Bari in Serie C, tensione a Bolzano: tifosi del Sudtirol prendono di mira Claudia in diretta

Una serata amarissima per il Bari, culminata con la retrocessione in Serie C venerdì 22 maggio allo Stadio Druso di Bolzano. Ma, oltre alla delusione sportiva, nel post-partita si è verificato anche un episodio spiacevole ai danni della nostra inviata Claudia.

Come da prassi e nel pieno rispetto del regolamento previsto per i non possessori dei diritti televisivi, Claudia si era posizionata all’esterno dell’impianto per dare il via all’abituale diretta social dedicata ai tifosi biancorossi. Proprio mentre stava commentando la disastrosa stagione del Bari, alcuni sostenitori del Sudtirol hanno iniziato a prenderla di mira.

Sfottò continui, gesti provocatori alle sue spalle, mani agitate sopra la testa e frasi denigratorie hanno accompagnato diversi minuti della diretta, trasformando un semplice collegamento post-partita in un momento decisamente complicato da gestire.

Claudia, nonostante il clima ostile e le provocazioni, ha mantenuto sangue freddo e professionalità, portando avanti il collegamento senza interrompersi e continuando a raccontare quanto accaduto sul campo e fuori. Un episodio che riaccende il dibattito sui limiti del tifo e sul rispetto dovuto a chi svolge il proprio lavoro, soprattutto in momenti già delicati per una piazza ferita da una retrocessione difficile da accettare.

Fuochi d’artificio a Bolzano, 0 gol in 180 minuti: Bari in Serie C! Lacrime di coccodrillo in campo

Cala il sipario. Il Sudtirol resiste mentre i pugliesi retrocedono in Serie C. Questo un risultato che a livello meritocratico premia la squadra più valida e condanna chi a furia di giocare con il fuoco si è bruciato. Il Bari non convince nemmeno in una serata così importante dimostrando ancora una volta tutta l’inadeguatezza di questa società le cui figure principali non hanno rispettato un solo progetto enunciato.

Sono 658 i tifosi biancorossi accorsi per sostenere il Bari nell’ultimo, decisivo ballo stagionale. Per la sfida di ritorno dei playout, Longo conferma l’impianto tattico dell’andata con una sola novità: Braunoder al posto di Esteves. Una scelta probabilmente maturata alla luce delle aspettative su una gara sporca, intensa e fortemente fisica, caratteristiche che il centrocampista austriaco ben interpreta.

Il clima è tesissimo fin dai primi istanti, complice l’enorme posta in palio. Il Sudtirol approccia il match con grande convinzione, proponendo il classico calcio targato Castori: aggressivo, verticale e duro nei contrasti con continui falli spezzaritmo e pressing feroce sulle ripartenze pugliesi. Le prime occasioni sono infatti dei padroni di casa. Merkaj e Frigerio provano a sorprendere Cerofolini — costretto spesso ad agire lontano dai pali — con conclusioni indirizzate sul primo palo che terminano però di poco a lato.

Il Bari regge l’urto dell’intensa pressione altoatesina ma fatica a costruire gioco. Per gran parte del primo tempo gli ospiti appaiono confusi nelle trame offensive con transizioni spesso prive di riferimenti e idee chiare. Rao, atteso protagonista, resta troppo evanescente: il suo talento sembra quasi imprigionato, incapace di accendersi nel momento più delicato della stagione.

Al 33’ arriva la grande chance per il Sudtirol: Molina colpisce il palo approfittando di un errore di copertura di Piscopo, in ritardo nella lettura dell’azione. In chiusura di frazione, però, il Bari costruisce la sua occasione più nitida: Kevin Piscopo spreca una buona opportunità calciando di poco a lato.

Ripresa incandescente al Druso dove tensione e intensità salgono con il passare dei minuti. Il Sudtirol rientra in campo con coraggio e aggressività, sfiorando il colpo del vantaggio al 63’: Pecorino trova la rete che fa esplodere lo stadio ma l’arbitro annulla tutto per un fallo dell’attaccante altoatesino su un difensore del Bari.

La risposta dei pugliesi arriva immediata. I biancorossi aumentano il ritmo e provano a cambiare volto alla gara con l’ingresso di Lorenzo Dickmann al posto di Mantovani. Proprio Dickmann crea l’occasione più nitida: dopo una ribattuta in area, il suo tentativo viene neutralizzato da un intervento prodigioso di Jacopo Adamonis, decisivo nel deviare il pallone sopra la traversa. Nel finale il Sudtirol continua a spingere senza paura, mentre il Bari fatica a trovare lucidità e concretezza. Al triplice fischio esplode la delusione: i pugliesi salutano la Serie B e retrocedono in Serie C.

Foto: SSC Bari

Pareggio amaro al San Nicola: poco Bari contro un Sudtirol troppo deciso. Si decide tutto a Bolzano

Fischio finale. Termina a reti bianche il playout d’andata tra Bari e Sudtirol. Un risultato che non fa bene alle sorti dei pugliesi obbligati adesso a vincere in quel di Bolzano per poter credere ancora nel mantenimento della categoria. Poca sostanza per i biancorossi ed un parziale stretto agli altoatesini che negli sviluppi della gara hanno detenuto il completo controllo del gioco. Fa da cornice un San Nicola gremito e con 27.734 spettatori di cui 21 tifosi ospiti, un dato mai registrato da inizio stagione sino ad oggi complice anche la riduzione delle tariffe dei biglietti in occasione dell’ultima partita casalinga.

Partenza intensa al San Nicola nel primo atto dei playout tra Bari e Sudtirol con i biancorossi subito più propositivi rispetto alla formazione di Fabrizio Castori, autentica sorpresa negativa di questo finale di stagione. Il Bari prova a fare la partita soprattutto sulla corsia mancina dove Rao si dimostra il più intraprendente dei suoi. L’esterno biancorosso cerca più volte la giocata per sorprendere Adamonis senza però riuscire a impensierire seriamente il portiere ospite: le conclusioni risultano troppo morbide per trasformarsi in vere occasioni da gol.

Dall’altra parte, il Sudtirol ringrazia anche l’imprecisione di Moncini. L’attaccante barese spreca infatti una ghiotta opportunità in area piccola, confermando una certa tendenza a temporeggiare troppo al momento decisivo e consentendo così il recupero della retroguardia altoatesina. Con il passare dei minuti il ritmo cala sensibilmente e la gara si incarta su sé stessa. Le idee scarseggiano, i portatori di palla del Bari faticano a trovare linee di passaggio e riferimenti offensivi utili per sviluppare una manovra fluida. Uno scenario che riflette perfettamente il peso della posta in palio: non una sfida per inseguire la Serie A ma una battaglia tesa e nervosa per conservare la categoria.

L’avvio di secondo tempo sorride al Sudtirol che rientra dagli spogliatoi con maggiore convinzione approfittando di un Bari apparso subito nervoso e poco lucido. Gli altoatesini aumentano il ritmo soprattutto nelle transizioni offensive mettendo in difficoltà la retroguardia pugliese con ripartenze rapide e grande intensità. A guidare i suoi è il capitano Casiraghi che prova a scuotere il match con una punizione dai circa venti metri: conclusione precisa sul secondo palo e grande risposta di Cerofolini decisivo nel negare il vantaggio agli ospiti con un autentico intervento salva-risultato.

La squadra di Castori cresce minuto dopo minuto, imponendo le proprie caratteristiche migliori: fisicità, aggressività e pressione costante nella zona nevralgica del campo. Il Bari, invece, arretra progressivamente il proprio baricentro soffrendo l’iniziativa avversaria e accumulando errori tecnici che alimentano ulteriormente la spinta del Sudtirol. Gli altoatesini continuano infatti a sviluppare gioco con continuità, trovando spazi tra le linee e penetrando con relativa facilità in una difesa pugliese apparsa sempre più lenta e vulnerabile con il passare dei minuti. Nonostante gli sforzi termina 0-0 una partita troppo importante per essere così sprecata.

Foto: SSC Bari

Masiello si ritira, niente playout contro il Bari. Non ha mai affrontato l’ex squadra dopo l’autogol contro il Lecce

Andrea Masiello chiude la carriera e non affronterà il Bari nel doppio spareggio salvezza contro il Südtirol, in programma tra il 15 e il 22 maggio. Il difensore ha salutato il calcio giocato venerdì 8 maggio, dopo il pareggio della sua squadra contro la Juve Stabia a Bolzano, mettendo fine a una carriera lunga 22 anni.

L’annuncio è arrivato attraverso un messaggio pubblicato sui social dalla moglie: «Quei 90 minuti che sembravano eterni, si sono trasformati in 22 anni con uno schiocco di dita».

Il nome di Masiello resta però indissolubilmente legato a una delle pagine più dolorose della storia recente del Bari. Coinvolto nello scandalo calcioscommesse della stagione 2010/11, l’ex difensore biancorosso finì al centro dell’inchiesta per l’autorete nel derby perso 2-0 contro il Lecce il 15 maggio 2011. Dopo il patteggiamento, nel 2012 scontò 22 mesi di squalifica, oltre agli arresti domiciliari e a un contributo economico per la costruzione di un campo di calcetto.

Dal ritorno del Bari in Serie B nel 2022, Masiello non ha mai affrontato i biancorossi da avversario. In dieci occasioni contro il Südtirol ha sempre saltato la sfida, compresa la semifinale playoff del 2023 vinta dal Bari al San Nicola davanti a 60mila spettatori. Dal club altoatesino parlarono allora di una clausola contrattuale legata a «questioni di opportunità».

Dopo le esperienze successive in Serie A con Atalanta e Genoa, Masiello lascia il calcio senza aver mai incrociato il Bari da avversario. Ma a distanza di 15 anni, la ferita lasciata nei tifosi biancorossi resta ancora aperta.

Domani Sudtirol-Bari, Iachini per il tris: Masiello ancora out. Prima convocazione per il baby Dachille

C’è anche il nome di Domenico Dachille, difensore centrale classe 2005, nella lista dei convocati del Bari di mister Iachini per la trasferta in programma domani pomeriggio sul campo del Sudtirol. Pilastro della Primavera biancorossa, per lui si tratta della prima convocazione in prima squadra. Dachille indosserà la maglia numero 30 e prenderà parte alla sfida in cui il Bari è chiamato a dare seguito alle due vittorie consecutive contro Lecco e Feralpisalò conquistate dall’arrivo di Iachini in panchina. Dall’altra parte invece mancherà come sempre Andrea Masiello. Si tratta della sesta volta nelle ultime due stagioni.