Torniamo ad occuparci della storia di Massimo Ranieri e dei maltrattamenti subiti da Carolina. Luciano, il figlio di Carolina, ha deciso così di recarsi a Bari, nonostante i suoi problemi di salute, per salvare sua madre. L’ha riabbracciata e ha provato a convincerla, cercando di portarla via dall’inferno, prima di avere un faccia a faccia proprio con Massimo.
Continue readingBarletta, abusi sessuali sulle giovani atlete: arrestato allenatore di pallavolo. Tra le vittime anche minorenni
Un ex allenatore di pallavolo di 48 anni di Barletta è finito in carcere perché, nel corso della sua carriera, avrebbe abusato di alcune delle giocatrici della sua squadra, alcune anche minorenni.
L’uomo le invitava in un garage – ricostruiscono le indagini – con la scusa di praticare loro massaggi decontratturanti. Le accuse a suo carico sono violenza sessuale, anche ai danni di minori, ed estorsione.
Le indagini sono iniziate nel settembre di due anni fa quando una ragazzina, nel corso di alcuni colloqui con una psicologa dei servizi socio-assistenziali di Milano, avrebbe confidato le violenze subite quando, ancora minorenne, giocava in una squadra di pallavolo di Barletta. Gli approfondimenti della polizia hanno rivelato altri episodi nello stesso arco temporale.
Inoltre gli investigatori hanno scoperto che, dal 2019 a oggi, l’uomo avrebbe millanto di essere il titolare di un’agenzia professionale di reclutamento di fotomodelle, inducendo alcune ragazze a subire abusi nel corso dei provini.
Orrore a Maglie, ragazzina abusata nei bagni della stazione dall’amico del fidanzatino: 15enne torna libero
Il 15enne salentino arrestato lo scorso 26 marzo, con l’accusa di violenza sessuale aggravata in concorso per aver violentato la fidanzata di un suo amico nei bagni della stazione ferroviaria di Maglie, è tornato in libertà.
Il Tribunale del Riesame dei Minori ha infatti accolto il ricorso della difesa basato sul tempo trascorso di quasi 8 mesi tra il reato commesso e l’arresto e sull’inesistenza del rischio di reiterazione del reato.
Il 15 enne era stato arrestato in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale per i Minorenni di Lecce e detenuto in una comunità educativa minorile. Resta indagato a piede libero il fidanzato della ragazzina di 15 anni.
Violenta la fidanzata, la chiude in casa e le butta addosso sedie e cassetti: 30enne barese condannato a 14 anni
Un 30enne barese è stato condannato a 14 anni con l’accusa di maltrattamenti e violenza sessuale aggravata nei confronti della fidanzata più giovane, oggi 23enne.
Secondo quanto ricostruito dall’accusa, il giovane avrebbe picchiato la compagna, minacciandola di morte se lo avesse lasciato e segregandola in casa. Ma non solo.
Avrebbe anche costretto la ragazza ad avere rapporti sessuali con lui, usando bottiglie di vetro, corde e nastro per imballaggio, a lasciare la scuola e ad evitare rapporti con amici e familiari. In più l’avrebbe picchiata con scope, secchi, cassetti estratti dal comò. La vittima, in un’occasione, avrebbe perso conoscenza, senza essere portata mai al Pronto Soccorso.
Il Tribunale di Bari ha previsto anche le misure della libertà vigilata, del divieto di avvicinarsi a luoghi frequentati da minori e del divieto di svolgere lavori che prevedano un contatto abituale con minori una volta terminata la pena.
Bari, nel 2024 circa 800 casi stalking e violenze. Il report della Questura: “Le donne tendono a denunciare di più”
“Negli ultimi anni registriamo una crescita dei casi di violenza, lieve ma costante. Nel 2024 contiamo quasi 800 casi tra maltrattamenti, stalking e violenza sessuale. Nel 2024 la questura di Bari ha prodotto il 65% in più di ammonimenti rispetto all’anno precedente, a testimoniare il fatto che si presentano maggiori casi di violenza, ma anche che le donne tendono a denunciare di più”.
Così Vittorio Di Lalla, dirigente della sezione anticrimine della questura di Bari, nel corso dell’incontro con la stampa organizzato dalla questura di Bari per la campagna di sensibilizzazione contro la violenza di genere ‘Questo non è amore’.
“Grande attenzione – ha aggiunto Di Lalla – è riservata anche al profilo del maltrattante, che nel processo di ammonimento viene accompagnato in un iter di recupero e risocializzazione in appositi centri con medici e psicologi. All’esito dell’iter si verifica se il maltrattante è stato in grado di metabolizzare l’atto di violenza e superarlo”.
La polizia evidenzia che l’iniziativa “intende accompagnare le vittime di violenza di genere in ogni fase del difficile percorso, mediante un impegno ‘orientato’ da parte delle forze dell’ordine, atto ad assicurare un contributo qualificato e mirato all’affermazione di una cultura fondata sulla parità di genere”.
“Informare, garantire la centralità della vittima, ascoltare e proteggere – prosegue – farsi carico, fare rete – quali aspetti qualificanti dell’intervento di polizia – diventano assi strutturali di un intervento che non può essere circoscritto all’attività negli uffici di polizia”.
Ragazzo massacrato per un “rutto”, due arresti. La mamma: “Violenza gratuita. Delusa degli ultrà”
Interviene in difesa dell’amichetto di 15 anni, rimproverato da un passante per aver ruttato per strada, e viene pestato a sangue dallo stesso uomo e da suo cognato. Tutto è avvenuto a Monopoli ad agosto scorso. Abbiamo raggiunto la mamma della giovane vittima per ricostruire quanto accaduto.
Continue readingMilano, studentessa 19enne pugliese violentata dal branco: arrestato 36enne. Caccia ai complici
È una 19enne pugliese della violenza sessuale avvenuta la notte tra venerdì 10 e sabato 11 a Milano. La ragazza, studentessa fuorisede, si trovava nel parcheggio della discoteca Alcatraz in compagnia del fidanzato quando i due sono stati circondati da una decina di giovani che hanno prima tentato di rapinarli e poi hanno molestato la 19enne. Gli addetti security del locale si sono accorti di quanto stava accadendo e sono intervenuti insieme ad una pattuglia di carabinieri che passava dalla strada. Uno dei presunti responsabili è stato già arrestato, si tratta di un 36enne egiziano. Ora è partita la caccia agli altri componenti del branco.
Bari, picchia la moglie e rompe il naso alla figlia di 4 anni: padre allontanato da casa per 9 mesi
Il Tribunale per i Minorenni di Bari ha disposto nei confronti di un uomo extracomunitario, da tempo in Italia, un provvedimento cautelare che dispone l’allontanamento dalla casa familiare con divieto di avvicinamento alla madre e alla bambina e ai luoghi da loro frequentati per la durata di 9 mesi al momento. L’uomo infatti avrebbe picchiato e maltrattato per anni la moglie e poi anche la figlia di 4 anni, fino a farle finire in ospedale a fine novembre. Per lui è scattata anche un’inchiesta penale per maltrattamenti in famiglia. Tutto è partito da una segnalazione trasmessa dal Policlinico il 21 novembre scorso quando le due arrivarono al Pronto Soccorso dell’ospedale con evidenti segni di violenza fisica.
Bari, firmato protocollo d’intesa contro la violenza di genere in Prefettura: durerà 3 anni
Sottoscritto in Prefettura, a Bari, il protocollo d’intesa per la promozione di strategie condivise finalizzate alla prevenzione e al contrasto del fenomeno della violenza nei confronti delle vittime di genere e/o in condizioni di particolare vulnerabilità. La firma è arrivata al termine di un percorso di confronto partecipato che ha raccolto l’interesse di una rete di soggetti istituzionali e del terzo settore.
La durata del protocollo sarà di tre anni e alla scadenza non è previsto il tacito rinnovo in quanto si intende continuare nella condivisione del lavoro. A conclusione della riunione il prefetto di Bari ha sottolineato “l’importanza della formazione e della promozione di interventi mirati a favorire un linguaggio corretto del mondo giovanile, scevro da approcci comunicativi violenti”.
Ha inoltre evidenziato che “la partecipazione corale delle istituzioni e delle associazioni firmatarie del protocollo e la costituzione di una rete interistituzionale, oltre a rendere detto documento materia viva, suscettibile di adeguamenti a fronte di evoluzioni normative e di cambiamenti di contesti sociali, rappresenta la caratteristica più significativa del documento perché è la prova di una volontà condivisa di operare in sinergia, in chiave di prevenzione e contrasto a detto fenomeno”. Nei prossimi giorni saranno programmati gli incontri periodici del tavolo di coordinamento, con il coordinamento della Prefettura, per l’attuazione delle attività previste nell’atto, il monitoraggio degli impegni progettuali già assunti e la valutazione di eventuali ulteriori iniziative da mettere in campo.
Asl Bari, 51 aggressioni in ospedale nel 2024. Nasce l’infermiere di processo per prevenire la violenza: via ai corsi
Formare una nuova figura professionale, l’infermiere di processo, dedicato all’accoglienza nei pronto soccorso, che sia in grado di incentivare la presa in cura del paziente e dei suoi familiari, dal triage alla dimissione e/o ricovero, e creare una rete di collegamento tra i diversi professionisti della salute per ottimizzare tempi d’attesa, ridurre eventuali tensioni e prevenire episodi di violenza. Questo è l’obiettivo del corso avviato oggi dalla Asl di Bari nell’ospedale di Venere destinato alla formazione degli operatori del Pronto soccorso del presidio, coordinati da Mauro Martucci, responsabile del Servizio delle professioni sanitarie ospedaliero-territoriali e da Rosa Melodia, responsabile del Pronto soccorso, nell’ambito del progetto pilota “Prendersi cura della aggressività: l’infermiere di processo come leva strategica”. Nel corso dei primi 8 mesi del 2024 – sottolinea una nota – al servizio di prevenzione e protezionale aziendale della Asl di Bari sono state segnalate 51 aggressioni a personale sanitario. Tra le sedi cosiddette ad alto rischio ci sono i Pronto soccorso.
Per questo si sta lavorando per introdurre la nuova figura professionale che è prevista dalle Linee Guida Hospitality del Sirgisl, Sistema regionale integrato di gestione della sicurezza sui luoghi di lavoro (delibera regionale del 31 luglio 2024 ) per cui anche l’azienda sanitaria di Bari si sta dotando di un sistema per la prevenzione, protezione e gestione degli atti di aggressione agli operatori. Il personale infermieristico – sottolinea la Asl – sarà adeguatamente formato per migliorare il processo informativo e, quindi, prevenire atti di violenza contro gli operatori sanitari e sociosanitari. Nel progetto saranno coinvolti professionisti sanitari con esperienza maturata in Pronto Soccorso, esperti delle dinamiche, dei percorsi interni e dei flussi clinici-assistenziali tipici di un dipartimento di emergenza-urgenza.






