Pareggio amaro al San Nicola: poco Bari contro un Sudtirol troppo deciso. Si decide tutto a Bolzano

Fischio finale. Termina a reti bianche il playout d’andata tra Bari e Sudtirol. Un risultato che non fa bene alle sorti dei pugliesi obbligati adesso a vincere in quel di Bolzano per poter credere ancora nel mantenimento della categoria. Poca sostanza per i biancorossi ed un parziale stretto agli altoatesini che negli sviluppi della gara hanno detenuto il completo controllo del gioco. Fa da cornice un San Nicola gremito e con 27.734 spettatori di cui 21 tifosi ospiti, un dato mai registrato da inizio stagione sino ad oggi complice anche la riduzione delle tariffe dei biglietti in occasione dell’ultima partita casalinga.

Partenza intensa al San Nicola nel primo atto dei playout tra Bari e Sudtirol con i biancorossi subito più propositivi rispetto alla formazione di Fabrizio Castori, autentica sorpresa negativa di questo finale di stagione. Il Bari prova a fare la partita soprattutto sulla corsia mancina dove Rao si dimostra il più intraprendente dei suoi. L’esterno biancorosso cerca più volte la giocata per sorprendere Adamonis senza però riuscire a impensierire seriamente il portiere ospite: le conclusioni risultano troppo morbide per trasformarsi in vere occasioni da gol.

Dall’altra parte, il Sudtirol ringrazia anche l’imprecisione di Moncini. L’attaccante barese spreca infatti una ghiotta opportunità in area piccola, confermando una certa tendenza a temporeggiare troppo al momento decisivo e consentendo così il recupero della retroguardia altoatesina. Con il passare dei minuti il ritmo cala sensibilmente e la gara si incarta su sé stessa. Le idee scarseggiano, i portatori di palla del Bari faticano a trovare linee di passaggio e riferimenti offensivi utili per sviluppare una manovra fluida. Uno scenario che riflette perfettamente il peso della posta in palio: non una sfida per inseguire la Serie A ma una battaglia tesa e nervosa per conservare la categoria.

L’avvio di secondo tempo sorride al Sudtirol che rientra dagli spogliatoi con maggiore convinzione approfittando di un Bari apparso subito nervoso e poco lucido. Gli altoatesini aumentano il ritmo soprattutto nelle transizioni offensive mettendo in difficoltà la retroguardia pugliese con ripartenze rapide e grande intensità. A guidare i suoi è il capitano Casiraghi che prova a scuotere il match con una punizione dai circa venti metri: conclusione precisa sul secondo palo e grande risposta di Cerofolini decisivo nel negare il vantaggio agli ospiti con un autentico intervento salva-risultato.

La squadra di Castori cresce minuto dopo minuto, imponendo le proprie caratteristiche migliori: fisicità, aggressività e pressione costante nella zona nevralgica del campo. Il Bari, invece, arretra progressivamente il proprio baricentro soffrendo l’iniziativa avversaria e accumulando errori tecnici che alimentano ulteriormente la spinta del Sudtirol. Gli altoatesini continuano infatti a sviluppare gioco con continuità, trovando spazi tra le linee e penetrando con relativa facilità in una difesa pugliese apparsa sempre più lenta e vulnerabile con il passare dei minuti. Nonostante gli sforzi termina 0-0 una partita troppo importante per essere così sprecata.

Foto: SSC Bari

Il Bari é vivo, soffre ma batte l’Entella 2-0. La salvezza é ancora possibile

Primo maggio fortunato per il Bari di Moreno Longo che nella 37^giornata del campionato di Serie B ha affrontato la Virtus Entella vincendo per 2-0. Una partita imprevedibile sulla base degli episodi avvenuti – il rosso dapprima di Verreth e poi di Guiu – ma coerente con quanto i pugliesi (non) hanno mostrato sino ad ora. Mai un dominio totale ma sempre tanta, troppa, sofferenza. Il destino però è ancora dalla parte dei biancorossi complici anche i risultati delle altre dirette concorrenti. A segno Moncini 46′, Maggiore 90′ + 7′.

Primo tempo all’insegna dell’equilibrio agonistico tra Bari ed Entella, due squadre consapevoli della posta in palio. Il primo squillo è degli ospiti: al 15’ l’ex Benedetti sfiora il vantaggio con un colpo di testa che si stampa sul palo di un Cerofolini battuto. Un brivido per il Bari, che fatica inizialmente a trovare spazi. I biancorossi provano ad accendersi sulla corsia sinistra con Rao, tra i più intraprendenti, ma le sue iniziative non riescono mai a impensierire davvero Del Frate. Al 27’, però, arriva la prima vera occasione pugliese: una splendida trivela dello stesso Rao disegna una traiettoria insidiosa, deviata in angolo dal portiere ospite.

L’Entella, dal canto suo, si conferma una squadra pericolosa soprattutto in contropiede, mostrando un atteggiamento altamente propositivo ed offensivo. Il Bari, con il passare dei minuti, sembra però aumentare i giri del motore, dando segnali di crescita in una sfida che resta apertissima e carica di tensione. La svolta per i padroni di casa arriva nel recupero con la rete di Gabriele Moncini (47′) che si coordina su colpo di testa di Braunoder ed infiamma la porta di Del Frate.

La ripresa si apre con un episodio destinato a cambiare l’inerzia della gara. Il Bari resta in dieci uomini per l’espulsione di Matthias Verreth, punito con il cartellino rosso dopo un contrasto a terra con Guiu. Un’azione confusa, in cui il giocatore ospite aveva inizialmente spinto il centrocampista biancorosso, ma la reazione del numero 29, avvenuta proprio sotto gli occhi del direttore di gara, non è sfuggita all’arbitro, che ha optato per il provvedimento più severo, per certi versi anche in maniera discutibile.

Un’ingenuità che pesa come un macigno sulla squadra di Longo, costretta a ridisegnare immediatamente assetto e priorità. Con l’inferiorità numerica, i pugliesi abbassano inevitabilmente il baricentro, scegliendo un atteggiamento più prudente. La necessità di difendere il risultato prende il sopravvento su qualsiasi ambizione offensiva: il Bari si compatta nella propria metà campo, consapevole dei propri limiti e del rischio di esporsi troppo. Una scelta quasi obbligata, per evitare che l’equilibrio della partita possa spezzarsi definitivamente a favore degli avversari.

Chi di spada ferisce, di spada perisce. Entella in dieci dal 75′ in seguito ad un ennesimo fallo pericoloso di Guiu che viene invitato a dirigersi negli spogliatoi dal direttore di gara. In chiusura la rete di Giulio Maggiore al 90′ +7′: palo colpito da Esteves e gol su deviazione. Simbolico lo striscione esposto al San Nicola dai gruppi organizzati che anche negli scorsi giorni avevano manifestato il proprio disappunto nei confronti della situazione che i biancorossi stanno vivendo. Il messaggio lanciato dalla curva: “Pazienza e sostegno ricambiati con vergogna e fallimento!”.

Foto: SSC Bari

Ko del Bari ad Avellino: i lupi dominano contro biancorossi inesistenti

Si conclude con un’amara sconfitta la 36^giornata del campionato di Serie B per il Bari di Moreno Longo che si arrende nel campo dell’Avellino per 2-0 in una partita mai decollata per gli ospiti e sempre gestita dai lupi. A segno Besaggio 67′ e Palumbo 79′.

Il primo tempo si sviluppa su un canovaccio chiaro: Avellino più aggressivo e propositivo, Bari più attendista e ancora alla ricerca della giusta chiave per rendersi davvero pericoloso. L’avvio di gara è equilibrato con due squadre attente a non scoprirsi troppo. Il primo vero squillo arriva al 14’: è l’Avellino a rendersi pericoloso con Bisaggio che conclude di poco a lato al termine di un’azione ben costruita. I padroni di casa danno l’impressione di avere un passo in più nella fase offensiva, mentre il Bari si affida a una manovra contenitiva.

I lupi spingono con continuità, in particolare sulla corsia sinistra, dove Besaggio si trasforma in una vera e propria mina vagante, mettendo in difficoltà la retroguardia biancorossa. Il Bari prova timidamente a reagire intorno al 20’: Rao serve un pallone tagliato verso Moncini, ma l’intervento puntuale della difesa biancoverde sventa la minaccia. Pochi minuti dopo, al 24’, lo stesso Rao tenta un nuovo cross mancino sul secondo palo, senza però trovare compagni pronti alla finalizzazione.

Al 25’ è ancora i biancorossi si fanno vedere con Braounoder che prova la conclusione dalla distanza su sviluppo di palla inattiva. Lo schema studiato da Longo sorprende momentaneamente la difesa avellinese, ma non produce effetti concreti. L’Avellino continua a premere e al 31’ costruisce un’altra grande occasione: Besaggio, sugli sviluppi di un rimpallo, si coordina e lascia partire un potente tiro diretto sul secondo palo trovando la pronta risposta di Cerofolini.

Se i lupi appaiono più intraprendenti con verticalizzazioni decisione, il Bari fatica a costruire gioco con continuità, preferendo rallentare i ritmi e gestire il possesso senza affondare con convinzione.

Ripresa che cambia subito volto allo stadio Partenio-Lombardi con il Bari che prova ad alzare il baricentro e a rendersi più incisivo rispetto alla prima parte della partita. Al 49’ i pugliesi hanno una grande occasione in contropiede con Braounoder che si ritrova in una situazione di 2 contro 2: l’azione, però, viene gestita male e si spegne senza esito confermando la scarsa lucidità sotto porta degli uomini di Longo.

L’Avellino non resta a guardare e al 56’ sfiora il vantaggio con Russo, protagonista di una conclusione pericolosissima deviata con un intervento prodigioso da Cerofolini. Proprio dopo questa giocata nasce un momento di tensione tra i due, segno di una gara sempre più accesa anche sul piano nervoso. Il gol è nell’aria e arriva al 67’: a sbloccare il match è Besaggio, senza dubbio il migliore in campo.

L’azione nasce da un inserimento centrale di Sounas, che serve un pallone perfetto verso l’area piccola; Besaggio si fa trovare pronto e scarica in rete con forza, premiando la sua prestazione dominante. Il Bari accusa il colpo e non riesce a reagire tirando i remi in barca prima del fischio finale. L’Avellino, invece, continua a gestire con sicurezza e chiude definitivamente i conti al 79’, quando Palumbo mette la firma sul 2-0.

Una vittoria netta per i lupi che hanno interpretato la gara con maggiore intensità e qualità, mentre per il Bari resta la solita prestazione da dimenticare mai realmente decollata.

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Da Cannito a Izzo, da Favilli a Leccese: casi e caos mentre il Bari si gioca la vita. Da oggi in ritiro

La settimana biancorossa si apre nel segno delle polemiche e delle provocazioni, alimentando il clima in vista della sfida di venerdì contro l’Avellino. A tenere banco, da un lato, le dichiarazioni del sindaco di Barletta, Mino Cannito, dall’altro, la risposta sui social del difensore irpino Armando Izzo, che ha riacceso una rivalità mai sopita.

Il riferimento, infatti, non è casuale ma affonda le radici nel 2022, quando il difensore del Bari Raffaele Pucino ironizzò sull’eliminazione dell’Avellino dai playoff con un post provocatorio: «I’m so sorry… A me spiace e a te?», taggando l’allora compagno, oggi Direttore Sportivo biancorosso, Valerio Di Cesare. Un episodio che spiega la replica di Izzo, letta da molti come una sorta di resa dei conti a distanza.

A rendere il clima ancora più incandescente sono arrivate anche le parole dell’ex attaccante biancorosso Andrea Favilli che, ai microfoni di Prima Tivvù e riportate da tuttoavellino.it, ha parlato di un “Partenio” pronto a trasformarsi in una bolgia. Un segnale chiaro di quanto la sfida sia sentita in casa Avellino, anche alla luce della sconfitta del Cesena nell’ultimo turno contro il Palermo (2-0), che riapre le speranze playoff per gli irpini.

Sul fronte istituzionale, il sindaco di Bari Vito Leccese ha criticato le dichiarazioni del collega barlettano, ritenute irrispettose non solo per la città ma anche per l’intera tifoseria biancorossa. Intanto, mentre il clima resta rovente, nelle ultime ore si era fatta strada anche l’ipotesi di una possibile variazione dell’orario della gara valida per la 36ª giornata di Serie B per motivi di sicurezza e ordine pubblico. Il successivo incontro tra Questura ed Istituzioni ha disposto l’inizio della partita alle ore 21:00 come da programma.

Bari umiliato al San Nicola, tutto facile per il Venezia: netto 0-3. Spettro retrocessione?

Aiutati che Dio ti aiuta, recita un noto proverbio secondo cui è necessario impegnarsi in prima persona per risolvere i problemi prima di attendere un aiuto divino. Questo è quanto il Bari non ha fatto nella partita odierna contro la capolista Venezia. Distratti, poco precisi ed inattivi i biancorossi subiscono un pesante 3-0 frutto più di errori personali che di maestria dell’avversario. A segno Haps 19′, 45’+1′ e Adorante 52′.

Non c’è margine per distrazioni quando in palio c’è la promozione nel campionato di massima serie. Lo sa bene il Venezia di mister Stroppa, chiamato a rispondere sul campo dopo il netto 3-0 rimediato dal Monza contro la Sampdoria nella serata di ieri. Nonostante l’assenza dei tifosi ospiti sugli spalti a causa del divieto di trasferta i lagunari imbastiscono le fila del gioco con ordine e lucidità gestendo il possesso palla con equilibrio.

I primi rintocchi della partita scorrono senza particolari sussulti con gli ospiti padroni del palleggio ma senza affondi decisivi. Al 19′ arriva la svolta con un cross proveniente dalla destra, Cerofolini non trattiene il pallone favorendo l’inserimento di Haps che sfrutta l’errore e deposita in rete il gol del vantaggio. Questo, un episodio che non fa altro che confermare il trend del Bari.

I gol subiti più che per meriti degli avversari nascono da disattenzioni ed incertezze dei biancorossi, aspetti che pesano come macigni in un’altra stagione da dimenticare. Il Bari prova a cambiare marcia nei minuti finali del primo tempo alzando il baricentro e cercando di sorprendere il Venezia con rapide ripartenze. I pugliesi sfiorano il pareggio con le iniziative di Rao e Braunoder ma senza riuscire a concretizzare.

E’ proprio la mancanza di precisione nella fase di finalizzazione a condannare i biancorossi. Mentre il Bari tenta di trovare la giusta intesa tra esterni ed attaccante, i lagunari ne approfittano con cinismo segnando la rete del 2-0: su un ennesimo errore difensivo Haps si inserisce tra Cistana ed Odenthal firmando la sua doppietta.

Non c’è due senza tre recita l’incipit della ripresa. Adorante chiude definitivamente i giochi al 52′ trasformando un cross centrale nella rete del 3-0. Un risultato che spegne le labili speranze dei pugliesi di poter riaprire il match. Nel finale il Venezia gestisce senza affanni abbassando i ritmi e consolidando il possesso palla.

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Longo alla vigilia di Monza-Bari: “Out Cerofolini. Gara aperta ma la preoccupazione più grande siamo sempre noi”

Archiviata l’importante vittoria contro il Modena (3-1) i biancorossi sono chiamati in causa per affrontare un altro banco di prova: il Monza. La squadra di mister Bianco attualmente terza in classifica a quota 66 punti ha collezionato nelle ultime tre partite soli pareggi rimediando anche l’espulsione di Cutrone nella scorsa giornata contro il Catanzaro del DS Polito.

L’attenzione si concentra sulle parole di Moreno Longo, intervenuto nella conferenza stampa alla vigilia del match per presentare una partita tanto delicata quanto fondamentale per il raggiungimento della salvezza. L’allenatore biancorosso ha analizzato il momento della squadra, sottolineando l’importanza di approcciare la gara con determinazione e lucidità, consapevoli delle difficoltà che l’avversario può creare. Tra considerazioni tattiche, gestione delle energie e obiettivi stagionali, Longo ha tracciato la rotta da seguire, ribadendo la volontà del Bari di giocarsi le proprie carte con coraggio e identità.

Prossima avversaria il Monza:Sappiamo che affronteremo una grande squadra che ha fatto un campionato importante. Ha giocatori di qualità e quando ti devi opporre a questi club devi disputare una buona partita sotto tutti gli aspetti. Quando si gioca è sempre tutto aperto”.

Condizioni della squadra: “Fuori De Pieri, Darboe e Dickmann. Ci sarà fuori anche Cerofolini che ha subito contro il Modena una grave pallonata. Nel suo percorso farmaceutico sta assumendo un farmaco che non gli consente di scendere in campo in questa partita”.

Rao e la prevedibilità sulla fascia: “Dobbiamo continuare a lavorare in questo senso. Quando si analizzano le partite si sanno pregi e difetti di ogni squadra. Rao va lasciato sereno così da esprimersi a questi livelli. Ha rimodulato anche il suo modo di approcciarsi alle partite. Prima era molto più isolato sulla sinistra. La prestazione però è di squadra e non del singolo. Se Rao sta facendo bene è perchè tutti lo stanno ponendo nella condizione di esprimersi”.

Piscopo e Dorval: “Hanno giocato anche insieme. Uno non esclude l’altro ma la scelta la faremo anche in base alla condizione dei singoli e sulla base del tipo di avversario che avranno. Gli esterni del Modena sono molto validi. Oltre ad opporci con l’atteggiamento giusto dovremo scegliere le caratteristiche corrette”.

Punti fondamentali nelle prossime partite:“Non esiste altro obiettivo al momento dell’opportunità Monza. I punti sono in palio in tutte le partite. Abbiamo fatto meglio per assurdo con le squadre di alta classifica che non con quelle di pari livello”.

Cambi ed approccio dei subentranti: “Quando inserisci dentro un giocatore e fa gol hai fatto bene come allenatore, se non accade i cambi sono definiti sbagliati. Chi è entrato contro il Modena ha fatto bene a porre la partita sul 3-0 perchè se ci fosse stato il 2-1 con gli otto minuti di recupero la partita si sarebbe potuta evolvere diversamente”.

Preoccupazioni in vista di Monza: “La preoccupazione più grande siamo sempre noi. La certezza ad oggi non posso ancora averla circa la costanza della squadra. Mi piacerebbe trovare un Bari dentro la partita focalizzato a pieno su una gara competitiva”.

Moncini ed i ringraziamenti a Longo: “Non ho avuto modo di ascoltare le parole di Gabriele nel post partita ma sono contento se è rimasto a Bari. E’ un giocatore che sta lavorando sodo, si sta ponendo nella maniera corretta. Sta migliorando sul fattore partecipazione con la squadra sia in fase di possesso che di non possesso ed avrebbe meritato la doppia cifra già da molto tempo per le sue capacità e la visione che lui ha della porta”.

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Serie B, disastro al San Nicola. Da occasione a disfatta: il Bari cade contro la Carrarese

Poco cinici ed inconcludenti queste le due caratteristiche chiave dei biancorossi che vengono amaramente sconfitti al San Nicola da una Carrarese che dopo un inizio in sordina si appropria dei tre punti nella 32^giornata del campionato di Serie B. Il Bari del primo tempo a tratti propositivo cambia totalmente volto nella ripresa incassando tre reti. A segno Rouhi 47′, Abiuso 72′ e Bouah 81′.

L’equilibrio regna sovrano nel primo tempo tra le due squadre. Bari e Carrarese prendono le misure del gioco a suon di palleggi ma le uniche occasioni pericolose sono da imputare ai biancorossi dapprima con Rao, poi con il tiro in diagonale di Esteves ed infine con il tocco di testa di Moncini. I biancorossi sviluppano un gioco offensivo ma impreciso difatti innumerevoli sono i cross a cui non segue la conclusione. E’ proprio la fase di finalizzazione a rappresentare il problema della prima parte della gara nonostante gli sforzi evidenti messi in atto dalla formazione di Longo. Il ritmo frammenato a causa dei falli non aiuta entrambe le squadre che stentano a mettere in atto accelerate offensive. Al rientro negli spogliatoi un parapiglia tra Bellomo e Illanes da cui è scaturita l’espulsione del barese.

Ciò che la Carrarese non ha costruito in partenza ha messo in atto nella ripresa. Al 47′ Rouhi punisce le dormienti retrovie biancorosse che vedono Dorval perdere la marcatura su Abiuso che mette al centro per l’ex Juve. Tra i pugliesi attimi di squilibrio nei minuti successivi alla rete subita con passaggi confusionari ed un approccio ben lontano da quanto si era prefigurato alla vigilia del match. La Carrarese non demorde e continua imperterrita ad imbastire un gioco offensivo tanto da trovare la rete del raddoppio al 72′ con Abiuso. Firma finale degli uomini di Calabro all’81’ con Bouah.

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U Bbàre, le storie dei tifosi. A Frosinone per continuare a sperare: “Il Bari deve e può salvarsi”

Nuovo viaggio per la rubrica targata Quinto Potere U Bbàre, le storie dei tifosi. Tappa del turno infrasettimanale valido per la 31^ giornata del campionato di Serie B Frosinone. Lo stadio Benito Stirpe ha accolto per l’occasione circa 527 tifosi pugliesi. In occasione della partita è stato ristretto però l’OBBLIGO DI SSC BARI FAN CARD ai soli residenti nella regione Puglia per l’acquisto dei tagliandi nel settore ospiti.

Tra gli intervistati parere univoco circa il futuro del Bari. La positività aleggia sovrana dopo le prestazioni positive dimostrate contro Sampdoria, Empoli e Reggiana: “Ce la faremo a salvarci ed io – sostiene il tifoso intervistato – lo dicevo anche quando eravamo penultimi. Io ci credo fermamente”. 

Dottor Jekyll e Mister Hyde, da un 4-0 ad 4-1. Bari show al San Nicola: Reggiana demolita

Lo scrittore Robert Louis Stevenson aveva raccontato nel lontano ’86 Lo strano caso del Dottor Jekyll e di Mister Hyde ma non aveva fatto i conti con il Bari dell’era De Laurentiis in grando di cambiare personalità a distanza di pochi giorni. Nella partita valida per la 30^ giornata del campionato di Serie B la Reggiana subisce l’onda impetuosa dei biancorossi che travolgono i granata 4-0 in una partita ben sviluppata e sempre gestita dal Bari. A segno Artioli 11′, Rao 16′, 48′ e Moncini 50′.

I caldi raggi solari illuminano un San Nicola poco popolato. La luce non la si intravede solo per la mite temperatura della giornata ma anche per l’approccio che la squadra di Longo ha alla partita. Il Bari del primo tempo sfodera la migliore prestazione dell’annata in un momento in cui anima e cuore sembravano essere venuti meno. I biancorossi lottano e lo fanno con la consapevolezza che d’ora in poi ogni sfida è decisiva. La Reggiana dispone sul manto verde le carte del proprio gioco ma i pugliesi le impediscono di svilupparlo.

Qualche sbavatura nel reparto difensivo rende i primi minuti ostici ma Artioli scombina i piani degli ospiti ed al 10′ firma la rete del vantaggio con una conclusione dal limite. Il Bari coordina la regia della partita ed incalza aumentando il ritmo di gioco. A distanza di cinque minuti è Rao l’autore della rete del raddoppio: cross di Dickmann per Moncini che attutisce il tiro servendo Rao e gol di destro a giro per il numero diciassette del Bari. I granata non pongono gli ormeggi in barca, anzi. Le imbucate di Girma e Portanova appaiono tanto improvvise quanto efficaci ma tra i pali Cerofolini sembra aver ritrovato quella serenità che a Pescara è mancata.

L’inspiegabile di Longo si palesa nella ripresa stavolta con un’accezione positiva. Il Bari rientra in campo con una convinzione tale che al 48′ sigilla la rete del 3-0 con doppietta di Rao: cross dal fondo di Dorval, tentativo di conclusione di Esteves, deviazione e rete di Rao. I pugliesi non si adagiano sugli allori e continuano a spingere sulla fascia tanto da guadagnarsi un calcio di punizione battuto da Artioli che con un destro a giro serve Moncini. La rete del 4-0 al 50′ manifesta come l’andamento dei biancorossi sia incostante e soprattutto imprevedibile. A distanza di pochi giorni dalla debacle di Pescara, dal ritiro di Matera e da una settimana di grande sforzo emotivo e fisico a causa dei ravvicinati turni di campionato la situazione si è ribaltata. In chiusura Lusuardi, ex Frosinone, segna l’unica rete granata che poco influisce sulla globalità del risultato.

Entusiasmarsi con una squadra dal doppio volto è un errore da non compiere soprattutto considerando che la prossima avversaria del Bari sarà il Frosinone di mister Alvini la cui lotta alla promozione è una causa conclamata. Partita infrasettimanale in territorio ciociaro ove dimostrare costanza sarà la più grande delle sfide.

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Bari, sei una bella senz’anima. Longo e l’inspiegabile: “Facile colpevolizzare i cambi, ma gli altri?”

Con il senno di poi tutto è ovvio e semplice. Ragionando a conti fatti ed a reti incassate anche il più inesperto dei critici calcistici potrebbe fornire la migliore delle spiegazioni. La vera difficoltà sta nel ben interpretare le situazioni nel preciso momento in cui esse accadono. Moreno Longo si è trovato così al centro di un vortice mediatico nei giorni successivi alla debacle di Pescara a causa della sua lettura della partita contro gli abruzzesi e di alcune scelte proposte. Il tecnico piemontese la cui schiettezza è una dote preponderante ha approfittato della conferenza stampa pre Bari-Reggiana per far chiarezza su questo aspetto: “La situazione di Pescara è stata ampiamente cavalcata da tutti voi. Ho letto ‘Longo cambia tutto a Pescara’ ma non è affatto così. Sono stato giudicato per tre soli cambi sulla totalità della squadra. Erano variazioni forzate, necessarie ma non ho rivoluzionato l’organico”.

L’allenatore del Bari fatica a trattenere la stizza che quelle parole gli hanno provocato soprattutto dopo che nelle precedenti conferenze aveva trasmesso un messaggio chiaro riguardante sia la condizione precaria di alcuni nuovi innesti sia di un “gruppo” che non si potesse ancora considerare squadra a febbraio. Posta questa base non ci si può stupire se proponendo dei cambi gli equilibri complessivi atterranno. Il Bari per ciò che ha dimostrato non parrebbe avere né gruppo, né leader, né fame. Difatti, se due vittorie son bastate a riaccendere l’entusiasmo di chi non è avvezzo a leggere tra le righe, una sconfitta è servita a riportare tutti gli intrepidi sognatori di nuovo con i piedi per terra.

Che i biancorossi non fossero mai scesi in campo a Pescara è un dato di fatto ma che il tecnico a distanza di giorni non riesca a fornire ancora una risposta a ciò è emblematico. Se non si riesce a trovare una causa a determinate azioni l’effetto potrà avvenire in loop. L’immagine di Longo che scende negli spogliatoi al termine della partita senza stringere mani o salutare alcuno si può considerare il simbolo della dignità prima dell’uomo e poi dello sportivo. Caratteristiche che gran parte del gruppo biancorosso non sembrerebbe possedere. La tecnica fa esprimere un buon gioco ma la fame ti fa vincere anche se a segnare è il portiere.

Il Bari dell’Adriatico è una squadra che non ha la benché minima opportunità di salvarsi. Perdere fa parte di un percorso di crescita ma farlo in quel modo vuol dire non avere pathos, essere privi di qualsiasi tipo di passione, emozione. Passi indietro, ha supposto Longo, ma in realtà i biancorossi son sempre stati costanti dall’inizio del campionato sino ad ora. Gli sprazzi di vita mostrati, i piccoli miglioramenti evinti dalle due vittorie consecutive se ben analizzati mostrano innumerevoli scorie di una squadra che ha sempre impattato in maniera dubbia le partite per poi concludere in vantaggio sulla base di alcuni episodi. La fortuna serve ma se è l’unica componente ad influire su un cammino prima o poi esaurisce.

Longo richiede una presa di responsabilità complessiva anche in vista di quella che sarà la partita di domani contro la Reggiana non dimenticando però che i limiti di questa squadra erano noti e chiari da mesi orsono: “Io non voglio aprire un capitolo diverso ma voglio continuare quello già aperto. Voglio credere che Pescara sia stato un incidente di percorso e che si possa continuare sulla scia positiva delle precedenti partite”. La speranza e la determinazione di un tecnico che ne sta provando di ogni per salvare la categoria appaiono evidenti ma dal lato squadra oltre alle esultanze provocatorie cosa si può riscontrare?

Bari, sei una bella senz’anima.

Foto: SSC Bari