San Nicola, muro contro muro tra Comune e De Laurentiis: ipotesi Altamura, Salerno e Barletta per il Bari calcio

Il braccio di ferro tra il sindaco Vito Leccese e la proprietà della Ssc Bari entra in una fase sempre più delicata. Nonostante una seconda Pec inviata dal club con la disponibilità a presentare il piano industriale, il primo cittadino non cambia posizione e non firmerà entro oggi la documentazione per la concessione dello stadio San Nicola richiesta dalla famiglia De Laurentiis per l’iscrizione al prossimo campionato di Serie C.

Il termine definitivo per regolarizzare la situazione resta comunque fissato al 16 giugno, mentre la società biancorossa valuta possibili alternative, tra cui l’ipotesi di disputare le gare interne ad Altamura o in un altro impianto come quello di Barletta o Salerno.

Leccese ribadisce la distanza dalla proprietà del club: «È necessaria un’operazione di verità e giustizia», ha dichiarato, sottolineando come in otto anni i De Laurentiis non siano riusciti, a suo dire, a entrare nel sentimento collettivo della città. Il sindaco guarda inoltre al futuro societario, ricordando che dal 2028 le norme federali potrebbero imporre un cambio di assetto proprietario.

Sul tavolo resta anche la questione economica legata ai concerti al San Nicola, voce importante per i conti della società. Con i grandi eventi estivi alle porte, compresi i concerti di Vasco Rossi, resta da chiarire la gestione degli introiti previsti dal nuovo bando comunale, che stabilisce un corrispettivo di 60mila euro a concerto per i primi quattro eventi annuali.

Intanto gli avvocati del Comune stanno valutando l’ipotesi di sospendere in autotutela il bando per la concessione dello stadio. Lo scontro istituzionale e legale appare destinato a proseguire, mentre una soluzione condivisa sembra ancora lontana.

Salvatore Mattarese davanti al gip: “Salvataggio fallito perché i soldi dell’azienda furono dirottati al Bari calcio”

L’ingegnere ed ex deputato 64enne Salvatore Matarrese si è difeso davanti alla gip Isabella Valenzi nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta bancarotta di alcune società di famiglia, per cui la Procura ha chiesto il suo arresto.

Assistito dall’avvocato Domenico Di Terlizzi, ha ricostruito le vicende societarie del gruppo, respingendo le accuse e presentando una consulenza tecnica per dimostrare la correttezza delle operazioni contestate. Si è invece avvalso della facoltà di non rispondere lo zio Amato Matarrese, coinvolto nella stessa richiesta cautelare.

Al centro dell’inchiesta c’è la cessione della nuova Salvatore Matarrese, acquistata nel 2022 da Strade e Condotte per 7 milioni di euro nell’ambito del concordato e poi rivenduta allo stesso prezzo alla holding Imco. Secondo la Procura l’azienda avrebbe avuto un valore reale di circa 20 milioni, configurando così un’operazione distrattiva, circostanza contestata dalla difesa.

Davanti alla giudice, Matarrese ha inoltre sostenuto di essersi disinteressato delle aziende di famiglia durante il periodo in Parlamento, tra il 2013 e il 2018, attribuendo al cugino Giuseppe Matarrese le scelte relative al concordato della società. Tra queste anche la scelta di spostare un’enorme quantità di denaro dalla Salvatore Matarrese spa all’As Bari, la società calcistica fallita nel 2014-

Nella memoria difensiva si evidenzia infine come, tra il 2014 e il 2021, non sarebbero state adottate misure efficaci per arginare il progressivo indebolimento del gruppo, aggravato dai fallimenti nel settore del calcestruzzo, dall’aumento dei debiti e dalle difficoltà nel rispettare gli impegni previsti dal concordato omologato nel 2016.

Truffa delle orecchiette, Home Restaurant Hotel non molla: denuncia del CEO Campolo contro il Bari calcio e i NAS

Gaetano Campolo, CEO della piattaforma Home Restaurant Hotel, torna a parlare della cosiddetta “Truffa delle Orecchiette” e critica aspramente l’ultima trovata pubblicitaria che vede protagonista Nicola Bellomo, numero 10 del Bari Calcio, in un noto negozio abusivo a Bari Vecchia, situato ad Arco Basso. Il punto vendita, gestito da Nunzia Caputo, è da tempo al centro di indagini della Procura di Bari per la vendita di orecchiette spacciate come fatte a mano, ma in realtà di produzione industriale.

Campolo evidenzia come, dopo l’appoggio di politici e VIP, ora anche il Bari Calcio si trovi coinvolto in questa operazione di marketing, che sembra avere come unico obiettivo quello di confondere ulteriormente l’opinione pubblica e aumentare la popolarità della signora Caputo. Da oltre vent’anni, secondo quanto denunciato da diverse segnalazioni, lei e altre “pastaie” vendono prodotti industriali facendoli passare per artigianali, inscenando finte preparazioni su suolo pubblico e allestendo banchetti per attirare turisti e acquirenti ignari.

Ricapitolando Gaetano Campolo, CEO della piattaforma Home Restaurant Hotel, è intervenuto nella vicenda della “Truffa delle Orecchiette” dopo che un servizio di Mi Manda Rai Tre aveva diffuso un’informazione fuorviante, facendo credere che il problema a Bari Vecchia fosse l’attività di home restaurant di Nunzia Caputo. Campolo ha prontamente smontato questa narrazione con le sue denunce, dimostrando che Nunzia Caputo non è un home restaurant, bensì una venditrice abusiva che opera su suolo pubblico senza alcuna autorizzazione.

L’attività della Caputo e delle altre pastaie di Arco Basso non ha nulla a che vedere con il concetto di home restaurant, che si svolge in un contesto privato e regolamentato, mentre nel loro caso si tratta di vendita illegale di prodotti industriali spacciati per artigianali, con tanto di inscenate dimostrazioni per attirare turisti e clienti ignari. Campolo ha evidenziato come il servizio della Rai abbia contribuito a creare confusione nell’opinione pubblica, spostando l’attenzione su un fenomeno che non esiste, mentre la vera irregolarità è sotto gli occhi di tutti: banchetti abusivi su strada, orecchiette industriali vendute come fatte a mano e nessun controllo da parte delle autorità competenti.

Un aspetto ancora più controverso della vicenda è il ruolo della Molino Casillo, che da un lato promuove l’attività illegale di Nunzia Caputo e dall’altro è anche sponsor ufficiale del Bari Calcio. Questo legame evidenzia una strategia di marketing che avvantaggia entrambe le parti, con la squadra biancorossa che, attraverso testimonial come Nicola Bellomo, sembra contribuire a rafforzare l’immagine di una realtà illegale già sotto indagine. Campolo sottolinea come questa sinergia tra Bari Calcio, Molino Casillo e Nunzia Caputo rappresenti un’operazione studiata per legittimare una vendita che viola le normative igienico-sanitarie e commerciali, mentre altre attività regolari devono sottostare a regole rigide e le Lobby di Bari sia Fipe che Confcommercio si sono poste a tutela delle pastaie ignorando i propri associati.

Uno degli aspetti più inquietanti della vicenda, sottolinea Campolo, è l’assenza di controlli da parte dei NAS dei Carabinieri. Nonostante l’attività si svolga apertamente su strada pubblica, senza alcuna autorizzazione sanitaria, i NAS non sono mai intervenuti per verificare le condizioni igienico-sanitarie e la regolarità delle vendite. Un paradosso se si considera, afferma Campolo, che i NAS hanno invece provato a effettuare controlli in alcuni home restaurant, senza successo, in comuni come Passignano sul Trasimeno e in Provincia di Torino. Qui, operando in abitazioni private, tali verifiche richiederebbero un mandato, evidenziando così una disparità di trattamento che solleva interrogativi sulla coerenza delle azioni delle autorità.

Campolo ribadisce che la questione non è solo commerciale ma anche di sicurezza alimentare. Se da un lato l’home restaurant, operando in un contesto privato, deve rispettare normative e regolamenti imposti dalla Costituzione, dall’altro la vendita su suolo pubblico di prodotti alimentari di dubbia provenienza sembra godere di una preoccupante impunità.

Il CEO di Home Restaurant Hotel si chiede dunque per quale motivo le istituzioni non intervengano per mettere fine a questa situazione, mentre realtà innovative e perfettamente legali come gli home restaurant continuano a essere oggetto di ccontrolli incostituzionali che si perdono nel nulla allarmando chi pratica Home Restaurant addirittura come nel caso di Passignano sul Trasimeno, i Nas dei carabinieri hanno provato a violare l’inviolabilità del domicilio privato tutelato dalla Costituzione Italiana.

Campolo invita infine le autorità a intervenire con maggiore equità, ponendo fine a questa anomalia e garantendo ai consumatori trasparenza e sicurezza, affinché la tradizione gastronomica non diventi un pretesto per inganni e operazioni di marketing fuorvianti.

DI SEGUITO LA NOTA DEL LEGALE DI NICOLO BELLOMO

Spettabile REDAZIONE, ho ricevuto mandato dal sig. Nicola Bellomo di impugnare, contestare e, conseguentemente, ai sensi della normativa richiamata in oggetto, acchè provvediate alla immediata rettifica di talune sezioni che compongono la narrativa di un articolo edito sulla Vostra pagina internet il 07.03.25, dal titolo “Truffa delle Orecchiette: Gaetano Campolo Denuncia il Coinvolgimento del Bari Calcio e l’Inazione dei NAS” con dichiarazioni rilasciate dal CEO della nota società Home Restaurant Hotel apprezzabili, per quel che riguarda la posizione del mio assistito, solo per il loro contenuto allusivo e diffamatorio, giacché sfornite del benché minimo supporto probatorio.

Le considerazioni calunniose e diffamatorie che il sig. Campolo ha espresso con riguardo alla posizione del mio assistito rinvengono da una fotografia che ritrae la sig.ra Nunzia Caputo ed il predetto Nicola Bellomo, abbracciati nel locale occupato dalla prima. Detta fotografia compare anche sul sito della società di cui il sig. Campolo è il CEO (vedasi: https://www.homerestauranthotel.com/attualita/truffa-delle-orecchiette-gaetano-campolo-denuncia- il-coinvolgimento-del-bari-calcio-e-linazione-dei-nas/). Ebbene, da ciò il sig. Campolo ne ha inferito per una ipotizzata (e ripetiamo, non dimostrata) attività di sponsorizzazione che il sig. Bellomo Nicola (il cc.dd. testimonial) avrebbe consapevolmente prestato a beneficio della attività svolta dalla sig.ra Cutolo. E’ quindi necessario chiarire che il sig. Bellomo Nicola, nato nel Borgo Antico di Bari conosce la sig.ra “Nunzia” sin da quando era bambino; la foto in questione è viceversa inquadrabile nel normale rapporto di affetto umano tra persone che non solo hanno una conoscenza trentennale ma che, nel caso di specie, si innerva nella passione calcistica della sig.ra Nunzia verso il Bari Calcio e, per l’effetto, dei suoi calciatori; categoria questa alla quale, nell’attualità, appartiene il sig. Bellomo. E’ pertanto solo nei predetti ambiti (di affetto umano e tifo sportivo) che la fotografia in questione deve essere interpretata”.

Crac AS Bari per bancarotta fraudolenta, la Procura chiede due assoluzioni: in 4 restano a processo

La pm, pur riducendo per ciascun imputato le singole contestazioni, ha chiesto il giudizio per l’ex presidente Figc ed ex parlamentare Antonio Matarrese, vicepresidente vicario del cda del Bari dal 2010 al 2011, l’ex parlamentare Salvatore Matarrese, consigliere della società sportiva dal 2002 al 2011, e per gli ex amministratori unici Claudio Garzelli e Francesco Vinella.

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