Vi raccontiamo la storia di mamma Joy. Il giudice le ha tolto le due figlie di 6 e 7 anni, portate in una struttura, mentre Joy si trova a Bologna dove ha intrapreso un percorso di recupero e reintegrazione. A parlarci della sua storia è il legale Sforza.
Carambola sull’A12, schianto tra due auto: 5 feriti tra loro due bambini trasportati al Gaslini – FOTO
Paura ieri mattina sull’autostrada A12, dove un grave incidente ha provocato cinque feriti, tra cui quattro bambini. Lo schianto è avvenuto poco dopo le 10.30 nella carreggiata nord, tra Carrodano e Deiva Marina, all’interno della galleria Pian della Madonna.
Secondo una prima ricostruzione della polizia stradale di Brugnato, due auto si sono scontrate e una Toyota si è ribaltata più volte sull’asfalto. A bordo del veicolo viaggiavano tre adulti e quattro bambini di età compresa tra i 4 e i 13 anni.
Immediato l’intervento dei soccorsi con personale del 118, ambulanze, vigili del fuoco ed elisoccorso. Due dei bambini, inizialmente considerati in condizioni più serie, sono stati trasportati in codice rosso all’ospedale Gaslini di Genova con l’elicottero Drago dei vigili del fuoco. Fortunatamente non sarebbero in pericolo di vita. Gli altri feriti sono stati trasferiti all’ospedale di Lavagna per accertamenti.
L’incidente ha causato pesanti ripercussioni sul traffico: la carreggiata nord dell’A12 è rimasta chiusa per diverse ore e si sono formate code fino a sette chilometri tra gli svincoli di Brugnato e Deiva Marina. La circolazione è tornata regolare soltanto nel pomeriggio.
Le vittime dell’incidente sono seguite dal prof Fabrizio Pompilio, docente a contratto in diritto delle assicurazioni private e della navigazione, consulente legale, giurista autore di articoli scientifici.
IL LEGALE – Chi vuol essere avvocato, cercasi praticanti. Genchi: “Con noi rimborsi e provvigioni”
Femminicidio a Foggia, Stefania uccisa dal marito. Il legale dei figli: “Vita matrimoniale piena di violenze”
“Quello che appare chiaro, dopo aver parlato con i figli e con i genitori sconvolti e sotto choc dal dolore e dal terrore di quello che è accaduto, è che la vita matrimoniale di Stefania è stata caratterizzata dalle violenze del marito. E soprattutto negli ultimi anni da una gelosia ossessiva che ha reso praticamente impossibile la vita a Stefania, tanto che lei poi aveva deciso di chiedere la separazione”.
Lo ha detto l’avvocato Michele Sodrio che assiste i due figli di Stefania Rago, la 46enne di Foggia uccisa dal marito Antonio Fortebraccio a colpi di pistola. È stato convalidato il fermo e disposta la custodia cautelare in carcere per l’uomo che, a quanto si apprende, non avrebbe confessato e si sarebbe avvalso della facoltà di non rispondere nel corso dell’interrogatorio avvenuto in carcere, dove è detenuto dall’alba del 24 aprile.
Nel fermo eseguito dai carabinieri l’accusa era di omicidio volontario aggravato dal vincolo coniugale, reato che nelle scorse ore è stato rubricato in femminicidio. Fortebraccio, inizialmente assistito d’ufficio dall’avvocata Rosa Archidiacono, ha ora nominato come difensore di fiducia l’avvocato Antonio Martino.
“Abbiamo ricevuto avviso della fissazione dell’autopsia per giovedì prossimo sul corpo della povera Stefania Rago – aggiunge l’avvocato Sodrio – e dall’avviso abbiamo appreso che viene contestato il nuovo delitto di femminicidio che prevede la pena base dell’ergastolo. Sono questioni delle quali si discuterà in sede processuale”.
“Si accerteranno tutte queste circostanze – conclude – ma pare chiara ed incontestabile la correttezza della contestazione del femminicidio, perché siamo di fronte ancora una volta al maschio che vuole esercitare una sorta di diritto di proprietà patologico sulla propria moglie e compagna, e per questo motivo arriva a uccidere”.
Femminicidio a Foggia, Stefania uccisa dal marito. Il legale di lui: “Non ha confessato nulla era sotto choc”
“Durante l’interrogatorio non ha raccontato nulla dell’accaduto, di un eventuale litigio. Non aveva la lucidità. E’ come se non capisse quanto accaduto. Era in affanno. Non ha mostrato alcun tipo di reazione emotiva”.
A dichiararlo è l’avvocata Rosa Archidiacono, legale di ufficio di Antonio Fortebraccio, la guardia giurata di 48 anni fermata con l’accusa di omicidio volontario aggravato dal vincolo coniugale della moglie, la 46enne Stefania Rago uccisa ieri sera all’interno della loro abitazione in via Gaetano Salvemini a Foggia. Sono stati sequestrati i cellulari della vittima e del marito al fine di ricostruire l’esistenza di dissapori o frizioni nella coppia.
“Sii è presentato ieri sera in caserma dai carabinieri dicendo che alla moglie avevano sparato e chiedendo aiuto, dicendo di non sapere se la moglie fosse morta o meno – ha aggiunto -. Quando i sanitari sono giunti nell’abitazione, hanno accertato che per la donna non c’era più nulla da fare. Era sotto choc profondo, dispiaciuto, non ha raccontato nulla di quanto accaduto”.
Frode fiscale e bancarotta, nei guai azienda nel Foggiano: crack di 12 milioni di euro. Arrestato il rappresentante
La Guardia di Finanza di Foggia ha eseguito un’ordinanza di arresti domiciliari nei confronti del legale rappresentante di una società cooperativa operante nel settore del trasporto su strada, al centro di un’indagine su un presunto sistema di frode fiscale e bancarotta.
L’inchiesta, collegata a un più ampio filone investigativo riguardante un consorzio con sede in Emilia-Romagna, ha portato alla luce un meccanismo illecito di gestione della manodopera. Secondo gli investigatori, il consorzio avrebbe fatto ricorso a una rete di cooperative per esternalizzare i lavoratori, formalmente assunti da queste ultime ma di fatto diretti dal consorzio stesso. I rapporti sarebbero stati mascherati tramite contratti d’appalto fittizi, con l’obiettivo di eludere obblighi fiscali e contributivi.
Gli accertamenti contabili hanno evidenziato che il rappresentante legale della cooperativa avrebbe emesso fatture per operazioni inesistenti per oltre 5 milioni di euro, omettendo inoltre la presentazione delle dichiarazioni fiscali e occultando le scritture contabili.
Secondo l’accusa, l’imprenditore avrebbe anche provocato sistematicamente lo stato di insolvenza della società, successivamente dichiarata in liquidazione giudiziale dal Tribunale di Foggia. La cooperativa avrebbe così accumulato un debito superiore a 12 milioni di euro nei confronti dell’Erario e degli enti previdenziali. Alla luce degli elementi raccolti, gli investigatori ipotizzano i reati di bancarotta fraudolenta, sia documentale sia patrimoniale.
Omicidio a Foggia, il legale della famiglia Carta: “Marito e padre esemplare. Aiutate gli investigatori”
“Un sentito ringraziamento a nome dei familiari a tutti coloro che in queste ore drammatiche hanno manifestato la propria vicinanza: gli amici, i conoscenti, la comunità parrocchiale e l’intera cittadinanza foggiana”.
Questo è un passaggio di una lettera scritta dall’avvocato Michele Vaira, legale della famiglia di Annibale Carta, detto Dino, il personal trainer assassinato il 13 aprile a Foggia con quattro colpi di pistola mentre era per strada.
Il legale, nella lettera, rivolge un appello “a chiunque sia in possesso di informazioni utili alle indagini – anche apparentemente marginali – affinché si rivolga con fiducia ai Carabinieri del Comando Provinciale di Foggia o in alternativa a questo studio legale. Ogni contributo può risultare determinante per assicurare alla giustizia l’autore di questo atto criminale e restituire alla famiglia di Dino la verità che merita”.
“L’ondata di affetto e di solidarietà che ha investito la famiglia Carta testimonia ciò che chiunque abbia conosciuto ‘Dino’ già sapeva: era un giovane dalla vita specchiata, un grande lavoratore – scrive il legale – un marito e un padre esemplare, una persona amata e stimata da tutti coloro che hanno avuto il privilegio di incontrarlo”.
“La famiglia – aggiunge – ripone la più totale fiducia nell’operato della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia e dei Carabinieri del Comando Provinciale, certi che le indagini in corso sapranno fare piena luce su questo terribile delitto e individuare il responsabile, o i responsabili, di un gesto tanto efferato quanto inspiegabile. Chi ha commesso questo crimine ne pagherà le conseguenze, nelle forme e nei tempi che la legge e la giustizia sapranno determinare”.
Un appello è rivolto anche agli organi di informazione “affinché continuino a tenere alta l’attenzione su questo gravissimo fatto di cronaca” e “al contempo chiedo che l’attività giornalistica si svolga nel pieno rispetto della riservatezza e della dignità della famiglia Carta – in particolare delle figlie minori – evitando ogni forma di spettacolarizzazione del dolore e ogni intrusione nella sfera privata dei congiunti della vittima”.
Ieri sera in tanti hanno partecipato alla veglia di preghiera davanti al luogo del tragico omicidio. Sul marciapiede dove si è accasciato senza vita sono stati deposti mazzi di fiori. Tanta gente in lacrime ha acceso dei lumini creando un cerchio. Presente anche la sindaca Maria Aida Episcopo e alcuni familiari della vittima.
“Ci incontravamo mattina presto, in tutti gli orari in cui si portano a spasso i cani, era fantastico anche con gli animali, persona rispettosa, gli volevano bene tutti”, ha detto una donna che conosceva bene Dino.
“Mi ha sconvolto. Non ho ancora avuto il coraggio di andare dalla famiglia – racconta Don Filippo Tardio, parroco della vicina chiesa di San Giuseppe Artigiano -. Quando c’è di mezzo la violenza, quando scorre il sangue è qualcosa che mi prende dentro, sul serio sono senza parole. Dino non lo conoscevo bene. Ho avuto incontri con lui, in procinto del 50esimo di matrimonio dei genitori, però l’impressione che ne ho ricavato è di una persona a modo, perbene, con cui si poteva scherzare, una bravissima persona”
Audi Q2 da 20.000 euro taroccata, sgamato il concessionario: il messaggio del legale lo inchioda (2)
Torniamo ad occuparci della storia di Gianni e della sua Audi Q2 da 20.000 euro taroccata e ferma. Dopo aver sentito Gianni, questa volta vi facciamo ascoltare la telefonata con il concessionario in attesa degli sviluppi giudiziari. Il messaggio del legale di Gianni smonta completamente la tesi ribadita al telefono dal concessionario.
Giallo al cimitero, sparite le ossa del bimbo morto 61 anni fa. Magagna sui loculi: c’è la prova
Torniamo ad occuparci nuovamente della sparizione delle ossa di Nicola Cazzorla, bimbo di 4 mesi morto 61 anni fa, nel cimitero di Modugno. Dopo il racconto della sorella Annamaria, sono emersi tanti dubbi attorno alla vicenda che ha colpito la nostra community.
Ci siamo recati anche nell’agenzia funebre, il cui papà titolare è stato per anni custode del cimitero di Modugno, a caccia di risposte, prima di tornare nel cimitero di Modugno al fianco di Annamaria e del suo legale per parlare delle incongruenze giudiziarie che rendono ancora più oscura la vicenda, anche se qualcuno si è avvicinato a noi interrompendo la registrazione del servizio.
Dopo aver parlato del caso con il vice sindaco di Modugno, l’assessore Giuseppe Montebruno, abbiamo nuovamente incontrato Annamaria e il suo legale a distanza di mesi per tutti gli aggiornamenti del caso con novità importanti.
Polizze “My Joy”, compagnia in liquidazione. Decine di baresi coinvolti. Il legale: “Fate l’accordo”
Quarta puntata della rubrica di Quinto Potere intitolata “IL LEGALE” dove ci occupiamo di diritto, prendendo spunto anche dalle nostre storie e inchieste. Al nostro fianco l’avvocato Alessandro Genchi. Dopo aver parlato della storia di Carolina e Max e dell’imbarazzante siparietto del Bomber in piazza Moro, questa volta parliamo delle polizze “My Joy” stipulate tra il 2012 e il 2014 con la compagnia assicurativa lussemburghese FWU Life Insurance Lux, ora in liquidazione. In questi giorni stanno arrivando agli oltre 100mila clienti italiani, tra cui diversi baresi, lettere per la richiesta di insinuazione al passivo.









