Torniamo ad occuparci del caso di Bit Live e della nostra presa di posizione nei confronti dell’Ordine dei giornalisti e del giornalismo locale. Abbiamo voluto rispondere a chi ci accusa di aver contribuito alla chiusura della pagina Facebook, seppure la macchina di Bit Live al momento sia ripartita sempre su Facebook ma questa volta tramite un gruppo privato. C’è qualcosa che ci sfugge ripercorrendo le varie tappe e non capiamo sinceramente il motivo di tali accuse. Abbiamo anche lanciato una provocazione all’Ordine dei giornalisti.
Prefettura nega accesso nel Cara di Bari-Palese, Tar dà ragione a report olandese: “I giornalisti possono entrare”
Il Tar di Bari ha stabilito che limitare l’accesso dei giornalisti ai centri di accoglienza per migranti senza adeguate motivazioni rappresenta una lesione della libertà di stampa. La decisione arriva dopo il ricorso presentato da un reporter della testata olandese De Correspondent, al quale la Prefettura aveva negato l’ingresso nel Cara di Bari-Palese per realizzare un reportage sul sistema di accoglienza in Italia.
I giudici hanno ritenuto illegittimo il diniego, evidenziando che la risposta della Prefettura era priva di motivazioni esplicite e non indicava tempi o modalità per un eventuale accesso.
Nella sentenza il Tar ha ribadito il ruolo fondamentale della stampa come garante della trasparenza e del controllo democratico, ricordando che il diritto di cronaca prevale sulla riservatezza quando viene esercitato nel rispetto della correttezza professionale e dell’interesse pubblico.
Il tribunale ha inoltre richiamato la normativa nazionale ed europea, secondo cui giornalisti e operatori dell’informazione possono accedere ai centri di accoglienza purché siano identificati e presentino richiesta con congruo anticipo.
Secondo la legale del reporter, la pronuncia costituisce un importante precedente giurisprudenziale a tutela della libertà di stampa e del controllo pubblico sulle strutture destinate all’accoglienza dei migranti.
Labianca richiama Antonio all’Ordine: “Ragioniere non sono più giornalista. Lei mai stato dottore”
Non è ancora arrivato il momento di pubblicare l’intervista registrata, ma l’ultimo incontro avvenuto nelle scorse ore con Cesare Labianca, l’uomo che promette linee di credito, finanziamenti e agevolazioni per l’apertura di aziende in Albania, è diventato già epico.
Il ragioniere Labianca, dopo essere scappato e dopo aver offeso Antonio, si è recato all’Ordine dei giornalisti per denunciare il nostro operato. Teniamo a precisare che Antonio non è più un giornalista e non è iscritto all’Ordine da tempo.
Presto torneremo ad occuparci della truffa di Labianca. In uno dei video precedenti abbiamo deciso di spiegarvi, come si farebbe a un ragazzino, come funziona il raggiro, ma soprattutto di mostrarvi i due documenti cardine della nostra inchiesta, quelli che certificano senza possibilità di essere smentiti che Cesare Labianca non ha alcuna autorizzazione a svolgere attività di consulenza o qualsiasi tipo di mediazione finanziaria.
Non può farlo tanto in Italia quanto in Albania dove, al contrario di quanto sostiene nell’intervista, non ci sarebbe bisogno come accade in Italia. Insomma, un raggiro in piena regola, dal quale stare lontani. Abbiamo raccolto decine di segnalazioni, sono stati truffati anche diversi professionisti e la questione è già attenzionata dalle autorità competenti, forse in modo non ancora efficace, considerando che l’attività di Cesare Labianca continua.
Pregiudicato non è un appellativo, l’errore non è una fake news: “Informare è un lavoro vero”
L’omicidio di Amleto Magellano e il tragico incidente stradale avvenuto ad Altamura dove hanno perso la vita i fratelli Antonio e Cecilia Bigi. Negli ultimi giorni, nel Barese, sono avvenuti drammatici episodi di cronaca. Come sempre Quinto Potere si è fatto trovare pronto e in prima linea per raccontare e documentare quanto accaduto.
Perché questo impone il nostro lavoro e questo impone l’essere giornalista. Anche noi siamo essere umani e comprendiamo il dolore e la sofferenza di parenti e amici quando una persona cara perde la vita, in particolar modo in dinamiche come quelle raccontate.
Spesso non pubblichiamo subito i nomi delle vittime, nel rispetto dei cari. Quello che non abbiamo mai fatto è inserire giudizi personali a contorno della vicenda di cronaca.
Amleto Magellano era un pregiudicato e un giornalista è tenuto a dirlo. Un dettaglio sottolineato da tutte le testate giornalistiche che hanno parlato del caso e da diversi colleghi anche nei servizi televisivi. E queto non significa infangare il nome di una persona.
Sui social e privatamente tante persone ci hanno accusato di questo, ignorando il lavoro del giornalista e sperperando offese gratuite senza controllo. In merito al tragico incidente avvenuto ad Altamura, erroneamente si è diffusa la notizia della morte di un terzo ragazzo, annunciata e poi smentita anche dallo stesso Sindaco di Altamura. Anche su questo abbiamo fatto chiarezza in un video editoriale.
Giornalismo svenduto, Sportelli attacca la Gorio (5): “Mente su tutto persino sulla data di nascita”
“Manila Gorio mente su tutto – tuona Sportelli -, persino sulla sua data di nasciata. Follower fasulli come la visibilità che promette”
Continue readingQuinto Potere sotto accusa. Raffaele: “Non sono un prestanome. Antonio diverso da Brumotti e Cicalone”
Quinto Potere sotto accusa. Tante critiche a prescindere. Raffaele Caruso, il nuovo direttore, interviene insieme ad Antonio: “Non sono un prestanome. Diversi da Brumotti e Cicalone”.
Continue readingFuori dalla casta dei giornalisti, ultimo atto: la “marchetta”. Consegnato il tesserino
Nel viaggio all’interno della “casta” del giornalismo, dopo la decisione di lasciare l’albo, Antonio continua a spiegare i motivi che lo hanno spinto a prendere questa dolorosa e forte decisione. È arrivato il momento di consegnare il tesserino e parlare di un argomento molto delicato, quello della “marchetta” e delle pubblicità.
Continue readingFuori dalla Casta, Antonio non è più un giornalista: “Cancellato. Categoria senza vergogna”
Ora è ufficiale, Antonio non è più un giornalista. La sua richiesta di cancellazione dall’Ordine è stata ratificata nella giornata di venerdì. Ha voluto togliersi qualche sassolino dalla scarpa, rispondendo alle critiche di alcuni colleghi e denunciando quello che non funziona nella categoria. Ma non è finita qui, restate collegati.
Fuori dalla casta, il silenzio dei Giornalisti. Antonio aggredito e minacciato: “Se le va a cercare”
Antonio vuole spiegare i motivi che lo hanno spinto a chiedere la cancellazione dall’Ordine dei Giornalisti. In tanti si stanno lasciando andare a teorie fantasiose, è arrivato il momento di dire le cose come stanno.
Continue readingFuori dalla casta, aspettando la ratifica: “Ripensaci”. Antonio: “Non ha senso restare giornalista”
Torniamo a parlare di questa sofferta decisione, in tantissimi si sono fatti avanti per chiedere di fare un passo indietro e ripensarci. Ecco come stanno le cose.
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