San Nicola, muro contro muro tra Comune e De Laurentiis: ipotesi Altamura, Salerno e Barletta per il Bari calcio

Il braccio di ferro tra il sindaco Vito Leccese e la proprietà della Ssc Bari entra in una fase sempre più delicata. Nonostante una seconda Pec inviata dal club con la disponibilità a presentare il piano industriale, il primo cittadino non cambia posizione e non firmerà entro oggi la documentazione per la concessione dello stadio San Nicola richiesta dalla famiglia De Laurentiis per l’iscrizione al prossimo campionato di Serie C.

Il termine definitivo per regolarizzare la situazione resta comunque fissato al 16 giugno, mentre la società biancorossa valuta possibili alternative, tra cui l’ipotesi di disputare le gare interne ad Altamura o in un altro impianto come quello di Barletta o Salerno.

Leccese ribadisce la distanza dalla proprietà del club: «È necessaria un’operazione di verità e giustizia», ha dichiarato, sottolineando come in otto anni i De Laurentiis non siano riusciti, a suo dire, a entrare nel sentimento collettivo della città. Il sindaco guarda inoltre al futuro societario, ricordando che dal 2028 le norme federali potrebbero imporre un cambio di assetto proprietario.

Sul tavolo resta anche la questione economica legata ai concerti al San Nicola, voce importante per i conti della società. Con i grandi eventi estivi alle porte, compresi i concerti di Vasco Rossi, resta da chiarire la gestione degli introiti previsti dal nuovo bando comunale, che stabilisce un corrispettivo di 60mila euro a concerto per i primi quattro eventi annuali.

Intanto gli avvocati del Comune stanno valutando l’ipotesi di sospendere in autotutela il bando per la concessione dello stadio. Lo scontro istituzionale e legale appare destinato a proseguire, mentre una soluzione condivisa sembra ancora lontana.

Tragedia a Salerno, due carabinieri pugliesi morti: indagata la 31enne Nancy Liliano per omicidio stradale

La Procura di Salerno contesta il reato di omicidio stradale alla donna di 31 anni, Nancy Liliano, ritenuta responsabile dell’incidente avvenuto nel Salernitano e costato la vita al maresciallo dei carabinieri Francesco Pastore, di 25 anni, e all’appuntato scelto dell’arma Francesco Ferraro, di 27 anni e nel quale è rimasto ferito il maresciallo Paolo Volpe, attualmente ricoverato in ospedale. La donna è rimasta coinvolta in passato in vicende di droga.

In particolare, era una delle 15 persone alle quali, nel giugno 2019, al culmine di un’indagine iniziata nel 2015, i carabinieri della Compagnia di Eboli (Salerno) notificarono altrettante misure cautelari, emesse dal gip su richiesta della Dda. Tra i reati contestati, a vario titolo, anche l’associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti. In manette finirono esponenti di spicco della famiglia malavitosa Del Giorno, della Piana del Sele, ritenuta dagli inquirenti in contatto con la ‘ndrangheta dalla quale acquistava la droga da rivendere. Nancy Lilliano decise di patteggiare la pena e venne condannata a tre anni di reclusione.

Da Salerno sulla Murgia in cerca di asparagi: l’85enne Alfonso Sessa ritrovato senza vita

È  stato trovato morto l’85enne Alfonso Sessa, originario del Salernitano, disperso sull’Alta Murgia a nord di Bari, nel territorio di Minervino Murge, dal 29 marzo scorso. L’anziano si era recato con alcuni amici in quella zona, come già altre volte aveva fatto, per raccogliere asparagi, ma non si era fatto trovare nel luogo prestabilito per tornare a casa. A cercarlo in questi giorni sono stati in centinaia con l’ausilio di elicotteri e unità cinofile, fra forze di polizia e volontari, insomma la macchina della protezione civile coordinata dalla Prefettura di Barletta – Andria – Trani. Ora sul luogo del ritrovamento ci sono i carabinieri, il medico legale e il pm del Tribunale di Trani per le necessarie verifiche. “Esprimo il cordoglio e la vicinanza di tutta la comunità di Minervino Murge alla famiglia del signor Alfonso Sessa”, ha scritto la sindaca del comune murgiamo Maria Laura Mancini. La prima cittadina ha ringraziato le forze di polizia, la protezione civile, la prefettura e le associazioni di volontariato e quanti hanno preso parte attivamente alle ricerche. “Purtroppo – ha concluso – nessuno auspicava un così triste e doloroso epilogo”.