Accusato di fake news sulla guerra: giornalista e docente a Bari arrestato in Kuwait. L’appello dell’Uniba

Un giornalista statunitense-kuwaitiano, Ahmed Shihab-Eldin, è stato arrestato e detenuto per settimane in Kuwait con accuse legate alla sicurezza nazionale. A denunciarlo è il Committee to Protect Journalists (Cpj), che parla di un caso emblematico della crescente repressione nei Paesi del Golfo contro chi diffonde contenuti sulla guerra tra Stati Uniti e Iran.

Secondo l’organizzazione, il giornalista – collaboratore di testate come The New York Times, PBS e Al Jazeera English – sarebbe stato fermato il 3 marzo durante una visita alla famiglia e incriminato per “diffusione di notizie false” e “minaccia alla difesa nazionale”. Da giorni non si hanno sue notizie pubbliche.

Al centro delle accuse ci sarebbe anche un video condiviso online, verificato dalla CNN, che mostrava lo schianto di un caccia statunitense nei pressi di una base in Kuwait. Il Cpj denuncia una «censura sempre più rigida» e chiede il rilascio immediato del giornalista e il ritiro delle accuse.

Il caso si inserisce in un contesto più ampio: centinaia di persone sarebbero state arrestate nei Paesi del Golfo per aver diffuso immagini sugli effetti degli attacchi iraniani.

Docente dal 2025 presso l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, dove insegna storytelling e public speaking, Shihab-Eldin vive a Bari. L’ateneo ha espresso «piena solidarietà» e ha lanciato un appello per il suo rilascio, richiamando il rispetto dei diritti fondamentali sanciti dal diritto internazionale, tra cui la libertà di espressione e il diritto a un giusto processo.

Anche esponenti politici italiani, tra cui Nicola Fratoianni, hanno denunciato la vicenda, definendo le accuse «false e pretestuose» e parlando di un tentativo di mettere a tacere giornalisti e dissidenti.

Premiato a livello internazionale e candidato agli Emmy, nel 2024 il giornalista aveva ricevuto lo Human Rights Defender Award di Amnesty International Australia per il suo lavoro sulla crisi a Gaza, distinguendosi per l’uso innovativo dei social media e del citizen journalism.

Graduatoria per docenti, riconosciuto il punteggio per il servizio militare: la sentenza di Bari apre nuovi scenari

Potrebbe avere effetti ben oltre i confini locali la sentenza del Tribunale del lavoro di Bari che ha accolto il ricorso di un docente inserito nelle graduatorie provinciali 2024-2026. Al centro della vicenda, il mancato riconoscimento del punteggio per il servizio militare svolto dopo il conseguimento della laurea magistrale.

Il ministero aveva inizialmente escluso la valutazione di questo periodo, ma il docente – assistito dalle avvocate Maria Antonietta Papadia e Mara Caponio – ha contestato la decisione. Le legali hanno evidenziato come il servizio militare debba essere equiparato, nei concorsi pubblici, al lavoro svolto presso enti pubblici.

Accogliendo il ricorso, il giudice ha ribadito che il servizio prestato nelle Forze armate va considerato a tutti gli effetti come attività resa allo Stato, con pieno valore ai fini del punteggio nelle graduatorie. Una pronuncia che potrebbe ora fare da apripista a numerosi casi analoghi in tutta Italia.

Brindisi, schiaffo a studente minorenne sul pullman durante una gita: docente a processo

Un presunto episodio di violenza ai danni di uno studente minorenne durante una gita scolastica è finito al centro di un procedimento penale in corso davanti al Giudice di Pace di Brindisi. Imputato un docente di un Centro di Formazione Professionale di Francavilla Fontana, accusato di lesioni personali.

I fatti risalgono al 30 ottobre 2023. Secondo la denuncia presentata dal padre del ragazzo ai carabinieri, l’insegnante avrebbe colpito lo studente con uno schiaffo al volto mentre il gruppo era in viaggio in pullman verso Caserta e Napoli, alla presenza di altri compagni.

Il referto del Pronto Soccorso dell’ospedale di Francavilla Fontana attesta un trauma facciale con ematoma perioculare, dolore mandibolare e una temporanea riduzione dell’udito, con una prognosi di sette giorni. In seguito all’episodio, la famiglia ha sporto querela. Il procedimento è ancora in corso: nell’udienza del 24 marzo sarà ascoltata la persona offesa, assistita dall’avvocato Maurizio Campanino.

Tragedia sfiorata a scuola, bimbo di tre anni rischia di soffocare a mensa: la maestra lo salva

Tragedia sfiorata nei giorni scorsi nella scuola dell’infanzia dell’istituto comprensivo Diaz di Vernole e Castri dove un bimbo ha rischiato di soffocare durante il pranzo.

Il piccolo di tre anni è stato salvato dal tempestivo intervento della maestra che ha praticato subito le manovra di disostruzione.

A raccontare l’accaduto è stato lo stesso istituto sui social. La docente è riuscita a liberare le vie aeree del piccolo grazie alle tecniche apprese nei corsi di formazione ai quali il personale scolastico partecipa periodicamente.

“Non ho più voglia di vivere”, lettera choc al Politecnico di Bari: mamma riconosce il figlio e contatta la docente

L’autore della lettera anonima e straziante trovata sull’albero di Natale posizionato all’interno del Politecnico di Bari è stato individuato. La storia ha scosso la nostra community e i social. Tutto è partito dal post pubblicato sui social dalla professoressa Anna Castellano con la speranza di rintracciare l’autore della lettera anonima. “Caro Babbo Natale, vivere è diventato estenuante e non ho molta voglia di farlo. Se possibile, vorrei che ponessi fine alle mie sofferenze. Vorrei potermi addormentare e non svegliarmi più, non essere mai esistito, rimanere un ricordo lontano e vago che con il passare del tempo svanisca come tutti gli altri. Non ho più voglia di combattere per ciò che desidero. Please, let me fly away”, le parole contenuto all’interno.

In poche ore, grazie al passaparola, la mamma è riuscita a capire che era stato suo figlio a scriverla ed è riuscita a mettersi in contatto con la docente. Il Politecnico non ha commentato e confermato ufficialmente la storia vista la delicatezza del tema.