Kekka scappa da Nico u uève e finisce per strada: “Se restiamo insieme prima o poi ci ammazziamo”

Siamo stati inondati di segnalazioni e messaggi nelle ultime ore sulla situazione di Kekka. L’abbiamo incontrata in piazza Moro dopo l’ennesimo litigio con Nico u uève. Ha lasciato l’abitazione ed è finita per strada. La situazione è degenerata, ma non è la prima volta e non si tratta di un caso isolato. Kekka giura che è finita per davvero e di aver toccato il fondo.

Massafra, a 23 anni viene violentata dal branco: condanna confermata per i tre mostri di Palagiano

La Corte d’Appello di Taranto ha confermato la condanna a 6 anni di reclusione per i tre uomini di Palagiano accusati di violenza sessuale di gruppo su una 23enne, nella campagne di Massafra, nella notte tra il 30 ed il 31 agosto del 2024. I tre furono arrestati poche ore dopo dai carabinieri.

Secondo la versione fornita agli inquirenti, la ragazza stava tornando a casa in compagnia di due amici, un uomo e una donna, con i quali aveva trascorso la serata in una discoteca di Palagiano. Durante il tragitto sarebbero stati avvicinati da un’auto con a bordo i tre imputati che avrebbero offerto loro un passaggio. L’invito sarebbe stato accettato perché il gruppetto conosceva uno dei ragazzi nell’auto.

Gli amici della 23enne sarebbero stati lasciati a Massafra, nei pressi della villa, mentre la giovane, rimasta sola in auto, sarebbe stata condotta in una zona di periferia e poi violentata.

La ragazza, secondo la ricostruzione degli investigatori, avrebbe implorato invano il branco di smettere temendo anche per la sua stessa vita. La 23enne si confidò con il fratello e con lui raggiunse l’ospedale dove i medici riscontrarono la violenza sessuale e una contusione al braccio e attivarono il protocollo previsto in questi casi, contattando le forze dell’ordine.

Luciano picchiava e faceva prostituire la mamma: quando a “violentarti” è chi dovrebbe proteggerti

Oggi, 25 novembre, si celebra la giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Ci sono diverse storie che provocano enorme tristezza, ma quelle più dolorose hanno come carnefici chi dovrebbe in realtà proteggere le donne. Mariti, padri e figli. Figli come Luciano che ha fatto in modo che sua madre, Carolina, si prostituisse. Ma non solo. L’ha picchiata. Così come picchiava anche il padre e prosciugava i conti dei suoi genitori. Non è l’unica cosa che abbiamo scoperto sul suo conto. Nel video allegato tutti gli aggiornamenti.

Bari, 16enne schiavizzata e costretta a prostituirsi a Torre a Mare: in 4 a processo tra loro anche una donna

Sono 4 le persone a processo a Bari con l’accusa di sfruttamento della prostituzione minorile tra Romania e Italia. Protagonista una ragazza, all’epoca dei fatti 16enne, segregata in casa e costretta a prostituirsi a Torre a Mare.

La vittima ha vissuto mesi di incubo e, solo recentemente, ha avuto il coraggio di parlare degli abusi subiti. Alla sbarra c’è anche una donna. Oltre a lei un uomo, già arrestato e condannato in via definitiva per favoreggiamento della prostituzione, e altri due uomini al momento dichiarati irreperibili.

Il pm ha chiesto una condanna a 15 anni di reclusione per riduzione in schiavitù aggravata dallo sfruttamento della prostituzione e dalla minore età della vittima.

Maglie, 14enne violentata in stazione: 15enne a processo. Assolto il fidanzatino chiuso in bagno: “Non fu complice”

Svolta inattesa nell’inchiesta sullo stupro ai danni di una 14enne nel bagno della stazione ferroviaria di Maglie avvenuto il 28 luglio 2024. La posizione del fidanzatino della vittima, che si è appartato nel bagno confinante mentre la ragazza veniva violentata dal suo amico, è stata archiviata. Non è stato infatti ritenuto complice.

Il 15enne, presunto violentatore, invece comparirà davanti al giudice il 19 marzo prossimo con l’accusa di violenza sessuale aggravata. Il fidanzatino rimase in bagno nonostante le urla della ragazza e la richiesta esplicita di fermare la violenza.

Dalle indagini è emerso che tramite messaggi, sempre quel giorno, il giovane aveva proposto “una cosa a tre” alla ragazza. “Non è possibile sostenere con un elevato grado di probabilità che il fidanzato (indagato a piede libero) si fosse accordato con l’amico affinché quest’ultimo consumasse un rapporto sessuale con la compagna anche contro la volontà di quest’ultima – si legge nell’ordinanza della gip Lucia Raboni con cui il violentatore finì in una comunità a marzo, misura revocata tempo dopo – né il suo voler rimanere a sentire legittima tale conclusione potendo invece essere solo modalità di voyeurismo uditivo il modo in cui si sarebbe esplicitata la cosa a tre a cui la ragazzina aveva prestato il consenso. Peraltro lo stesso veniva allontanato dall’amico – lui sì intenzionato ad avere un rapporto completo ad ogni costo”.

“Ho un microchip nel cervello e devi salvarmi”, violenze sulla cuginetta di 10 anni: condannato 30enne barese

Un 30enne barese è stato condannato a 4 anni di reclusioni per violenza sessuale aggravata, violenza privata e detenzione di materiale pedopornografico. Secondo quanto ricostruito dalle indagini, avrebbe convinto la cuginetta di 10 anni a praticare atti sessuali per salvarlo.

Il motivo? Gli avevano impiantato nel cervello due microchip tali da farlo impazzire o morire. I fatti risalgono al periodo 2011-2014, all’epoca dei fatti il protagonista era poco più che maggiorenne.

Avrebbe convinto la cuginetta parlando di “di una presunta organizzazione tedesca dedita alla dominazione maschile e della necessità, in qualità di padrona prescelta, di dover dominare il proprio cugino per liberarlo da un microchip che gli era stato impiantato nel cervello e successivamente da un neurone che gli era stato impiantato nel piede che rischiavano di ucciderlo o di farlo impazzire”, come si legge nel capo d’imputazione.

Picchia la moglie e la minaccia con una pistola, lei riesce a scappare e a chiamare il 113: arrestato 64enne

Un 64enne è stato arrestato da carabinieri a San Giorgio Ionico per maltrattamenti a familiari. L’uomo è accusato di avere picchiato la moglie, al culmine di una lite per futili motivi, colpendola ripetutamente con calci, pugni e schiaffi, arrivando anche a minacciarla con una pistola legalmente detenuta.

L’arma è stata sequestrata da militari dell’Arma. La vittima, approfittando di un momento di distrazione del coniuge, è riuscita a fuggire e a rifugiarsi in un esercizio commerciale poco distante, da dove ha contattato il numero unico di emergenza 112.

Ai carabinieri la donna ha denunciato non soltanto l’aggressione appena subita, ma anche una lunga serie di episodi di violenza, fisica e verbale, che si sarebbero protratti negli anni e mai formalmente denunciati. Il 64enne dopo l’arresto è stato condotto nella casa circondariale di Taranto.

Violenza sessuale su 19enne a Malta, indagati 5 ragazzi di Brindisi. Spuntano video: telefonini sequestrati

Sono cinque i ragazzi di Brindisi indagati con l’accusa di violenza sessuale di gruppo aggravata nei confronti di una 19enne di Treviso durante una vacanza in Malta. Tra loro c’è anche un minorenne, indagato pur senza aver preso parte attivamente alla violenza.

Dopo gli esami di Maturità, il gruppo decide di regalarsi una vacanza nell’isola e conosce la ragazza. Dopo qualche giorno di conoscenza e una serata alcolica, tutti si spostano nell’abitazione affittata dai ragazzi per il soggiorno a Malta.

La presunta vittima racconta di essere stata immobilizzata sul letto della camera dell’appartamento. “Qui i cinque, approfittando delle condizioni di inferiorità psichica e fisica della 19enne costringendola a ripetute violenze”, si legge nelle carte dell’inchiesta. Sono stati girati anche alcuni video.

Il fascicolo d’indagine è stato aperto dopo la denuncia formalizzata dalla ragazza in Italia ed è stato inoltrato alla procura brindisina perché si tratta di un reato commesso all’estero da cittadini italiani ai danni di una connazionale.

Sono stati sequestrati i telefonini dei protagonisti che saranno analizzati da alcuni consulenti. Perquisite anche le abitazioni dei ragazzi alla ricerca di indumenti intimi della 19enne. I cinque pugliesi hanno respinto ogni accusa, parlando di rapporto consenziente.

 

Bari, molesta a casa la nipotina di 10 anni della compagna: 60enne condannato a 7 anni

Un 60enne barese è stato condannato a 7 anni di reclusione con l’accusa di aver molestato sessualmente la nipotina della sua compagna, una bambina di soli 10 anni, baciandola e palpeggiandola nelle parti intime.

La vicenda risale al 2020. La piccola vittima trascorreva le giornate a casa della nonna mentre i genitori erano al lavoro durante il periodo Covid. Dalle indagini è emerso che il 60enne avrebbe chiesto alla bambina anche di scaricare sul suo cellulare foto di donne nude. I genitori saranno risarciti in sede civile.

 

Orrore nel Salento, violenze su 13enne in vacanza nel Salento: indagato lo zio di 82 anni

È stata aperta un’inchiesta dopo la denuncia da parte della mamma di una 13enne, arrivate dalla Germania in Salento per trascorrere giorni di vacanza. La piccola sarebbe stata violentata nel giorno del suo compleanno, a Ferragosto, da uno zio acquisito di 82 anni, residente in un comune leccese.

La ragazzina è finita in pronto soccorso, è stata visitata e dimessa con una prognosi di 10 giorni. L’uomo è finito nel registro degli indagati, ma secondo quanto emerso dalle prime indagini la 13enne ha raccontato di presunte violenze già durante le festività natalizie.