Bari, mense scolastiche senza pace. Addio alla plastica arrivano le stoviglie: ma i genitori segnalano piatti sporchi

Stop alla plastica e ai materiali monouso nelle mense scolastiche di Bari. La nuova organizzazione del servizio punta su stoviglie riutilizzabili in acciaio e melamina, lavate e igienizzate direttamente negli istituti grazie all’introduzione di lavastoviglie professionali. Una scelta in linea con gli obiettivi di sostenibilità ambientale e con i Criteri Minimi Ambientali previsti dalla normativa.

Tuttavia, il cambiamento ha sollevato le proteste di diverse famiglie. Secondo alcune segnalazioni, soprattutto dal plesso San Filippo Neri, alcuni bambini avrebbero ricevuto piatti opachi o con residui di precedenti pasti, oltre a caraffe d’acqua senza adeguata tracciabilità. Critiche che hanno portato il caso anche all’attenzione del Comune.

L’assessore alla Pubblica Istruzione, Vito Lacoppola, difende la scelta. “Si tratta di una soluzione prevista dalla legge, che garantisce sicurezza e qualità del servizio, soprattutto in refettori con molti alunni”. L’assessore sottolinea inoltre che l’iniziativa risponde anche alle richieste dei genitori, che avevano segnalato la scarsa qualità delle posate usa e getta, spesso soggette a rottura.

La gestione del servizio, affidata alla ditta Ladisa, ha previsto l’installazione di attrezzature di lavaggio professionali e sistemi di distribuzione dell’acqua con filtri forniti dall’Acquedotto Pugliese. Al momento, il nuovo sistema interessa circa 3.200 studenti su oltre 5.000 iscritti al servizio mensa, mentre per le altre scuole si stanno valutando soluzioni logistiche.

La vicenda è ora al vaglio della commissione consiliare Qualità dei Servizi. Il presidente, Carlo Patruno, ha annunciato sopralluoghi per verificare le criticità segnalate, non solo sulle stoviglie e sull’acqua, ma anche su altri aspetti del servizio, come la presunta mancanza dei dispositivi antirabbocco per l’olio extravergine.

Regione Puglia, taglio del 30%: previsti risparmi da 450mila euro per la mensa. Il progetto

Il progetto della mensa del Consiglio regionale sarà rivisto con una riduzione dei costi di circa 450 mila euro. Lo ha annunciato il presidente del Consiglio regionale, Toni Matarrelli, durante la commissione Bilancio convocata per discutere della vicenda. Il costo complessivo dell’intervento passerà infatti da 1,5 milioni a 1,05 milioni di euro, con un taglio del 30% rispetto alla stima iniziale.

L’intervento interesserà una superficie di 478 metri quadrati e prevede una capienza di 250 utenti, di cui 200 all’interno e 50 all’esterno. Gli spazi destinati a consiglieri, dipendenti e ospiti saranno progettati con particolare attenzione alla rappresentatività dei luoghi: all’ingresso è prevista una parete rivestita in rovere con pannelli di diverso spessore che integreranno il logo della Regione Puglia.

Oltre all’area mensa e al bar, il progetto include anche una sala da tè più riservata e una sala ristorante utilizzabile anche per eventi, pensata per garantire privacy e dotata di spazi separati per riunioni o incontri di lavoro quando necessario.

Tragedia sfiorata a scuola, bimbo di tre anni rischia di soffocare a mensa: la maestra lo salva

Tragedia sfiorata nei giorni scorsi nella scuola dell’infanzia dell’istituto comprensivo Diaz di Vernole e Castri dove un bimbo ha rischiato di soffocare durante il pranzo.

Il piccolo di tre anni è stato salvato dal tempestivo intervento della maestra che ha praticato subito le manovra di disostruzione.

A raccontare l’accaduto è stato lo stesso istituto sui social. La docente è riuscita a liberare le vie aeree del piccolo grazie alle tecniche apprese nei corsi di formazione ai quali il personale scolastico partecipa periodicamente.

Bari, choc nella mensa scolastica a Poggiofranco. Pezzo di ferro nella pasta al sugo: “Tragedia sfiorata”

“Un pezzo di materiale presumibilmente ferroso spiraliforme e o/ elicoidale” nel piatto di pasta al sugo preparato per la mensa della scuola elementare. È accaduto a Poggiofranco, nel plesso Emanuele Loi in via Bartolo.

Protagonista un alunno di terza elementare. Come riportato dal Corriere del Mezzogiorno, tutto è avvenuto sotto gli occhi degli insegnanti e di un genitori del “comitato assaggio”. Prontamente il caso è stato denunciato ai Carabinieri del Nas, il servizio della mensa scolastica è affidato alla Ladisa Ristorazione, ma anche al Comune e alle commissioni consiliari Qualità dei Servizi e Trasparenza, entrambe presiedute da due consiglieri di centrodestra.

È stata richiesta la verifica dei “macchinari obsoleti o usurati da cui possono derivare gli oggetti ferrosi che potrebbero contaminare i pasti somministrati anche nei prossimi giorni”.

“Considerando che il medesimo istituto scolastico comprende anche le classi dell’infanzia e che il servizio di refezione scolastica è garantito anche agli alunni di età inferiore (fino ai tre anni), si sarebbe sfiorata la tragedia”, si legge nella denuncia.

Mense scolastiche, caos a Bari: il Comune affida il servizio temporaneo nel lotto 1 alla Ladisa

Il Comune di Bari ha preso atto del decreto del presidente del TAR pubblicato questa mattina che dispone di dare continuità al servizio di refezione scolastica fino all’udienza cautelare, fissata nel medesimo provvedimento per il 15 ottobre.

Pertanto, con determinazione dirigenziale, è stata affidata temporaneamente la gestione del servizio di refezione relativo alle scuole comprese nel lotto 1 alla Ladisa spa, azienda questa alla quale il TAR stesso aveva annullato la precedente aggiudicazione. Per effetto del provvedimento, a far data da domani, mercoledì 9 ottobre, il servizio riprenderà (compatibilmente con la disponibilità delle scuole) fino all’udienza che dovrà dirimere (in sede cautelare) il contenzioso sorto tra le aziende concorrenti. Sarà quindi competenza di Ladisa SpA predisporre tutti gli adempimenti per l’avvio del servizio in collaborazione con le scuole interessate.

Mense scolastiche a Bari, slitta l’avvio. Petizione dei genitori al sindaco Leccese: “Soluzione ponte per i nostri figli”

Una petizione online su Change dopo lo slittamento della partenza del servizio mensa per le scuole baresi appartenenti al primo lotto, prevista oggi 7 ottobre. Il destinatario è il sindaco di Bari, Vito Leccese, circa 4500 le famiglie coinvolte preoccupate per l’evolversi della situazione. Sono oltre 900 le firme raccolte in poco tempo.

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Mense scolastiche a Bari, si parte il 7 ottobre in 9 quartieri: manca ancora l’accordo per il secondo lotto

L’assessore alla Conoscenza Vito Lacoppola rende noto che è giunta in questi giorni la comunicazione ufficiale, da parte del raggruppamento temporaneo di imprese aggiudicatario del servizio di refezione per le scuole del territorio cittadino afferenti al primo lotto (Santo Spirito – Palese – San Paolo – Marconi – San Girolamo – Fesca – Libertà – San Nicola – Murat), che stabilisce l’avvio delle attività di refezione scolastica il prossimo 7 ottobre.

Lo slittamento di sette giorni rispetto alla richiesta dell’assessorato di avviare d’urgenza il servizio già a partire dal 1° ottobre è stato motivato dall’impossibilità di completare le procedure di assunzione del personale necessario, attualmente dipendente del gestore uscente e dalla mancanza di tempo sufficiente per l’organizzazione logistica dei presidi presso gli istituti scolastici e per l’approvvigionamento delle materie prime.

Contestualmente gli uffici comunali sono al lavoro per completare le procedure di aggiudicazione anche per il secondo lotto (Madonnella – Japigia – Torre A Mare – Carrassi – San Pasquale – Picone – Poggiofranco – Mungivacca – Carbonara – Ceglie – Loseto) così da avviare la medesima richiesta di urgenza per partire con la refezione in tutte le scuole della città.

“L’amministrazione comunale ha lavorato fino alla fine per concludere le procedure utili a partire il prima possibile con il servizio di refezione, così come ha provato a insistere affinché si potesse partire con il servizio dal 1° ottobre per andare incontro alle famiglie che legittimamente ne hanno fatto richiesta e sono in attesa – spiega Vito Lacoppola -. Purtroppo abbiamo dovuto fare i conti con diverse iniziative giuridiche che hanno messo rimesso in discussione le procedure di aggiudicazione del servizio. Sento di dover comunque ringraziare gli uffici comunali che in queste settimane hanno lavorato senza sosta per giungere alla nuova aggiudicazione. Non ci è stato possibile far coincidere le operazioni dei due lotti perché abbiamo dovuto tener conto di due sentenze differenti che sono arrivate a distanza di 45 giorni l’una dall’altra. Ora, però, si tratta di attendere ancora pochissimi giorni e, per quanto ci riguarda, non intendiamo fare passi indietro nel monitoraggio dell’organizzazione del servizio per assicurarci che la data del 7 ottobre venga rispettata”.