Brucia la Puglia, terrore a Peschici: evacuazioni e turisti in fuga. Incendi anche a Bari e sulla Murgia

Una domenica segnata dagli incendi ha devastato ampie aree della costa adriatica meridionale, dal Salento al Molise, alimentati dal forte vento di scirocco. Sul Gargano, a Peschici, centinaia di turisti e residenti sono stati evacuati, molti anche via mare, mentre quattro Canadair e diversi elicotteri hanno lavorato per contenere un vasto rogo che, secondo il sindaco Luigi D’Arienzo, sarebbe di origine dolosa e appiccato in più punti. Circa 400 persone sono state ospitate in strutture di emergenza tra Peschici e Vieste.

Altri incendi hanno colpito l’Alta Murgia, dove sono andati distrutti 105 ettari tra boschi e pascoli, e un nuovo fronte si è sviluppato a Toritto, in località Quasano. Focolai si sono registrati anche a Bari, nel quartiere San Girolamo, e a Campobasso.

Gravi i danni anche a Gallipoli, dove sei ettari di pineta sono stati distrutti nella zona di Rivabella, costringendo all’evacuazione di residenti e turisti. Il sindaco ha chiesto lo stato di calamità e un piano straordinario di rimboschimento con maggiori misure di prevenzione.

L’emergenza ha acceso anche il confronto politico: la Lega ha criticato i tempi di intervento dei Canadair, mentre la Regione Puglia ha ribadito di aver già chiesto il posizionamento di un velivolo antincendio all’aeroporto di Foggia, richiesta respinta dalla Protezione civile nazionale per motivi tecnici.

Bari, individuato il piromane dei roghi di rifiuti al San Paolo: denunciato un 40enne

La Polizia Locale di Bari ha individuato e denunciato un uomo di 40 anni ritenuto responsabile di due incendi di rifiuti appiccati il 26 e il 28 maggio scorsi in strada La Carrara, nei pressi dell’uscita di emergenza della Ferrotramviaria e a poche decine di metri dall’ospedale San Paolo.

L’identificazione è stata possibile grazie alle immagini del sistema di videosorveglianza della zona e a un’attività investigativa condotta dagli agenti, che hanno ricostruito la dinamica dei fatti e individuato il presunto autore. L’uomo è stato denunciato per reati ambientali.

Gli episodi avevano suscitato particolare allarme per la vicinanza al nosocomio e per i possibili rischi per la salute pubblica. Tuttavia, gli accertamenti effettuati sul terreno e sui residui degli incendi hanno escluso la presenza di sostanze inquinanti: i rifiuti, già combusti e inertizzati dal fuoco, non hanno mostrato indici di pericolosità né sono stati rilevati sversamenti o contaminazioni del suolo. Di conseguenza, l’area interessata dai roghi non ha subito alterazioni ambientali.

Incendi boschivi in Puglia: dal 15 giugno al 15 settembre scatta lo stato di grave pericolosità

Con il decreto del presidente della Giunta regionale del 25 maggio, la Regione Puglia ha dichiarato lo stato di grave pericolosità per gli incendi boschivi su tutto il territorio regionale dal 15 giugno al 15 settembre 2026, con possibilità di estensione in relazione all’andamento delle condizioni meteorologiche e climatiche. Il provvedimento si inserisce nell’ambito delle attività di previsione, prevenzione e lotta attiva agli incendi boschivi previste dalla normativa nazionale e regionale e mira a rafforzare tutte le misure necessarie alla tutela del patrimonio naturale pugliese, delle aree rurali e delle comunità esposte al rischio di incendio.

L’ultima campagna antincendio boschivo (AIB) ha confermato la necessità di mantenere elevato il livello di attenzione. Nel corso del 2025 la Sala Operativa regionale di protezione civile ha registrato 2.688 interventi, in aumento rispetto ai 2.431 del 2024. Le province maggiormente interessate sono state Lecce con 901 interventi, Taranto con 609 e Foggia con 495, seguite da Bari con 372, Brindisi con 168 e BAT con 143.

Per l’intero periodo di vigenza dello stato di grave pericolosità, la Regione Puglia garantirà l’operatività continuativa del proprio sistema di coordinamento, con l’attivazione h24 della Sala Operativa Unificata Permanente regionale (SOUP), supportata dalla Struttura Operativa Regionale Territoriale (SORT) di Lecce e dai Presidi Logistici Operativi Territoriali (PLOT) nelle altre province, in raccordo con il sistema regionale di protezione civile e le Prefetture pugliesi.

“Ogni estate la Puglia affronta una sfida complessa che riguarda la tutela dell’ambiente, la sicurezza delle persone e la salvaguardia di un patrimonio naturale di straordinario valore” dice Barbara Valenzano, direttore della sezione protezione civile della Regione Puglia.

“I dati registrati nel 2025 dimostrano quanto il fenomeno degli incendi boschivi continui a rappresentare una minaccia concreta per il nostro territorio – aggiunge – Per questo la Regione ha predisposto anche per il 2026 un articolato sistema di prevenzione e risposta, fondato sulla collaborazione tra tutte le componenti istituzionali e operative coinvolte. Tra le azioni più importanti per il 2026, è stata attivata la flotta aerea regionale con n. 2 veicoli ad ala rotante che integreranno la flotta di Stato. Ma la sicurezza non può essere demandata esclusivamente alle strutture di emergenza: il rispetto delle regole, l’attenzione ai comportamenti quotidiani e la responsabilità individuale restano strumenti indispensabili per prevenire gli incendi e proteggere il nostro patrimonio boschivo”.

Arrestato a Madrid latitante tarantino ricercato dal 2022: deve scontare oltre 9 anni per estorsione e incendi

La Polizia ha arrestato a Madrid un latitante tarantino di 60 anni, irreperibile dal 2022, al termine di un’indagine condotta dalla squadra mobile di Taranto e coordinata dalla sezione distaccata della Procura generale di Lecce.

L’uomo era destinatario di un mandato di arresto europeo per l’esecuzione di pene concorrenti: deve espiare 9 anni e 4 mesi di reclusione, residuo di una condanna complessiva di 13 anni e 9 mesi, per reati tra cui estorsione aggravata, incendio, danneggiamento seguito da incendio, atti persecutori, truffa e furto aggravati, commessi tra il 2015 e il 2017.

Ex sottufficiale della Guardia di finanza, poi destituito, il latitante aveva estorto ingenti somme a un commerciante con il pretesto di proteggerlo da presunte minacce della criminalità.

Per rafforzare le richieste aveva messo in atto intimidazioni, tra cui colpi d’arma da fuoco contro un furgone, incendi di veicoli e dell’attività commerciale. L’uomo era stato già arrestato in flagranza mentre incassava cinquemila euro, somma che avrebbe dovuto, secondo quanto dichiarato, soddisfare le richieste di presunti clan.

Fermato in strada, a pochi metri dall’abitazione dove viveva, in un primo momento ha fornito false generalità agli agenti, per poi dichiarare la propria identità.
 La cattura rientra nel progetto Wanted della Direzione centrale anticrimine ed è stata eseguita in collaborazione con il servizio per la cooperazione internazionale di Polizia, lo Sco e la Policía Nacional spagnola, attraverso il gruppo Fugitivos dell’Udyco.

Bari, pizzerie incendiate a Carbonara e Sant’Anna. Stretta sulla criminalità: perquisizioni nei quartieri

Operazione della Polizia di Stato dalle prime ore di questa mattina nei quartieri di Carbonara e Japigia, a Bari, dove sono state effettuate numerose perquisizioni nell’ambito di un’azione mirata al contrasto della criminalità diffusa.

L’attività vede impegnato personale della Squadra Mobile, con il supporto del Reparto Prevenzione Crimine e delle unità cinofile della Questura. Le verifiche stanno interessando diversi obiettivi tra abitazioni e altri luoghi ritenuti di interesse investigativo.

L’operazione si inserisce nel quadro delle recenti iniziative disposte dal Questore di Bari, Annino Gargano per rafforzare il controllo del territorio nel capoluogo con particolare attenzione alle aree più esposte a fenomeni di illegalità., anche a seguito dei recenti episodi delittuosi che hanno riguardato il rione Sant’Anna a Japigia e di Carbonara.

Nel corso delle attività è stata rinvenuta e sequestrata sostanza stupefacente, hashish e cocaina. Diversi gli agenti impegnati nelle operazioni, che proseguiranno nelle prossime settimane con ulteriori controlli e perquisizioni.

L’intervento punta a riaffermare la presenza dello Stato sul territorio e a garantire maggiore sicurezza ai cittadini, evitando che intere aree urbane possano essere lasciate al controllo della criminalità.

Incendi e una valanga di materassi, la “discarica dell’ospedale” s’allarga: “In Bulgaria non è così”

Siamo tornati, dopo poche settimane, nella gigantesca discarica all’esterno dell’ospedale San Paolo di Bari. Lo scenario davanti a noi è inquietante, diversi rifiuti sono stati incendiati e per questo l’altezza media si è abbassata. Ma la discarica si è allargata con un cumulo maggiore di rifiuti. Uno scempio ambientale senza fine. Ecco il nostro reportage.

Terzo rogo in pochi mesi, sequestrata l’area di Recuperi Pugliesi: “Si deve adeguare alle misure di prevenzione”

Lo stabilimento Recuperi Pugliesi di Modugno, azienda che si occupa del servizio di gestione dei rifiuti, è sotto sequestro. Lo ha stabilito la Procura di Bari con due decreti dopo il terzo rogo in pochi mesi, l’ultimo a giugno scorso. Il provvedimento sarà valido fino all’adeguamento dell’impianto di prevenzione incendi. 

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Emergenza incendi in Puglia, sottratti 1200 vigili del fuoco per corsi di formazione. UIL PA: “Scelta scellerata”

“In Puglia è emergenza nell’emergenza!”. A lanciare l’allarme è Giuseppe Santoro, Segretario Regionale UIL PA Vigili del Fuoco Puglia, che denuncia la scelta scellerata dell’Amministrazione di sottrarre ulteriori 1200 Vigili del Fuoco al dispositivo di soccorso tecnico urgente, nel periodo di maggiore impegno dovuto alla piaga degli incendi boschivi, il tutto per farli partecipare ad un corso di formazione.

“Ogni anno è sempre la stessa storia! Lo abbiamo visto l’anno scorso. Mentre tutta l’Italia bruciava, i centralini dei Vigili del Fuoco erano in tilt e non si riusciva a rispondere a tutte le chiamate di soccorso a causa delle migliaia di unità di carenza di organico, la soluzione geniale dei vertici è stata la più assurda, quella più impensabile di tutte! Sottrarre ulteriori risorse umane indispensabili, per farli partecipare ad un corso di formazione, quello per il tanto agognato passaggio di qualifica. Anche quest’anno la situazione è la stessa: ritardi, inefficienze e incapacità di una corretta programmazione porteranno a sottrarre alle già precarie squadre di soccorso altre 1.200 unità che dal 24 giugno saranno impegnate nello stesso corso di formazione. Un’apposita commissione ha lavorato per ben sei mesi nella valutazione dei titoli, un tempo che nell’era digitale appare un’assurda eternità”, chiosa Santoro che esprime la sua preoccupazione anche sotto l’aspetto della salute dei Vigili del Fuoco.

“Una situazione di questo genere mette a repentaglio la nostra salute, già costretti a intervenire in condizioni estreme, ci troviamo a dover ripartire gli enormi carichi di lavoro su un sempre minore numero di persone, con effetti devastanti per il nostro organismo”. Quella del Capo Squadra è la qualifica più delicata del Corpo Nazionale, a queste figure spetta il coordinamento della propria squadra di soccorso, su di loro ricadono le responsabilità della riuscita degli interventi e le incombenze relative alla salute e sicurezza del lavoro e gli adempimenti di prevenzione incendi e polizia giudiziaria.

“Un corso che dovrebbe durare dei mesi, viene condensato in pochissime settimane, una raffica di nozioni tale in cosi poco tempo che alla fine quello che resta è solo tanta confusione” sostiene il sindacalista che rincara la dose “sembra quasi un cinico ricatto! O si riduce il corso di formazione e di conseguenza la capacità di operare in sicurezza o non si sposta il personale anziano costretto a migliaia di chilometri da casa, senza un tetto sulla testa, con affitti sempre più costosi e abbandonato a sé stesso!” E allora perché non calendarizzare corso di formazione nei primi mesi dell’anno, limitandosi danni nei periodi “più tranquilli” ed avere personale formato adeguatamente alla sua funzione disponibile prima dell’estate, periodo in cui gli interventi quadruplicano ed il personale pretende giustamente una pianificazione feriale come da contratto!? Ma tanto alla fine le nostre continue proposte sono assecondare dall’amministrazione sempre più distante dalle esigenze del personale operativo e a pagarne le conseguenze saranno sempre e comunque i Vigili del Fuoco e i cittadini che non avranno altro che affidarsi ad un miracolo di Santa Barbara!”, conclude.