Choc ad Acquaviva, tentata violenza in stazione: 22enne salvata da carabiniere fuori servizio. Fermato l’aggressore

Paura all’alba alla stazione ferroviaria di Acquaviva delle Fonti, dove una studentessa 22enne di infermieristica del primo anno è stata vittima di un tentativo di violenza sessuale. Decisivo l’intervento di un carabiniere libero dal servizio, che ha bloccato il presunto aggressore permettendo l’arrivo dei colleghi di Gioia del Colle.

L’episodio è avvenuto intorno alle 6.20. Secondo una prima ricostruzione, la giovane era appena arrivata in treno ad Acquaviva quando sarebbe stata seguita da un uomo di origine marocchina, risultato irregolare sul territorio italiano. Dopo essere sceso dal convoglio insieme alla ragazza, l’uomo l’avrebbe raggiunta nel sottopassaggio della stazione, nei pressi dell’uscita di via Monsignor Schiavo. Qui avrebbe iniziato a molestarla, palpeggiandola e tentando di immobilizzarla. La studentessa avrebbe cercato di fuggire correndo, ma sarebbe stata raggiunta e afferrata da dietro.

Secondo quanto riferito, l’aggressore avrebbe continuato i contatti fisici mimando anche gesti di natura sessuale. Le urla della giovane hanno attirato l’attenzione del carabiniere fuori servizio che si trovava nelle vicinanze. L’uomo è intervenuto immediatamente, riuscendo a bloccare il presunto aggressore.

La ragazza, visibilmente sotto choc, è stata soccorsa e affidata alle cure del personale sanitario. Il presunto aggressore è stato invece condotto in caserma e arrestato. Nei suoi confronti è stata contestata l’accusa di violenza sessuale aggravata. Le indagini dei carabinieri sono in corso per ricostruire nel dettaglio la dinamica dell’accaduto.

Choc a Manfredonia: entra a scuola per incontrare una ragazza e picchia un collaboratore scolastico

Avrebbe preteso di entrare in una scuola, di cui non è un alunno, per incontrare una giovane studentessa, e al rifiuto di un collaboratore scolastico lo avrebbe colpito con un pugno in pieno volto.

E’ la ricostruzione di quanto accaduto ieri mattina all’ingresso dell’istituto superiore Roncalli-Fermi-Rotundi-Euclide di Manfredonia (Foggia), dove un collaboratore di 63 anni (da circa 20 anni in servizio nell’istituto) è stato aggredito da un giovane, quasi maggiorenne, riportando lesioni giudicate guaribili in otto giorni.

Stando a quanto si apprende, il presunto aggressore avrebbe preteso di incontrare all’interno della scuola e durante l’orario di lezione un’alunna del terzo anno, probabilmente un’amica.

Sdegno e solidarietà al collaboratore scolastico, che ha sporto una denuncia, è stata espressa dal dirigente Roberto Menga: “Un gesto simile – ha sottolineato – non è soltanto un attacco alla persona, ma rappresenta una ferita inferta all’intera istituzione scolastica e ai valori che essa quotidianamente incarna: il rispetto delle regole, la convivenza civile, la responsabilità individuale e collettiva.

Quanto accaduto impone una riflessione profonda e non più rinviabile sul clima educativo e sul ruolo di tutte le componenti della comunità”. “Questo episodio – ha sottolineato il sindaco di Manfredonia, Domenico La Marca – ci pone nuovamente di fronte ad una situazione di degrado, povertà educativa, brutalità e illegalità diffusa che ferisce e colpisce anche la nostra comunità. Non solo le istituzioni sono chiamate a essere più presenti e a fare la loro parte ma, insieme alle famiglie, alle associazioni e alle scuole, siamo tutti chiamati a fare rete ed essere una vera comunità educativa”.

Choc a Brindisi, studentessa precipita nel vuoto a scuola. Volo di 5 metri: è grave. Giallo sulla dinamica

Una studentessa minorenne dell’istituto Alberghiero di Brindisi è stata trasferita d’urgenza all’ospedale Perrino di Brindisi dopo una caduta di circa 5 metri che si è verificata all’interno dell’istituto.

I medici stanno eseguendo esami diagnostici per accertare l’entità dei traumi riportati dalla ragazza dopo la caduta. Sono in corso gli accertamenti della Polizia di Stato e della Polizia locale per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente. Il preside ha raggiunto la studentessa in ospedale per sincerarsi sulle sue condizioni.

Università di Bari, studentessa iraniana: “Non si può essere neutrali davanti alla guerra. Senza sapere non c’è libertà”

“Vi parlo come una studentessa, come una donna e come una figlia di una terra, l’Iran, simbolo di una terra che lotta per la sua dignità. Nell’università di Bari ho trovato un luogo di trasformazione, non solo di passaggio, una sede nella quale conseguire la formazione della mia vita personale. L’università non può essere neutrale mentre venti di guerra soffiano in ogni parte del mondo e si consumano genocidi di popoli”.

Lo ha detto Melika, studentessa dell’università Aldo Moro di Bari, nel corso dell’inaugurazione dell’anno accademico 2025-2026. “Mentre l’università pubblica soffre definanziamenti – ha aggiunto – bisogna ricordare che senza sapere non può esserci libertà, ma solo sudditanza. Vogliamo un ateneo che sia luogo di cura, dove il merito si misuri sulla storia delle persone. L’università deve essere autonoma, libera e indipendente, senza piegarsi a logiche di guerra, profitti e oppressioni”.

“Il mio percorso – ha spiegato dal palco – testimonia che l’accoglienza salva le vite, l’università ha il dovere storico e politico di farsi garante di corridoi universitari”.

“Un pensiero – ha detto – va al popolo palestinese straziato da un genocidio, alle studentesse afgane, ai dimenticati del Congo o dell’Ucraina. Mentre parlo nelle università iraniane gli studenti stanno protestando e non è un gesto simbolico, stanno mettendo a rischio la propria vita e il proprio futuro. Possono essere arrestati, espulsi o compromettere il proprio percorso”

Foggia, 13enne aggredita al cinema da un gruppo di coetanee: il video del pestaggio virale sui social

Viene aggredita da un gruppo di coetanee, il pestaggio viene ripreso e diffuso sui social. Vittima una 13enne, l’episodio è avvenuto domenica sera a Foggia.

Secondo quanto ricostruito, la ragazzina si è recata in compagnia di un gruppo di amiche coetanee in un cinema di Foggia. Qui è stata vittima di due distinte aggressioni per futili motivi, prima all’interno e poi nei pressi della sala cinematografica.

I familiari della 13enne hanno sporto denuncia e gli inquirenti hanno acquisito le immagini dei filmati. L’obiettivo è risalire alle responsabili.

Bari, minacciano professoressa a scuola. Genitori a processo: “Non permetterti più di mettere 5 a nostra figlia”

“Non capisci niente, fai un altro mestiere”. Queste le frasi proferite ad una professoressa, durante un colloquio a scuola, da una coppia barese di genitori di una studentessa di un istituto tecnico statale, finita a processo con l’accusa di minacce e oltraggio a pubblico ufficiale.

L’episodio risale a novembre 2018. I genitori, di 57 e 54 anni, avrebbero anche minacciato la docente che si è lamentata del rendimento scolastica dell’alunna. “Non si deve permettere più di mettere 5 a mia figlia… non finisce qui, avrete problemi in futuro”, le loro parole. Nei prossimi giorni la decisione sull’esito del processo.

Bari, studentessa vuole uscire dall’aula. La prof lo impedisce e viene aggredita: a scuola arrivano i Carabinieri

Un’insegnante supplente è stata aggredita da una studentessa di terza media nella scuola Giosuè Carducci di Bari. Secondo quanto ricostruito, la professoressa ha negato alla ragazzina più volte la possibilità di uscire dalla classe.

La stessa studentessa si è poi diretta verso la porta, l’insegnante così ha cercato di impedire l’azione volontaria, mettendosi davanti all’uscita, prima di essere aggredita fisicamente.

Prima è stata strattonata, poi presa di mira dal lancio di alcuni oggetti. La studentessa è riuscita poi ad uscire dall’aula, ma sul posto sono intervenuti i Carabinieri. Non sarebbe stata presentata denuncia e non è stato chiamato il 118. A riportarlo è il Corriere del Mezzogiorno.

Discute con la prof, la spinge e lei finisce in ospedale. Follia a Lecce: nei guai studentessa minorenne

Follia a Lecce dove una docente dell’Istituto tecnico Olivetti è finita in ospedale dopo essere caduta in seguito ad una spinta di una studentessa. La prognosi è di 18 giorni.

La minorenne ha discusso con la sua insegnante, dalle urla si è passati agli spintoni e la docente è finita per terra, riportando traumi e lesioni. Così prontamente è stata trasportata al Pronto Soccorso.

Al momento la vittima non ha sporto denuncia, ma la dirigente scolastica ha avviato l’iter per la sospensione della studentessa.

Bari, molestie a studentessa di Medicina durante tirocinio: l’Università avvia verifiche

‘Università di Bari ha “immediatamente dato avvio ai doverosi accertamenti e sta investendo della questione le autorità competenti” dopo la segnalazione delle presunte molestie subite da una studentessa della facoltà di Medicina durante il suo tirocinio pre-laurea presso lo studio di un medico di medicina generale.

A segnalare il caso, con un post sui social pubblicato ieri, è stata l’associazione studentesca Udu-Link Bari, annunciando di aver “inviato una segnalazione agli uffici competenti per denunciare quanto accaduto affinché si prendano tutte le misure necessarie affinché episodi del genere non si ripetano più”.

Università Bari, via libera a trasferimento per studentessa ucraina: è il terzo nullaosta dall’inizio della guerra

L’università Aldo Moro di Bari ha concesso oggi il nullaosta per la terza studentessa ucraina immatricolata nel capoluogo pugliese dall’inizio del conflitto, che potrà così seguire le lezioni del secondo semestre nel dipartimento di Scienze del suolo, della pianta e degli alimenti.

La giovane, fa sapere UniBa in una nota, arriva da una delle città più colpite dai bombardamenti nelle prime settimane di guerra, beneficia dello status di protezione temporanea e ha alle spalle ha già due lauree di primo livello in Finanza e credito e in Produzione e tecnologia alimentare.

La sua iscrizione nell’ateneo barese è stata sviluppata in tempi record: dal colloquio di valutazione preventiva dei requisiti di accesso al via libera alla sua immatricolazione sono passate, infatti, due settimane.

Un iter, evidenzia UniBa, reso possibile dalla cosiddetta Valutazione autonoma dei titoli accademici che UniBa porta avanti dal 2023 attraverso il Centro per l’apprendimento permanente. Grazie a questo percorso, spiega l’ateneo, “è possibile, in attuazione della Convenzione di Lisbona ratificata in Italia con la legge 148, procedere autonomamente in fase di immatricolazione alla valutazione delle competenze e dei titoli di studio pregressi”.

Le altre due studentesse immatricolate a Bari dall’inizio della guerra seguono i corsi di laurea magistrale del dipartimento di Ricerca e innovazione umanistica (Dirium). La nuova immatricolata è, invece, la prima del dipartimento di eccellenza Disspa.