Fuochi d’artificio a Bolzano, 0 gol in 180 minuti: Bari in Serie C! Lacrime di coccodrillo in campo

Cala il sipario. Il Sudtirol resiste mentre i pugliesi retrocedono in Serie C. Questo un risultato che a livello meritocratico premia la squadra più valida e condanna chi a furia di giocare con il fuoco si è bruciato. Il Bari non convince nemmeno in una serata così importante dimostrando ancora una volta tutta l’inadeguatezza di questa società le cui figure principali non hanno rispettato un solo progetto enunciato.

Sono 658 i tifosi biancorossi accorsi per sostenere il Bari nell’ultimo, decisivo ballo stagionale. Per la sfida di ritorno dei playout, Longo conferma l’impianto tattico dell’andata con una sola novità: Braunoder al posto di Esteves. Una scelta probabilmente maturata alla luce delle aspettative su una gara sporca, intensa e fortemente fisica, caratteristiche che il centrocampista austriaco ben interpreta.

Il clima è tesissimo fin dai primi istanti, complice l’enorme posta in palio. Il Sudtirol approccia il match con grande convinzione, proponendo il classico calcio targato Castori: aggressivo, verticale e duro nei contrasti con continui falli spezzaritmo e pressing feroce sulle ripartenze pugliesi. Le prime occasioni sono infatti dei padroni di casa. Merkaj e Frigerio provano a sorprendere Cerofolini — costretto spesso ad agire lontano dai pali — con conclusioni indirizzate sul primo palo che terminano però di poco a lato.

Il Bari regge l’urto dell’intensa pressione altoatesina ma fatica a costruire gioco. Per gran parte del primo tempo gli ospiti appaiono confusi nelle trame offensive con transizioni spesso prive di riferimenti e idee chiare. Rao, atteso protagonista, resta troppo evanescente: il suo talento sembra quasi imprigionato, incapace di accendersi nel momento più delicato della stagione.

Al 33’ arriva la grande chance per il Sudtirol: Molina colpisce il palo approfittando di un errore di copertura di Piscopo, in ritardo nella lettura dell’azione. In chiusura di frazione, però, il Bari costruisce la sua occasione più nitida: Kevin Piscopo spreca una buona opportunità calciando di poco a lato.

Ripresa incandescente al Druso dove tensione e intensità salgono con il passare dei minuti. Il Sudtirol rientra in campo con coraggio e aggressività, sfiorando il colpo del vantaggio al 63’: Pecorino trova la rete che fa esplodere lo stadio ma l’arbitro annulla tutto per un fallo dell’attaccante altoatesino su un difensore del Bari.

La risposta dei pugliesi arriva immediata. I biancorossi aumentano il ritmo e provano a cambiare volto alla gara con l’ingresso di Lorenzo Dickmann al posto di Mantovani. Proprio Dickmann crea l’occasione più nitida: dopo una ribattuta in area, il suo tentativo viene neutralizzato da un intervento prodigioso di Jacopo Adamonis, decisivo nel deviare il pallone sopra la traversa. Nel finale il Sudtirol continua a spingere senza paura, mentre il Bari fatica a trovare lucidità e concretezza. Al triplice fischio esplode la delusione: i pugliesi salutano la Serie B e retrocedono in Serie C.

Foto: SSC Bari

Rebus Emiliano, spunta il piano B per evitare il ritorno in toga: ipotesi consulenza nella commissione parlamentare

Un’altra strada per scongiurare il ritorno in toga in attesa delle elezioni politiche del 2027. Sono quelle prospettate per l’ex governatore pugliese Michele Emiliano, al centro di una complessa vicenda amministrativa ancora al vaglio del Consiglio superiore della magistratura.

Alla Terza commissione del Csm sono infatti alcune distinte richieste: da un lato l’aspettativa per ricoprire il ruolo di consulente giuridico del sindaco di Bari, Antonio Decaro, dall’altro, l’ipotesi di un incarico fuori ruolo come consulente presso una commissione parlamentare. Entrambe le opzioni consentirebbero a Emiliano di non rientrare immediatamente nei ranghi della magistratura.

Parallelamente, l’ex presidente della Regione Puglia ha indicato alcune possibili sedi di servizio — tra Abruzzo, Campania e la Direzione nazionale antimafia — nel caso in cui il Csm dovesse respingere le richieste avanzate. Tuttavia, sulle destinazioni preferite Emiliano mantiene il massimo riserbo, mentre cresce l’attesa per una decisione che tarda ad arrivare. Dopo mesi di incertezza, filtra la volontà di mettere fine alle indiscrezioni e attendere sviluppi concreti.

Per conoscere l’esito della vicenda sarà probabilmente necessario attendere la prossima settimana: al momento, infatti, non risultano riunioni calendarizzate della Terza commissione, presieduta da Marcello Basilico.

Tra le ipotesi sul tavolo, appare in salita quella dell’aspettativa richiesta dalla Regione Puglia — già respinta in precedenza — nonostante il tentativo di Decaro, che si è recato personalmente al Csm per sottolineare l’importanza delle competenze giuridiche di Emiliano nella gestione del dossier Ilva. In questo scenario, lo stipendio dell’ex governatore verrebbe sostenuto dalla Regione, con un trattamento equiparato a quello di un capo dipartimento.

Diversa la prospettiva nel caso di un incarico parlamentare: Emiliano resterebbe fuori ruolo e continuerebbe a essere retribuito dal ministero della Giustizia, come avviene per numerosi magistrati impegnati in attività di consulenza presso le Camere.

Proprio questa opzione, sostenuta da un senatore che ne ha promosso la candidatura alla Commissione Lavoro, sembra oggi la più praticabile, anche alla luce dei precedenti dinieghi del Csm alla collaborazione con la Regione. Il futuro dell’ex governatore resta dunque appeso a una decisione imminente, in un passaggio delicato che intreccia carriera giudiziaria e prospettive politiche.

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