Bari, colpo di scena per Villa Camilla. Cassazione ribalta la decisione del Tribunale: resta alla curatela fallimentare

La Corte di Cassazione ribalta la decisione del Tribunale di Bari sulla vicenda di Villa Camilla. I giudici del Supremo Collegio hanno infatti annullato con rinvio il decreto con cui nel 2025 era stata attribuita al Comune la titolarità della struttura sportiva di Poggiofranco, stabilendo invece che il bene resta nella disponibilità della curatela fallimentare.

Secondo la Cassazione, il Comune non è proprietario dell’impianto e la cessazione della concessione pubblica non comporta automaticamente l’estinzione del diritto di superficie. La curatela potrà quindi continuare a gestire il complesso tramite l’affittuario già incaricato.

La vicenda risale al 1989, quando il Comune concesse per 99 anni un suolo comunale di oltre 14mila metri quadrati all’associazione sportiva Villa Camilla per la realizzazione dell’impianto. La convenzione prevedeva che, al termine della concessione, la struttura sarebbe tornata nella disponibilità dell’ente pubblico.

Dopo il fallimento nel 2022 della società del gruppo Degennaro che gestiva il complesso, il Comune aveva rivendicato la proprietà dell’area sostenendo che il fallimento avesse fatto decadere automaticamente la convenzione. Una tesi accolta inizialmente anche dal Tribunale di Bari.

Di diverso avviso la Cassazione, che ha accolto i ricorsi della banca titolare dell’ipoteca e della curatela fallimentare. I giudici hanno chiarito che quella di Villa Camilla non è assimilabile a un semplice appalto pubblico, ma a una concessione complessa di costruzione e gestione, per la quale non si applica lo scioglimento automatico previsto negli appalti.

Alla luce della decisione, la struttura continuerà a essere gestita dalla curatela fallimentare e a mantenere la propria funzione economica e sociale, producendo reddito anche a tutela dei creditori, tra cui figura lo stesso Comune di Bari per tributi non versati.

Bari, il Tribunale chiude la vicenda di Villa Camilla: la struttura diventa di proprietà del Comune. Cosa accade ora

La quarta sezione civile del Tribunale di Bari ha accolto il ricorso presentato dal Comune per ottenere la restituzione di Villa Camilla, al centro di un procedimento di fallimento. L’impianto fu realizzato nel 1988 grazie ad un progetto autorizzato proprio dal consiglio comunale e ora la struttura diventa di proprietà del Comune.

Villa Camilla al momento è gestito da una società e la decisione del Tribunale non stravolge le attività attuali, ma ora sarà il Comune a gestire i rapporti di locazione con essa.

Nel 1990 è stata firmata una concessione di 90 anni per la costruzione di impianti sportivi, convenzione aggiudicata dalla società Villa Camilla. Nel 2015 la banca ha chiesto e ottenuto il pignoramento dei beni della società, nel luglio 2022 è poi arrivata la decisione della Corte di Appello di Bari che ha confermato il fallimento di Villa Camilla in primo grado invocato dalla Procura. Alla base la “natura commerciale” dell’azienda. Il Comune ha quindi avanzato la richiesta per riottenere i suoli, essendo la convenzione scaduta.

“Il suolo comunale in questione rientra nel patrimonio indisponibile del Comune perché destinato ad accogliere un’opera volta alla fruizione da parte della collettività locale anche secondo precisi accordi con gli assessorati competenti”, si legge nella sentenza dei giudici. Al Comune dovrà essere anche versata la somma di 120mila euro per il contratto di locazione dal settembre del 2022 ad agosto del 2023.