Nuove intimidazioni contro la gip antimafia del Tribunale di Lecce Francesca Mariano, da circa due anni sotto scorta. Questa volta le minacce arrivano anche dal web: su TikTok è stato diffuso un falso articolo, apparentemente attribuito a Repubblica, nel quale la magistrata veniva indicata come indagata per presunte collusioni con la ’Ndrangheta.
La notizia, completamente falsa e ritenuta diffamatoria, ha spinto Mariano, attraverso i suoi legali Luigi Corvaglia e Francesco Vergine, a presentare una denuncia-querela. Particolare preoccupazione ha suscitato anche il nickname utilizzato dall’autore del contenuto, considerato potenzialmente minaccioso.
L’episodio si inserisce in una lunga sequenza di intimidazioni. A fine febbraio, in un deposito della famiglia a Galatina, la scorta aveva trovato un ordigno rudimentale collegato a una bombola del gas. Nei mesi precedenti erano arrivate una lettera minatoria con il disegno di un crocifisso e, nel novembre 2025, una testa di capretto sulla tomba del padre, accompagnata da un coltello e dalla scritta “prima o poi”.
Già nel febbraio 2024, sotto l’abitazione della giudice a Lecce, era stata lasciata un’altra testa di capretto insanguinata e infilzata con un coltello, con un biglietto recante la parola “Così”. Per quell’episodio era stato identificato un 44enne coinvolto nell’inchiesta antimafia “The Wolf” sul clan Lamendola-Catanna.
Le intimidazioni sono confluite in un fascicolo coordinato dalla Procura di Potenza, mentre la Squadra Mobile di Lecce indaga per accertare se dietro i diversi episodi ci sia una regia comune. Mariano continua intanto a svolgere il proprio lavoro in tribunale e a firmare provvedimenti delicati: tra gli ultimi, l’operazione “Colemi”, che ha colpito la frangia di Tuturano della Sacra corona unita.







