Savelletri, la denuncia choc di una turista 40enne: “Violentata nel camper sotto la minaccia di una pistola”

Una donna di circa 40 anni, originaria del Nord Italia, ha denunciato di essere stata violentata durante la notte mentre si trovava da sola in vacanza a Savelletri, frazione di Fasano. La donna si è presentata nei giorni scorsi al pronto soccorso di Brindisi, accompagnata dai carabinieri della stazione di Fasano.

Secondo il suo racconto, si sarebbe addormentata all’interno del camper mentre lavorava al computer, dopo aver parcheggiato in uno spiazzo frequentato da altre persone. In quel momento un uomo sarebbe entrato nel mezzo e le avrebbe puntato contro una pistola, a pochi centimetri dal volto, costringendola a subire una violenza sessuale.

Non è stato possibile stabilire se l’arma fosse vera o giocattolo. La donna, tuttavia, ha riferito ai militari di averla vista chiaramente. Sono in corso gli accertamenti per ricostruire l’accaduto e identificare il presunto responsabile.

Aggredisce la compagna e tenta di gettarla dal balcone, poi accoltella il suocero. Choc in Puglia: 37enne in carcere

Violenta aggressione in un’abitazione della provincia di Lecce, dove un 37enne avrebbe aggredito la compagna al culmine di una lite, arrivando a tentare di gettarla dal balcone. A fermarlo sarebbe stato il padre della donna, presente in casa.

L’episodio risale alla mattina del 12 agosto, quando i carabinieri di Scorrano sono intervenuti dopo una segnalazione di una lite familiare. Al loro arrivo hanno trovato l’uomo ferito, la compagna 45enne con il volto insanguinato e ferite alle mani e il padre 79enne della donna ferito alle gambe.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, la lite sarebbe iniziata dopo che il 37enne avrebbe gettato nel camino le scarpe della compagna. La situazione sarebbe poi degenerata: la donna sarebbe stata spinta, immobilizzata e aggredita anche sul balcone, dove aveva cercato di chiedere aiuto ai vicini. Il padre sarebbe intervenuto per difenderla, venendo a sua volta colpito con un frammento di vetro.

La donna è stata trasportata al Vito Fazzi di Lecce, dove ha riportato diverse ferite, ecchimosi e un trauma cranico. Anche il padre è stato medicato in ospedale. Il 37enne è stato arrestato e trasferito in carcere. Il gip ha riconosciuto gravi indizi per maltrattamenti, tentato omicidio e lesioni personali aggravate, ritenendo insufficienti misure alternative alla detenzione.

Strangola e picchia la compagna, poi la prende a morsi e le versa candeggina in testa. Choc a Bari: 26enne a processo

Avrebbe aggredito e minacciato ripetutamente la convivente 29enne, arrivando in un’occasione a colpirla con una bomboletta e, in un’altra, a stringerle un grembiule da cucina intorno al collo. Sono alcune delle accuse contestate a un 26enne del Sud Est barese, ora a processo in tribunale.

Secondo la denuncia della donna, sostenuta dai legali di Gens Nova, gli episodi sarebbero iniziati nel dicembre 2023, quando, al termine di una discussione, l’uomo l’avrebbe colpita con un calcio, facendola finire contro un comodino, per poi picchiarla ripetutamente alla testa, alla nuca e alle braccia.

Nel luglio 2024, dopo un’altra lite, avrebbe utilizzato una maglietta arrotolata come una frusta per colpirla. Quando la donna avrebbe cercato di allontanarsi, l’uomo l’avrebbe bloccata e, dopo che si era accasciata a terra, le avrebbe versato candeggina sulla testa e sui vestiti.

Altri episodi sarebbero avvenuti nei mesi successivi. Durante una discussione, il 26enne avrebbe filmato la convivente con il cellulare, minacciando di diffondere il video. Quando la donna avrebbe cercato di recuperare il telefono per cancellarlo, lui l’avrebbe spinta a terra e immobilizzata, premendole il volto contro il pavimento. Le accuse dovranno ora essere valutate nel corso del processo.

Accusato di maltrattamenti e minacce alla convivente, 40enne fermato in stazione a Brindisi: era diretto a Milano

Un 40enne residente a Grottaglie è stato arrestato dalla polizia con l’accusa di essere il presunto responsabile di maltrattamenti in famiglia e minacce aggravate nei confronti della convivente. L’uomo è stato rintracciato alla stazione ferroviaria di Brindisi, poco prima di salire su un treno diretto a Milano.

Le ricerche erano state avviate domenica pomeriggio dagli agenti del commissariato di Grottaglie e della Squadra Mobile di Taranto, nell’ambito di un’indagine su diversi episodi di presunta violenza domestica. Secondo quanto ricostruito, nell’ultimo episodio il 40enne, in stato di forte agitazione e dopo aver assunto alcol, avrebbe danneggiato l’auto della convivente, in seguito alla denuncia presentata dalla donna.

Gli accertamenti, coordinati dalle Procure di Taranto e Brindisi, avrebbero evidenziato il rischio che l’uomo potesse lasciare la Puglia per raggiungere Milano, città dove è nato. Gli investigatori hanno quindi individuato il possibile treno utilizzato per la partenza e lo hanno fermato sul binario della stazione di Brindisi, pochi istanti prima dell’arrivo del convoglio. Dopo la trasmissione degli atti all’autorità giudiziaria, il 40enne è stato arrestato e condotto in carcere.

A 15 anni rompe la relazione, l’ex fidanzato di 22 anni non si arrende: “Mi ha violentata e perseguitata per mesi”

Una ragazza di 15 anni ha denunciato l’ex fidanzato, un 22enne conosciuto sui social e residente in un paese vicino nel Salento. Secondo quanto riferito dalla giovane ai carabinieri, dopo la fine della relazione, avvenuta nel settembre 2025, il ragazzo avrebbe iniziato a perseguitarla e a pretendere rapporti sessuali contro la sua volontà.

La 15enne avrebbe raccontato di essere stata pedinata, contattata continuamente al telefono e sui social e di aver ricevuto messaggi anche dopo aver bloccato le utenze del giovane. Una situazione che sarebbe andata avanti per mesi, fino a quando la ragazza ha trovato il coraggio di parlarne con i genitori, che si sono rivolti ai carabinieri.

Il 22enne è ora indagato per violenza sessuale aggravata e stalking. La pm Rosaria Petrolo ha disposto il sequestro dei telefoni e dei computer della ragazza e del giovane, affidando accertamenti informatici per analizzare chat, messaggi, fotografie e video utili alle indagini. Per l’indagato è stata nominata una consulente informatica per seguire gli accertamenti.

Segrega la compagna in una casa isolata in campagna e la violenta davanti alla figlia: arrestato 27enne di Bari

Un 27enne originario di Bari è stato arrestato con le accuse di maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale nei confronti della compagna. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal gip del Tribunale di Foggia su richiesta della Procura ed eseguita dai carabinieri della stazione di Trinitapoli.

Le indagini, avviate dopo la denuncia della donna, avrebbero fatto emergere un grave quadro di vessazioni, controllo ossessivo e isolamento. Secondo gli investigatori, l’uomo, spinto da una gelosia morbosa, avrebbe installato un dispositivo gps sull’auto della compagna per monitorarne gli spostamenti, sottoponendola a continui controlli telefonici. La vittima sarebbe stata inoltre costretta a vivere in una casa isolata in campagna, priva di mezzi di trasporto.

Gli accertamenti avrebbero documentato anche episodi di violenza sessuale consumati in luoghi isolati, persino in presenza della figlia minore della coppia. Contestualmente, il 27enne avrebbe dissipato ingenti somme di denaro nel gioco d’azzardo, utilizzando anche beni appartenenti al patrimonio familiare.

Nel corso delle indagini sarebbero emersi anche presunti rituali superstiziosi ai quali l’indagato si sarebbe affidato per tentare di superare la dipendenza dal gioco. Secondo quanto ricostruito, il giovane avrebbe seguito le indicazioni di un “santone”, compiendo riti con fotografie di famiglia infilzate da spilli e indumenti cosparsi di cera accompagnati da frasi dal contenuto macabro.

Choc ad Acquaviva, tentata violenza in stazione: 22enne salvata da carabiniere fuori servizio. Fermato l’aggressore

Paura all’alba alla stazione ferroviaria di Acquaviva delle Fonti, dove una studentessa 22enne di infermieristica del primo anno è stata vittima di un tentativo di violenza sessuale. Decisivo l’intervento di un carabiniere libero dal servizio, che ha bloccato il presunto aggressore permettendo l’arrivo dei colleghi di Gioia del Colle.

L’episodio è avvenuto intorno alle 6.20. Secondo una prima ricostruzione, la giovane era appena arrivata in treno ad Acquaviva quando sarebbe stata seguita da un uomo di origine marocchina, risultato irregolare sul territorio italiano. Dopo essere sceso dal convoglio insieme alla ragazza, l’uomo l’avrebbe raggiunta nel sottopassaggio della stazione, nei pressi dell’uscita di via Monsignor Schiavo. Qui avrebbe iniziato a molestarla, palpeggiandola e tentando di immobilizzarla. La studentessa avrebbe cercato di fuggire correndo, ma sarebbe stata raggiunta e afferrata da dietro.

Secondo quanto riferito, l’aggressore avrebbe continuato i contatti fisici mimando anche gesti di natura sessuale. Le urla della giovane hanno attirato l’attenzione del carabiniere fuori servizio che si trovava nelle vicinanze. L’uomo è intervenuto immediatamente, riuscendo a bloccare il presunto aggressore.

La ragazza, visibilmente sotto choc, è stata soccorsa e affidata alle cure del personale sanitario. Il presunto aggressore è stato invece condotto in caserma e arrestato. Nei suoi confronti è stata contestata l’accusa di violenza sessuale aggravata. Le indagini dei carabinieri sono in corso per ricostruire nel dettaglio la dinamica dell’accaduto.

Bari, 20enne accusato di aver adescato una minorenne e di averla violentata. Assolto dal giudice: decisive le chat

Archiviata dal Gip del Tribunale di Bari l’inchiesta nei confronti di un giovane barese, poco più che ventenne all’epoca dei fatti, accusato di adescamento di minore attraverso chat telefoniche e di aver successivamente intrattenuto rapporti sessuali con la ragazza. La decisione è stata presa dalla giudice A. Cafagna su richiesta del pm Luisiana Di Vittorio.

Le indagini, durate circa due anni, avevano inizialmente portato la Procura a chiedere l’archiviazione per l’insussistenza dei fatti contestati e dell’elemento psicologico del reato. Il Gip aveva però disposto ulteriori approfondimenti, affidando alla polizia postale di Bari l’analisi delle conversazioni WhatsApp tra i due giovani.

Dall’esame delle chat non sarebbero emersi elementi riconducibili all’adescamento, come minacce, artifici o lusinghe finalizzate a carpire la fiducia della minore. Secondo quanto riportato nel provvedimento, sarebbe stata la stessa ragazza a iniziare le conversazioni, a chiedere materiale a contenuto sessuale e a proporre incontri con il giovane.

Alla luce degli ulteriori accertamenti, il pm ha quindi reiterato la richiesta di archiviazione, poi accolta definitivamente dal Gip. Il giudice ha ritenuto che si trattasse di rapporti e conversazioni consensuali tra due ragazzi, escludendo la configurabilità del reato contestato. Il giovane era difeso dall’avvocato Antonio Maria La Scala.

Accusato di violenza, diffamazione e abuso del giornalismo: archiviato il rottweiler del finanziere

Torniamo ad occuparci della storia del rottweiler che nel gennaio 2025 aggredì ad Adelfia, nell’area sgambamento per cani, il papà del suo proprietario, un finanziere che ci querelò per diffamazione insieme a sua moglie. Eravamo intervenuti sul posto per documentare quanto accaduto e gli animi subito si riscaldarono. Non solo diffamazione, siamo stati accusati anche di violenza e abuso del giornalismo. Vi raccontiamo gli sviluppi del processo giudiziario con alcune precisazioni dovere.

Cava gli occhi alla moglie, lei perde la vista: condannato a 9 anni e 6 mesi. Esclusa l’aggravante della crudeltà

Una lunga spirale di abusi domestici, durata oltre quindici anni, culminata in un’aggressione brutale che ha privato una donna della vista. Per questi fatti, avvenuti il 15 marzo 2022, il tribunale di Brindisi ha condannato in primo grado l’ex convivente della vittima a nove anni e sei mesi di reclusione.

La sentenza, emessa il 27 aprile, ha ridotto la richiesta della Procura — pari a 13 anni — escludendo le aggravanti di sevizia, crudeltà e recidiva. Le motivazioni saranno depositate entro 90 giorni, mentre la difesa ha già annunciato ricorso in appello.

A dare l’allarme, il giorno dell’aggressione, fu uno dei figli minorenni della coppia, che contattò i carabinieri di Carovigno. All’arrivo dei militari, la violenza si era già consumata. La donna venne trasportata d’urgenza in ospedale e sottoposta a intervento chirurgico, ma i medici non riuscirono a salvarle la vista. L’uomo fu arrestato in flagranza, ma oggi si trova in libertà.

Secondo l’accusa, l’episodio rappresenta l’apice di anni di maltrattamenti sistematici. La vittima viveva isolata, priva di contatti con la propria famiglia, sottoposta a controllo e costretta a lavorare anche dopo interventi chirurgici. Le violenze, anche di natura sessuale, sarebbero state continue, accompagnate da minacce — talvolta armate — che impedivano qualsiasi tentativo di allontanamento. Alla base, secondo gli inquirenti, motivi di gelosia e possesso.

La sera dell’aggressione, la donna avrebbe deciso di denunciare. Una scelta che avrebbe scatenato l’ultima escalation: il telefono sottratto, la porta chiusa e, infine, l’attacco che le ha cambiato la vita.

L’uomo deve rispondere di maltrattamenti in famiglia, violenza privata, sequestro di persona, lesioni personali gravissime, rapina e violenza sessuale. La vittima si è costituita parte civile: il tribunale ha disposto una provvisionale immediata, rinviando a una fase successiva la quantificazione del risarcimento.