Leccese: “Non ho scritto a De Laurentiis da tifoso deluso ma come sindaco che chiede rispetto per la città”

Il sindaco di Bari, Vito Leccese, torna sulla vicenda legata al futuro del Bari calcio e ribadisce la propria posizione: «Quello che avevo da dire l’ho detto in due lettere che sono state rese pubbliche, la situazione non cambia».

A margine dell’incontro con la sindaca di Genova Silvia Salis durante il festival “Women and the city”, il primo cittadino ha affrontato nuovamente il tema, ancora al centro del dibattito dopo la retrocessione in Serie C e in vista della futura concessione dello stadio San Nicola, per cui l’unica candidata è la Ssc Bari.

Leccese respinge le accuse di populismo dopo la lettera inviata a Luigi De Laurentiis, nella quale chiedeva un progetto finalizzato alla cessione del club: «Ho chiesto rispetto per la città, per le istituzioni e per il popolo barese, che ha un legame fortissimo con la squadra». Il sindaco ha inoltre precisato di aver interpretato il sentimento diffuso nella comunità: «Non ho scritto da tifoso deluso, ma da sindaco che chiede rispetto per la propria comunità».

Indiscrezione clamorosa: Massimo Ferrero vuole il Bari. Incontro con i De Laurentiis: Aurelio apre Luigi no

Secondo quanto appreso dalla redazione di Quinto Potere, Massimo Ferrero starebbe valutando l’ipotesi di acquisire il Bari. L’ex presidente della Sampdoria vedrebbe nella piazza barese l’occasione giusta per tornare protagonista nel calcio italiano.

Nel settembre 2025, Ferrero è tornato nel calcio italiano assumendo il ruolo di “super consulente” e mediatore per la Ternana, fallita nei giorni scorsi dopo che l’asta per l’acquisizione del ramo d’azienda sportivo è andata deserta

Il nodo principale pare però essere sempre legato alla famiglia De Laurentiis dove si registrano al momento posizioni differenti. Aurelio sarebbe aperto a valutare una possibile cessione del club del suo collega produttore cinematografico, mentre Luigi sarebbe orientato a proseguire alla guida della società, senza intenzione di lasciare il timone del Bari.

San Nicola, muro contro muro tra Comune e De Laurentiis: ipotesi Altamura, Salerno e Barletta per il Bari calcio

Il braccio di ferro tra il sindaco Vito Leccese e la proprietà della Ssc Bari entra in una fase sempre più delicata. Nonostante una seconda Pec inviata dal club con la disponibilità a presentare il piano industriale, il primo cittadino non cambia posizione e non firmerà entro oggi la documentazione per la concessione dello stadio San Nicola richiesta dalla famiglia De Laurentiis per l’iscrizione al prossimo campionato di Serie C.

Il termine definitivo per regolarizzare la situazione resta comunque fissato al 16 giugno, mentre la società biancorossa valuta possibili alternative, tra cui l’ipotesi di disputare le gare interne ad Altamura o in un altro impianto come quello di Barletta o Salerno.

Leccese ribadisce la distanza dalla proprietà del club: «È necessaria un’operazione di verità e giustizia», ha dichiarato, sottolineando come in otto anni i De Laurentiis non siano riusciti, a suo dire, a entrare nel sentimento collettivo della città. Il sindaco guarda inoltre al futuro societario, ricordando che dal 2028 le norme federali potrebbero imporre un cambio di assetto proprietario.

Sul tavolo resta anche la questione economica legata ai concerti al San Nicola, voce importante per i conti della società. Con i grandi eventi estivi alle porte, compresi i concerti di Vasco Rossi, resta da chiarire la gestione degli introiti previsti dal nuovo bando comunale, che stabilisce un corrispettivo di 60mila euro a concerto per i primi quattro eventi annuali.

Intanto gli avvocati del Comune stanno valutando l’ipotesi di sospendere in autotutela il bando per la concessione dello stadio. Lo scontro istituzionale e legale appare destinato a proseguire, mentre una soluzione condivisa sembra ancora lontana.

Leccese: “La risposta di De Laurentiis mi lascia l’amaro in bocca. Spero in una nuova proprietà prima del 2028”

“Credo per il momento che sia diciamo ipotizzabile il fatto che dal 30 giugno 2028 le norme federali, se non vengono cambiate da De Laurentiis padre o dal nuovo presidente della federazione, non potrà più essere proprietario della squadra di calcio del Bari: quindi diciamo dovrà necessariamente cambiare l’assetto societario. Spero tanto che questo si possa sapere da ora e non si debba aspettare il 29 giugno del 2028”.

Il sindaco di Bari Vito Leccese, a margine dell’inaugurazione del Festival “Women and the city”, è tornato a parlare del futuro del club biancorosso, retrocesso in Serie C.

“De Laurentiis lo deve alla città, perché  in questi otto anni l’ha supportato e anche sopportato. Quindi è necessario oggi fare un’operazione di verità e di giustizia a cui il sindaco non può sottrarsi – ha aggiunto -. Mi dispiace che non si sia sentito compreso, però immagino che questo sia il sentimento molto diffuso all’interno della città”.

“Credo che quello che ho scritto nella prima e nella seconda lettera siano indicativi dell’atteggiamento che avrà questa amministrazione comunale nei confronti di De Laurentiis e anche nei confronti del fatto che in otto anni non sia riuscito a entrare nel sentimento collettivo di questa città. Perché anche il tono e le modalità della sua risposta mi lasciano l’amaro in bocca”, ha concluso.

Dissing con Leccese, il San Nicola al centro di tutto: il piano di De Laurentiis. Povero Bari

Sembrano essersi addolciti i toni nel botta e risposta mediatico tra il sindaco di Vito Leccese e la famiglia De Laurentiis. Nella serata di ieri è infatti arrivata la seconda controreplica dell’imprenditore romano, questa volta con un atteggiamento apparso meno rigido e più aperto al dialogo istituzionale.

Ma il punto centrale della vicenda, secondo alcune fonti vicine al dossier, non sarebbe tanto il clima distensivo quanto l’interesse strategico attorno allo Stadio San Nicola. L’obiettivo della famiglia De Laurentiis sembrerebbe essere soprattutto quello di ottenere la concessione dell’impianto per i prossimi cinque anni.

Dietro questa volontà ci sarebbero valutazioni di carattere economico e commerciale legate alla programmazione futura dello stadio. In particolare, la conoscenza di una possibile calendarizzazione di grandi concerti internazionali avrebbe aumentato l’appeal del San Nicola ben oltre il solo utilizzo sportivo.

Da qui nasce una riflessione che inevitabilmente riaccende il dibattito tra i tifosi. Se la retrocessione del Bari in Serie C è stata vissuta dalla proprietà come un incidente di percorso — evento che nello sport può accadere tra vittorie e sconfitte — oggi qualcuno teme che il vero valore strategico del club possa non coincidere esclusivamente con il progetto calcistico.

L’impressione, alimentata anche da indiscrezioni circolate negli ultimi giorni, è che il Bari possa rappresentare per la famiglia De Laurentiis anche un veicolo funzionale a operazioni parallele legate all’indotto dello stadio e agli eventi musicali di grande portata.

Sul bando per la concessione del San Nicola, inoltre, si sarebbe affacciata anche un’altra importante azienda, che avrebbe poi deciso di non proseguire sulla base di valutazioni interne relative al progetto tecnico. Un elemento che apre inevitabilmente ulteriori interrogativi: davvero nessun altro imprenditore sarebbe interessato al calcio barese? Oppure qualcuno avrebbe semplicemente scelto di restare alla finestra?

La domanda che serpeggia tra tifoseria e ambiente politico resta però un’altra. Se il sindaco Vito Leccese dovesse mantenere la propria linea e la famiglia De Laurentiis decidesse di fare un passo indietro, chi sarebbe realmente pronto a rilevare il titolo sportivo con effetto immediato ripartendo da categorie inferiori?

Il timore di una parte della piazza rimane dunque sempre lo stesso: che il calcio a Bari, per questa proprietà, non rappresenti il piatto principale ma soltanto un contorno all’interno di una strategia più ampia.

Leccese a De Laurentiis: “Porta progetto serio e dicci che fine farà il Bari dopo il 2028”. A rischio anche il San Nicola

Si accende ulteriormente lo scontro tra il Comune di Bari e la famiglia De Laurentiis sulla gestione dello stadio San Nicola e sul futuro della SSC Bari. Dopo una comunicazione inviata dalla proprietà biancorossa al sindaco Vito Leccese, relativa alla concessione dell’impianto per la prossima stagione, il primo cittadino ha preparato una dura replica istituzionale. Nella lettera indirizzata a Luigi De Laurentiis, Leccese critica apertamente l’atteggiamento della società, accusandola di essere distante dalla città e poco disponibile al confronto con l’amministrazione comunale, proprietaria dello stadio. Un nuovo capitolo di tensione che conferma la frattura sempre più profonda tra Palazzo di Città e il club biancorosso.

Ecco la lettera integrale:

“Presidente,

mi spiace molto trovare, nei toni e nei modi della Sua risposta, conferma di ciò che molti sospettavano, ossia la Sua totale estraneità rispetto alla città e la Sua completa indisponibilità a un confronto con la stessa amministrazione comunale, proprietaria dell’impianto sportivo. Questo, mi consenta, è inaccettabile. Come Lei sa bene, non Le scrivo da tifoso deluso per una retrocessione, ma nella mia duplice veste di rappresentante della comunità e di responsabile di uno degli impianti sportivi più importanti d’Italia. La SSC Bari, come noto, è l’unica partecipante a una procedura che assegnerà lo stadio San Nicola per i prossimi 5 anni.

Eppure, dal 2028, questa proprietà non potrà più gestire la squadra di calcio. Perché le norme federali, e non il Sindaco di Bari, impongono l’alienazione di questo “asset”, come, non a caso, Lei lo definisce. Ciò che Lei etichetta come “inusuale”, ossia il mio invito alla vendita, non è frutto di una valutazione personale. È la semplice traduzione delle regole. Non è dunque inusuale che io mi interessi al Bari. È inusuale, piuttosto, che non se ne interessi Lei.

Lei ha chiesto la disponibilità dello stadio San Nicola per iscrivere il Bari al campionato di Serie C. Ma sarebbe disonesto da parte mia ignorare il contesto in cui questa richiesta arriva: una società retrocessa, un proprietario che non ha considerato per tanto tempo i sentimenti di una intera tifoseria (come in quei lunghissimi quaranta giorni dopo l’11 giugno 2023) e un gruppo che pubblicamente, parole di Suo padre, considera il Bari una “seconda squadra”.

Quelle parole non le ho dimenticate. E non le hanno dimenticate i baresi.

Le chiedo, dunque, un piano industriale serio, che guardi almeno all’orizzonte quinquennale della concessione e che risponda a una domanda precisa: cosa intende fare della SSC Bari dopo il 30 giugno 2028? Se non ha una risposta, o non vuole darla, allora è giusto che questa città lo sappia adesso, non quando sarà troppo tardi.

Aggiungo, per chiarezza, che la normativa vigente non obbliga il Bari a indicare necessariamente il San Nicola come campo ospitante. Ci sono altri impianti in Puglia. Le suggerisco, considerata anche la procedura in corso, di valutare soluzioni alternative per non rischiare l’iscrizione al campionato. Non sarei disposto ad assumermi responsabilità che non mi appartengono.

Quello che mi appartiene, invece, è la responsabilità verso questa città. Verso le migliaia di tifosi che per otto anni hanno creduto in un progetto. Verso le famiglie che devono spiegare ai propri figli perché la squadra della loro vita, dopo otto anni, sia ancora in Serie C.

Concludo rammentandoLe che, laddove il risultato della procedura di concessione dello stadio dovesse concludersi con l’affidamento in favore della Sua società, sarà importante più che per Lei che per l’Amministrazione, che il rapporto sia ricondotto sui giusti canoni di responsabilità e correttezza, sportive e non.

Il Bari non è un asset. È Bari. È la nostra città. Attendo il suo piano. A stretto giro.

Vito Leccese”

Decaro contro i De Laurentiis: “Mi hanno tradito e ho mandato a quel paese Aurelio. Devono subito vendere”

Il presidente della Regione Puglia ed ex sindaco di Bari, Antonio Decaro, rompe il silenzio sul fallimento sportivo del Bari e si assume la responsabilità della scelta compiuta nel 2018, quando affidò il club alla famiglia De Laurentiis dopo il fallimento della società. «Scelsi l’unica offerta seria insieme a quella di Lotito, e allora gran parte della tifoseria era favorevole», spiega Decaro a La Repubblica, ammettendo però oggi di sentirsi «tradito» come tifoso e come amministratore.

Decaro punta il dito soprattutto contro Aurelio De Laurentiis, accusandolo di aver incrinato definitivamente il rapporto con la città quando definì il Bari una possibile “squadra B” del Napoli. «Quando lo disse, lo mandai pubblicamente a quel paese», racconta l’ex sindaco, convinto che da quel momento sia iniziato il distacco con la tifoseria.

L’ex primo cittadino rivela inoltre di aver tentato negli ultimi due anni di convincere Luigi De Laurentiis a cedere il club, cercando anche investitori alternativi, senza però ottenere risultati concreti. Secondo Decaro, la stagione negativa del Bari è frutto di errori tecnici e di investimenti insufficienti. «Una squadra che non è mai stata davvero una squadra», commenta dopo la deludente annata culminata con la sconfitta sul campo del Südtirol.

Infine, Decaro smentisce le polemiche legate alla presunta proposta del gruppo indonesiano Hartono nel 2018, definendola «una fake news». La documentazione, spiega, arrivò fuori tempo massimo e senza i requisiti richiesti dalla Federcalcio. «Sospendere l’assegnazione del titolo sarebbe stata una scelta folle», conclude, lanciando un ultimo appello alla Filmauro: «Devono vendere subito e mettere fine a questa agonia sportiva».

Bari in C, Leccese stoppa e convoca De Laurentiis: “Portami un progetto serio di vendita per ridare dignità alla città”

“Presidente, qualche giorno fa mi ha scritto per avere conferma della disponibilità dello stadio San Nicola, funzionale alla iscrizione al campionato di calcio entro il termine fissato dalla Lega al prossimo 9 giugno. Prima di firmare questa nota a mio pugno non posso far finta che ieri non sia successo nulla”.

Inizia così la lettera inviata dal sindaco di Bari, Vito Leccese, al presidente della SSC Bari Luigi De Laurentiis all’indomani del pareggio contro la Sudtirol che ha condannato la squadra biancorossa alla retrocessione in Serie C.

“La retrocessione della SSC Bari in Serie C, maturata nella giornata di ieri, rappresenta un evento di straordinaria gravità per la comunità barese – si legge -. Una città che, stagione dopo stagione, ha dimostrato attaccamento, compostezza e rispetto e che non merita tutto questo. Questa mortificazione sportiva anticipa di due anni la scadenza del 1° luglio 2028, data entro la quale le norme federali impongono la fine delle multiproprietà, pena la perdita del titolo sportivo laddove non si provveda alla sua cessione ad altro soggetto”.

“In tale contesto, prima di apporre la mia firma, ho il dovere nei confronti di tutta la comunità, di richiederLe un incontro formale e urgente, al fine di ottenere chiarezza piena sul progetto sportivo, economico e gestionale che la proprietà intende perseguire per il futuro della Società. Come Lei ricorderà bene, nelle scorse settimane ho già avuto modo di rappresentarLe, sia in forma diretta che pubblica, l’aspettativa di questa città affinché venisse intrapreso con decisione un percorso all’altezza delle ambizioni e della passione dei tifosi biancorossi – conclude -. Oggi, alla luce di quanto accaduto, quella richiesta di chiarezza non è più rinviabile. La invito pertanto a incontrarmi con sollecitudine e con un progetto serio e chiaro, orientato alla vendita della società e che sia all’altezza di restituire dignità ad un popolo e ad una città frustrati dalla mancanza di prospettive”. 

Bari, concessione scaduta ai De Laurentiis: presentata una sola offerta per la gestione del San Nicola

Il Comune di Bari ha ammesso l’unica offerta presentata per la gestione dello stadio Stadio San Nicola, l’impianto progettato dall’architetto Renzo Piano e inaugurato nel 1990. Scaduti i termini del bando per l’affidamento in concessione della struttura, dalla ripartizione Culture e Sport è stata annunciata anche la nomina della commissione incaricata di valutare la proposta ricevuta.

A presiedere la commissione sarà Pompeo Colacicco, direttore della ripartizione Governo e sviluppo strategico del territorio. Componenti saranno Marisa Lupelli, direttrice della ripartizione Programmazione, innovazione e comunicazione, e Pietro Lucianatelli, dirigente della ripartizione Servizi finanziari. Michele Patrono svolgerà invece le funzioni di segretario.

La famiglia De Laurentiis ha finora usufruito della concessione gratuita dello stadio, in virtù di un accordo stipulato durante l’amministrazione dell’ex sindaco Antonio Decaro, in scadenza alla fine del mese. Il nuovo bando, del valore complessivo di 8,1 milioni di euro, punta così ad evitare ulteriori proroghe.

Il disciplinare prevede un canone annuale variabile in base alla categoria della squadra: 633mila euro in caso di Serie A, 110mila euro per la Serie B e 60mila euro per la Serie C. Previsto inoltre il versamento di circa 60mila euro per ogni concerto organizzato all’interno dell’impianto.

Tra gli obblighi del futuro concessionario figurano la manutenzione ordinaria e straordinaria della struttura e delle aree verdi, il rispetto delle norme di sicurezza, antincendio e prevenzione infortuni. Il gestore dovrà inoltre garantire gratuitamente al Comune la disponibilità dello stadio per cinque giornate all’anno dedicate a eventi sportivi o culturali.

Bari, lo stadio San Nicola verso la nuova gestione. Bando da 8 milioni: canone a carico del concessionario

Il Comune di Bari ha pubblicato la gara per la gestione dello stadio San Nicola. Il bando per la concessione quinquennale ha un valore complessivo di poco più di 8 milioni di euro.

Il bando scadrà il 18 maggio. Come deliberato nei mesi scorsi dal Consiglio comunale, la novità assoluta rispetto all’attuale contratto con la società Ssc Bari della famiglia De Laurentiis, proprietaria della squadra di calcio, che scadrà il 31 maggio, è l’introduzione di un canone fisso annuo di 110mila euro se la squadra resta in serie B, 60mila euro se retrocede, 633mila euro se viene promossa in serie A.

A questo di aggiungono 60mila euro in occasione di concerti. “È stato un lavoro lungo – commenta il sindaco Vito Leccese – ma possiamo affermare di aver concluso un iter molto articolato che, riferendosi al più grande impianto sportivo di proprietà del Comune di Bari, ha richiesto necessariamente diversi approfondimenti sul piano tecnico e giuridico”.

Il bando prevede a carico del concessionario la manutenzione ordinaria della struttura e del verde. Il futuro gestore dovrà, inoltre, riservare gratuitamente al Comune la disponibilità dell’impianto sportivo per cinque giornate all’anno per consentire la realizzazione di eventi sportivi o culturali organizzati dall’amministrazione; consentire prioritariamente l’uso dello stadio e dell’antistadio alla principale squadra di calcio cittadina per gli allenamenti e le partite di campionato e consentirne l’utilizzo agli altri organismi sportivi che ne facciano richiesta.

Infine, il nuovo gestore dovrà mantenere nell’organizzazione i lavoratori legati al precedente concessionario impiegati da almeno un anno, allo scopo di garantire il mantenimento dei livelli occupazionali e delle condizioni contrattuali.