Milano, inchiesta sull’ex Ilva per bancarotta fraudolenta: indagata l’ex presidente e ad Lucia Morselli

La crisi dell’ex Ilva di Taranto finisce di nuovo al centro di un’inchiesta della Procura di Milano con l’accusa di bancarotta fraudolenta formulata dai pm che hanno già iscritto nel registro degli indagati Lucia Morselli, ex presidente e amministratrice delegata di ArcelorMittal Italia e poi di Acciaierie d’Italia, quando è entrata nella compagine societaria Invitalia, braccio operativo del Ministero dell’Economia.

Sono stati i commissari straordinari a presentare, a giugno, una relazione alla Procura che ha originato il fascicolo. Il management è accusato di una serie di ipotesi distrattive e falsi in bilancio, con l’unico obiettivo – secondo la ricostruzione ancora da accertare – di indebolire il gruppo siderurgico a favore della multinazionale franco-indiana.

La segnalazione alla Procura è arrivata in seguito all’azione di responsabilità civile che, a gennaio, gli stessi commissari hanno avviato davanti alla sezione specializzata Imprese del Tribunale di Milano con una richiesta di risarcimento dei danni da 7 miliardi di euro contro ArcelorMittal. “Lucia Morselli è una persona integra che si è messa al servizio di questa azienda e ha sempre lavorato per il suo bene. Proprio per questo siamo intenzionati a intrattenere una interlocuzione attiva con i magistrati per consentire una ricostruzione corretta della vicenda da cui, siamo certi, emergerà la sua completa innocenza”, ha dichiarato l’avvocato Giuseppe Iannaccone che assiste la attuale presidente di Pininfarina con il collega Daniele Ripamonti.

I commissari straordinari, assistiti dall’avvocato Andrea Zoppini, sono già stati ricevuti dal procuratore Marcello Viola prima dell’apertura delle nuove indagini coordinate dal procuratore aggiunto Roberto Pellicano e dal sostituto Luigi Luzi. A Taranto è ancora in corso, intanto, un’inchiesta sulle presunte irregolarità nella gestione delle emissioni di anidride carbonica e delle quote Ets che vede, tra gli altri, indagata la stessa Morselli per associazione a delinquere finalizzata all’inquinamento, disastro ambientale e truffa ai danni dello Stato.

Milano, arrestato il rapper Tony Boy: droga e pistola in casa. A rischio il concerto dell’11 settembre in Fiera a Bari

Il rapper Tony Boy, 26 anni e oltre un milione di follower su Instagram, è stato arrestato dalla Polizia a Milano con l’accusa di detenzione di droga ai fini di spaccio e detenzione di armi clandestine.

L’arresto è scattato dopo una perquisizione in un appartamento nella disponibilità dell’artista. Gli agenti hanno trovato cocaina, hashish e marijuana, oltre a una bilancia, una pistola calibro 6.35 con matricola abrasa, un caricatore con sette cartucce e altre munizioni.

Durante i controlli il rapper ha anche avviato una diretta sui social. Per Tony Boy è scattata inoltre una denuncia per resistenza a pubblico ufficiale, trattamento illecito dei dati e ricettazione. Un suo amico, di nazionalità sudanese, è invece indagato per resistenza.

La vicenda potrebbe avere ripercussioni anche sul Summer Tour 2026: Tony Boy è atteso l’11 settembre alla Fiera del Levante di Bari. Al momento non sono state comunicate decisioni ufficiali dagli organizzatori, ma il concerto potrebbe essere a rischio in base agli sviluppi giudiziari.

Accusato di maltrattamenti e minacce alla convivente, 40enne fermato in stazione a Brindisi: era diretto a Milano

Un 40enne residente a Grottaglie è stato arrestato dalla polizia con l’accusa di essere il presunto responsabile di maltrattamenti in famiglia e minacce aggravate nei confronti della convivente. L’uomo è stato rintracciato alla stazione ferroviaria di Brindisi, poco prima di salire su un treno diretto a Milano.

Le ricerche erano state avviate domenica pomeriggio dagli agenti del commissariato di Grottaglie e della Squadra Mobile di Taranto, nell’ambito di un’indagine su diversi episodi di presunta violenza domestica. Secondo quanto ricostruito, nell’ultimo episodio il 40enne, in stato di forte agitazione e dopo aver assunto alcol, avrebbe danneggiato l’auto della convivente, in seguito alla denuncia presentata dalla donna.

Gli accertamenti, coordinati dalle Procure di Taranto e Brindisi, avrebbero evidenziato il rischio che l’uomo potesse lasciare la Puglia per raggiungere Milano, città dove è nato. Gli investigatori hanno quindi individuato il possibile treno utilizzato per la partenza e lo hanno fermato sul binario della stazione di Brindisi, pochi istanti prima dell’arrivo del convoglio. Dopo la trasmissione degli atti all’autorità giudiziaria, il 40enne è stato arrestato e condotto in carcere.

Rapina armata a Milano, esplodono colpo di pistola e si fanno consegnare 10mila euro: arrestati due baresi

Tre uomini sono stati arrestati dalla Polizia di Stato con l’accusa di rapina aggravata, lesioni e porto illegale di armi da fuoco, al termine di un’indagine coordinata dalla Procura di Milano. Si tratta di un 40enne e un 45enne originari della provincia di Bari e di un 68enne della provincia di Caserta.

L’episodio risale alla sera del 21 dicembre 2024, quando in via Sonnino un 42enne di origine cinese, titolare di un’agenzia di viaggi, era stato vittima di una violenta rapina.

Due aggressori lo avevano minacciato con una pistola, esplodendo anche un colpo, e lo avevano costretto a consegnare uno zaino contenente un telefono cellulare e circa 10mila euro in contanti. Nel tentativo di reagire e recuperare quanto sottratto, la vittima era stata ulteriormente aggredita, riportando lesioni giudicate guaribili in 30 giorni.

Le indagini della Squadra Mobile milanese, supportate dagli accertamenti della Polizia Scientifica, dall’analisi dei sistemi di videosorveglianza e dalle intercettazioni, hanno permesso di ricostruire la dinamica dei fatti e individuare i presunti responsabili. Secondo quanto emerso, due degli indagati avevano pedinato la vittima fin dall’uscita dall’agenzia di viaggi, seguendola anche a bordo dell’autobus fino a casa, dove sono poi entrati in azione i complici in scooter.

I tre uomini sono stati fermati nel pomeriggio di venerdì in un ristorante di corso Magenta, mentre si trovavano a pranzo insieme ad altre persone con precedenti. Le indagini proseguono per identificare un quarto soggetto coinvolto.

Ex Ilva, Michael Flacks assicura: “La sentenza di Milano non è un ostacolo da noi impegno a proseguire trattative”

“Nonostante la recente sentenza del Tribunale di Milano, il Gruppo Flacks conferma il proprio impegno a proseguire le trattative per l’acquisizione dell’ex Ilva. Pur rappresentando un’evoluzione imprevista, la decisione non è considerata dal Gruppo un ostacolo al processo in corso, che viene attentamente valutato per adeguare il piano industriale di conseguenza.

Lo ha detto all’ANSA il presidente e ceo del gruppo Flacks, Michael Flacks. Alla domanda se sia ancora interessato all’acquisizione la risposta è affermativa: “Sì. Il Gruppo Flacks resta pienamente impegnato. Tale posizione è stata comunicata con piena convinzione al Governo”

Vigilante pugliese morto nel cantiere di Milano-Cortina, aperta inchiesta per omicidio colposo: c’è un indagato

La Procura di Belluno ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo per fare chiarezza sulla morte di Pietro Zantonini, il vigilante di 55 anni deceduto nella notte tra il 7e l’8 gennaio scorso a Cortina d’Ampezzo.

È indagato Michele Grassi, il legale rappresentante della società SS Security & Bodyguard per la quale Zantonini lavorava all’interno del cantiere dello Stadio del Ghiaccio, dove si stanno svolgendo le Olimpiadi invernali di Milano Cortina.

A far partire le indagini della magistratura dopo il decesso dell’uomo un esposto presentato ai carabinieri dai familiari della vittima. L’autopsia eseguita nelle scorse settimane ha evidenziato un “evento cardiaco acuto”, ma “difficilmente riconducibile” all’ipotermia dovuta alle bassissime temperature dove lavorava il vigilante.

La vittima svolgeva il servizio di controllo dell’area del cantiere e doveva effettuare un giro ogni due ore ma quella notte la temperatura era a dodici gradi sotto lo zero e aveva solo un container scaldato da una stufetta come riparo.

Il turno era iniziato alle 22 e sarebbe terminato solo al mattino. Appena accusato il malore, l’uomo ha contattato telefonicamente alcuni colleghi chiedendo aiuto. A quel punto è partita la chiamata al 118, ma quando i soccorritori sono arrivati sul posto, nonostante i tentativi di rianimazione, non c’è stato nulla da fare.

 

Pugni e testate al gioielliere-influencer Lorenzo Ruzza: prosciolto l’imprenditore barese Danilo Quarto

Danilo Quarto, imprenditore barese nel settore della sicurezza privata ed ex presidente del Cerignola Calcio, è stato prosciolto nel processo in cui era coinvolto per un’aggressione nei confronti di Lorenzo Ruzza, il gioielliere influencer noto per i suoi video sui social.

L’aggressione a Ruzza, nel suo negozio milanese di via Cesare Battisti, risale al maggio 2021. Le telecamere di sorveglianza hanno ripreso Quarto mentre prendeva a pugni e testate la vittima. Ruzza riportò una prognosi di dieci giorni.

I giudici hanno stabilito che il fatto non sussiste per il reato di tentata estorsione, riqualificando l’accusa in minacce e lesioni dichiarate successivamente improcedibili per il risarcimento e la conseguente remissione di querela di Ruzza. Assolto anche l’altro imputato Lorenzo Canetoli.

“Non si intende in questa sede negare la responsabilità di Quarto per il reato di lesioni personali – spiega il legale di Quarto -. Lo stesso imputato, nel corso del suo esame, ha ammesso di aver avuto una reazione fisica sproporzionata. Tuttavia, si contesta fermamente la qualificazione giuridica dei fatti come tentata estorsione. Il processo ha rivelato come il movente dell’azione di Quarto non fosse di natura patrimoniale, ma scaturisse da una serie di pregresse tensioni personali con Ruzza che è stato risarcito”.

Da 8 anni a Milano, Ale un barese senza rimpianti: “Quinto Potere è il mio rito quotidiano”

Spesso per strada capita di incontrare i nostri fan e scambiare qualche chiacchiera con loro. Questa volta è stata diversa perché Alessandro, 32 anni, vive a Milano da 8 anni e per lui Quinto Potere è un rito quotidiano che non può assolutamente perdere. Lo abbiamo incontrato al Libertà e abbiamo approfondito il suo rapporto con noi, oltre a capire quello che lo ha spinto lontano da Bari.