Migranti morti in mare, sepolte a Bari le sette vittime della traversata: “Ai nostri fratelli una degna sepoltura”

Un foglio bianco listato a lutto posato su una delle sette bare dal colore che ricorda la sabbia del deserto. Rizvani Fatmire è il nome di una delle sette persone che questa mattina sono state sepolte nel cimitero islamico di Palese, a Bari. Ed è una delle vittime della traversata tremenda che ad agosto scorso gli ha tolto la vita.

“Oggi facciamo la volontà di Allah, facciamo quello che Allah ci ha chiesto di fare”, ovvero dare “la degna sepoltura per coloro che purtroppo non hanno potuto attraccare su nessuna terra ferma, ma che hanno avuto questa disgrazia di dover perire in mare”, sono le parole di Ali Alessandro Pagliara rappresentante della Cidi, la Comunità islamica d’Italia e responsabile del servizio sepolture islamiche.

Chi non è riuscito a salvarsi, faceva parte di un gruppo arrivato prevalentemente da Egitto e Somalia e poi partito dalla Libia lo scorso 16 agosto. Un viaggio fatto su un’imbarcazione in legno in condizioni dure. Poi, l’intervento di Life Support di Emergency che ha portato a bordo non solo i superstiti ma anche i sette corpi ormai senza vita. Dopo la sepoltura, la preghiera per i defunti.

“Noi, come comunità islamica d’Italia, abbiamo l’incarico anche di provvedere alle sepolture islamiche”, ha aggiunto Pagliara che ha ringraziato “la Croce rossa italiana che si è adoperata per il riconoscimento delle salme e il Comune di Bari, che ci ha dato la possibilità di avere un cimitero islamico sia al monumentale, che oramai è saturo, sia a Palese”. “Così – conclude – abbiamo dato la possibilità ai nostri fratelli di avere una degna sepoltura”.

Andria, saltano in aria mentre maneggiano esplosivo per assalto ai bancomat: identificati i due morti

Sarebbero stati identificati i due uomini i cui corpi, dilaniati da una violenta esplosione, sono stati trovati sul retro di una villa nelle campagne di Andria, lungo la strada provinciale 155, in direzione del bivio per Montegrosso, Minervino Murge e Castel del Monte.

Si tratterebbe di due quarantenni: un cittadino italiano, originario di un comune del Sud Foggiano, la cui scomparsa era stata denunciata dai familiari, e un uomo di origine rumena. L’identificazione sarebbe avvenuta attraverso alcuni elementi, tra cui le impronte digitali e, a quanto si apprende, anche un particolare riconducibile a uno dei due, come un orecchino.

La prima ricostruzione degli investigatori porta a ritenere che i due siano morti mentre stavano maneggiando dell’esplosivo, probabilmente destinato alla preparazione di ordigni utilizzati negli assalti agli sportelli automatici di banche e uffici postali. Tra le ipotesi al vaglio c’è quella che stessero lavorando a una cosiddetta “marmotta”, un ordigno artigianale impiegato proprio per far esplodere i bancomat e accedere al denaro contenuto all’interno.

La dinamica esatta dell’incidente, tuttavia, dovrà essere ricostruita dagli investigatori. Lunedì è prevista l’autopsia sui corpi al Policlinico di Bari, un accertamento che potrebbe fornire ulteriori elementi sulle cause e sulle modalità della morte.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Trani, si stanno concentrando anche sulla provenienza dell’esplosivo e sull’eventuale presenza di altre persone coinvolte. Gli investigatori stanno inoltre ricostruendo gli spostamenti di una Ford Kuga rubata, rinvenuta all’interno della villetta.

Il proprietario dell’immobile, un 77enne, non risulterebbe coinvolto nella vicenda. La Procura ha aperto un fascicolo a carico di ignoti e sono in corso tutti gli accertamenti per capire perché i due uomini si trovassero nella villa e quale fosse la loro destinazione finale dell’esplosivo.

L’ipotesi investigativa è dunque quella di un’esplosione accidentale avvenuta durante la preparazione dell’ordigno, ma saranno gli accertamenti tecnici e l’autopsia a chiarire definitivamente cosa sia accaduto.

Preparano bombe per assalti ai bancomat e saltano in aria: due morti ad Andria. I corpi trovati in campagna

Due persone sono morte in seguito a una violenta esplosione avvenuta alla periferia di Andria, lungo la provinciale 155. Secondo una prima ipotesi, i due potrebbero essere rimasti vittime dello scoppio mentre maneggiavano materiale esplosivo destinato alle cosiddette marmotte, le cariche utilizzate dalle bande criminali per far saltare in aria gli sportelli bancomat.

I corpi sono stati rinvenuti dai carabinieri nelle vicinanze di una villetta. Poco distante è stata trovata anche un’automobile risultata rubata, elemento che potrebbe fornire ulteriori elementi agli investigatori per ricostruire quanto accaduto.

A lanciare l’allarme è stato il proprietario dell’immobile. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e gli artificieri dell’Arma, impegnati nei rilievi e negli accertamenti per chiarire la dinamica dell’esplosione e stabilire l’origine del materiale utilizzato.

Tragedia sulla sp236 a Sannicandro, Modugno piange papà Massimo e la 14enne Greta: venerdì i funerali

È sotto choc la comunità di Modugno dopo il tragico incidente avvenuto nella notte sulla Provinciale 236, nel territorio di Sannicandro di Bari. A perdere la vita sono stati Massimo Ruocco, 52 anni, e la figlia Greta, di appena 14 anni. In auto con loro viaggiava anche la madre della ragazza, soccorsa dal personale del 118.

La tragedia si è consumata intorno alla mezzanotte, quando l’auto sulla quale viaggiava la famiglia è uscita improvvisamente di strada nei pressi di una rotatoria, finendo per ribaltarsi. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri, i Vigili del Fuoco e gli operatori del 118. Per padre e figlia, nonostante i tentativi di rianimazione, non c’è stato purtroppo nulla da fare. Restano ancora da chiarire le cause esatte dell’incidente: secondo le prime ricostruzioni, la vettura avrebbe perso aderenza, ma la dinamica è tuttora al vaglio.

L’incidente riaccende anche i riflettori sulla pericolosità della Provinciale 236, arteria che collega Bari con diversi comuni dell’entroterra fino a Cassano delle Murge e già più volte finita al centro delle cronache per gravi sinistri. Tra gli elementi che rendono particolarmente insidiosa la strada vengono indicati i lunghi rettilinei, la velocità, alcuni tratti con segnaletica non sufficiente e la presenza di svincoli e rotatorie, soprattutto nelle ore notturne.

A Modugno, intanto, il dolore è profondo. Il sindaco Beppe Montebruno ha espresso la vicinanza dell’intera comunità alla famiglia Ruocco, descrivendo la tragedia come un dolore impossibile da spiegare. “Non trovo le parole giuste. Non credo che esistano, davanti al sorriso spezzato di una ragazza di quattordici anni e di suo padre. Modugno oggi è più triste”, ha scritto il primo cittadino, invitando la comunità a stringersi attorno ai familiari delle vittime.

La notizia della morte di Massimo e Greta ha lasciato nello sconforto un’intera comunità. Il loro ricordo sarà accompagnato venerdì 28 agosto, quando alle 10, nella Chiesa Matrice di Modugno, saranno celebrati i funerali.

Tragedia a Sannicandro, auto finisce fuori strada sulla sp236 e si ribalta: muoiono padre e figlia di 14 anni

È di due morti il bilancio del grave incidente stradale avvenuto nella notte sulla provinciale 236, nei pressi di Sannicandro di Bari.

Le vittime, padre e figlia di 14 anni, viaggiavano a bordo di una utilitaria che, per cause ancora da accertare, è uscita dalla carreggiata all’altezza di una rotatoria, ribaltandosi.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e il personale del 118, mentre le indagini per ricostruire la dinamica dell’incidente sono affidate ai carabinieri.

Tragedia in Puglia, coniugi campani morti sulla provinciale 17. Arrestato 41enne: è risultato positivo a droga e alcol

È stato arrestato con l’accusa di omicidio stradale il 41enne di San Pietro Vernotico, alla guida della Mercedes Classe A coinvolta nel grave incidente avvenuto la scorsa notte sulla Provinciale 17, tra Salice Salentino e Veglie.

Nel violento schianto hanno perso la vita i coniugi Dario Serra, 51 anni, e Giovanna Serpi, 47 anni, entrambi originari di Nocera Superiore, in provincia di Salerno. Il 41enne è rimasto ferito ed è stato trasportato in codice rosso al Dea del Vito Fazzi di Lecce, dove si trova tuttora piantonato nel reparto di Chirurgia.

Sottoposto agli accertamenti tossicologici e alcolemici, l’uomo è risultato positivo a cannabinoidi e cocaina e sarebbe stato anche sotto l’effetto dell’alcol al momento dell’incidente.

Tragedia in Puglia, schianto tra auto nella notte sulla provinciale: moglie e marito perdono la vita. Un ferito

Un uomo di 51 anni e la moglie 47enne sono morti nella notte in un incidente stradale sulla Provinciale 17 tra Salice Salentino e Veglie (Lecce).

A quanto si apprende le vittime, entrambe di Nocera Superiore (Salerno), viaggiavano in direzione Porto Cesareo a bordo di una Fiat Panda quando si sono scontrate con una Mercedes condotta da un 41enne di San Pietro Vernotico, proveniente dalla opposta direzione di marcia.

Per estrarre i corpi dall’abitacolo della Panda sono intervenuti i vigili del fuoco. Il 41enne conducente dell’altra macchina, ferito, è stato trasportato all’ospedale Vito Fazzi di Lecce. Sul posto dell’incidente, per i rilievi, i militari della Stazione di Salice Salentino e un equipaggio della sezione Radiomobile.

Migranti, al porto di Bari le operazioni di sbarco dalla nave Emergency: 7 morti per asfissia durante la traversata

Questa mattina il sindaco Vito Leccese, insieme agli assessori Michelangelo Cavone e Nicola Grasso e alla consigliera comunale Silvia Russo Frattasi, ha assistito alle operazioni di sbarco dei 48 migranti, 31 dei quali minori non accompagnati, tratti in salvo dalla Life Support di Emergency nelle acque internazionali della zona SAR libica.

A bordo della nave anche le salme di sette persone morte per asfissia durante la traversata: dopo le attività di identificazione e gli accertamenti di medicina legale, il Comune di Bari si occuperà degli adempimenti di propria competenza e, in accordo con le autorità consolari dei Paesi di provenienza, definirà le modalità per la sepoltura.

“Siamo qui innanzitutto per accogliere e assistere le persone che sono arrivate – ha dichiarato il sindaco Leccese -, garantendo tutta la collaborazione necessaria in una fase particolarmente delicata. Tra loro ci sono anche 31minori, che saranno presi in carico dal Comune di Bari attraverso gli operatori del Pronto intervento sociale e accompagnati fino all’assegnazione nelle comunità che li accoglieranno.

Ma oggi siamo nuovamente di fronte una tragedia che non possiamo ignorare: su quella nave sono arrivate le salme di sette persone che non ce l’hanno fatta, due delle quali familiari dei minori a bordo. Persone che hanno perso la vita durante la traversata e alle quali dobbiamo garantire, almeno, la dignità del riconoscimento e della sepoltura.

L’amministrazione comunale di Bari sta offrendo tutta la collaborazione richiesta dalla Prefettura, in un’operazione sotto la responsabilità dal Ministero dell’Interno, e lo sta facendo insieme a tutte le istituzioni e alle realtà impegnate nelle diverse fasi dell’accoglienza: dal Policlinico alla Asl, dal Ministero della Salute alla Croce Rossa, dalle associazioni umanitarie alla Capitaneria di Porto, la Polizia di Stato e la Polizia di frontiera.

È un lavoro complesso, che richiede efficienza e coordinamento, ma che non può mai farci perdere di vista l’obiettivo principale, quello di tutelare delle vite umane. La città di Bari sta dimostrando, ancora una volta, di saper coniugare efficienza e anelito umanitario”.

Per quanto riguarda le sette salme, il Comune curerà gli adempimenti formali di competenza degli ufficiali di Stato civile e, insieme alle autorità consolari dei Paesi di provenienza, definirà le modalità per la sepoltura.

Tre morti in poche ore sulle coste del Salento: malori fatali per il caldo estremo. Tra loro anche un 90enne

Tre persone hanno perso la vita oggi, domenica 19 luglio, nel Salento dopo essere state colte da un malore in una giornata caratterizzata da temperature particolarmente elevate.

La prima vittima è un uomo di 73 anni di Cutrofiano, morto sulla costa ionica in località Li Sorci, tra Mancaversa e Pizzo di Gallipoli. L’anziano, affetto da patologie cardiache, è stato colpito da un arresto cardiocircolatorio mentre si trovava in acqua, con il mare che gli arrivava alle ginocchia. Inutili i tentativi di rianimazione da parte dei bagnanti e del personale del 118.

Poche ore dopo, un secondo episodio si è verificato sul litorale adriatico, a Torre Chianca, nei pressi del lido Pole Pole, dove una donna di 79 anni, nata a Trani e residente a Lecce, è morta in seguito a un arresto cardiaco subito dopo essere entrata in mare.

Nelle stesse ore un uomo di 90 anni è deceduto all’interno di una piscina a Castrignano del Capo. Le tre tragedie si sono consumate durante una giornata segnata dall’ondata di caldo che sta interessando il Salento. Le autorità invitano soprattutto anziani e persone con patologie cardiovascolari a evitare l’esposizione nelle ore più calde e a non entrare in acqua dopo una prolungata permanenza sotto il sole.