Mafia e politica a Bari, 23 condanne: tra loro Tommy Parisi. Leccese: “I soldi dei risarcimenti per l’antimafia sociale”

La gup di Bari Chiara Maglio ha condannato 23 imputati a pene comprese tra uno e 13 anni di reclusione nel processo con rito abbreviato nato dall’inchiesta “Codice interno”, che indaga sui presunti intrecci tra mafia, politica e imprenditoria nel quartiere Japigia di Bari. Gli imputati erano accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, traffico di droga, tentato omicidio, detenzione di armi, turbativa d’asta ed estorsione.

L’inchiesta, coordinata dal pm della Dda di Bari Fabio Buquicchio e condotta dalla Squadra Mobile, ha portato alla condanna più pesante per Antonio Busco, destinatario di 13 anni di carcere. Undici anni, invece, per Riccardo Campanale. Tra i condannati figurano anche il capoclan Eugenio Palermiti, condannato a tre anni e sei mesi, e il figlio Giovanni, che ha ricevuto una pena di nove anni e tre mesi. Coinvolto anche il cantante neomelodico Tommy Parisi, figlio del boss Savinuccio Parisi, condannato a due anni e due mesi di reclusione. Per Parisi era già stata pronunciata una precedente condanna a nove anni nell’ambito della stessa inchiesta.

I giudici hanno inoltre disposto il risarcimento delle parti civili, tra cui il Comune di Bari. Il sindaco Vito Leccese ha dichiarato che le somme ottenute saranno destinate a progetti di antimafia sociale, definendo la sentenza “un importante passo nel percorso di verità e giustizia” per vicende che hanno danneggiato profondamente la città e le istituzioni.

Nello stesso filone investigativo rientra anche la condanna in primo grado dell’ex consigliere regionale pugliese Giacomo Olivieri, condannato a nove anni per scambio elettorale politico-mafioso ed estorsione. Secondo l’accusa, avrebbe raccolto voti da tre clan baresi per favorire l’elezione della moglie Maria Carmen Lorusso al Consiglio comunale di Bari.

“Bari dimostra ancora una volta di prendere una posizione chiara contro la criminalità organizzata. Utilizzeremo i soldi dei risarcimenti per interventi di antimafia sociale”. Così il sindaco Vito Leccese, dopo che il Gup del Tribunale di Bari, Chiara Maglio, ha pronunciato la sentenza nell’ambito dello stralcio del processo “Codice Interno” celebrato con rito abbreviato, riconoscendo la colpevolezza degli imputati coinvolti e confermando la sussistenza dei gravi reati contestati e il pesante danno arrecato alla città di Bari. La giudice ha riconosciuto anche l’aggravante del metodo mafioso ex art. 416 bis.

Il Comune di Bari, ricordiamo, si era costituito parte civile nel procedimento. Il Tribunale ha disposto la condanna degli imputati al risarcimento dei danni in favore dell’ente, da liquidarsi in separata sede, oltre alla pubblicazione della sentenza e al pagamento delle spese processuali sostenute dal Comune per la costituzione.

“La sentenza pronunciata oggi – dichiara il sindaco di Bari Vito Leccese – rappresenta un ulteriore e importante passaggio nel percorso di verità e giustizia rispetto a vicende che hanno ferito profondamente la nostra comunità. Il riconoscimento della responsabilità penale degli imputati conferma la gravità dei reati contestati e il danno enorme arrecato all’immagine della città e delle istituzioni. Ancora una volta viene riconosciuta la fondatezza della scelta del Comune di costituirsi parte civile per difendere la dignità di Bari e dei baresi, che non possono essere associati a logiche criminali e mafiose che non rappresentano la nostra città, come dimostrato peraltro anche in questi giorni dal lavoro di magistratura e forze dell’ordine per altri fatti che hanno toccato la nostra comunità. Bari ha scelto con chiarezza da che parte stare. Continueremo a lavorare ogni giorno, insieme alle autorità giudiziarie e alle forze dell’ordine, per rafforzare la cultura della legalità, della trasparenza e della fiducia nelle istituzioni”.

Torna la paura in città tra omicidi e sparatorie, il sindaco Leccese predica calma: “Bari ha gli anticorpi”

Cresce la preoccupazione per i recenti episodi di violenza legati alla criminalità organizzata. Il sindaco Vito Leccese, in un’intervista rilasciata a La
Repubblica, ha fatto sapere di aver avuto un confronto con il prefetto Francesco Russo, che nelle prossime ore convocherà il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Secondo il primo cittadino, i fatti avvenuti negli ultimi giorni – dall’omicidio di Bisceglie alla gambizzazione nel borgo antico, fino agli incendi che hanno colpito due pizzerie in periferia – rappresentano segnali da monitorare con attenzione. Episodi che stanno generando allarme tra i cittadini e riaccendono il timore di un ritorno a fasi critiche del passato.

Leccese ha sottolineato tuttavia che, pur trattandosi di segnali allarmanti, Bari dispone degli “anticorpi” necessari per reagire. Ha ricordato come la città abbia già affrontato negli anni ’90 una presenza pervasiva della criminalità organizzata, evidenziando oggi una maggiore consapevolezza civica e una capacità di risposta più strutturata, sia sul piano istituzionale sia su quello sociale.

Un elemento di particolare preoccupazione, secondo il sindaco, riguarda il coinvolgimento crescente di giovani in episodi violenti, anche con l’uso di armi in luoghi pubblici. Sull’eventuale impatto negativo per l’immagine della città, Leccese ha invitato alla cautela, sottolineando la necessità di chiarire prima possibili collegamenti tra i diversi episodi, in particolare tra quanto accaduto a Bari Vecchia e l’omicidio di Bisceglie. Qualora emergesse un legame, ha ribadito, la risposta delle istituzioni dovrà essere immediata e decisa.

 

 

Frana in Molise, Leccese: “L’Italia rischia di essere divisa in due. Servono interventi urgenti e un piano di emergenza”

Il sindaco di Bari Vito Leccese interviene sulla grave situazione determinatasi lungo la dorsale adriatica a seguito della frana di Petacciato, che ha provocato il blocco della viabilità ferroviaria e stradale tra Molise e Puglia.

“Quella di Petacciato è una vicenda che non riguarda solo un territorio ma l’intero Paese. I disagi potrebbero protrarsi per settimane, col rischio concreto di lasciare isolata la Puglia e, più in generale, di spezzare in due l’Italia lungo uno dei suoi principali assi di collegamento. È una prospettiva che non possiamo permetterci di sottovalutare – le sue parole -. Chiediamo al Governo interventi urgenti e immediati per la messa in sicurezza del fronte franoso e per il ripristino delle condizioni di normalità nel più breve tempo possibile. Al contempo chiediamo al Ministro il massimo impegno affinché faccia in modo che, per tutta la durata dell’emergenza, sulla tratta Bari-Napoli non vengano disposte ulteriori interruzioni della linea, proprio per evitare il completo isolamento della Puglia”.

“Servono interventi urgenti e un piano di emergenza, oltre che rassicurazioni chiare sui tempi e sulle modalità con cui si intende intervenire, a maggior ragione se le risorse destinate al potenziamento della dorsale adriatica sono state indirizzate verso altre opere infrastrutturali nel nord del Paese. Strade e ferrovie rappresentano infrastrutture imprescindibili per la mobilità delle persone, per il sistema produttivo e per l’imminente stagione turistica. Garantirne la piena funzionalità è una priorità nazionale, non solo territoriale”, aggiunge.

“Per questo mi unisco all’appello del presidente della Regione Puglia affinché i territori direttamente coinvolti siano pienamente rappresentati nel tavolo nazionale dell’emergenza. È fondamentale lavorare in modo coordinato con il Governo, la Protezione civile e le Regioni interessate per individuare soluzioni rapide ed efficaci – conclude -. Non c’è più tempo da perdere: la sicurezza dei cittadini e la continuità dei collegamenti devono essere garantite immediatamente”.

Referendum sulla riforma costituzionale della giustizia: Leccese alla presentazione del comitato per il no

Questa mattina, nella sala consiliare di Palazzo della Città, il sindaco Vito Leccese è intervenuto alla presentazione del comitato provinciale “Società civile per il No”, che nelle prossime settimane sarà impegnato nella campagna elettorale per il referendum sui temi della giustizia.

“La partecipazione attiva dei cittadini è fondamentale per la salute delle istituzioni democratiche – ha dichiarato Leccese – e favorire spazi di confronto e approfondimento in occasione di passaggi epocali, come nel caso del referendum sulla giustizia, è un atto di responsabilità a garanzia dell’esercizio della cittadinanza attiva.

Per questo metteremo a disposizione della campagna referendaria, per ascoltare le ragioni del si è quelle del no, sia la ex Tesoreria di Palazzo della Città sia l’Urban center comunale. Perché sono convinto che tra i compiti dell’istituzione di maggiore prossimità ci sia quello di favorire processi di partecipazione e percorsi di attivazione civica su temi di interesse collettivo. In questo modo i cittadini interessati potranno partecipare con consapevolezza a un momento importante per la vita democratica del nostro Paese”.

Bari, il sindaco Leccese: “Dopo i cantieri nel 2026 avremo grandi benefici. Città più europea e moderna”

“La comunità non cresce a suon di ordinanze, ma con rispetto ed educazione. Il 2025 è stato un anno impegnativo anche perché abbiamo dovuto affrontare nuove emergenze, in particolare i tanti disagi che abbiamo messo in campo con le aperture dei cantieri”.

Con queste parole il sindaco Vito Leccese ha tracciato il bilancio del 2025 della Città di Bari in occasione dello scambio di auguri a palazzo di città. “Il 2026 sarà un anno di soddisfazioni perché tutto ciò che abbiamo programmato e cantierizzato sarà completato, quindi sarà nelle condizioni di cambiare il volto di questa città rendendola più moderna, più europea, garantendo servizi più efficaci ed efficienti, soprattutto nel trasporto pubblico”, ha aggiunto.

“Si apre una stagione nuova per i sindaci, di grande collaborazione istituzionale perché Antonio Decaro, da presidente della Regione, si porta con sé l’eredità e il bagaglio di esperienze non solo da sindaco di una grande città ma anche di presidente dell’Anci – ha dichiarato -. Sarà un punto di riferimento per tutte le amministrazioni comunali in modo particolare per la città di Bari che dovrà riprogrammare una serie di interventi anche alla luce dei fondi comunitari. Ci aspettiamo che venga proclamato al più presto e che tutte le fasi propedeutiche, rispetto alla nuova organizzazione regionale, si esauriscano in tempi brevi in modo da incominciare a programmare il futuro insieme”.

Fiera del Levante, il discorso di Leccese: “Bari non sta zitta di fronte ad un popolo che muore sotto le bombe”

Si è aperta ufficialmente l’88esima edizione della Fiera del Levante. Ecco il discorso integrale di apertura del sindaco Vito Leccese che ha ringraziato anche il governatore uscente Michele Emiliano

In platea seduto anche il candidato presidente del centrosinistra alle prossime Regionali, Antonio Decaro.

“Autorità civili e militari,

signore e signori,

benvenuti alla 88^ edizione della Fiera del Levante.

Benvenuto a Bari, Ministro Musumeci,

benvenuto nella città che ha messo il mare al centro della sua idea di futuro.

Un saluto alla presidente Simonetta Lorusso e al presidente Gaetano Frulli, che ringrazio per aver aperto nuovamente le porte di questo luogo tanto caro a noi baresi per dare avvio a questa straordinaria esperienza che da 88 anni segna il tempo della vita politica, economica e sociale di Bari, della Puglia e del Paese.

Perché la Fiera del Levante non è semplicemente un luogo né un’esposizione: è un rito collettivo che scandisce il tempo della nostra comunità, ne racconta la storia e ne interpreta le ambizioni.

Per Bari e per la Puglia la Fiera del Levante è il tempo del passato, ma anche del futuro.

Un futuro che racconta la determinazione e la capacità di un popolo del Sud che non si arrende alle difficoltà. Quel popolo che Tommaso Fiore, nei suoi colloqui con il piemontese Pietro Gobetti, descrisse come un popolo di formiche che avrebbe spaventato un popolo di giganti.

Certo non è stato facile, né sono mancati i problemi, ma questo luogo incarna la storia che Bari e la Puglia hanno vissuto in questi anni. Una storia di rinascita, di orgoglio e di lavoro.

Come quella della Fiera del Levante, che i detrattori hanno dato per vinta tante volte, senza che ciò mai accadesse.

C’è ancora tanto lavoro da fare, ne siamo consapevoli ma oggi eccoci qui, eccola qui, la nostra Fiera del Levante, capace di attirare ancora una volta l’attenzione sul Mezzogiorno d’Italia.

Accanto a me, su questo palco, ho l’onore di avere uno dei principali artefici di questa storia, con il quale sono orgoglioso di aver condiviso un pezzo di questo cammino.

Grazie Michele Emiliano, questa città e questa regione devono molto al tuo lavoro, alla tua forza e alla tua capacità di immaginare un futuro migliore. Insieme abbiamo riscritto il nostro destino, e da terra di periferia siamo diventati centro di innovazione e di crescita.

Oggi, alla vigilia di un nuovo capitolo, sono sicuro che insieme sapremo trovare parole e idee nuove, perché, come questo luogo ci insegna, la storia non si dimentica né si cancella. La storia ci insegna a interpretare meglio il futuro.

E il futuro di Bari e della Puglia, lo sappiamo bene, non potrà manifestarsi pienamente senza che i giovani pugliesi possano trovare qui le ragioni e le occasioni per costruirlo nella propria terra, la terra in cui sono nati e si sono formati.

Per questo sono orgoglioso di aver incontrato ieri Aldo Ruggiero, classe 2002 e già protagonista di un percorso accademico straordinario presso una delle università più prestigiose al mondo, il King’s College di Londra, dove ha rappresentato la comunità studentesca nel discorso istituzionale della cerimonia di laurea.

Aldo è il simbolo di quei ragazzi che non lasciano la Puglia per necessità, ma per scelta, e che devono sempre avere la possibilità di tornare, portando con sé competenze, passione ed entusiasmo per contribuire alla crescita della nostra terra. Il loro coraggio, la loro libertà di scegliere e la possibilità concreta di rientrare sono le chiavi per dare forza e respiro al nostro territorio metropolitano.

Se guardo a questo luogo, ai suoi simboli, non posso non pensare alla caravella e alle sue vele spiegate che da sempre simboleggiano un viaggio foriero di scoperte, di nuovi mondi che si incontrano e che dialogano. Quelle vele, oggi, ci riportano alla mente le vele della Global Sumud Flottilla, diretta verso una nuova frontiera di pace tutta da costruire.

Da qui, dalla Fiera del Levante, voglio augurare buon vento alla Flottilla.

A tutti noi, invece, auguro di avere il coraggio di sostenere in ogni luogo le ragioni della pace e della giustizia, perché la storia non ci perdonerà né il silenzio né l’inerzia.

Perché Bari, città operatrice di pace, città del santo che più di ogni altro incarna i valori del dialogo tra popoli e religioni, mai resterà in silenzio di fronte a un popolo che muore sotto le bombe o per fame.

Se c’è una cosa di cui non dobbiamo avere paura, sono le parole di verità. Questo è stato per me un imperativo sin dai primi giorni del mio mandato alla guida di questa città.

L’ho fatto per le piazze centrali di Bari, denunciando l’emergenza droga che stava dilagando e il rischio che una situazione già complessa degenerasse in emergenza. Ho firmato la mia prima ordinanza. Ho coinvolto l’amministrazione comunale tutta in questo percorso, ho chiesto aiuto e sostegno alle altre istituzioni e ho trovato in sua eccellenza il Prefetto, nel Questore e in tutti i rappresentanti delle Forze dell’ordine, ascolto e collaborazione.

Insieme stiamo lavorando, senza nasconderci, senza puntare il dito né scaricare responsabilità su altri. Abbiamo bandito dal nostro vocabolario le facili parole della strumentalizzazione politica scegliendo di mettere in campo azioni concrete. Lo abbiamo fatto con i presidi delle Forze dell’Ordine, della Polizia locale e degli operatori sociali, perché sicurezza per noi non è solo sinonimo di repressione ma anche di contrasto alle fragilità, alle povertà, alla sofferenza di chi vive ai margini.

È senso di responsabilità. La responsabilità di chi si assume l’impegno di costruire una città più giusta e coesa. Perché non basteranno dieci, cento, mille agenti per presidiare ogni spazio urbano, se avremo perso la battaglia sociale e civile.

Un impegno che non è rivolto solo alle decine di persone che vivono senza identità né futuro, ma anche alle famiglie che non arrivano a fine mese, alle donne e agli uomini che non trovano lavoro e rischiano di perdere la casa.

Queste sono le persone cui l’amministrazione comunale parla attraverso gli strumenti a sua disposizione. Lo abbiamo fatto ad agosto del 2024 e poi, nuovamente, qualche settimana fa, destinando 3 milioni e 600mila euro del civico bilancio al contributo alloggiativo per far fronte all’assenza di trasferimenti statali. Un atto dovuto, necessario a dare risposte a migliaia di persone che, senza quel supporto, non potrebbero pagare l’affitto rischiando di non avere più un tetto sulla testa. Stiamo provando a contrastare le povertà, vecchie e nuove, senza colpevolizzare né giudicare chi non ce la fa.

All’ultimo meeting di Rimini la presidente Giorgia Meloni ha annunciato una misura di sostegno alle politiche dell’abitare. Da sindaci, non possiamo che esserne felici, anche se ci piacerebbe interloquire con il Governo per comprendere meglio questo Piano casa e i suoi effetti in termini di sviluppo urbano, e soprattutto, conoscerne il modello di gestione perché non si ripetano gli errori del passato.

Allo stesso modo, chiediamo al Governo di avviare seriamente una discussione sul futuro delle opere finanziate con i fondi del PNRR. I Comuni sono i principali attuatori della grande scommessa europea, eppure sono gli enti che più hanno sofferto i tagli imposti al turn over sul personale, in concomitanza con il picco più alto di pensionamenti registrato negli ultimi anni, proprio in un comparto i cui i salari, è bene ricordarlo, restano del tutto inadeguati al costo della vita.

Abbiamo tanto lavoro da fare ma il tempo della burocrazia non ci è amico. Le semplificazioni introdotte non bastano, e la proroga di cui si discute potrebbe essere l’iniezione di fiducia necessaria ai Comuni che si sono assunti la responsabilità di guidare la trasformazione del Paese. Non chiediamo sconti ma tempo e risorse umane per dar forma a quello che per decenni i cittadini non hanno osato neanche immaginare.

In molti casi, però, si tratta di una vera e propria corsa contro il tempo. Solo qualche giorno fa, a Bari, sono ripartiti i lavori del Parco della Rinascita: un’opera dal forte valore simbolico, che consegnerà ai cittadini un parco urbano di 15 ettari mettendo la parola fine a una lunga storia di sofferenza.

Una storia, lo rivendico con orgoglio, che i cittadini, insieme alla politica, hanno saputo cambiare, riscrivendone il finale. Una storia che racconta il valore dell’ascolto, il coraggio delle scelte e la determinazione necessari per raggiungere un obiettivo condiviso anteponendo il bene della città a ogni interesse di parte.

Ora chiediamo che questo sforzo non sia vanificato da un atteggiamento punitivo nei confronti dei Comuni.

Lo dobbiamo ai cittadini che in questi anni hanno lavorato insieme a noi per scrollarci di dosso lo stereotipo dell’eterna rincorsa alle città del nord.

Ecco, nel 2026 ci piacerebbe raccontare Bari come una città del Sud che ha smesso di inseguire e che affronta a viso aperto anche i suoi problemi.

Nel 2026 ci piacerebbe anche avere una prospettiva per il dopo PNRR: negli ultimi 3 anni il PIL è tornato a crescere grazie a questo investimento straordinario, ma è assolutamente necessario aprire un confronto per capire come attrezzarci per affrontare la fase successiva a questa iniezione di risorse senza precedenti nella storia recente del nostro Paese.

Oggi sono qui su questo palco con il cuore più leggero rispetto a un anno fa, non posso nasconderlo. All’epoca io e il Consiglio comunale avevamo una scure sulla testa. Oggi quella vicenda si è conclusa, anche grazie all’alto senso delle istituzioni dimostrato dal Ministro Piantedosi.

Da allora è cominciata per Bari una nuova storia. E quella leggerezza che oggi portiamo nel cuore non è superficialità ma voglia di guardare al futuro e continuare a lavorare intensamente per fare di Bari una città ancora più attenta e reattiva. Per questo abbiamo modificato l’organizzazione della macchina amministrativa e, grazie a tutto il Consiglio comunale, abbiamo istituito la Commissione antimafia presieduta da un consigliere di minoranza. Lo abbiamo fatto grazie al fondamentale contributo di tutti.

Perché un sindaco da solo non può farcela, anche se dovesse lavorare giorno e notte.

Perché tutto l’impegno e la dedizione possibili non bastano quando davanti agli occhi si materializzano le macerie di un palazzo che tengono in bilico la vita di una donna e gettano nello sconforto decine di famiglie.

Quella vicenda drammatica, che ci ha tenuto tutti con il fiato sospeso, ha i volti di due donne: la comandante dei Vigili del fuoco Rosa D’Eliseo, che ha condotto le operazioni di Protezione civile, e la signora Rosalia De Giosa, estratta viva a 24 ore dal crollo. Due donne unite da un destino di forza e di determinazione, che con la loro tenacia hanno dato a tutti noi una straordinaria lezione di resistenza.

Quelle macerie, però, pesano ancora sul futuro di tante famiglie alle prese con una casa e una vita da ricostruire.

A quei cittadini, a quelle persone che faranno della nostra città la loro casa dobbiamo prestare attenzione e cura. Perché la casa non è solo uno spazio fisico delimitato da mura. La casa rappresenta le radici ma anche il futuro di chi sceglie dove piantare i propri semi. La casa è il luogo dove sentirsi al sicuro, è un diritto da garantire a chi non ha mezzi a sufficienza né sostegni.

Per questo, a Bari, stiamo lavorando su un nuovo Piano urbanistico generale che individui gli strumenti per rispondere concretamente al diritto all’abitare e che disegni una città più vivibile e più sostenibile, rigenerando il territorio e, con esso, il senso di appartenenza alla nostra comunità.

Perché la politica è tenere insieme, fare in modo che i legami non si spezzino. È offrire opportunità di condivisione e di crescita per creare un orizzonte comune in cui tutti i cittadini possano riconoscersi. Ed è questa la ragione per cui abbiamo scelto di rafforzare l’investimento sulla cultura intesa come strumento di prossimità, puntando all’accessibilità e alla gratuità di eventi diffusi affinché nessuno resti indietro.

“Bisogna amare la democrazia. Bisogna prendersene cura”. Ce lo ricorda il presidente Mattarella, perché la democrazia “È garanzia di libertà, promuove benessere e sviluppo, costante ricerca della pace. Le nostre democrazie hanno bisogno di umanità, di relazioni, di rinnovata partecipazione che torni ad animare e a dare valore allo spazio pubblico, alla dimensione comunitaria”.

A questa dimensione, plurale e trasparente noi apriremo non solo il Palazzo ma anche il Futuro della città di Bari.

Buona Fiera del Levante a tutti!

Sicurezza a Bari, l’appello del sindaco Leccese: “Stato intervenga in maniera straordinaria lavoriamo insieme”

“Faccio appello al Governo affinché si possa lavorare insieme, affrontando le questioni come un’unica squadra. Non serve farci le guerre politiche sulla pelle dei cittadini. Esiste un problema e non lo abbiamo mai nascosto. Non ci siamo tirati indietro ma chiediamo che lo Stato intervenga in maniera straordinaria”.

Lo afferma il sindaco di Bari, Vito Leccese, in un post su Facebook, a proposito del tema sicurezza in città, anche in seguito alle risse tra gruppi di migranti che si sono verificate negli ultimi giorni.

“Quello che sta succedendo in alcune piazze della città – prosegue – è ben noto alle Forze dell’Ordine e al Comune. Stiamo lavorando insieme, con determinazione, per affrontare la situazione. Il Comune è pronto a fare la sua parte e lo sta facendo, ma è giusto ricordare ancora una volta che l’ordine pubblico non è gestito dal sindaco ma è competenza del ministero dell’Interno. Il 16 luglio scorso, insieme ad altri sindaci metropolitani abbiamo incontrato il ministro Piantedosi per chiedere più agenti delle forze dell’ordine e più strumenti per presidiare le piazze e restituire vivibilità a questi luoghi che sono sempre più piazze di spaccio e di consumo di droga”.

“Tanti gli interventi e gli arresti di questi mesi – aggiunge – ma non bastano. Oggi ho incontrato il comandante della Polizia Locale insieme all’assessora Carla Palone e al presidente del Consiglio comunale per chiedere un impegno ancora più importante nelle operazioni e nei dispositivi di ordine pubblico. Parallelamente stiamo lavorando per riportare funzioni sociali, culturali e civili negli spazi pubblici. Piazza Cesare Battisti, per esempio, deve diventare la piazza dell’università, un luogo vivo, sicuro e aperto ai giovani e alla città. Perché dobbiamo riportare bellezza dove c’è degrado e vivere gli spazi con attività sociali e culturali è uno strumento fondamentale”.

Aggressioni a Pane e Pomodoro, rafforzata la pubblica illuminazione. Leccese: “Spiaggia più tranquilla”

Sono state completate nella giornata di ieri le operazioni di potenziamento e ampliamento dell’impianto di pubblica illuminazione al servizio della spiaggia pubblica di Pane e pomodoro, che da questo momento, perciò, dispone di quattro pali, ciascuno dei quali dotato di tre proiettori a led, di cui due da 140 watt (e 36.000 lumen) e 1 da 160 watt (e 36.000 lumen), per un totale di 440 watt complessivi per ogni palo di pubblica illuminazione.

“Siamo impegnati a migliorare la vivibilità e il presidio della spiaggia più frequentata della città – commenta il sindaco Vito Leccese -, anche con riferimento alla sicurezza di quanti, sempre più numerosi, la frequentano nelle ore serali e notturne. Pane e pomodoro è uno spazio pubblico prezioso, in cui ogni giorno centinaia di persone di ogni età e provenienza si ritrovano per godere della bellezza del nostro mare ed è giusto fare tutto il possibile perché possa essere vissuto in tranquillità in ogni ora del giorno”

“Il rafforzamento della pubblica illuminazione risponde a questo obiettivo, per raggiungere il quale abbiamo lavorato su più fronti: dal rifacimento completo dei pontili di accesso al servizio di custodia degli oggetti personali, dalla presenza di un truck food fisso al potenziamento dei servizi igienici, dalle attività di animazione a quelle di supporto alle persone con disabilità”.