Tre morti in poche ore sulle coste del Salento: malori fatali per il caldo estremo. Tra loro anche un 90enne

Tre persone hanno perso la vita oggi, domenica 19 luglio, nel Salento dopo essere state colte da un malore in una giornata caratterizzata da temperature particolarmente elevate.

La prima vittima è un uomo di 73 anni di Cutrofiano, morto sulla costa ionica in località Li Sorci, tra Mancaversa e Pizzo di Gallipoli. L’anziano, affetto da patologie cardiache, è stato colpito da un arresto cardiocircolatorio mentre si trovava in acqua, con il mare che gli arrivava alle ginocchia. Inutili i tentativi di rianimazione da parte dei bagnanti e del personale del 118.

Poche ore dopo, un secondo episodio si è verificato sul litorale adriatico, a Torre Chianca, nei pressi del lido Pole Pole, dove una donna di 79 anni, nata a Trani e residente a Lecce, è morta in seguito a un arresto cardiaco subito dopo essere entrata in mare.

Nelle stesse ore un uomo di 90 anni è deceduto all’interno di una piscina a Castrignano del Capo. Le tre tragedie si sono consumate durante una giornata segnata dall’ondata di caldo che sta interessando il Salento. Le autorità invitano soprattutto anziani e persone con patologie cardiovascolari a evitare l’esposizione nelle ore più calde e a non entrare in acqua dopo una prolungata permanenza sotto il sole.

Alluvione nel Tarantino con 4 morti: 6 condanne e 21 assoluzioni. Prescritti gli omicidi colposi – NOMI

Sei condanne e ventuno assoluzioni chiudono, in primo grado, il processo per l’alluvione che nell’ottobre 2013 devastò Ginosa e Laterza, causando quattro vittime e ingenti danni a infrastrutture, abitazioni, aziende e terreni agricoli.

La sentenza è stata pronunciata dalla giudice monocratica della Prima sezione penale del Tribunale di Taranto, Luana Loscanna. Le condanne riguardano ex dirigenti e responsabili dell’Autorità di Bacino della Basilicata, ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati contestati in relazione a presunte omissioni nelle attività di pianificazione e pulizia idraulica.

Un anno di reclusione, con pena sospesa, per Mariano Tramutoli, ex dirigente dell’Ufficio Piani e Programmi, Giovanni Di Bello, suo successore, Carmelo Paradiso, ex dirigente dell’Ufficio Piani e Programmi, e Giuseppe D’Alise, ex dirigente dell’Ufficio Affari generali e organizzativi. Un anno e sei mesi, sempre con sospensione condizionale della pena, per gli ex segretari generali dell’Autorità di Bacino Mario Cerverizzo e Antonio Anatrone. Tutti sono stati condannati anche al risarcimento dei danni alle parti civili, da liquidare in sede civile.

Le contestazioni di omicidio colposo per la morte di Rosa Pignalosa, Giuseppe Bari, Chiara Moramarco e Pino Bianculli erano già state dichiarate prescritte nel corso dell’udienza preliminare. Il Tribunale ha inoltre assolto altri 21 imputati, tra cui l’ex presidente della Provincia di Taranto Gianni Florido, perché “il fatto non sussiste”, disponendo anche la trasmissione degli atti alla Procura per valutazioni sulla posizione della Regione Puglia, settore Difesa del suolo.

“Nessuna sentenza potrà restituire ciò che quelle famiglie hanno perduto, ma il riconoscimento del diritto al risarcimento rappresenta un passaggio importante”, ha commentato l’avvocato Michele Colonna, legale di una delle parti civili.

Schianto fatale sulla statale 89, cattedrale di Foggia gremita: l’ultimo saluto a Luigi, Maria e Giuseppe

Cattedrale di Foggia gremita per i funerali delle tre vittime dell’incidente stradale avvenuto all’alba di venerdì 26 giugno lungo la strada statale 89 che collega Foggia a Manfredonia.

Molta gente non è riuscita ad entrare e si è fermata fuori per partecipare alle esequie di Luigi Narciso 26 anni, sua madre Maria Mammollino 46 anni e il suo compagno Giuseppe Piscitelli 48 anni, morti insieme mentre facevano rientro a Foggia, a bordo di un’Opel Corsa guidata dal più giovane, dopo una serata trascorsa a Manfredonia.

Le tre bare sono affiancate l’una all’altra, quella del giovane è bianca. “Un grande lavoratore, era sempre disponibile”, ha detto di lui il titolare della ditta di vigilanza in cui lavorava Narciso. Il giovane, per arrotondare lo stipendio, prestava attività lavorativa anche presso un autolavaggio cittadino. “Lavorava tanto – ha dichiarato il titolare – Io gli dicevo di riposare ma lui voleva lavorare per guadagnare e costruirsi un futuro. Era un ragazzo buono e divertente”.

Sua madre e il compagno vivevano insieme in un appartamento nella zona storica di Foggia e svolgevano lavori saltuari. “Gente perbene che lavorava sempre” – ha dichiarato chi li conosceva. A celebrare la funzione religiosa Don Giulio vicario dell’arcivescovo. Dolore tra i familiari delle tre vittime. Diversi i fasci di fiori di parenti, amici e conoscenti, tra cui quello della giovane fidanzata del 26enne con una dedica d’amore.

Tragedie nel Salento, due morti in poche ore: vittime un uomo e una donna. Entrambi avevano 44 anni

Ancora sangue sulle strade del Salento. Nella notte tra sabato e domenica due persone, entrambe di 44 anni, hanno perso la vita in due distinti incidenti avvenuti a pochi chilometri di distanza, a Copertino e sulla provinciale Spongano-Poggiardo.

La prima vittima è **Emanuele Leo**, morto intorno all’una in via Raffaello Sanzio, a Copertino. L’uomo era alla guida di uno scooter Yamaha T Max quando, per cause ancora in fase di accertamento, ha perso il controllo del mezzo finendo violentemente sull’asfalto. Secondo i primi rilievi si sarebbe trattato di un incidente autonomo: tra le ipotesi al vaglio un malore improvviso o un ostacolo sulla carreggiata. Inutili i soccorsi del 118.

Circa un’ora dopo, sulla provinciale 254 tra Spongano e Poggiardo, è morta **Aurora Pandarese**, che stava rientrando a casa dopo una serata con amici. La sua Mini Cooper avrebbe invaso la corsia opposta prima di uscire di strada e ribaltarsi più volte. La donna è stata sbalzata fuori dall’abitacolo ed è deceduta sul colpo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri per i rilievi e la gestione della viabilità, mentre proseguono gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente.

Le due tragedie arrivano a pochi giorni dalla morte del 16enne di Cutrofiano, alimentando il drammatico bilancio degli incidenti stradali nel Salento.

Auto si schianta nel Foggiano: morti mamma e figlio. Perde la vita anche il compagno di lei – I NOMI

Le tre vittime dell’incidente stradale avvenuto questa mattina lungo la statale 89, tra Foggia e Manfredonia, sono Luigi Narciso di 26 anni, sua madre Maria Mammollino, 46 anni e Giuseppe Piscitelli di 48 anni che, stando a quanto si apprende, sarebbe il compagno della donna.

I tre, tutti di Foggia, stavano rientrando all’alba nel capoluogo dauno. L’incidente sarebbe stato causato, stando alle prime indicazioni, da un colpo di sonno del conducente, il più giovane, che a bordo della Opel Corsa su cui viaggiavano tutti e tre avrebbe perso il controllo del mezzo sbandando e finendo contro una massicciata.

Il 48enne era seduto avanti sul lato passeggero, la mamma del ragazzo sul sedile posteriore della macchina. La ricostruzione della dinamica precisa è ancora al vaglio dei carabinieri, ai quali stamani si è presentata una “scena devastante”. Le salme sono a disposizione dell’autorità giudiziaria che valuterà se disporre le autopsie.

Morti 5 italiani durante immersione alle Maldive: tra loro anche un’ex ricercatrice dell’Università di Bari

C’è anche una giovane ricercatrice che aveva lavorato all’Università di Bari tra le cinque vittime della tragedia avvenuta alle Maldive durante un’immersione subacquea. Si tratta di Muriel Oddenino, 31 anni, originaria di Poirino, in provincia di Torino.

La giovane aveva collaborato con l’Uniba dal 2023 al 2024 come ricercatrice per undici mesi. Laureata in Scienze naturali all’Università di Torino, aveva poi proseguito il proprio percorso accademico a Genova, dove aveva ottenuto un assegno di ricerca nel dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e della Vita.

Numerosi i messaggi di cordoglio pubblicati sui social da colleghi e amici, che ne ricordano la professionalità e il carattere solare. Commovente anche il ricordo dei colleghi baresi: “Hai portato gioia nel nostro gruppo, eri competente e sempre sorridente”.

Nella tragedia hanno perso la vita anche Monica Montefalcone, docente di Ecologia all’Università di Genova, la figlia Giorgia Sommacal, 23 anni, e gli istruttori subacquei Gianluca Benedetti e Federico Gualtieri. Monica Montefalcone un anno fa era stata a Bari per presentare il progetto “Il mare e la sua protezione”, organizzato da Greenpeace Italia con cui collaborava.

Secondo una prima ricostruzione, il gruppo avrebbe tentato l’esplorazione di alcune grotte a circa 50 metri di profondità. Le autorità delle Maldive stanno indagando sulle cause dell’incidente: tra le ipotesi al vaglio ci sarebbe un possibile problema alla miscela di ossigeno nelle bombole.

Tragedia tra Trinitapoli e San Ferdinando, schianto tra due auto: 2 morti e 5 feriti. Un 25enne muore nel Salento

È di due morti e cinque feriti il bilancio dell’incidente stradale avvenuto nel tardo pomeriggio di oggi tra Trinitapoli e San Ferdinando di Puglia, nel nord Barese. Vittima una coppia di coniugi originari di Margherita di Savoia.

Le due auto coinvolte nell’impatto si sarebbero scontrate frontalmente provocando il ferimento di altre cinque persone tutte classificate come codici rossi da parte del personale del 118: per una di loro è servito l’intervento dell’elisoccorso. Sul posto ci sono o carabinieri, gli agenti della polizia locale e i vigili del fuoco che hanno estratto i corpi dalle lamiere.

Nel Salento invece si è verificato un incidente mortale sulla statale 275 che collega Maglie a Leuca. A perdere la vita un ragazzo di 25 anni, Luigi Calora, di Castro. A bordo della sua motocicletta, all’altezza di Surano, si è scontrato frontalmente con una Ford Puma condotta da una donna di 46 anni di Trepuzzi con a bordo il marito. La donna nell’impatto non ha riportato gravi conseguenze ma è stata trasportata presso il Vito Fazzi di Lecce per gli accertamenti di rito

Marito e mogli morti a Bisceglie, il racconto: “Patrizia aveva paura di lui. Stava per firmare l’atto di separazione”

Bisceglie è ancora sotto shock per quanto accaduto ieri mattina in via Vittorio Veneto, dove una donna, Patrizia Lamanuzzi, è morta dopo essere precipitata dal quinto piano della sua abitazione insieme al marito, Luigi Gentile. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo l’avrebbe spinta dal balcone per poi lanciarsi nel vuoto, anche se non si esclude che i due siano caduti insieme durante una colluttazione.

Pochi minuti prima delle 8 alcuni vicini avevano udito le urla provenire dall’appartamento. A fare la tragica scoperta è stato un residente della zona, che ha visto i corpi senza vita sulla rampa del garage.

La donna, secondo quanto riferito da conoscenti e dal datore di lavoro, viveva da tempo una situazione familiare difficile. Aveva paura del marito e stava cercando di separarsi: proprio ieri avrebbe dovuto firmare gli atti di separazione e la vendita della casa, ponendo fine a un matrimonio durato 31 anni.

Negli ultimi mesi i rapporti tra i due si erano deteriorati, tra litigi frequenti e comportamenti sempre più pressanti da parte dell’uomo, che non accettava la fine della relazione. La vittima lavorava come commessa in un supermercato e cercava di mantenere una propria indipendenza economica. Sul caso indagano i carabinieri, mentre la Procura di Trani ha disposto l’autopsia sui corpi. L’appartamento e l’auto dell’uomo sono stati sequestrati.

Tragedia a Bisceglie, ipotesi femminicidio-suicidio: morti Patrizia Lamanuzzi e Luigi Gentile. Si stavano separando

Una nuova tragedia scuote la comunità di Bisceglie, già colpita dalla tragica morte della 12enne Alicia Amoruso, deceduta dopo essere stata schiacciata da un albero crollato.

Questa mattina Patrizia Lamanuzzi, di 54 anni, e Luigi Gentile, di 61, hanno perso la vita in circostanze  che portano a ipotizzare un caso di femminicidio seguito da suicidio. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo avrebbe spinto la donna dal balcone della loro abitazione, situata in via Vittorio Veneto al quinto piano di una palazzina, per poi gettarsi a sua volta nel vuoto. I corpi sono stati rinvenuti sulla rampa che conduce al garage del palazzo, dopo un volo di circa tre metri.

Determinante, ai fini delle indagini, la testimonianza di una vicina di casa, che avrebbe assistito alla scena. La donna ha riferito ai carabinieri di aver udito le urla della vittima poco prima della caduta, confermando inoltre che la coppia stava attraversando una fase di separazione.

I due avevano figli: una vive attualmente in Svizzera, mentre l’altro risiede a Trani. Un contesto familiare complesso che potrebbe fornire elementi utili per comprendere le dinamiche alla base del dramma.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno avviato le indagini per chiarire con esattezza quanto accaduto e ricostruire ogni dettaglio del doppio decesso. Al momento non si esclude alcuna pista, ma l’ipotesi prevalente resta quella di un gesto estremo maturato in un contesto di tensioni personali.