Gravina, pitbull trovata morta senza code e orecchie. Il Comune precisa: “Nessuna tortura è stata investita”

“In merito alla vicenda riguardante il cane di cui tanto si è parlato nei giorni scorsi, corre l’obbligo di fare di seguito doverose precisazioni. In seguito alle indagini condotte dalla Polizia Locale, coadiuvate dai professionisti dell’equipe Asl Siav C, si deve escludere categoricamente quanto riportato, anche sui canali di comunicazione comunali, circa l’uccisione dell’animale con annessi, presunti atti di tortura, riportati sui social in termini tanto macabri e truculenti quanto non corrispondenti alla luce degli accertamenti effettuati”.

Inizia così il comunicato stampa del Comune di Gravina sul caso della piccola Tequila, la pitbull trovata morta nei giorni scorsi. “L’esame obbiettivo generale ha infatti evidenziato ferite compatibili con l’investimento stradale; soprattutto nessuna delle lesioni riscontrate risultava di una gravità tale da causare la morte dell’animale”, si legge nella nota.

“Tale referto permette di fare chiarezza in modo definitivo, smentendo ogni voce circa un efferato gesto di crudeltà commesso ai danni del cane. L’Ente Comunale, chiamato per legge a difendere il benessere e i diritti degli animali, si è doverosamente interessato alla vicenda sulla scorta della denuncia della locale sezione della Lega del Cane, stante una lunga, proficua e reciproca collaborazione sul tema del contrasto al randagismo – precisa il Comune -. Alla luce delle indagini, va però stigmatizzato l’atteggiamento adottato in questo caso da un’associazione che pure si è distinta meritoriamente in molte occasioni. Nel fare ammenda per quanto di competenza dell’amministrazione, ci si aspetta altrettanto e soprattutto da parte di chi per primo ha rilanciato acriticamente la notizia. Contro tali ricostruzioni infondate, che tanto e comprensibile sdegno e allarme hanno procurato nella cittadinanza, si sottolinea con forza che in tale circostanza non si sono consumati i crimini di cui si è diffusamente parlato e pertanto sono assolutamente inopportune le taglie in denaro per chi dovesse scoprire gli eventuali colpevoli”.

“Abbiamo letto che in base alle indagini della polizia locale di Gravina la piccola Tequila non sarebbe stata seviziata ed uccisa ma sarebbe morta a causa di un investimento stradale. Sapere che a Gravina non eisisterebbe un mostro umano torturatore ed assassino ci fa piacere. Ora però vorremmo capire primo da dove vengono quindi le informazioni su quella che oggi possiamo definire solamente come le presunte sevizie e la uccisione violenta della cagnolona. Chi ha diffuso e perchè queste notizie orribili che stando a quanto letto sarebbero completamente infondate? Ci auguriamo poi che la polizia locale riesca a prendere e mandare a processo il responsabile dell’investimento perchè seviziata o investita per Tequila il risultato finale è lo stesso:è morta. Per il momento inoltre la taglia rimane al suo posto in quanto investitore o seviziatore chi ha ammazzato Tequila rimane sempre un assassino e come tale da perseguire.” Questo il comunicato dell’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente sulla vicenda della morte della pitbull Tequila dopo le precisazioni del comune di Gravina.

Bari, il Tribunale chiude la vicenda di Villa Camilla: la struttura diventa di proprietà del Comune. Cosa accade ora

La quarta sezione civile del Tribunale di Bari ha accolto il ricorso presentato dal Comune per ottenere la restituzione di Villa Camilla, al centro di un procedimento di fallimento. L’impianto fu realizzato nel 1988 grazie ad un progetto autorizzato proprio dal consiglio comunale e ora la struttura diventa di proprietà del Comune.

Villa Camilla al momento è gestito da una società e la decisione del Tribunale non stravolge le attività attuali, ma ora sarà il Comune a gestire i rapporti di locazione con essa.

Nel 1990 è stata firmata una concessione di 90 anni per la costruzione di impianti sportivi, convenzione aggiudicata dalla società Villa Camilla. Nel 2015 la banca ha chiesto e ottenuto il pignoramento dei beni della società, nel luglio 2022 è poi arrivata la decisione della Corte di Appello di Bari che ha confermato il fallimento di Villa Camilla in primo grado invocato dalla Procura. Alla base la “natura commerciale” dell’azienda. Il Comune ha quindi avanzato la richiesta per riottenere i suoli, essendo la convenzione scaduta.

“Il suolo comunale in questione rientra nel patrimonio indisponibile del Comune perché destinato ad accogliere un’opera volta alla fruizione da parte della collettività locale anche secondo precisi accordi con gli assessorati competenti”, si legge nella sentenza dei giudici. Al Comune dovrà essere anche versata la somma di 120mila euro per il contratto di locazione dal settembre del 2022 ad agosto del 2023.

Amtab, finta promozione sui social per l’abbonamento MUVT365. Il Comune di Bari avvisa: “Attenti è una truffa”

Continuano a circolare sui principali social network pagine e profili fake che diffondono notizie e promozioni, altrettanto false, relativamente alle attività e ai servizi offerti dall’Amtab nei confronti degli utenti del trasporto pubblico urbano. 

L’azienda ha prontamente e più volte denunciato alla Polizia postale, fornendo tutte le informazioni e i contatti individuati sui social. Dopo le prima operazioni di oscuramento da parte della Polizia, però, i profili fake e le truffe sono tornate, con particolare riferimento all’abbonamento annuale al servizio di trasporto MUVT365.

Pertanto, si invita ancora una volta la cittadinanza a non dare seguito a informazioni e annunci che non riconducono direttamente ai canali ufficiali dell’Amtab o del Comune di Bari. Si raccomanda di fare sempre riferimento al sito ufficiale di Amtab e alle procedure lì indicate per l’erogazione di servizi, promozioni e informazioni utili.

Per quanto riguarda l’abbonamento MUVT365, che permette di viaggiare su tutti i mezzi pubblici cittadini al costo di soli 20 euro, le informazioni sull’abbonamento e sulle modalità di richiesta e di emissione sono consultabili sul sito https://www.muvt.app/abbonamenti-muvt-in-bus365/.

Terremoto politico a Minervino, si dimettono 7 consiglieri: sciolto il Comune. Sarà nominato un commissario

Terremoto politico nel piccolo comune di Minervino Murge, nel nord Barese, dove quattro consiglieri comunali di minoranza e tre di maggioranza hanno rassegnato le dimissioni di fatto provocando lo scioglimento dell’assise cittadina presieduta dalla sindaca, Lalla Mancini, eletta con la lista civica “Siamo Minervino” appoggiata dal centrodestra. Ora sarà nominato un commissario ad acta in attesa che si torni alle urne.

Bari, vigilesse licenziate dal Comune tornano al lavoro. La difesa: “Non hanno rapporti con i clan”

“L’autorità giudiziaria penale non ha mai ravvisato alcun profilo di illiceità nel comportamento delle agenti Biallo e Losacco, né – sempre per quanto consta alla difesa – le due hanno mai rivestito neanche la qualità di persona sottoposta alle indagini”.

A parlare è Antonio Maria La Scala, il legale delle due vigilesse reintegrate in servizio disposto dopo la sentenza del Tribunale del Lavoro. Le agenti della Polizia Locale erano state licenziate dal Comune di Bari a marzo del 2024 perché coinvolte nell’inchiesta che ha portato all’esecuzione di 130 misure cautelari per presunti episodi di voto di scambio politico-mafioso alle elezioni del 2019.

Secondo le indagini avrebbero chiesto aiuto a un fedelissimo del clan mafioso Parisi, Fabio Fiore (ex autista del boss di Japigia ‘Savinuccio’), per punire una persona che, dopo aver ignorato un semaforo rosso, le avrebbe insultate.

“L’ufficio di Procura ha solo inviato gli atti in questione al Comune di Bari per eventuali profili di competenza amministrativa e disciplinare. I Giudice del Lavoro del Tribunale di Bari, dichiarando illegittimo il licenziamento disposto, ha ritenuto trattarsi al più di condotte inopportune – aggiunge l’avvocato -. Nelle occasioni contestate le due agenti hanno operato correttamente, senza favorire alcuno, anzi provvedendo a contestare apposita infrazione ed a sanzionare il soggetto ritenuto appartenente al sodalizio criminoso denominato clan Parisi”.

“In nessuna delle intercettazioni telefoniche le predette agenti hanno mai rivolto qualsivoglia richiesta di aiuto o avanzato richieste di protezione a soggetti accusati di appartenere a sodalizi criminosi di natura mafiosa – conclude La Scala -. Al momento dei fatti in questione e delle conversazioni telefoniche riportate dagli organi di stampa la persona era assolutamente incensurato e – in relazione al procedimento penale per il quale era all’epoca indagato – è stato poi assolto”. Il Comune di Bari ha però preannunciato che valuterà l’impugnazione della sentenza. 

Bari, da Palese a Pane e Pomodoro. Via libera del Comune: in arrivo 1200 posti auto in città

Su proposta dell’assessore alla Cura del territorio Domenico Scaramuzzi, la giunta comunale ha approvato due delibere finalizzate alla realizzazione di due aree temporanee di sosta sul territorio comunale: la prima, a Palese, nel Municipio V, per far fronte alla forte domanda di parcheggi a servizio della costa e nel caso specifico del lungomare di Palese, attualmente interessato dai lavori di riqualificazione; la seconda, nel Municipio II, in viale Concilio Vaticano II, nei pressi del mercato di Santa Scolastica, a servizio di alcune zone limitrofe che saranno attraversate in futuro dal sistema Bus Rapid Transit – BRT.

“I due provvedimenti approvati in giunta – spiega Domenico Scaramuzzi – rispondono alla volontà dell’amministrazione di offrire risposte concrete ai cittadini che da tempo chiedono la disponibilità di maggiori aree di sosta nei quartieri costieri, interessati da una forte pressione specie nella bella stagione, e in quelli in cui gli interventi di riqualificazione, in corso, terminati o imminenti, prevedono la creazione di aree pedonali o dedicate alla mobilità sostenibile. A Palese, i lavori di sistemazione dell’area ex Tiro a volo, nei pressi del lungomare Lorusso, renderanno disponibili 270 posti auto che alleggeriranno i flussi di traffico di quanti ogni giorno cercano parcheggio per trascorrere qualche ora al mare. Mentre per quanto riguarda la novità delle aree nei pressi del mercato di Santa Scolastica, destinate a diventare aree di sosta attrezzate sul modello di quanto realizzato negli scorsi anni in altri quartieri della città, avvieremo una serie di interventi leggeri dopo l’estate con l’obiettivo di realizzare circa 60 posti auto che potranno alleggerire le difficoltà legate all’avvio del cantiere per la realizzazione del BRT. In questo caso abbiamo adottato una soluzione anticipatoria del piano della sosta aggiudicato lo scorso dicembre, attraverso cui stiamo studiando insieme ai progettisti soluzioni per tutti i quartieri. A dimostrazione che teniamo conto delle esigenze dei residenti e dei commercianti e ce ne stiamo facendo carico. Per quanto riguarda la costa e i luoghi che, complice il caldo, stanno richiamando cittadini e turisti, tra qualche giorno, il 1° agosto, attraverso la convenzione stipulata tra Amtab e ACI, che ringrazio a nome dell’amministrazione comunale, sarà operativo il parcheggio da 200 stalli sull’area antistante il Park&ride di Pane e Pomodoro, mentre il 2 agosto aprirà la nuova area parcheggio nei pressi della caserma dei Carabinieri a Santo Spirito, che renderà disponibili ai bagnanti e ai residenti circa 400 posti auto. Infine, lunedì inizieranno i lavori per la realizzazione dell’area parcheggio a ridosso del lungomare IX maggio a San Girolamo, che conterà 200 posti per residenti e frequentatori del litorale”.

Per quanto riguarda l’area da adibire a parcheggio individuata a Palese, in Strada Cola di Cagno, per le vie brevi i proprietari hanno già acconsentito a sottoscrivere un comodato d’uso gratuito a fronte dell’esenzione del pagamento dell’IMU per il periodo di durata dell’accordo, rendendosi altresì disponibili a realizzare gli interventi, temporanei e reversibili, strettamente necessari a garantire l’utilizzo dei terreni in condizioni di sicurezza per la pubblica incolumità.

Pertanto il provvedimento adottato ieri dalla giunta dà mandato alla ripartizione Stazione Unica Appaltante, Contratti e Gestione e LL.PP. per la stipula di un contratto di comodato gratuito finalizzato all’acquisizione della disponibilità dell’area da destinare ad aree di sosta autoveicoli per la stagione estiva 2025 e fino al 15 ottobre prossimo, incaricando inoltre la ripartizione IVOP di adottare gli atti propedeutici per l’acquisizione e il rilascio delle aree al termine del periodo estivo e di verificare la corretta esecuzione degli interventi previsti a cura dei proprietari.

L’area di sosta tra via Concilio Vaticano II, via Papa Giovanni XXIII e via G. Modugno, che consentirà di realizzare circa 120 posti auto, è già prevista nel Programma Triennale delle Opere Pubbliche 2025- 2027 – annualità 2026 e dispone di uno studio di fattibilità dell’importo di 560mila euro approvato dalla giunta comunale. Le aree oggetto di intervento sono di proprietà privata, per cui sarà necessario procedere all’esproprio.

In considerazione delle tempistiche connesse alla realizzazione dell’intervento complessivo, l’amministrazione comunale ha perciò individuato una modalità che consenta l’utilizzo di una parte dell’area, in via temporanea, a partire dal prossimo autunno, in vista dell’avvio dei cantieri del BRT.

A tal fine si sono svolte una serie di interlocuzioni con i proprietari di una parte delle aree oggetto dell’intervento, disponibili a sottoscrivere un contratto di comodato d’uso gratuito a fronte dell’impegno dell’amministrazione ad acquisire le stesse aree a titolo definitivo.

La delibera di giunta approvata ieri, infatti, dà mandato alla ripartizione Stazione Unica Appaltante, Contratti e Gestione e LL.PP. per la stipula di un contratto di comodato gratuito finalizzato all’acquisizione anticipata della disponibilità dell’area sino alla definitiva acquisizione delle stesse al patrimonio comunale e incarica la ripartizione IVOP e il settore Espropriazioni e Gestione amministrativa di adottare gli atti propedeutici all’acquisizione in proprietà delle aree e realizzare gli interventi, temporanei e reversibili, necessari a garantire l’utilizzo dell’area in condizioni di sicurezza per la pubblica incolumità.

Movida a Bari, gruppo di residenti dell’Umbertino propongono negoziazione assistita: no del Comune

A seguito dell’istruttoria condotta dagli uffici competenti e della successiva disamina effettuata dall’Avvocatura civica, il Comune di Bari ha scelto di non aderire alla negoziazione assistita proposta dall’avvocato Ascanio Amenduni per conto di una ventina di cittadini residenti nel quartiere Umbertino.

La decisione, in linea con la deliberazione approvata dalla giunta comunale lo scorso 22 luglio, nasce dalla valutazione dell’assenza di elementi di responsabilità imputabili al Comune in relazione alle richieste risarcitorie avanzate dai residenti a fronte degli effetti negativi che sarebbero stati provocati dalla movida notturna in alcune aree del quartiere.

Bari sogna gli Europei di calcio nel 2032, oggi incontro tra Uefa e Comune: il San Nicola in piena corsa

Quella di oggi è una giornata importante per la città di Bari. Andrà infatti in scena un incontro tra il Comune e l’Uefa (rappresentata da Michele Uva, originario di Matera, in qualità di delegato ufficiale per il comitato organizzatore italiano) per valutare la possibilità che il San Nicola possa far parte dei cinque stadi italiani che ospiteranno l’Europeo di calcio nel 2032 (l’Italia si è aggiudicata l’organizzazione con la Turchia).

Bari è tra le 10 città papabili, ad ottobre 2026 è prevista la scelta definitiva dei cinque stadi dopo i vari incontri. Scontate la presenze di Torino (l’Allianz Stadium) e di Roma (Olimpico). Bari se la gioca con Milano (c’è il rebus San Siro e del nuovo stadio di Inter e Milan), Firenze, Bologna, Verona, Genova, Napoli, Cagliari e Palermo.

Il restyling del San Nicola, costato circa 12 milioni, han permesso di omologare lo stadio anche agli incontri internazionali. E così il 14 ottobre 2023 la Nazionale azzurra è tornata a Bari dopo 7 anni d’assenza. Il San Nicola è stato più volte apprezzato da Figc e Uefa come impianto, i problemi maggiori riguarderebbero la viabilità.

Bari, chiesero aiuto ad un fedelissimo del clan Parisi. Reintegrate le due vigilesse sospese: tornano al lavoro

Il tribunale del lavoro di Bari ha annullato il licenziamento e ordinato il reintegro delle due vigilesse della polizia locale licenziate dal Comune di Bari a marzo del 2024 perché coinvolte nell’inchiesta che ha portato all’esecuzione di 130 misure cautelari per presunti episodi di voto di scambio politico-mafioso alle elezioni del 2019.

Secondo le indagini, le vigilesse avrebbero chiesto aiuto a un fedelissimo del clan mafioso Parisi, Fabio Fiore (ex autista del boss di Japigia ‘Savinuccio’), per punire una persona che, dopo aver ignorato un semaforo rosso, le avrebbe insultate.

Per i giudici del tribunale del Lavoro, il loro licenziamento non è stato però proporzionato rispetto ai fatti contestati dalle vigilesse che hanno presentato ricorso.

I giudici infatti non hanno rilevato un rapporto “illecito con soggetti esterni all’amministrazione e i saltuari contatti telefonici avuti con un soggetto ritenuto di spessore criminale non possono costituire di per sé motivo di licenziamento”.

Inoltre, “la condotta della ricorrente, oggetto di addebito, non ha mai comportato l’omissione dell’attività sanzionatoria nei confronti dei soggetti responsabili delle violazioni”.

Pertanto i giudici ribadiscono che, “in relazione agli episodi oggetto di procedimento disciplinare, la ricorrente ha adempiuto ai propri doveri d’ufficio, procedendo all’elevazione delle sanzioni amministrative nei confronti dei trasgressori”. Il Comune presenterà ricorso.

Omicidio Petrone a Bari, il Comune si costituisce contro la richiesta archiviazione: “Vogliamo giustizia e verità”

La giunta comunale, su proposta del sindaco Vito Leccese, ha autorizzato la costituzione nella fase di opposizione alla richiesta di archiviazione delle indagini nei confronti degli indagati proposta dalle parti offese, e, in caso di accoglimento dell’opposizione e di apertura della fase giudiziale, alla costituzione di parte civile del Comune di Bari nei confronti degli imputati nell’omicidio del giovane barese Benedetto Petrone, avvenuto il 28 novembre 1977 in piazza Prefettura.

La procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari, infatti, all’esito della riapertura delle indagini sul gravissimo fatto di sangue, ha iscritto nel registro degli indagati alcuni soggetti e ha svolto indagini, all’esito delle quali, nonostante il quadro probatorio, ha chiesto nuovamente l’archiviazione delle stesse, richiesta verso cui le parti offese hanno proposto opposizione. Il Comune di Bari ha ravvisato l’opportunità di intervenire in questa fase del giudizio per associarsi alla opposizione all’archiviazione.

La giunta comunale ha ravvisato, infatti, l’interesse del Comune di Bari, anche se non ancora individuato come persona offesa, al prosieguo delle indagini e alla prosecuzione degli atti, in considerazione della gravità dei fatti e del compendio probatorio già in atti. Fatti che, pur risalenti nel tempo, costituiscono ancora oggi motivo di allarme da parte della cittadinanza e della collettività tutta con riferimento a ogni episodio di violenza esercitata contro avversari politici e con metodo squadrista.

Si legge nell’atto di intervento nel procedimento depositato dall’avvocata civica Alessandra Baldi durante l’udienza tenutasi questa mattina: “Il Comune di Bari, come ente esponenziale cui è stato riconosciuto il diritto proprio alla identità cittadina dalla Corte di appello civile di Bari con la sentenza n. 202/2020, confermata dalla Corte di Cassazione con sentenza n. 26801/2023, deduce quindi un interesse proprio e quale ente esponenziale a che venga fatta piena luce sui fatti accaduti il 28 novembre 1977, in Piazza Prefettura, a Bari, e che a tale scopo, in piena adesione alle ragioni rappresentate dalle persone offese opponenti, venga respinta la richiesta di archiviazione avanzata dal Pubblico Ministero e ordinata la formulazione dell’imputazione di omicidio volontario pluriaggravato nei confronti delle persone indagate e di chiunque verrà ritenuto corresponsabile del grave fatto di sangue, ovvero disponendo ulteriori indagini”.

“Chiedere che sia fatta giustizia e che si riporti alla luce tutta la verità sull’omicidio di Benedetto Petrone è un dovere – commenta il sindaco Vito Leccese -. Ci sono pagine di storia che, per quanto lontane nel tempo, non possono e non devono essere dimenticate, perché ancora oggi sono il simbolo più eloquente di un clima politico fascista, violento e antidemocratico che purtroppo viene rievocato con nostalgia in più parti d’Europa. ‘Archiviare’ quella storia senza aver portato a compimento il processo significherebbe derubricarla a mero episodio di violenza. Invece così non fu, anzi. Crediamo che la famiglia di Benny meriti giustizia fino in fondo, e con essa tutte le persone che si riconoscono nei valori della democrazia, della pace, dei diritti e della legalità e che il Comune di Bari intende rappresentare in questa e in tutte le altre circostanze, giudiziarie e non. L’intera comunità civile è stata ferita e offesa da quel delitto”.