Un volontario della Protezione civile di 33 anni, originario di Vieste e operatore ecologico, è stato arrestato e condotto in carcere con l’accusa di essere il presunto autore di otto incendi boschivi dolosi divampati tra Vieste e Peschici tra la fine di luglio e l’inizio di settembre.
L’arresto è stato eseguito dai carabinieri forestali, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura di Foggia. Secondo gli investigatori, l’uomo avrebbe appiccato le fiamme utilizzando un accendino per dare fuoco a pezzi di carta, poi lanciati nella vegetazione a bordo strada.
Gli incendi, concentrati soprattutto nella zona di Carabella a Vieste, avrebbero distrutto decine di ettari di boschi, pinete, macchia mediterranea e un uliveto. Le indagini avrebbero inoltre documentato il passaggio dell’auto dell’indagato nei pressi dei luoghi interessati poco prima dello scoppio dei roghi. Contestualmente all’arresto è stata perquisita anche la sua abitazione.
Il 33enne è stato sospeso dall’associazione di Protezione civile Pegaso Vieste, della quale faceva parte dal 2013. L’associazione ha espresso sconcerto, sottolineando però la necessità di attendere gli sviluppi dell’inchiesta e ribadendo il valore dell’attività svolta quotidianamente dai volontari.
Anche i sindaci di Vieste e Peschici hanno espresso apprezzamento per il lavoro di forze dell’ordine e magistratura, invitando ad attendere che le accuse vengano chiarite. Il governatore pugliese Antonio Decaro e l’assessora regionale alla Gestione delle Emergenze Debora Ciliento hanno infine ribadito la fiducia nel sistema regionale della Protezione civile e nei suoi volontari.


