Pucino e le (non) parole del suo sfogo: quando l’Io viene prima del Noi

Non sempre scagliare la pietra e nascondere la mano risulta una strategia efficace. A volte, anzi, può trasformarsi in una miccia pronta a incendiare un ambiente già di per se provato e momentaneamente fragile. Questo è il caso delle parole pubblicate sul profilo Instagram dal biancorosso Raffaele Pucino il cui messaggio che apparentemente vorrebbe smorzare le polemiche rischia nei fatti di alimentarle.

Il pregresso. Il numero venticinque del Bari non era stato convocato per la trasferta di Monza e secondo quanto riferito dall’ufficio stampa della società ciò era da ricondurre ad una mera scelta tecnica di mister Longo. Difatti, il tecnico biancorosso aveva spiegato di aver optato per profili differenti in quella specifica circostanza. Parrebbe non esserci alcun tipo di retropensiero alla base se non fosse che rumors sorti già dalla passata stagione sostenevano che tra Pucino e Longo non ci fosse mai stato un rapporto idilliaco.

Senza entrare nelle narrazioni precise di cui sono a conoscenza solo i protagonisti della vicenda e non volendo alimentare un gioco del telefono errato, una domanda potrebbe sorgere spontanea ai più: se non si vuole alimentare la polemica in un momento storico in cui occorrerebbe solo sostenere la causa Bari, che motivo ci sarebbe di rendere pubblico uno sfogo non richiesto sul proprio profilo social?

In questo momento non è tempo delle polemiche né delle spiegazioni”, scrive il difensore del Bari. Anche se, è proprio scegliendo di intervenire – se pur affermando di non voler parlare – che Pucino finisce per lanciare un segnale ambiguo ma nemmeno tanto velato: “In queste ore sono uscite tante parole e ricostruzioni su vicende passate [..]. La cosa più importante per me è una sola: dare tutto per questa maglia e contribuire a raggiungere l’obiettivo della permanenza in serie b con il Bari”. Non essendo realmente il tempo giusto per esporre beghe da spogliatoio, la linea più coerente sarebbe stata una sola: il silenzio totale.

Invece no. Il messaggio lanciato è tutt’altro che neutro. Quella del tesserato SSC Bari è difatti una presa di posizione parziale. Il campano lascia intendere molto senza chiarire nulla: “Per rispetto dei miei compagni, della società, dello staff e soprattutto dei tifosi preferisco restare in silenzio e concentrarmi solo sul campo. Parlare adesso non aiuterebbe nè a me nè alla squadra”. Nessun riferimento al tecnico Moreno Longo il cui mancato nome appare come una conferma rispetto al clima ostile che intercorrerebbe tra i due.

Il punto che sembra sfuggire a Pucino è uno solo ed anche alquanto basilare: in un momento così delicato, ogni parola pesa come un macigno, soprattutto quelle non dichiarate ma lasciate indentere. Asserire che “non è il momento di parlare” equivale comunque ad entrare nel vivo del dibattito senza assumersi a pieno la responsabilità. Un atteggiamento che potrebbe essere interpretato come un semplice sfogo ma che in realtà cela finalità diametralmente opposte.

I tifosi, già provati da una stagione complicata in Serie B causata in prima persona da un agglomerato di giocatori senza mordente ed identità, non chiedono proclami, ma chiarezza. Se ci sono “vicende passate” da palesare, accennarle senza approfondire il tutto rischierebbe solo di generare sospetti oltre che alimentare malumori. Pucino parla di rispetto, un principio condivisibile, certo. Ma il rispetto, in certi momenti, passa anche dalla coerenza. E tra il dire “non voglio alimentare polemiche” e il pubblicare un messaggio che inevitabilmente le alimenta, la distanza è tutt’altro che sottile.

Serie B, Monza troppo superiore. A Longo non riesce il miracolo: Bari sconfitto 2-0

Due antipodi a confronto. Progettualità, qualità tecniche e basi salde da un lato; dall’altra scelte dubbie, una rosa da rivedere ed una disperata corsa ai ripari che sa sempre più di emergenza. Nella 34^giornata del campionato di Serie B il Monza supera di misura il Bari al termine di una partita ad un unico senso sul piano di gioco. A segno Obiang 50′ e Pessina 80′.

I pugliesi guidati da mister Moreno Longo partono con un profilo basso ed un piano chiaro: contenere. Il pressing alto degli avversari nei primi trenta minuti mette a dura prova la retroguardia ospite. Il Monza costruisce, insiste ma inizialmente non sfonda. Le tante conclusioni verso Pissardo, chiamato a sostituire l’infortunato Cerofolini, risultano insidiose ma poco incisive. Per la totalità del primo tempo il Bari si compatta nella propria metà campo lasciando intravedere per lunghi tratti l’impronta difensiva tipica delle squadre di Longo.

Sul fronte offensivo per i pugliesi è lampante la difficoltà riscontrata. Thiam non avverte per la totalità della gara alcun pericolo. Le corsie esterne non producono quanto sperato e dalla mediana non si sviluppano verticalizzazioni valide indirizzate a Moncini & co. . Le coperture del Monza sono puntuali ed il ritmo di gioco impostato dalla squadra guidata da mister Bianco mette in difficoltà i pugliesi non avezzi a questa tipologia di gara. Un Rao intimorito tenta di scuotere la squadra prendendo il sopravvento sulla fascia sinistra ma le conclusioni verso Thiam si dimostrano labili e scontate. La reazione del Bari in termini offensivi è del tutto inesistente.

La svolta arriva al primo rintocco della ripresa: al 50′ i lombardi guadagnano il vantaggio con Obiang, servito da Petagna. Una rete che apre le danze al raddoppio raggiunto all’80’ con Pessina. Il finale non muta il canovaccio. A mister Longo non riesce il miracolo. Abissali le differenze tra le risorse a disposizione delle due squadre. Tre punti fondamentali nel bottino dei lombardi, mentre per il Bari la mera, ma grande, consapevolezza di averci almeno provato.

Foto: SSC Bari

Longo alla vigilia di Monza-Bari: “Out Cerofolini. Gara aperta ma la preoccupazione più grande siamo sempre noi”

Archiviata l’importante vittoria contro il Modena (3-1) i biancorossi sono chiamati in causa per affrontare un altro banco di prova: il Monza. La squadra di mister Bianco attualmente terza in classifica a quota 66 punti ha collezionato nelle ultime tre partite soli pareggi rimediando anche l’espulsione di Cutrone nella scorsa giornata contro il Catanzaro del DS Polito.

L’attenzione si concentra sulle parole di Moreno Longo, intervenuto nella conferenza stampa alla vigilia del match per presentare una partita tanto delicata quanto fondamentale per il raggiungimento della salvezza. L’allenatore biancorosso ha analizzato il momento della squadra, sottolineando l’importanza di approcciare la gara con determinazione e lucidità, consapevoli delle difficoltà che l’avversario può creare. Tra considerazioni tattiche, gestione delle energie e obiettivi stagionali, Longo ha tracciato la rotta da seguire, ribadendo la volontà del Bari di giocarsi le proprie carte con coraggio e identità.

Prossima avversaria il Monza:Sappiamo che affronteremo una grande squadra che ha fatto un campionato importante. Ha giocatori di qualità e quando ti devi opporre a questi club devi disputare una buona partita sotto tutti gli aspetti. Quando si gioca è sempre tutto aperto”.

Condizioni della squadra: “Fuori De Pieri, Darboe e Dickmann. Ci sarà fuori anche Cerofolini che ha subito contro il Modena una grave pallonata. Nel suo percorso farmaceutico sta assumendo un farmaco che non gli consente di scendere in campo in questa partita”.

Rao e la prevedibilità sulla fascia: “Dobbiamo continuare a lavorare in questo senso. Quando si analizzano le partite si sanno pregi e difetti di ogni squadra. Rao va lasciato sereno così da esprimersi a questi livelli. Ha rimodulato anche il suo modo di approcciarsi alle partite. Prima era molto più isolato sulla sinistra. La prestazione però è di squadra e non del singolo. Se Rao sta facendo bene è perchè tutti lo stanno ponendo nella condizione di esprimersi”.

Piscopo e Dorval: “Hanno giocato anche insieme. Uno non esclude l’altro ma la scelta la faremo anche in base alla condizione dei singoli e sulla base del tipo di avversario che avranno. Gli esterni del Modena sono molto validi. Oltre ad opporci con l’atteggiamento giusto dovremo scegliere le caratteristiche corrette”.

Punti fondamentali nelle prossime partite:“Non esiste altro obiettivo al momento dell’opportunità Monza. I punti sono in palio in tutte le partite. Abbiamo fatto meglio per assurdo con le squadre di alta classifica che non con quelle di pari livello”.

Cambi ed approccio dei subentranti: “Quando inserisci dentro un giocatore e fa gol hai fatto bene come allenatore, se non accade i cambi sono definiti sbagliati. Chi è entrato contro il Modena ha fatto bene a porre la partita sul 3-0 perchè se ci fosse stato il 2-1 con gli otto minuti di recupero la partita si sarebbe potuta evolvere diversamente”.

Preoccupazioni in vista di Monza: “La preoccupazione più grande siamo sempre noi. La certezza ad oggi non posso ancora averla circa la costanza della squadra. Mi piacerebbe trovare un Bari dentro la partita focalizzato a pieno su una gara competitiva”.

Moncini ed i ringraziamenti a Longo: “Non ho avuto modo di ascoltare le parole di Gabriele nel post partita ma sono contento se è rimasto a Bari. E’ un giocatore che sta lavorando sodo, si sta ponendo nella maniera corretta. Sta migliorando sul fattore partecipazione con la squadra sia in fase di possesso che di non possesso ed avrebbe meritato la doppia cifra già da molto tempo per le sue capacità e la visione che lui ha della porta”.

Foto: SSC Bari

Maita metronomo del Benevento: arriva la promozione in Serie B con una rivincita… a costo zero

Dopo tre anni il Benevento ritorna in Serie B e tra i video e le foto dei festeggiamenti a Salerno per la promozione matematica ottenuta spunta un volto noto alla piazza di Bari: Mattia Maita. Protagonista di cinque anni di storia biancorossa, dal 2020 al 2025, Maita è stato artefice sia di annate strabilianti sia di momenti bui a cui il centrocampista messinese ha sempre saputo reagire a testa alta. Professionismo puro, direbbero i più, talento e determinazione sono i dati di fatto. La storia di questa promozione raggiunta da Maita ha il sapore di una rivincita che matura sul manto verde lontano dai riflettori mediatici per poi esplodere con la forza dei soli fatti.

Il 10 luglio 2025 il Bari ufficializzò il passaggio di Maita al Benevento in un’operazione a titolo definitivo avvenuta a costo zero. Un trattamento umano che è stato poco consono ad un vice-capitano che con i colori biancorossi ha totalizzato ben 190 presenze, una promozione in Serie B ed una finale playoff per la A persa contro il Cagliari al 94′ di una partita maledetta. Gli addetti ai lavori hanno motivato la scelta della cessione con una strategia mirata di sfoltimento della rosa, riduzione dei costi e cambio in zona mediana. Un piano che a distanza di mesi e quasi al termine di un’altra stagione dubbia si è rivelato non solo fallimentare ma anche poco lungimirante.

La partenza dal capoluogo pugliese del centrocampista classe ’94 non ha prodotto rumore. Difatti la separazione tra le parti è stata vissuta in maniera quasi ordinaria. Probabilmente i Direttori Sportivi avevano sottovalutato il potenziale di un uomo spogliatoio oltre che di un giocatore qualitativamente valido ed affidabile. Oggi Maita è sul carro dei vincitori come capitano e simbolo del Benevento, una squadra che ha ritrovato la Serie B anche grazie alla sua leadership silenziosa ma determinante.

Fin dal suo arrivo in Campania, Maita ha dimostrato di possedere quella scintilla in più in grado di trasmettere equilibrio e competenza ad una squadra ben costruita come il Benevento. Progettualità ed idee chiare, le carte vincenti per poter ambire al successo. La fascia da capitano non è stata un regalo, ma la naturale conseguenza di un percorso sportivo costruito giorno dopo giorno, tra sorrisi e sofferenze.

L’ex numero quattro del Bari ha impartito una lezione al calcio moderno spesso avido di sentenziare giudizi frettolosi. Mentre il mondo scorreva ed i pugliesi si preparavano ad affrontare un’ennesima stagione tragica Maita si è posto dinanzi al leggio e come un vero maestro d’orchestra ha dettato i tempi giusti della melodia guidando i suoi compagni alla vittoria del campionato. Anche in questa storia, così come in una favola di Esopo, la morale impartita si paga a caro prezzo: il valore è soggettivo per chi lo osserva, ciò che per qualcuno è privo di importanza per altri diventa essenziale.

Pasquetta vincente al San Nicola: i biancorossi espugnano il Modena 3-1

33^ giornata fortunata in quel di Bari dove la squadra di Moreno Longo espugna il Modena di Sottil per 3-0 in una partita gestita nella totalità dai padroni di casa. Sosta producente ma il tempo per festeggiare il bottino pieno non c’è. A segno Moncini 22′(R), Adorni (AUT), Cuni 80′ e Ambrosino 90′.

Un entusiasmo evanescente è quello che traspare da un San Nicola semi-deserto nel giorno di Pasquetta. Complici sia le festività che le prestazioni deludenti di una squadra che almeno un primato l’ha raggiunto in questa stagione: quello di far disinnamorare pure gli irriducibili romantici che per i colori e l’attaccamento alla maglia hanno da sempre sfidato risultati e classifiche. La squadra di Moreno Longo impatta la partita contro i canarini in maniera equilibrata.

Sin dai rintocchi iniziali le costruzioni dal basso di Chichizola spostano il gioco nella metà campo biancorossa con Cerofolini che tra i pali si presenta pronto a cogliere la zampata avversaria. Sono proprio gli schemi degli uomini di Sottil a servire al Bari la possibilità di approfittare su contropiede del vuoto difensivo presente nel campo del Modena. Rao diventa protagonista di innumerevoli ripartenze che trovano il massimo sviluppo in un fallo commesso da Wiafe nell’area piccola proprio ai danni del trequartista biancorosso.

I padroni di casa sbloccano il risultato al 22′ con la rete segnata su calcio di rigore da Gabriele Moncini. L’attaccante del Bari si appropria senza titubanza del pallone battendo dal dischetto un tiro che spiazza Chichizola. Proprio il portiere gialloblu diventa protagonista di un errore clamoroso dieci minuti dopo il gol subito. Adorni gestisce in malo modo la rimessa laterale battuta da biancorossi indirizzando il tiro di testa verso il proprio portiere. La beffa ha voluto che Chichizola in quel momento si trovasse di fianco al compagno di squadra e la palla è terminata in rete tra l’incredulità generale.

Ritmi alti nella ripresa per gli ospiti. La squadra di mister Sottil alza il proprio baricentro nel tentativo di riaprire la partita. Per il Bari un approccio maggiormente difensivo alla volta del mantenimento del parziale. I cambi proposti da Longo danno freschezza al gioco tanto da trovare all’80’ la rete con Marvin Cuni. In chiusura l’unica rete gialloblu con Ambrosino che pone la sua firma ad una partita non fortunata per gli ospiti. Pasquetta di rilancio in casa Bari.

Foto: SSC Bari

Il Bari torna in campo, missione salvezza. Longo senza alibi: “Ogni partita è una storia. Basta blackout”

Terminata la sosta con la debacle azzurra e le dimissioni dell’oramai ex Presidente della FIGC Gabriele Gravina è tempo di ritornare a preoccuparsi dei problemi in casa Bari. La squadra che ha terminato gli allenamenti la scorsa domenica ha successivamente ripreso il regolare ritmo settimanale dalla giornata di mercoledì.

I biancorossi giunti al rush finale sono richiamati in causa per portare a termine la missione salvezza, un miracolo si potrebbe dire, visto e considerato l’andamento annuale di una squadra indecifrabile e incostante. Archiaviata la sconfitta casalinga contro la Carrarese (0-3) il Bari dovrà impattare le ultime sei gare del campionato con un approccio che in sporadiche volte si è palesato: la posta in palio è molto alta, la retrocessione si prefigurerebbe come un ennesimo schiaffo morale nei confronti di una grande piazza.

Volendo trarre spunto dai discorsi longhiani, termine coniato all’occorrenza per indicare i filoni narrativi del tecnico Longo, occorrerà focalizzarsi step by step sui singoli avversari senza pensare a tutte le prossime avversarie del Bari dopo il Modena: Monza, Venezia, Avellino etc… Anche perché in caso contrario lo sconforto parrebbe essere smisurato.

Al San Nicola arriverà lunedì 6 aprile il Modena di mister Sottil una squadra matura, organizzata e con statistiche chiare: i canarini sono al primo posto per minor gol subiti solo venticinque le reti incassate in un’intera stagione.

Recuperi fisici nella settimana della sosta: “Abbiamo cercato di lavorare sugli aspetti critici premendo sull’aspetto fisico. C’era chi doveva recuperare e chi aumentare i carichi di lavoro. Stiamo cercando di focalizzarci sugli aspetti che riteniamo importanti. Verreth, Piscopo e Mantovani stanno lavorando con il gruppo. Out De Pieri, Bellomo e Dickmann che si è fermato per un fastidio al ginocchio”.

Segnali post sconfitta contro la Carrarese: “La prima settimana è stata atipica. La sconfitta bruciava a tutti e ci siamo concentrati su quanto potesse essere migliorato a breve periodo. La sosta non ha aiutato prima della partita contro il Modena. Ci stiamo allenando bene e forte con una reazione settimanale. Lo sappiamo che non basta se sul campo non lo trasporti”.

Bari ed il dato negativo di presenti previsti al San Nicola: “Io credo che sia innegabile che questo sia un dato di fatto. E’ normale che avremmo voluto fosse diverso per l’importanza che attribuiamo al pubblico di Bari. D’altro canto nel momento in cui si è creata questa situazione sappiamo che è colpa nostra e della mancata continuità. Dobbiamo focalizzarci su ciò che noi possiamo determinare provando a fare prestazioni che riaccendano entusiasmo. Non dobbiamo pensare ai problemi ma concentrarci sulle soluzioni”.

Eventuali cambi di modulo: “Il cambiamento si vede sulla base di come copri il campo, potenzialmente gli interpreti sono già quelli. Possono cambiare i giocatori ma alcune scelte ad oggi sono obbligate”.

Media punti per centrare la salvezza: “Non possiamo renderci conto solo ora del trend creato che poi non siamo riusciti a farlo meglio è un altro discorso. Ogni partita che passa è una partita in meno. Questo si sa ed è una realtà dei fatti. Non è cambiato nulla da prima. Dobbiamo sempre fare qualcosa di straordinario. Sul campo ci dev’essere un’attenzione maniacale”.

Dorval e la sua condizione: “Verificheremo oggi come Dorval rientra dalla Nazionale avendo usufruito di un permesso per un problema familiare. E’ nostra premura informarci giorno per giorno sulle condizioni psicofisiche dei ragazzi”.

Modena, una squadra solida e matura: “Permettetemi di porgere le più sentite condoglianze per la tragica scomparsa.Non c’è bisogno di presentare il Modena. I numeri parlano per loro. E’ una squadra che ha prodotto tanto in termini di gioco e potenziali occasioni. Era partita con questo obiettivo e lo stanno centrando con grande merito. Nel calcio ogni partita è una storia e noi abbiamo una chance di poterli affrontare nella maniera corretta. Quando abbiamo mostrato tutto il nostro potenziale abbiamo disputato belle partite. Se questo dovesse mancare contro chiunque è ovvio che le prestazioni siano calanti”. 

Qui e ora: “E’ una frase che rimbomba spesso nel nostro spogliatoio. E’ il mio motto ed un mood corretto. Il resto sono considerazioni, chiacchiere e commenti. In quel momento lì bisogna essere determinanti”.

I blackout del Bari: “Mi auguro di vedere con il Modena un’attenzione costante. Vorrei che l’avversario segnasse per bravura e non disattenzioni nostre. Spero non ci siano blackout ma un trend costante per tutti i 95′ di gioco”.

Sulla Nazionale: “Il calcio non è in difficoltà da ieri ma da tanti anni. Spero si abbia la volontà di rifondare tutto perchè c’è bisogno di un cambiamento radicale”.

Circa l’umore del tecnico: “Ho la fiducia da parte di tutti e per fortuna so anche trasmettermi forza da solo. Per quanto riguarda il gioco a due punte oggi sarebbe difficile per dislocazione in campo di Rao che è un esterno e la nostra modalità di gioco”.

La cattiveria agonistica del gruppo: “Ci sono due elementi che spostano la domanda sulla cattiveria agonistica: una è la caratterialità, la seconda è quella di cercare di tirarla fuori con le buone o le cattive. Occorre scavare nella parte più interiore di noi. Sono situazioni di campo che vanno lette in altri modi. Ci sono dei falli che per forza di cose sei costretto a fare per trasmettere qualcosa al compagno, allo stadio. Diventa un modo per dimostrare che non stai accettando quello che sta succedendo nel campo. Le partite si vincono sui duelli, atteggiamento, sulle seconde palle”.

Foto: SSC Bari

Serie B, disastro al San Nicola. Da occasione a disfatta: il Bari cade contro la Carrarese

Poco cinici ed inconcludenti queste le due caratteristiche chiave dei biancorossi che vengono amaramente sconfitti al San Nicola da una Carrarese che dopo un inizio in sordina si appropria dei tre punti nella 32^giornata del campionato di Serie B. Il Bari del primo tempo a tratti propositivo cambia totalmente volto nella ripresa incassando tre reti. A segno Rouhi 47′, Abiuso 72′ e Bouah 81′.

L’equilibrio regna sovrano nel primo tempo tra le due squadre. Bari e Carrarese prendono le misure del gioco a suon di palleggi ma le uniche occasioni pericolose sono da imputare ai biancorossi dapprima con Rao, poi con il tiro in diagonale di Esteves ed infine con il tocco di testa di Moncini. I biancorossi sviluppano un gioco offensivo ma impreciso difatti innumerevoli sono i cross a cui non segue la conclusione. E’ proprio la fase di finalizzazione a rappresentare il problema della prima parte della gara nonostante gli sforzi evidenti messi in atto dalla formazione di Longo. Il ritmo frammenato a causa dei falli non aiuta entrambe le squadre che stentano a mettere in atto accelerate offensive. Al rientro negli spogliatoi un parapiglia tra Bellomo e Illanes da cui è scaturita l’espulsione del barese.

Ciò che la Carrarese non ha costruito in partenza ha messo in atto nella ripresa. Al 47′ Rouhi punisce le dormienti retrovie biancorosse che vedono Dorval perdere la marcatura su Abiuso che mette al centro per l’ex Juve. Tra i pugliesi attimi di squilibrio nei minuti successivi alla rete subita con passaggi confusionari ed un approccio ben lontano da quanto si era prefigurato alla vigilia del match. La Carrarese non demorde e continua imperterrita ad imbastire un gioco offensivo tanto da trovare la rete del raddoppio al 72′ con Abiuso. Firma finale degli uomini di Calabro all’81’ con Bouah.

Foto: SSC Bari

Frosinone-Bari 2-1, il solito Rao illude ma non basta: continuano le montagne russe biancorosse

Inzuppati e sconfitti i biancorossi ritornano in Puglia con zero punti nella sacca. Il Bari nella 31^giornata del campionato di Serie B perde 2-1 contro la squadra di mister Alvini. Continuano gli alti e bassi di un gruppo che alterna momenti di intraprendenza ad altri di assoluta remissività. A segno Rao 2′, Fini 8′ e Corrado 53′.

Inizio reboante in quel di Frosinone ove la pioggia fitta è il terzo avversario da dover gestire. Il Bari di Longo dimostra carattere in apertura ma successivamente si perde nel cammin di nostra vita. Al primo minuto di gioco i pugliesi guadagnano il vantaggio con un’azione degna di nota: protezione della palla ad hoc di Moncini, sponda sulla fascia destra e rete di Rao. La risposta dei ciociari non tarda ad arrivare e Fini all’8′ riporta la partita in parità. Nonostante la marcatura triplicata su di lui l’esterno ex Genova segna la sua prima rete con i colori del Frosinone.

Ritmo che in corso d’opera decelera per gli ospiti che dimostrano di aver accusato il colpo del pareggio. La squadra di Longo si chiude nella propria metà campo abbassando il baricentro e promuovendo l’aspetto difensivo rispetto a quello offensivo. In partite con avversarie performanti e competitive stringere i denti diventa una delle prerogative fondamentali per evitare scivoloni simili a quello di Pescara. La reazione però dovrebbe sempre esserci ed in questa occasione invece sta mancando.

Clima acceso nella ripresa ove i biancorossi spostano la gara inizialmente su un piano provocatorio. Il Frosinone non cade nella trappola ed al 53′ segna la rete del vantaggio con Niccolo’ Corrado. In quest’occasione un vero pasticcio del Bari troppo distratto sulle coperture. I biancorossi perdono palla servendo ai ciociari l’opportunità di approfittare rapidamente della rimessa da cui si sviluppa il passaggio a taglio centrale di Fini per Corrado.

Sono i ciociari a muovere le fila del gioco cercando di allungare le distanze. Pugliesi troppo remissivi e poco propositivi nonostante i cambi di Longo. La fame di rivalsa e di ricerca della continuità dovrebbe essere presente in ogni dove a prescindere da chi ci sia l’avversario. Il Bari torna nel proprio guscio ogni qual volta che dall’altro lato del campo c’è un leone pronto a ruggire.

Pur essendo vero che sono altre le partite da dover dominare ed aggiudicarsi al Bari mancano ancora una volta il cinismo e la fame. In apertura gagliardi poi calanti. Queste continue montagne russe non possono e devono appartenere ad un gruppo che è reduce da un importante vittoria per 4-1 ai danni della Reggiana. La costanza ad oggi rimane ancora il più grande demone dei biancorossi.

Foto: SSC Bari

Dottor Jekyll e Mister Hyde, da un 4-0 ad 4-1. Bari show al San Nicola: Reggiana demolita

Lo scrittore Robert Louis Stevenson aveva raccontato nel lontano ’86 Lo strano caso del Dottor Jekyll e di Mister Hyde ma non aveva fatto i conti con il Bari dell’era De Laurentiis in grando di cambiare personalità a distanza di pochi giorni. Nella partita valida per la 30^ giornata del campionato di Serie B la Reggiana subisce l’onda impetuosa dei biancorossi che travolgono i granata 4-0 in una partita ben sviluppata e sempre gestita dal Bari. A segno Artioli 11′, Rao 16′, 48′ e Moncini 50′.

I caldi raggi solari illuminano un San Nicola poco popolato. La luce non la si intravede solo per la mite temperatura della giornata ma anche per l’approccio che la squadra di Longo ha alla partita. Il Bari del primo tempo sfodera la migliore prestazione dell’annata in un momento in cui anima e cuore sembravano essere venuti meno. I biancorossi lottano e lo fanno con la consapevolezza che d’ora in poi ogni sfida è decisiva. La Reggiana dispone sul manto verde le carte del proprio gioco ma i pugliesi le impediscono di svilupparlo.

Qualche sbavatura nel reparto difensivo rende i primi minuti ostici ma Artioli scombina i piani degli ospiti ed al 10′ firma la rete del vantaggio con una conclusione dal limite. Il Bari coordina la regia della partita ed incalza aumentando il ritmo di gioco. A distanza di cinque minuti è Rao l’autore della rete del raddoppio: cross di Dickmann per Moncini che attutisce il tiro servendo Rao e gol di destro a giro per il numero diciassette del Bari. I granata non pongono gli ormeggi in barca, anzi. Le imbucate di Girma e Portanova appaiono tanto improvvise quanto efficaci ma tra i pali Cerofolini sembra aver ritrovato quella serenità che a Pescara è mancata.

L’inspiegabile di Longo si palesa nella ripresa stavolta con un’accezione positiva. Il Bari rientra in campo con una convinzione tale che al 48′ sigilla la rete del 3-0 con doppietta di Rao: cross dal fondo di Dorval, tentativo di conclusione di Esteves, deviazione e rete di Rao. I pugliesi non si adagiano sugli allori e continuano a spingere sulla fascia tanto da guadagnarsi un calcio di punizione battuto da Artioli che con un destro a giro serve Moncini. La rete del 4-0 al 50′ manifesta come l’andamento dei biancorossi sia incostante e soprattutto imprevedibile. A distanza di pochi giorni dalla debacle di Pescara, dal ritiro di Matera e da una settimana di grande sforzo emotivo e fisico a causa dei ravvicinati turni di campionato la situazione si è ribaltata. In chiusura Lusuardi, ex Frosinone, segna l’unica rete granata che poco influisce sulla globalità del risultato.

Entusiasmarsi con una squadra dal doppio volto è un errore da non compiere soprattutto considerando che la prossima avversaria del Bari sarà il Frosinone di mister Alvini la cui lotta alla promozione è una causa conclamata. Partita infrasettimanale in territorio ciociaro ove dimostrare costanza sarà la più grande delle sfide.

Foto: SSC Bari

Bari, sei una bella senz’anima. Longo e l’inspiegabile: “Facile colpevolizzare i cambi, ma gli altri?”

Con il senno di poi tutto è ovvio e semplice. Ragionando a conti fatti ed a reti incassate anche il più inesperto dei critici calcistici potrebbe fornire la migliore delle spiegazioni. La vera difficoltà sta nel ben interpretare le situazioni nel preciso momento in cui esse accadono. Moreno Longo si è trovato così al centro di un vortice mediatico nei giorni successivi alla debacle di Pescara a causa della sua lettura della partita contro gli abruzzesi e di alcune scelte proposte. Il tecnico piemontese la cui schiettezza è una dote preponderante ha approfittato della conferenza stampa pre Bari-Reggiana per far chiarezza su questo aspetto: “La situazione di Pescara è stata ampiamente cavalcata da tutti voi. Ho letto ‘Longo cambia tutto a Pescara’ ma non è affatto così. Sono stato giudicato per tre soli cambi sulla totalità della squadra. Erano variazioni forzate, necessarie ma non ho rivoluzionato l’organico”.

L’allenatore del Bari fatica a trattenere la stizza che quelle parole gli hanno provocato soprattutto dopo che nelle precedenti conferenze aveva trasmesso un messaggio chiaro riguardante sia la condizione precaria di alcuni nuovi innesti sia di un “gruppo” che non si potesse ancora considerare squadra a febbraio. Posta questa base non ci si può stupire se proponendo dei cambi gli equilibri complessivi atterranno. Il Bari per ciò che ha dimostrato non parrebbe avere né gruppo, né leader, né fame. Difatti, se due vittorie son bastate a riaccendere l’entusiasmo di chi non è avvezzo a leggere tra le righe, una sconfitta è servita a riportare tutti gli intrepidi sognatori di nuovo con i piedi per terra.

Che i biancorossi non fossero mai scesi in campo a Pescara è un dato di fatto ma che il tecnico a distanza di giorni non riesca a fornire ancora una risposta a ciò è emblematico. Se non si riesce a trovare una causa a determinate azioni l’effetto potrà avvenire in loop. L’immagine di Longo che scende negli spogliatoi al termine della partita senza stringere mani o salutare alcuno si può considerare il simbolo della dignità prima dell’uomo e poi dello sportivo. Caratteristiche che gran parte del gruppo biancorosso non sembrerebbe possedere. La tecnica fa esprimere un buon gioco ma la fame ti fa vincere anche se a segnare è il portiere.

Il Bari dell’Adriatico è una squadra che non ha la benché minima opportunità di salvarsi. Perdere fa parte di un percorso di crescita ma farlo in quel modo vuol dire non avere pathos, essere privi di qualsiasi tipo di passione, emozione. Passi indietro, ha supposto Longo, ma in realtà i biancorossi son sempre stati costanti dall’inizio del campionato sino ad ora. Gli sprazzi di vita mostrati, i piccoli miglioramenti evinti dalle due vittorie consecutive se ben analizzati mostrano innumerevoli scorie di una squadra che ha sempre impattato in maniera dubbia le partite per poi concludere in vantaggio sulla base di alcuni episodi. La fortuna serve ma se è l’unica componente ad influire su un cammino prima o poi esaurisce.

Longo richiede una presa di responsabilità complessiva anche in vista di quella che sarà la partita di domani contro la Reggiana non dimenticando però che i limiti di questa squadra erano noti e chiari da mesi orsono: “Io non voglio aprire un capitolo diverso ma voglio continuare quello già aperto. Voglio credere che Pescara sia stato un incidente di percorso e che si possa continuare sulla scia positiva delle precedenti partite”. La speranza e la determinazione di un tecnico che ne sta provando di ogni per salvare la categoria appaiono evidenti ma dal lato squadra oltre alle esultanze provocatorie cosa si può riscontrare?

Bari, sei una bella senz’anima.

Foto: SSC Bari