenere la propria funzione economica e sociale, producendo reddito anche a tutela dei creditori, tra cui figura lo stesso Comune di Bari per tributi non versati.

L’ex assessore Delli Noci a processo per corruzione, il Comune di Lecce parte civile: “Danno d’immagine”

Il Comune di Lecce si costituirà parte civile nel processo che vede coinvolto l’ex assessore regionale allo Sviluppo economico della Puglia, Alessandro Delli Noci, accusato di presunti favori e sostegno elettorale in cambio di agevolazioni per investimenti imprenditoriali.

L’amministrazione comunale ha affidato all’avvocata Francesca Conte il compito di chiedere il risarcimento dei danni, compresi quelli d’immagine, nei confronti di Delli Noci, degli altri imputati e delle società coinvolte nell’inchiesta della Guardia di Finanza.

La decisione ha però provocato tensioni all’interno della maggioranza guidata dalla sindaca Adriana Poli Bortone. Alcuni assessori hanno lasciato l’aula prima del voto, contestando una presunta disparità di trattamento rispetto ad altri procedimenti nei quali il Comune non si era costituito parte civile.

Sull’ex vice sindaco di Lecce, considerato in passato vicino al governatore Michele Emiliano, pesa l’accusa di associazione a delinquere. I pm avevano chiesto per lui gli arresti domiciliari, poi respinti dal gip dopo l’interrogatorio preventivo e le dimissioni presentate dall’ex assessore.

L’inchiesta ruota attorno agli imprenditori Alfredo Barone e Marino Congedo, ritenuti dagli investigatori figure centrali del presunto sistema. Secondo l’accusa, il gruppo avrebbe favorito interessi economici e operazioni immobiliari nel settore turistico e ricettivo del Salento attraverso rapporti con ambienti politici e amministrativi. L’udienza preliminare è fissata per il 10 luglio.

Voto di scambio a Modugno, chiuse le indagini sul Comune: “Il sindaco Bonasia ha trattato con il clan Parisi”

La Direzione distrettuale antimafia di Bari ha chiuso le indagini sul presunto voto di scambio politico-mafioso legato alle elezioni comunali di Modugno del 2020. Tra i 14 indagati figurano l’attuale sindaco di Modugno Nicola Bonasia e l’ex assessore alle Attività produttive Antonio Lopez.

Secondo l’accusa, Bonasia avrebbe accettato – tramite l’intermediazione di Lopez – la promessa di voti da parte di presunti affiliati al clan Parisi di Bari in vista del ballottaggio dell’ottobre 2020, in cambio di posti di lavoro. Lopez, inoltre, avrebbe consegnato denaro ad alcuni membri del clan per ottenere sostegno elettorale.

A muoversi per conto del clan sarebbero stati Cristian Stragapede, Cosimo Damiano Annoscia e Vittorio Miglietti. Nell’inchiesta compariva anche Michele Parisi, fratello del boss “Savinuccio”, nel frattempo deceduto.

Per la Dda, Bonasia avrebbe stretto un analogo accordo anche con Adriana Diomede, ritenuta vicina all’omonimo clan, in cambio della candidatura della figlia Lucia Bosco al consiglio comunale di Modugno. Gli investigatori contestano inoltre accordi elettorali anche con soggetti non legati alla criminalità organizzata.

L’avviso di conclusione delle indagini è stato notificato dal pm Fabio Buquicchio. L’inchiesta aveva portato il Viminale a nominare una commissione d’accesso per verificare possibili infiltrazioni mafiose nel Comune, che però non è stato sciolto. Intanto, Modugno tornerà al voto per il rinnovo dell’amministrazione comunale il 24 e 25 maggio.

Bari, tentativi di truffa su debiti e irregolarità TARI. L’allarme dal Comune: “Attenzione a sms e link da cliccare”

Il Comune di Bari mette in guardia la cittadinanza in merito alla diffusione di messaggi SMS fraudolenti che segnalano presunte irregolarità nei pagamenti della TARI invitando i destinatari a chiamare un numero, cliccare su un link o fornire dati personali e bancari.

Diversi utenti hanno infatti ricevuto messaggi che simulano comunicazioni ufficiali dell’ufficio TARI: sms nei quali vengono invitati a contattare con urgenza un numero telefonico per sanare presunte irregolarità nei pagamenti ed evitare così sanzioni.

A tal proposito è opportuno ricordare che il Comune di Bari non invia SMS contenenti link o numeri di telefono da contattare per il pagamento diretto della TARI né richiede, tramite messaggi o email non certificate, l’inserimento di dati personali, codici bancari o credenziali. Tutte le comunicazioni ufficiali avvengono attraverso canali istituzionali verificabili.

“Anche nella nostra città, come in altre in tutta Italia – spiega l’assessore al Bilancio e alla Fiscalità locale Diego De Marzo – iniziano a segnalarci tentativi di truffa che nulla hanno a che vedere con le attività istituzionali degli uffici preposti. Per questo invitiamo i cittadini a non rispondere e non cliccare su alcun link, a rimuovere la comunicazione per evitare aperture accidentali e bloccare il contatto del mittente, segnalando eventuali tentativi di truffa alle autorità competenti. Per qualsiasi dubbio sulla propria posizione tributaria i cittadini possono contattare i nostri uffici attraverso i canali ufficiali del Comune”

Ex Punta Perotti, svolta storica: accordo tra il Comune di Bari e Sudfondi per il nuovo Parco Costa Sud

Dopo oltre vent’anni di contenziosi, arriva una svolta decisiva per il litorale di Bari. La società Sudfondi, assistita dall’avvocato Beppe Macchione, ha firmato un accordo preliminare con il Comune che chiude una delle vicende urbanistiche più controverse della città, legata alla ex lottizzazione di Punta Perotti.

L’intesa prevede la cessione al Comune dei suoli privati del Lotto 1, nell’area di Pane e Pomodoro. In cambio, Sudfondi non riceverà un indennizzo economico, ma diritti edificatori da utilizzare in altre zone individuate dal Piano Urbanistico Esecutivo di Costa Sud, nel rispetto dei vincoli stabiliti.

L’accordo rappresenta il passaggio chiave per la realizzazione del Parco Costiero della Cultura, progetto finanziato dal PNRR tramite il Ministero della Cultura. L’obiettivo è trasformare l’area in un grande spazio verde pubblico, collegando il centro alla periferia sud e riqualificando un tratto di costa rimasto a lungo bloccato.

Si chiude così una lunga battaglia legale tra Comune e Sudfondi, segnata da sentenze europee, richieste di risarcimento e demolizioni storiche. L’intesa evita nuovi contenziosi e consente all’amministrazione di acquisire le aree senza esborsi immediati, aprendo la strada alla definitiva trasformazione del waterfront barese.