Arrestato a Madrid latitante tarantino ricercato dal 2022: deve scontare oltre 9 anni per estorsione e incendi

La Polizia ha arrestato a Madrid un latitante tarantino di 60 anni, irreperibile dal 2022, al termine di un’indagine condotta dalla squadra mobile di Taranto e coordinata dalla sezione distaccata della Procura generale di Lecce.

L’uomo era destinatario di un mandato di arresto europeo per l’esecuzione di pene concorrenti: deve espiare 9 anni e 4 mesi di reclusione, residuo di una condanna complessiva di 13 anni e 9 mesi, per reati tra cui estorsione aggravata, incendio, danneggiamento seguito da incendio, atti persecutori, truffa e furto aggravati, commessi tra il 2015 e il 2017.

Ex sottufficiale della Guardia di finanza, poi destituito, il latitante aveva estorto ingenti somme a un commerciante con il pretesto di proteggerlo da presunte minacce della criminalità.

Per rafforzare le richieste aveva messo in atto intimidazioni, tra cui colpi d’arma da fuoco contro un furgone, incendi di veicoli e dell’attività commerciale. L’uomo era stato già arrestato in flagranza mentre incassava cinquemila euro, somma che avrebbe dovuto, secondo quanto dichiarato, soddisfare le richieste di presunti clan.

Fermato in strada, a pochi metri dall’abitazione dove viveva, in un primo momento ha fornito false generalità agli agenti, per poi dichiarare la propria identità.
 La cattura rientra nel progetto Wanted della Direzione centrale anticrimine ed è stata eseguita in collaborazione con il servizio per la cooperazione internazionale di Polizia, lo Sco e la Policía Nacional spagnola, attraverso il gruppo Fugitivos dell’Udyco.

Bari, pizzerie incendiate a Carbonara e Sant’Anna. Stretta sulla criminalità: perquisizioni nei quartieri

Operazione della Polizia di Stato dalle prime ore di questa mattina nei quartieri di Carbonara e Japigia, a Bari, dove sono state effettuate numerose perquisizioni nell’ambito di un’azione mirata al contrasto della criminalità diffusa.

L’attività vede impegnato personale della Squadra Mobile, con il supporto del Reparto Prevenzione Crimine e delle unità cinofile della Questura. Le verifiche stanno interessando diversi obiettivi tra abitazioni e altri luoghi ritenuti di interesse investigativo.

L’operazione si inserisce nel quadro delle recenti iniziative disposte dal Questore di Bari, Annino Gargano per rafforzare il controllo del territorio nel capoluogo con particolare attenzione alle aree più esposte a fenomeni di illegalità., anche a seguito dei recenti episodi delittuosi che hanno riguardato il rione Sant’Anna a Japigia e di Carbonara.

Nel corso delle attività è stata rinvenuta e sequestrata sostanza stupefacente, hashish e cocaina. Diversi gli agenti impegnati nelle operazioni, che proseguiranno nelle prossime settimane con ulteriori controlli e perquisizioni.

L’intervento punta a riaffermare la presenza dello Stato sul territorio e a garantire maggiore sicurezza ai cittadini, evitando che intere aree urbane possano essere lasciate al controllo della criminalità.

Incendi e una valanga di materassi, la “discarica dell’ospedale” s’allarga: “In Bulgaria non è così”

Siamo tornati, dopo poche settimane, nella gigantesca discarica all’esterno dell’ospedale San Paolo di Bari. Lo scenario davanti a noi è inquietante, diversi rifiuti sono stati incendiati e per questo l’altezza media si è abbassata. Ma la discarica si è allargata con un cumulo maggiore di rifiuti. Uno scempio ambientale senza fine. Ecco il nostro reportage.

Terzo rogo in pochi mesi, sequestrata l’area di Recuperi Pugliesi: “Si deve adeguare alle misure di prevenzione”

Lo stabilimento Recuperi Pugliesi di Modugno, azienda che si occupa del servizio di gestione dei rifiuti, è sotto sequestro. Lo ha stabilito la Procura di Bari con due decreti dopo il terzo rogo in pochi mesi, l’ultimo a giugno scorso. Il provvedimento sarà valido fino all’adeguamento dell’impianto di prevenzione incendi. 

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Emergenza incendi in Puglia, sottratti 1200 vigili del fuoco per corsi di formazione. UIL PA: “Scelta scellerata”

“In Puglia è emergenza nell’emergenza!”. A lanciare l’allarme è Giuseppe Santoro, Segretario Regionale UIL PA Vigili del Fuoco Puglia, che denuncia la scelta scellerata dell’Amministrazione di sottrarre ulteriori 1200 Vigili del Fuoco al dispositivo di soccorso tecnico urgente, nel periodo di maggiore impegno dovuto alla piaga degli incendi boschivi, il tutto per farli partecipare ad un corso di formazione.

“Ogni anno è sempre la stessa storia! Lo abbiamo visto l’anno scorso. Mentre tutta l’Italia bruciava, i centralini dei Vigili del Fuoco erano in tilt e non si riusciva a rispondere a tutte le chiamate di soccorso a causa delle migliaia di unità di carenza di organico, la soluzione geniale dei vertici è stata la più assurda, quella più impensabile di tutte! Sottrarre ulteriori risorse umane indispensabili, per farli partecipare ad un corso di formazione, quello per il tanto agognato passaggio di qualifica. Anche quest’anno la situazione è la stessa: ritardi, inefficienze e incapacità di una corretta programmazione porteranno a sottrarre alle già precarie squadre di soccorso altre 1.200 unità che dal 24 giugno saranno impegnate nello stesso corso di formazione. Un’apposita commissione ha lavorato per ben sei mesi nella valutazione dei titoli, un tempo che nell’era digitale appare un’assurda eternità”, chiosa Santoro che esprime la sua preoccupazione anche sotto l’aspetto della salute dei Vigili del Fuoco.

“Una situazione di questo genere mette a repentaglio la nostra salute, già costretti a intervenire in condizioni estreme, ci troviamo a dover ripartire gli enormi carichi di lavoro su un sempre minore numero di persone, con effetti devastanti per il nostro organismo”. Quella del Capo Squadra è la qualifica più delicata del Corpo Nazionale, a queste figure spetta il coordinamento della propria squadra di soccorso, su di loro ricadono le responsabilità della riuscita degli interventi e le incombenze relative alla salute e sicurezza del lavoro e gli adempimenti di prevenzione incendi e polizia giudiziaria.

“Un corso che dovrebbe durare dei mesi, viene condensato in pochissime settimane, una raffica di nozioni tale in cosi poco tempo che alla fine quello che resta è solo tanta confusione” sostiene il sindacalista che rincara la dose “sembra quasi un cinico ricatto! O si riduce il corso di formazione e di conseguenza la capacità di operare in sicurezza o non si sposta il personale anziano costretto a migliaia di chilometri da casa, senza un tetto sulla testa, con affitti sempre più costosi e abbandonato a sé stesso!” E allora perché non calendarizzare corso di formazione nei primi mesi dell’anno, limitandosi danni nei periodi “più tranquilli” ed avere personale formato adeguatamente alla sua funzione disponibile prima dell’estate, periodo in cui gli interventi quadruplicano ed il personale pretende giustamente una pianificazione feriale come da contratto!? Ma tanto alla fine le nostre continue proposte sono assecondare dall’amministrazione sempre più distante dalle esigenze del personale operativo e a pagarne le conseguenze saranno sempre e comunque i Vigili del Fuoco e i cittadini che non avranno altro che affidarsi ad un miracolo di Santa Barbara!”, conclude.

Incendi a luglio, la Puglia in ginocchio conta i danni: la Regione chiede lo stato d’emergenza al Governo

I roghi che si sono sviluppati sul territorio regionale, colpendo in particolare il Gargano, la penisola salentina e l’Alta Murgia, hanno procurato danni al patrimonio boschivo e ambientale, a quello agricolo, agli insediamenti civili, rurali e attività commerciali, mettendo in serio pericolo la vita delle persone.

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Brucia la Puglia, incendio a Ugento. Il Sindaco: “Colpiti al cuore ma danni contenuti” – LE FOTO

“Grazie! Grazie! E ancora grazie! Grazie a chi ce l’ha messa tutta per combattere contro il fuoco che avanzava spinto dal vento. Nonostante gli ettari divorati dalle fiamme, posso assicurarvi che i danni sono stati contenuti grazie anche a ciò che fino ad oggi abbiamo fatto, donando uno stabile all’interno del Parco all’Arif, e continueremo a fare, investendo e credendo in un distaccamento dei Vigili del Fuoco ad Ugento”.

Lo scrive su Facebook il sindaco di Ugento, Salvatore Chiga, dopo il terribile rogo che ieri ha messo in fuga i bagnanti dalle spiaggi di Torre Mozza e Lido Marini e ha portato allo sgombero di oltre un centinaio di turisti dall’antica masseria di Rottacapozza. Questi ultimi sono stati quasi tutti ospitati presso altre strutture ricettive, altri hanno deciso di lasciare il Salento. Per Chiga, quella di ieri, “è stata una lunga giornata, una di quelle che non avremmo mai voluto vivere. Siamo stati colpiti nel cuore. Vedere andare in fumo il nostro polmone verde, la collinetta di Rottacapozza, e le campagne vicine è stato doloroso”.

“Ringrazio le forze dell’ordine, la Polizia locale, i Carabinieri, la Polizia di Stato, la Protezione civile locale e regionale e la Prefettura – aggiunge Chiga -, per aver messo in sicurezza le arterie stradali, permettendo agli operatori di lavorare in tranquillità. In questo momento è in corso la bonifica delle aree colpite. Ora sarà necessario fare chiarezza sull’origine dell’incendio”.