Sequestrata villa sul mare realizzata in aerea vincolata del Parco del Gargano: denunciati i responsabili

Una villa in costruzione realizzata su un costone di roccia affacciato sul mare nel parco nazionale del Gargano, in un’area di particolare pregio caratterizzata dalla presenza di molteplici vincoli ambientali e idrogeologici, è stata sequestrata da militari del nucleo operativo di polizia ambientale della capitaneria di porto di Manfredonia (Foggia) in collaborazione con il nucleo del centro controllo ambiente marino della direzione marittima di Bari.

Secondo quanto accertato dalla Guardia costiera, ci sarebbero irregolarità nelle autorizzazioni edilizie nonché violazioni della normativa a tutela del paesaggio e dell’assetto del territorio connesse ai lavori di ristrutturazione di alcuni fabbricati.

L’area interessata è soggetta a stringenti limitazioni proprio per la sua elevata fragilità ambientale e per il rischio idrogeologico connesso alla particolare conformazione del suolo oltre che a vincoli previsti dal codice della navigazione per i manufatti costruiti in prossimità della fascia demaniale marittima.

Secondo quanto emerso dalle indagini, la costruzione della struttura – che sarebbe stata destinata all’attività ricettiva- ha comportato modifiche significative al contesto naturale circostante, con potenziali ripercussioni sull’equilibrio ecosistemico e sulla stabilità del versante costiero, il tutto in difformità, o assenza, di titoli.

I responsabili avevano anche nascosto l’accesso ad alcuni locali murando gli ingressi. Tutta la struttura è stata sottoposta a sequestro preventivo (convalidato dall’autorità giudiziaria) per un totale di circa 3.000 mq. I responsabili sono stati denunciati.

Bari, falso e traffico internazionale di rifiuti speciali con la Grecia: interdetto imprenditore. Sigilli a ditta

Con le accuse di traffico internazionale illecito di rifiuti speciali e falso, la Guardia costiera di Bari ha notificato un’ordinanza di interdizione per dodici mesi dall’attività di impresa nei confronti del 66enne Giosè Marchese, titolare della ditta calabrese ‘Servizi ecologici’.

Nell’indagine della Procura di Bari risultano indagate altre cinque persone, due dirigenti e due funzionari della Regione Calabria (Gianfranco Comito, Gabriele Alitto, Clementina Torchia e Claudia Russo) e il responsabile tecnico dell’azienda, Pasqualino Caparrotta.

È stato eseguito anche il sequestro preventivo dello stabilimento, a Tarsia, e della sede amministrativa della società a Santa Sofia D’Epiro. L’indagine è partita a novembre 2021 durante controlli nel porto di Bari. Gli accertamenti hanno consentito di ricostruire un complesso meccanismo finalizzato all’illecito smaltimento di rifiuti derivanti dal ciclo urbano, formalmente classificati come rifiuti speciali mediante procedure ritenute irregolari e successivamente esportati verso impianti in Grecia.

L’obiettivo degli indagati sarebbe stato quello di conseguire un ingiusto profitto mediante il risparmio dei costi connessi alle corrette procedure di gestione previste dalla normativa ambientale nazionale ed europea. In particolare, sarebbe stata alterata la classificazione dei rifiuti, elusa la tracciabilità delle operazioni di trattamento e movimentazione in origine, predisposta documentazione ritenuta non veritiera e simulate operazioni di recupero finale in realtà non effettuate.

La ditta, “che rappresenta – spiega la Guardia costiera – una delle principali aziende calabresi che si occupano della raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani nei comuni della provincia di Cosenza”, è stata affidata ad un amministratore giudiziario. La gip di Bari Chiara Maglio ha escluso i gravi indizi nei confronti degli altri indagati. La giudice ha contestualmente dichiarato la propria incompetenza territoriale disponendo la trasmissione degli atti all’autorità giudiziaria di Catanzaro.

Tragedia a Monopoli, uomo trovato morto al porto: il corpo in acqua legato ad una pietra. Indagini in corso

Tragedia a Monopoli dove questa mattina un corpo di un uomo è stato individuato nelle acque antistanti la Banchina Solfatara tra le imbarcazioni ormeggiate.

A lanciare l’allarme alcuni testimoni, sul posto è intervenuta la Guardia Costiera di Monopoli che ha subito messo in sicurezza l’area. Secondo quanto ricostruito pare che l’uomo fosse ricercato dai familiari, preoccupati dalla sua scomparsa. Il corpo sarebbe stato rinvenuto legato a una pietra.

Sul posto sono anche intervenuti anche i sommozzatori del Soccorso Subacqueo Acquatico dei Vigili del Fuoco di Taranto per il recupero della salma. Nelle prossime ore sono attesi gli accertamenti medici per risalire alla causa del decesso. Le indagini accerteranno la dinamica dei fatti.

Paura a Vieste, salva 80enne ma resta in mare: bagnino salvato dalla Guardia Costiera

La guardia costiera di Vieste è intervenuta ieri mattina per soccorrere uno dei due bagnini intervenuti per salvare un turista 80enne in difficoltà a causa del mare agitato e delle forti correnti, nel tratto di mare antistante il Lido Cristalda, sul lungomare Europa, in prossimità del porto.

La sala operativa di Circomare Vieste, sotto il coordinamento del reparto operativo della direzione marittima della Puglia e Basilicata jonica, dopo una segnalazione al numero di emergenza ha disposto l’uscita di un battello che in pochi minuti ha raggiunto la zona.

I militari, dopo essersi assicurati del rientro in spiaggia del pattino con a bordo il turista soccorso e uno dei due bagnini, hanno recuperato il bagnino rimasto in acqua che, stremato per lo sforzo, non era riuscito a risalire sul pattino di salvataggio. Sia lui sia il turista stanno bene.

Taranto, la Guardia Costiera sequestra 680 chili di cozze illegali nel Mar Piccolo: nei guai tre persone

La Guardia costiera di Taranto ha sequestrato 680 chili di mitili raccolti illegalmente nel primo seno del Mar Piccolo, area sottoposta a sequestro giudiziario dal 2021 per la presenza di impianti abusivi.

Tre persone sono state sorprese su un barchino mentre prelevavano e confezionavano cozze provenienti da un allevamento non autorizzato. I molluschi, con pezzatura media tra i 3 e i 4 cm, erano privi di tracciabilità e non sottoposti ai controlli sanitari previsti.

Sono stati immediatamente distrutti per evitare rischi alla salute pubblica, considerato che l’area è soggetta a restrizioni per la presenza accertata di diossine e PCB.

L’operazione si inserisce in un più ampio piano di contrasto alla mitilicoltura illegale, che vede coinvolti Capitaneria di porto, Prefettura, Comune, Asl e Autorità Giudiziaria, impegnati in un tavolo tecnico per ridefinire i criteri di legalità, tracciabilità e sicurezza alimentare nella gestione degli impianti di allevamento.

Tragedia sfiorata in Salento, risucchiata da onda cade in mare: 12enne straniera salvata ad un miglio dalla costa

Tragedia sfiorata ieri sera a Santa Cesarea Terme dove una ragazzina belga di 12 anni è caduta in mare dopo essere stata risucchiata un’onda. La piccola stava guardando il mare in tempesta sul terrazzo di una struttura ricettiva a ridosso della scogliera in compagnia dei genitori.

Sono stati proprio loro subito a lanciare l’allarme. Una motovedetta della Capitaneria di Otranto è riuscita ad intercettare la 12enne a circa un miglio di distanza dalla costa e a salvarla.

La 12enne è stata così condotta al porto di Otranto dove ad attenderla c’era un’ambulanza del 118. La ragazzina, seppure molto provata per quanto accaduto, sta bene. Ha riportato solo alcune escoriazioni .

Colpito da un malore sulla nave da crociera in Puglia: turista tedesco soccorso dalla Guardia Costiera

Un turista tedesco di 69 anni è stato soccorso la notte tra sabato e domenica mentre era a bordo di una nave da crociera Msc in navigazione al largo del Salento e diretta in Grecia.

L’operazione è stata compiuta al largo di Otranto da uomini della Guardia Costiera, intervenuti dopo la richiesta di soccorso del comando di bordo della nave. L’uomo aveva un malore cardiaco.

La sala operativa della Guardia Costiera di Otranto ha coordinato le operazioni di soccorso facendo uscire in mare una motovedetta classe 300 che, nonostante le proibitive condizioni metereologiche, ha raggiunto la nave da crociera, ha trasbordato il turista e lo ha affidato alle cure del personale sanitario del 118 che attendeva in banchina. Il turista è ricoverato nell’ospedale di Lecce.

Bari, fermato furgone sospetto: sequestrati 60 kg di bianchetto. Multa di 4mila euro a 70enne

La Guardia Costiera ha sequestrato questa mattina 60 chili di pesce ‘sotto misura’ a Bari. Il carico è stato scoperto a bordo di un furgone che transitava per una via cittadina e fermato dai militari per un’ispezione.

All’interno è stato trovato un quantitativo ingente di novellame di alici, cosiddetto bianchetto, per il quale vige per legge il divieto di pesca, detenzione e commercializzazione. Ad un 70enne del posto è stata comminata una sanzione amministrativa di quattromila euro.

Inquinamento ambientale, sequestrato stabilimento industriale a Monopoli di 10mila metri quadri: c’è un indagato

La Guardia costiera di Bari ha sequestrato uno stabilimento industriale “insalubre”, di circa 10mila metri quadri, nella periferia di Monopoli. La struttura era adibita principalmente a trattamenti e finiture di alluminio e semilavorati. Una persona è stata iscritta nel registro degli indagati con l’accusa di inquinamento ambientale, le condutture infatti compromettono la qualità dell’acqua e dell’aria della zona, ma anche di esercizio non autorizzato e dunque abusivo relativo allo scarico di acque reflue industriali, abbandono e gestione illecita di rifiuti, oltre all’emissione di sostanze pericolose.

Tutte condizioni che avrebbero consentito un oggettivo vantaggio economico per l’attività dello stabilimento. Le indagini sono state avviate nel 2021, quando molti residenti della zona hanno manifestato malesseri per il cattivo odore.

Bari, blitz della Guardia Costiera nel porto di Torre a Mare: 20 box occupati abusivamente e trasformati

Blitz della Guardia Costiera di Bari nel porto di Torre a Mare dove sono stati scoperti 20 box demaniali occupati abusivamente. I locali erano stati destinati alla pesca e sarebbero stati riconvertiti, senza autorizzazione, per altri usi.

Le porte d’accesso ai locali sono state forzate e all’interno sono state rinvenute attrezzature balneari e materiale vario. Qualcuno addirittura aveva anche iniziato lavori di rivestimento con piastrelle. Le porte sono state poi rinchiuse e sigillate e i manufatti sono stati posti sotto sequestro penale.