Bari, 27enne trovata morta in un b&b per un’overdose: era stata violentata un mese prima

Violentata per strada, a Bari, nella Giornata della donna. E morta, ventisette giorni dopo, per overdose da metadone in una casa vacanze nei pressi del Policlinico. È un dramma che si è consumato nel silenzio quello della 26enne di Triggiano a cui qualche giorno fa la polizia ha tentato di notificare la fissazione dell’udienza in cui avrebbe dovuto essere sottoposta a incidente probatorio.

L’obiettivo della Procura era farle ripetere per l’ultima volta il racconto di quella notte infernale, per inchiodare alle sue responsabilità l’uomo che l’aveva violentata, un ventisettenne nigeriano arrestato all’alba del 9 marzo. Ma la notifica è tornata indietro con sopra scritto “persona offesa deceduta”. Perché la mattina del 4 aprile è stata trovata senza vita in una struttura ricettiva di via Picone. A lanciare l’allarme è stato il coetaneo che aveva trascorso la notte con lei, uscito per fare colazione, che al ritorno l’ha trovata esanime sul letto.

L’autopsia, effettuata qualche giorno dopo, ha dato un responso chiaro: l’assunzione di una dose eccessiva di metadone le aveva provocato un arresto cardiaco. Il suo fisico fragile non aveva retto. Forse nella droga si era rifugiata per provare a sopportare il peso di ciò che aveva subito appena un mese prima.

All’alba del 9 aprile aveva telefonato al 112, per chiedere un intervento in via Oberdan, denunciando di aver subito uno stupro. Poche ore dopo aveva ripetuto il racconto in Questura. Apparentemente fredda, con gli occhi grigi gelidi, la pelle bianchissima che spiccava sotto i capelli rossi. Aveva raccontato tutto con dovizia di particolari, per poi rifiutare la visita in ospedale. «Mi sento già troppo violata» ha detto a chi ha raccolto la sua denuncia. Avevo portato il cane a giocare nell’area ex ferrovie Sud Est di via Oberdan – ha ricostruito – quando un uomo si è avvicinato. L’approccio verbale è stato veloce, il tentativo di allontanare lo sconosciuto deciso ma inutile: «Mi ha bloccata alle spalle, tenendomi i polsi e ha iniziato a denudarmi». Poi l’orrore. Una violenza incontrollabile, a cui la donna ha cercato di reagire dimenandosi e urlando, «ma attorno non c’era nessuno che potesse aiutarmi». E poi ulteriori violenze: «Mi ha afferrata al collo, stringendomi con forza e impedendomi di respirare».

Sul collo, quando è arrivata in Questura, portava i segni di ciò che era accaduto. Le ulteriori tracce dello stupro avrebbero dovuto essere cercate in ospedale ma non ha voluto. Così come non ha preso in considerazione l’idea di rivolgersi a un centro antiviolenza. È tornata alla sua vita, certamente complicata, considerato che aveva raccontato di aver perso da poco il lavoro e di vivere di espedienti. Forse ha iniziato a fare uso di droghe, a cercare compagnia per provare a dimenticare quei momenti. La sera del 3 aprile si è incontrata con un ragazzo con cui aveva preso appuntamento telefonico, sono andati in un bed and breakfast, hanno trascorso la notte insieme. Al mattino non si è risvegliata. Sul suo corpo non c’erano segni di violenza, le indagini dei carabinieri sull’uomo che si era intrattenuto con lei non hanno fatto emergere alcuna responsabilità. Pochi giorni dopo un ufficiale di polizia giudiziaria è andato a bussare all’abitazione di Triggiano in cui risultava residente per notificarle la richiesta di incidente probatorio. Lei non potrà più raccontare cosa le ha fatto il 27enne nella notte in cui altre donne celebravano con le mimose. Ma la Procura non ha avuto dubbi nell’esercitare l’azione penale: nei suoi confronti è stato emesso un decreto che dispone il giudizio, con le accuse di violenza sessuale, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

Gallipoli, giovane turista di Rimini denuncia stupro di gruppo: medici confermano abusi. Indagini su tre ragazzi

Una turista di Rimini in vacanza in Salento ha denunciato ai carabinieri di essere stata violentata da tre ragazzi. L’episodio, sul quale sono in corso indagini, risalirebbe a due notti fa e sarebbe avvenuto a marina di Mancaversa.

Le quattro ragazze, tutte tra i 23 e i 25 anni, dopo aver conosciuto in un bar di Gallipoli quattro ragazzi del posto li avrebbero invitati a casa. Una volta nell’appartamento, una delle quattro ragazze avrebbe deciso di uscire per appartarsi con uno dei ragazzi, ma sarebbe stata poco dopo sorpresa da altri due giovani del gruppo e abusata.

Portata in ospedale, i medici avrebbero confermato i ripetuti abusi subiti evidenziando anche la violenza con i quali sarebbero stati consumati.

Bari, rapina e violenta prostituta: in carcere 34enne. In azione con pistola e coltello assieme ad un minorenne

La Polizia di Stato ha dato esecuzione ad un ordine di carcerazione, emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Bari, nei confronti di un uomo ritenuto responsabile dei reati di rapina e violenza sessuale.

Unitamente ad altre due persone, tra cui un minorenne, impugnando una pistola ed utilizzando anche un coltello, rapinò una prostituta straniera dopo averla costretta a subire rapporti sessuali, sottraendole la somma di 1.670 euro.

All’epoca dei fatti, dopo l’arresto, all’uomo fu anche notificato l’Avviso orale emesso dal Questore di Bari.

L’arrestato, un 34enne, è stato rintracciato dai poliziotti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di San Nicola ed è stato associato presso la casa circondariale di Matera.

Orrore a Massafra, 23enne violentata. I tre di Palagiano a processo con rito abbreviato: udienza il 12 marzo

I tre di Palagiano (di 23, 27 e 34 anni), ritenuti responsabili dello stupro di gruppo su una 23enne, avvenuto nella notte tra il 30 ed il 31 agosto nelle campagne di Massafra, saranno giudicati il prossimo 12 marzo con rito abbreviato.

Secondo la versione fornita agli inquirenti, la ragazza stava tornando a casa in compagnia di due amici, un uomo e una donna, con i quali aveva trascorso la serata in discoteca. Durante il tragitto sono stati avvicinati da un’auto con a bordo i tre sospettati che hanno offerto loro un passaggio.

L’invito è stato accettato perché il gruppetto conosceva uno dei ragazzi nell’auto. Gli amici della 23enne sono stati accompagnati a casa per primi mentre la giovane, rimasta sola in auto, è stata portata in campagna dove sarebbe stata violentata.

Dopo avere abusato di lei, i tre l’avrebbero riportata a casa, facendola scendere dall’auto poco prima di arrivare, minacciandola e intimandole di non raccontare nulla.

La ragazza, però, ha chiamato suo fratello e con lui ha raggiunto l’ospedale dove i medici hanno accertato la violenza sessuale e hanno attivato il protocollo previsto in questi casi contattando le forze dell’ordine.

 

Bari, simula stupro per non raccontare la verità ai genitori: 15enne rischia il processo

Una ragazzina di 15 anni, pur di non ammettere ai suoi genitori di aver avuto rapporti sessuali, ha inventato di essere stata stuprata da tre ragazzi extracomunitari. E ora, a distanza di un anno, rischia di finire a processo. La pm della Procura per i Minorenni di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per la simulazione di reato, il legale della ragazzina ha chiesto la messa alla prova. I fatti risalgono al 2023, dopo la denuncia dei suoi genitori furono avviate le indagini da parte della Polizia.

Orrore nel Salento, 14enne denuncia stupro di gruppo: “Violentata dal mio fidanzato 23enne e da un suo amico”

Un 23enne è indagato dalla Procura di Lecce per violenza sessuale di gruppo ai danni dell’allora fidanzatina 14enne. Il reato è contestato in concorso con un altro giovane da indentificare, amico dell’indagato. I fatti risalgono al settembre 2023, quando il ragazzo avrebbe abusato la giovane insieme al suo amico. Tornata a casa la ragazzina, che viene descritta come un soggetto fragile, compie atti di autolesionismo tagliandosi le braccia con una lametta, come aveva già fatto in passato.

La ragazzina non racconta a nessuno della violenza per mesi, fino a quando conosce un ragazzo a cui confida gli abusi, decide di parlarne con i Servizi sociali e parte la denuncia alla Procura. Agli investigatori la ragazza racconta che l’ex fidanzato l’aveva ricattata dicendole che se non avesse accettato le sue richieste lui l’avrebbe lasciata. Il racconto della giovane è stato cristallizzato dinanzi al gip di Lecce nel corso di un incidente probatorio.