Omicidio a Vieste, il 35enne Antonello Scirpoli ucciso a fucilate: caccia al killer

Omicidio a Vieste, in provincia di Foggia, nella tarda serata di ieri, dove è stato ucciso il 35enne Antonello Scirpoli, già noto alle forze dell’ordine.

A quanto si apprende, l’uomo sarebbe stato ucciso a fucilate, mentre era a bordo di uno scooter in località Defensola, alla periferia della città, nei pressi della sua abitazione.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri che hanno avviato indagini per verificare se il delitto sia riconducibile alla criminalità organizzata garganica.

Tragedia a Bari, studentessa trovata senza vita in casa: Vieste sotto choc per la morte della 20enne Martina Matassa

Si chiamava Martina Matassa la giovane studentessa fuorisede originaria di Vieste trovata morta ieri nel suo appartamento di via Giulio Petroni, a Bari. La ragazza, descritta da amici e conoscenti come solare, altruista e piena di entusiasmo per la vita, era prossima alla laurea e svolgeva attività di assistenza agli anziani in una struttura del quartiere San Paolo.

L’allarme è scattato quando la madre, non riuscendo più a contattarla telefonicamente, ha verificato tramite geolocalizzazione che la figlia si trovava ancora in casa. Dopo aver coinvolto alcuni parenti e allertato le forze dell’ordine, è stato effettuato il tragico ritrovamento. Martina era sola nell’abitazione, riversa sul letto e ancora in pigiama.

I sanitari del 118, intervenuti nel primo pomeriggio, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. Sul posto sono arrivati anche i vigili del fuoco e le forze dell’ordine. Sconvolti i familiari, giunti da Vieste, così come amici, coinquilini e colleghi universitari che per tutta la giornata si sono stretti attorno al dolore della famiglia.

Appassionata di animali e musica, Martina stava progettando di regalare un cagnolino alla madre per il compleanno imminente. Le cause della morte restano ancora da chiarire. I primi accertamenti sono stati eseguiti presso l’Istituto di Medicina Legale del Policlinico di Bari.

Al momento l’ipotesi prevalente è quella di un decesso dovuto a cause naturali, ma sarà il magistrato a decidere se disporre o meno l’autopsia. La notizia ha profondamente colpito la comunità di Vieste e gli amici della giovane, increduli davanti a una tragedia che ha spezzato una vita a soli vent’anni.

Paura a Vieste, spari in centro davanti alla gente: ferito il 42enne Hechmi Hdiouech. Il Sindaco: “Inaccettabile”

Un uomo di 42 anni, Hechmi Hdiouech, italo-marocchino con precedenti, è stato ferito nella serata di ieri a Vieste da un colpo di pistola al braccio al termine di una lite avvenuta in strada. Secondo una prima ricostruzione, l’aggressore avrebbe estratto l’arma durante il diverbio e sparato contro il 42enne, colpendolo a un arto.

L’uomo è stato soccorso e trasportato all’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo. Le forze dell’ordine avrebbero già individuato il presunto responsabile del ferimento.

Sull’episodio è intervenuto il sindaco di Vieste, Giuseppe Nobiletti, che ha espresso preoccupazione per l’accaduto: «È inaccettabile che nel 2026 accadano ancora fatti simili in pieno centro cittadino, con la gente in strada».

Il primo cittadino ha inoltre richiamato un analogo episodio avvenuto alcuni mesi fa davanti a un supermercato della città, sottolineando la necessità di mantenere alta l’attenzione sul fronte della sicurezza.

Indagata per concussione l’assessora regionale Starace: pressioni per togliere la concessione del lido all’ex marito

La Procura di Foggia ha iscritto nel registro degli indagati Graziamaria Starace, assessora regionale al Turismo ed ex assessora comunale di Vieste, con l’accusa di concussione. L’inchiesta riguarda presunte pressioni esercitate per ottenere la revoca di una concessione comunale intestata all’ex marito Alessandro Corso. Secondo gli investigatori, l’iniziativa sarebbe stata motivata da contrasti legati al mancato pagamento degli alimenti.

Nell’indagine risultano coinvolti anche il sindaco di Vieste, Giuseppe Nobiletti, e un dirigente comunale. La vicenda è emersa dopo la notifica di un decreto per accertamenti tecnici irripetibili sui telefoni sequestrati agli indagati.

Tra le persone coinvolte figura anche Gaetano Antonio Paglialonga, ex assessore ai Grandi eventi, revocato dall’incarico dal sindaco dopo la scoperta di alcune registrazioni effettuate di nascosto durante conversazioni riguardanti il caso. Paglialonga, fratello dell’attuale compagna di Corso, avrebbe poi denunciato quanto appreso agli inquirenti.

La concessione oggetto della vicenda sarebbe stata successivamente ripristinata. Nobiletti respinge le accuse e sostiene che la revoca fosse stata adottata sulla base di verifiche che avevano evidenziato irregolarità.

Sul fronte politico non mancano le polemiche. Paglialonga ha dichiarato che la revoca del suo incarico non sarebbe legata a divergenze amministrative, ma al fatto di essere diventato testimone di un procedimento penale che coinvolgerebbe il sindaco. L’ex assessore ha inoltre sottolineato che le registrazioni sono già agli atti degli organi competenti e oggetto di approfondimenti investigativi.

L’assessora Starace, attualmente assente per motivi personali, non ha rilasciato dichiarazioni. Dalla Regione fanno sapere che la vicenda sarà valutata nei prossimi giorni.

Bufera a Vieste: il sindaco Nobiletti indagato. Assessore allontanato per registrazioni nascoste

Il sindaco di Vieste e presidente della Provincia di Foggia, Giuseppe Nobiletti, è indagato in un’inchiesta della Procura di Foggia. A renderlo noto è stato lo stesso primo cittadino attraverso un post sui social, dopo aver ricevuto un avviso di accertamenti tecnici non ripetibili.

Secondo quanto spiegato da Nobiletti, il procedimento sarebbe nato da un controllo amministrativo effettuato nei confronti di un operatore economico, al quale era stato richiesto l’adeguamento degli impianti alle normative comunali.

La successiva denuncia presentata dall’imprenditore avrebbe dato origine all’indagine. Il sindaco ha dichiarato di essere sereno e fiducioso che la correttezza del proprio operato verrà accertata.

Dagli atti dell’inchiesta sarebbe inoltre emerso che un assessore della giunta registrava di nascosto conversazioni con il sindaco e altri amministratori. Una circostanza che ha portato alla revoca immediata delle deleghe a Gaetano Antonio Paglialonga, fino a ieri assessore ai Grandi Eventi del Comune di Vieste.

Agguato a Vieste, ferito il cugino 35enne del defunto boss Notarangelo: spari in un supermercato

Diverse persone sono state ascoltate durante la notte da carabinieri per risalire ai responsabili dell’agguato compiuto ieri sera a Vieste nel corso del quale è stato ferito con almeno tre colpi di fucile a pallettoni Danilo Notarangelo, di 35 anni, nipote (figlio di un fratello) del defunto boss Angelo Notarangelo (soprannominato Cintaridd) ucciso nel 2015 in un agguato mafioso a Vieste in provincia di Foggia.

L’uomo è scampato all’agguato perché, pur ferito, è riuscito a rifugiarsi in un supermercato a poca distanza dalla caserma dei carabinieri di Vieste e dalla sua abitazione.

L’inchiesta, visto il calibro del ferito e la parentela con il defunto boss, è coordinata dai magistrati della direzione distrettuale antimafia di Bari. Stando a quanto si è appreso, Notarangelo stava rientrando a casa quando da un’autovettura sconosciuti hanno sparato. I colpi lo hanno raggiunto ad un braccio e di striscio all’addome.

Soccorso dai sanitari del 118, è stato dapprima trasportato e medicato presso il punto di primo intervento della cittadina garganica e poi in elisoccorso è giunto a Foggia dove è ricoverato. Le sue condizioni sono stabili e non è in pericolo di vita. A agire sarebbero state due persone con i volti coperti. Danilo Notarangelo era già sfuggito ad un agguato nell’estate del 2022 lungo la strada che collega Vieste a Mattinata. Era a bordo di un’auto con un amico quando, entrambi, furono raggiunti da colpi di fucile. L

‘agguato di ieri sera è avvenuto in un orario in cui per strada erano presenti automobilisti e passanti e persone che uscivano da un supermercato vicino. Il sindaco Giuseppe Nobiletti ha manifestato la sua preoccupazione, sottolineando che “simili episodi non si vedevano da anni, grazie ad una forte repressione messa in campo dalle forze dell’ordine e dalla magistratura. Sono certo che gli investigatori metteranno in campo un’azione massiccia e forte per contrastare sul nascere eventuali situazioni. Confido nel loro lavoro”.

Omicidio Omar Trotta a Vieste: arrestato Angelo Bonsanto per tentativo di inquinamento probatorio

I Carabinieri del Ros hanno eseguito una misura cautelare in carcere emessa dalla Corte d’Assise di Foggia, su richiesta della Dda di Bari, nei confronti di Angelo Bonsanto, 37 anni, già detenuto, condannato in primo grado all’ergastolo con isolamento diurno perché ritenuto responsabile, in concorso con altri, dell’omicidio di Omar Trotta e del tentato omicidio di Tommaso Tomaiuolo.

Il delitto fu commesso in pieno giorno in un ristorante di Vieste (Foggia) il 27 luglio 2017 in una zona era affollata di turisti. La Dda di Bari ha disposto una serie di perquisizioni domiciliari perché, durante il processo, ci sarebbe stato un tentativo di inquinamento delle prove da parte di Bonsanto con la presentazione di documentazione sanitaria rivelatasi poi falsa.

Il processo per l’omicidio, che si è concluso il 19 dicembre 2025, ha portato anche alla condanna a 20 anni di reclusione del collaboratore di giustizia Gianluigi Troiano, 33 anni, che il 30 gennaio 2024 fu arrestato dal Ros a Granada (Spagna) al termine di oltre 2 anni di latitanza.

Per la stessa vicenda, con processo svoltosi con rito abbreviato, sono stati già condannati in via definitiva i ‘pentiti’ Marco Raduano, ritenuto mandante dell’omicidio, Antonio Quitadamo e Danilo Pietro Della Malva.

L’Anima Bianca della Puglia, città di luce e di mare: Vieste candidata a Capitale Italiana della Cultura 2028

Presentata ufficialmente ieri mattina a palazzo dogana a Foggia la candidatura di Vieste a Capitale Italiana della Cultura 2028, alla presenza del sindaco Giuseppe Nobiletti, dell’assessora alla cultura Graziamaria Starace e della vicesindaca e assessora ai lavori pubblici Mariella Pecorelli.

Il progetto, intitolato “L’Anima Bianca della Puglia” racchiude – spiegano – l’identità profonda di Vieste: città di luce e di mare, crocevia di popoli e di culture, luogo in cui natura, arte e comunità si fondono in un’unica essenza.

“Questa candidatura – ha dichiarato il sindaco Giuseppe Nobiletti – rappresenta un modello di città che mette la cultura al centro, come motore di coesione, di crescita sostenibile e di orgoglio identitario. L’Anima Bianca della Puglia è il modo con cui Vieste vuole offrire al Mediterraneo e all’Italia la propria luce: una luce che unisce, educa e rigenera”.

Il logo ufficiale della candidatura è una mano stilizzata che forma la “V” di Vieste e il segno di vittoria, simbolo di energia, speranza e partecipazione. Le cinque falangi colorate rappresentano – è spiegato – le anime di Vieste e i pilastri del progetto: il giallo della terra che nutre, il verde della foresta che respira, il blu del mare che abbraccia, il rosso dei legami che tengono viva la comunità, e il bianco della luce che li armonizza tutti. Un’immagine semplice e universale, che parla di appartenenza e apertura, di radici e futuro.

Vieste, l’ex campione di MotoGp Jorge Lorenzo acquista la ruota panoramica ma viene truffato: “Non è mia”

“Quella è la ruota di Jorge Lorenzo ma non andateci”. E’ stato lo stesso ex campione del mondo di motociclismo, Jorge Lorenzo a denunciare ed a rendere pubblica la presunta truffa di cui sarebbe rimasto vittima, dopo l’acquisto a Vieste, in provincia di Foggia, di una ruota panoramica.

Oggi durante la puntata del programma ‘Dentro la notizia’ è andata in onda la testimonianza di Lorenzo, che dopo l’acquisto aveva affittato la ruota ad una società che secondo l’ex pilota non sta rispettando il contratto.

“Ho fatto una società, ho acquisito la ruota panoramica che mi è costata in totale 1.4 milioni di euro e ho fatto un contratto d’affitto per quattro anni. Purtroppo, mi sono fidato – ha raccontato Jorge Lorenzo – di una persona sbagliata a livello d’investimenti, lo ritenevo un amico. Il patto era che durante questi 4 anni d’affitto lui mi doveva dare un canone mensile per questo affitto della ruota che mi ha cominciato a dare tardi e male e ogni volta mi pagava sempre più tardi. Gli ultimi soldi che ho ricevuto sono stati a settembre 2024, esattamente un anno fa”.

“E in tutti questi mesi in cui non mi ha pagato il suo debito ammontava a più di 200 mila euro. A settembre – ha aggiunto – del 2024 lo abbiamo denunciato, sia penalmente che civilmente”.

“Secondo me la sua intenzione è quella di allungare questa situazione il più a lungo possibile, senza pagarmi. Più passa il tempo e più il valore della ruota cala, ogni giorno che passa.

Nell’ Instagram ufficiale della sua azienda continua a menzionare il mio nome e a scrivere che il testimonial è Jorge Lorenzo. La situazione – ha concluso l’ex campione del mondo – è surreale, quella è la ruota di Jorge Lorenzo ma non andateci”.