Sannicandro, imprenditore accusato di aver sottratto 130mila euro alla madre: caso archiviato

Il Tribunale di Bari ha chiuso definitivamente il procedimento a carico di Geremia Florio, imprenditore di Sannicandro di Bari, inizialmente sospettato di appropriazione indebita e peculato aggravato.

Il Gip Rossana de Cristofaro ha disposto l’archiviazione, confermando l’assenza di responsabilità penale dell’imprenditore. L’indagine è stata avviata in seguito ad alcuni movimenti su due conti correnti intestati alla madre di Florio.

L’accusa sosteneva che, tra novembre e dicembre 2023, l’imprenditore avrebbe trasferito oltre 130mila euro tramite assegni circolari e bonifici a favore di parenti, con causali come “assistenza” e “regali”.

Il pubblico ministero Larissa Catella aveva inizialmente ipotizzato il reato di peculato, ritenendo che Florio operasse come amministratore di sostegno. Florio, assistito dall’avvocato Antonio Maria La Scala, ha richiesto un interrogatorio chiarificatore.

Durante l’audizione, ha dimostrato di non aver mai ricoperto formalmente tale incarico, escludendo così la configurabilità del peculato. Inoltre, la documentazione prodotta ha confermato che le somme erano state impiegate esclusivamente per le esigenze della madre, cancellando ogni sospetto di appropriazione indebita.

Bari, toglie auto e cellulare alla moglie: imprenditore 50enne rischia il processo. La vittima afferrata anche dal collo

Un imprenditore 50enne barese rischia di finire a processo con l’accusa di maltrattamenti in famiglia ai danni della ex moglie. Secondo la ricostruzione dell’accusa l’uomo sarebbe arrivato a proibire per un mese alla vittima di utilizzare il telefono cellulare per impedirle di parlare con le amiche, dopo aver scoperto che la donna, in alcune chat Whatsapp, si era lamentata del suo rapporto.

Ma non solo. Le avrebbe anche impedito di utilizzare la macchina, minacciandola in caso contrario di dar fuoco alla stessa vettura. Al termine di un litigio il 50enne avrebbe anche afferrato la moglie per il collo bloccandola contro il muro.

Suavi, colloquio positivo. L’imprenditore: “È un lavoro non carità. Portami i documenti e ti assumo”

Il colloquio di Suavi è andato bene. Ci siamo recati a Mola per conoscere l’imprenditore che si è fatto avanti con un’offerta di lavoro e tutto sembra andare nella direzione giusta. Ora è il momento di raccogliere tutta la documentazione necessaria. La speranza è che Suavi possa sfruttare al meglio questa grande occasione. L’imprenditore è disponibile ma è stato chiaro, pretende rispetto.

Imprenditore indagato per violenza di genere: sequestrati immobili e 185 auto per un valore di 650 mila euro

Non avrebbe comunicato la variazione del suo patrimonio intestando l’azienda a terzi per evitare controlli da parte del fisco e della Guardia di finanza. E invece i finanzieri, che lo controllavano a causa dei suoi precedenti per stalking, maltrattamenti in famiglia e violenza di genere, lo hanno scoperto. E così, al termine degli accertamenti, il tribunale di Trani ha disposto il sequestro dei suoi beni per circa 650mila euro e dell’intero compendio aziendale.

L’indagato, un imprenditore specializzato nel commercio di auto di Andria, per raggirare “le norme in materia di misure di prevenzione patrimoniali ha attribuito fittiziamente la titolarità dell’intero compendio aziendale di proprietà” a un’altra persona a cui avrebbe conferito “procura speciale per l’amministrazione di tutti i suoi beni, configurando così l’ulteriore fattispecie delittuosa”, si legge in una nota della finanzia.

Le indagini sono state mirate “a verificare se l’uomo sottoposto a misure di prevenzione personale avesse incrementato e riorganizzato il proprio patrimonio dopo la commissione di maltrattamenti in famiglia, stalking e violenza di genere”, continua la nota. I sigilli riguardano 185 auto del valore di 564mila euro, 29 immobili e 800 euro in contanti a cui si aggiunge la sede aziendale.

Trani, bonus edilizi per lavori inesistenti. Nei guai imprenditore: confiscati beni per 4,5 milioni

Il Gup del tribunale di Trani ha emesso, su richiesta della Procura, un provvedimento di confisca, per poco meno di 4,5 milioni di euro, eseguito dai finanzieri del Comando Provinciale Barletta Andria Trani che hanno confiscato a un imprenditore 5 unità immobiliari, 11 autoveicoli, disponibilità finanziarie e crediti d’imposta relativi ai cosiddetti bonus edilizi.

L’uomo, dopo la sentenza emessa per applicazione della pena su richiesta delle parti, era stato condannato a 3 anni e 8 mesi di detenzione domiciliare. Le indagini, avviate nel 2024, dice la Gdf, “hanno consentito di far emergere un complesso meccanismo fraudolento per il conseguimento di sostegni pubblici alle imprese, sotto forma di crediti di imposta, basato sulla falsa attestazione di lavori edilizi mai eseguiti”.

I beni confiscati sono parte di quanto già sottoposto a sequestro preventivo e per equivalente disposto dal Gip nei confronti di 5 persone fisiche e 4 società, tutte della provincia, per un valore complessivo di oltre 72.000.000 di euro nel corso dell’operazione denominata “Cassetto distratto”.

Gli indagati, tra la fine del 2021 e quella del 2023, avrebbero presentato all’Agenzia delle Entrate “comunicazioni telematiche di cessione di crediti riferite a interventi di recupero edilizio, “bonus facciate” e “sismabonus” in realtà mai avviati e riferiti talvolta a immobili inesistenti o nella disponibilità di soggetti estranei ai fatti” afferma la Gdf.

“I crediti venivano poi ricevuti nel “cassetto fiscale” di altre società, riconducibili agli stessi indagati, che venivano successivamente impiegati nelle attività economiche delle stesse società, principalmente sottoforma di compensazione di debiti preesistenti con l’Erario, ottenendo così un cospicuo ma indebito risparmio fiscale” dice la Gdf.

Sequestro lampo di un imprenditore di Bisceglie, 8 indagati e 7 arresti: tra loro padre e figlio

Sette persone di età compresa tra 78 e i 36 anni sono state arrestate dagli agenti della squadra mobile di Andria perché considerati responsabili di un sequestro lampo di un imprenditore della zona.

Il 78enne di Bisceglie si trova agli arresti domiciliari, gli altri tutti di Andria e con precedenti penali, sono in carcere. Tra loro ci sono anche un padre e suo figlio.

Le accuse, contestate a vario titolo, sono di sequestro di persona a scopo di rapina, tentata rapina aggravata dall’uso di armi, detenzione e spendita di banconote false.

Gli indagati, secondo l’inchiesta coordinata dalla procura di Trani e denominata Game over, sono complessivamente otto. Ulteriori dettagli sull’operazione saranno resi noti in mattinata.

Sequestro lampo sulla Bisceglie-Andria, imprenditore picchiato e rilasciato in campagna: indagini in corso

Un imprenditore di circa 50 anni ieri mattina è stato vittima di un sequestro lampo sulla strada che collega Bisceglie ad Andria. L’uomo si trovava a bordo della sua auto ed è stato affiancato da due vetture.

Il 50enne è stato costretto a scendere e salire su un altro mezzo, prima di essere picchiato e rilasciato dopo poco dal commando nelle campagne di Andria. Qui è riuscito a dare l’allarme e chiamare i soccorsi.

La vittima ha raccontato di non aver pagato nulla per essere liberato. Sulla vicenda indagano i Carabinieri.

Vende per anni olio di oliva adulterato: confiscati beni per 6 milioni di euro a imprenditore di Cerignola

Ammonta a circa sei milioni di euro il decreto di confisca di beni emesso dal Tribunale di Bari nei confronti di un imprenditore di Cerignola, che per decenni ha operato nel settore alimentare sofisticando e commercializzando, su larga scala, olio d’oliva.

Il decreto di confisca è stato eseguito dalla Dia direzione investigativa antimafia di Foggia. L’imprenditore in passato è stato coinvolto in numerose inchieste giudiziarie, che hanno delineato i presupposti per l’applicazione della misura di prevenzione.

Tra i beni confiscati figurano società, auto, macchine agricole, terreni, fabbricati, quote sociali e rapporti finanziari.