Rastelli scuote il Bari e blinda Cerofolini: “Escludo la sua cessione a gennaio”

Cinque giornate, cinque vittorie e un primato costruito senza lasciare per strada neppure un punto. È un Sorrento a punteggio pieno quello che sabato attende il Bari al “Donato Curcio” di Picerno, in una sfida che rappresenta già un banco di prova significativo per le ambizioni dei biancorossi. La formazione di Maiuri guida infatti il girone C con 15 punti, frutto dei successi contro Salernitana, Crotone, Giugliano, Picerno e, nell’ultimo turno, Cavese. Nove le reti realizzate e appena tre quelle subite.

Numeri che fanno da contraltare al percorso più altalenante del Bari di Massimo Rastelli, terzo a quota 10. Martedì sera, difatti, il passo indietro contro il Potenza: uno 0-0 al San Nicola nel quale i lucani hanno messo in difficoltà i biancorossi, costringendo più volte Cerofolini agli straordinari. Lo stesso Rastelli, nel post gara, ha riconosciuto la maggiore brillantezza degli avversari e una condizione della sua squadra ancora da perfezionare.

Alla vigilia della sesta giornata di campionato, Massimo Rastelli presenta Sorrento-Bari in conferenza stampa: “Sará una prova di grande valore visto che andremo a confrontarsi con chi ha bottino pieno ed è riuscito a capitalizzare tutte le azioni. Vorrei che riuscissimo ad essere più brillanti di martedì sera”.

Gestione del pallone, capacità di cambiare pelle durante la partita e soprattutto testa esclusivamente al campo. Massimo Rastelli detta la linea consapevole che il Bari non possa permettersi distrazioni né tantomeno sottovalutare un avversario che arriva all’appuntamento con entusiasmo e condizione dalla propria parte.

Il tecnico parte proprio dalla lettura della gara e da ciò che chiederà ai suoi uomini: “Noi andiamo ad analizzare pregi e difetti dell’avversario. Dobbiamo essere bravi a limitare tutto quello che sono le loro prerogative. La cosa fondamentale è essere bravi nella gestione della palla”.

Capitolo portieri. L’arrivo di Nicolas ha inevitabilmente acceso interrogativi sulle gerarchie, ma Rastelli prova a spegnere sul nascere qualsiasi caso: “Cerofolini e Pissardo stanno bene. Ci sono situazioni nelle quali non vorremmo essere sprovvisti. Abbiamo puntato su Nicolas perché ha esperienza e fa spogliatoio”.

Le emergenze, intanto, obbligano a fare di necessità virtù. La contemporanea perdita di due terzini sinistri ha costretto il tecnico a ridisegnare quella zona di campo, affidandosi anche a Mane: “Perdendo in una sola gara due terzini sinistri devo scegliere un elemento che possa coprire quel ruolo. Mane ha retto il confronto dopo i primi 15’ di fatica, ma ha adempiuto al suo ruolo”.

Il Bari, però, non vuole diventare prigioniero di un solo spartito. L’identità resta un punto fermo, ma Rastelli pretende una squadra capace di leggere i momenti e, quando necessario, cambiare abito anche a gara in corso: “Noi andiamo a lavorare su tante situazioni in base al nostro momento e alle situazioni che stiamo vivendo. Non voglio snaturare la nostra identità, ma proviamo situazioni alternative non fossilizzandoci su un unico modo di stare in campo. Durante la gara sappiamo che dobbiamo saper cambiare”.

Nessuna anticipazione, invece, sull’undici titolare. Il tecnico tiene le carte coperte fino all’ultimo: “Quando faccio delle scelte le faccio sempre molto ponderate. Le valutazioni di questi giorni sono state fatte a trecentosessanta gradi in base alle caratteristiche che penso mi possano servire. Oggi abbiamo fatto la rifinitura e poi vedrete in campo i primi undici. Il resto sarà sicuramente pronto”.

Dall’altra parte ci sarà una squadra che non avrà bisogno di ulteriori stimoli. Affrontare il Bari, del resto, continua a rappresentare una vetrina capace di moltiplicare energie e motivazioni degli avversari: “Sappiamo di affrontare una squadra in grande condizione e con grande entusiasmo. Affrontarci alzerà la loro voglia di esaltarsi. Mi auguro che i ragazzi avranno abbastanza energie mentali e fisiche per elevare la qualità tecnica”.

Poi il passaggio forse più significativo. Attorno al Bari il rumore non manca, ma Rastelli respinge l’idea di una squadra distratta da ciò che accade fuori dal rettangolo verde. La classifica, le pressioni e soprattutto l’assenza del pubblico nelle gare interne pesano, ma non possono trasformarsi in un alibi: “Ti posso assicurare che dal primo giorno siamo tutti esclusivamente incentrati sul lavoro di campo e non abbiamo la testa da un’altra parte. Siamo consapevoli e consci della situazione che viviamo, soprattutto in casa quando vorremmo i nostri tifosi. Sappiamo quanta responsabilità abbiamo e proviamo a trasformarla in energia positiva senza stare troppo a pensare ad altre situazioni extra che non sono da noi gestibili”.

Tre partite in una settimana impongono inevitabilmente qualche riflessione sulla gestione delle energie. Il turnover, dunque, non è escluso: “Giocando tre gare in una settimana qualcosina si può cambiare per mettere qualche calciatore fresco che non ha giocato nella partita precedente. Gomez si è allenato con la squadra ed è normalmente convocato”.

Tra le note positive c’è Darboe, tornato finalmente a mettere nelle gambe una partita intera. Rastelli ne sottolinea il peso all’interno del centrocampo biancorosso, pur mantenendo alta l’attenzione sulla gestione fisica: “Darboe sta bene. Martedì ha giocato per la prima volta dopo mesi 90’. Ha dimostrato di essere un giocatore prezioso sotto tanti punti di vista. Mi auguro che possa trovare la sua continuità. Siamo sempre in allerta per evitare brutti infortuni. Ci sta dando molto, così come tutti i centrocampisti”.

Parole al miele anche per Prisco, uno degli elementi che sembra aver già attirato l’attenzione dell’allenatore: “Prisco ha delle doti importanti. È un centrocampista di un’intelligenza importante e, pur non avendo una grande fisicità, sa giocare a calcio, sa smarcarsi, ha i tempi in testa di un giocatore affermato. Nel vederlo in questi giorni sono contento che sia arrivato da noi”.

Infine Cerofolini. E qui Rastelli non lascia spazio a interpretazioni, retroscena o scenari di mercato. Alla domanda su una possibile partenza del portiere nella finestra invernale, la risposta è tanto breve quanto categorica: “Escludo nella maniera più assoluta la cessione di Cerofolini a gennaio”.

Una frase che mette, almeno per il momento, un punto fermo sulle gerarchie future. Per tutto il resto sarà il campo a parlare. E per un Bari che continua a convivere con pressioni, aspettative ed emergenze, è proprio lì che serviranno le risposte più convincenti.

Foto: SSC Bari

Alla vigilia del derby. Rastelli: “Ad Altamura avranno il coltello tra i denti. Sará una battaglia”

È la vigilia del derby. Domani sera, alle 21:00, il Bari sarà di scena al Tonino D’Angelo per affrontare l’Altamura nella quarta giornata del campionato di Serie C. Una sfida che arriva già con un peso importante per entrambe le squadre, considerando quanto raccolto nelle prime tre giornate e le diverse sensazioni con cui le due formazioni si presentano all’appuntamento. Il Bari di Massimo Rastelli arriva sulle ali dell’ultimo successo: al San Nicola i biancorossi hanno superato 1-0 il Casarano, ritrovando una vittoria che ha dato fiducia e continuità al percorso di inizio stagione. Il successo contro i salentini ha rappresentato anche una risposta dopo le prime due giornate di campionato, nelle quali la formazione biancorossa aveva alternato risultati e prestazioni.

Dall’altra parte ci sarà un Altamura che cerca invece il riscatto. I biancorossi murgiani sono reduci dalla sconfitta casalinga per 0-2 contro il Savoia, maturata nell’ultima giornata, e arrivano dunque al derby con la necessità di reagire immediatamente. Un passo falso che ha lasciato l’Altamura con l’obiettivo di ritrovare punti e soprattutto prestazione davanti al proprio pubblico. Difatti, sono 2.900 i tifosi attesi allo stadio, con il tutto esaurito fatto registrare in vista della sfida.

Sull’atteggiamento che si aspetta dalla squadra, Rastelli avverte: «Un altro derby dopo Barletta. Vogliamo cancellare quella partita, ce l’abbiamo ancora tutti negli occhi. Vogliamo fare una grande prestazione, ma ci aspetta un Altamura con il coltello tra i denti. Affronteremo una battaglia. Abbiamo preparato una gara sui novanta minuti e tutti sono pronti per giocare dall’inizio».

Buone notizie arrivano dall’infermeria, con il tecnico che avrà a disposizione l’intero gruppo. Sulle possibili scelte di formazione, Rastelli precisa: «Sono tutti disponibili e tirerò le somme sull’undici titolare tenendo conto di quello che abbiamo preparato. Allo stesso tempo bisognerà conservare altre risorse da utilizzare attraverso i cambi nel corso della gara».

Il Bari continua intanto il proprio percorso di crescita. Alcuni progressi sono evidenti durante la settimana, ma il tecnico chiede maggiore continuità nel trasferirli sul terreno di gioco: «Abbiamo sempre dei feedback sui quali lavoriamo per migliorarci. Il nostro compito è far crescere la squadra sia a livello individuale sia collettivo. Sotto questo aspetto vedo dei miglioramenti, anche se durante le partite non riesco ancora a riscontrare la stessa continuità».

Tra i calciatori che potrebbero trovare maggiore spazio c’è anche Mogos. Sul suo impiego e sulla posizione in campo, l’allenatore chiarisce: «Ho cercato di inserire Mogos in Coppa Italia, ma alla fine del primo tempo ho preferito cambiarlo per evitare problematiche future. Come ho già detto, adesso tutti sono pronti per poter giocare dal primo minuto. È stato preso per fare il terzino nella difesa a quattro».

Un passaggio importante viene poi dedicato alla profondità dell’organico, uno dei punti di forza che il Bari ha mostrato soprattutto quando Rastelli ha avuto la possibilità di pescare dalla panchina: «La gestione delle risorse è uno dei principali obiettivi di un allenatore. L’esperienza insegna che nell’arco di una stagione c’è bisogno di tutti e bisogna riuscire a far sentire ogni giocatore importante. Poi è giusto che chi merita dia il proprio contributo. Nel calcio post-Covid i cinque cambi hanno modificato profondamente anche la gestione delle partite, perché permettono all’allenatore di utilizzare caratteristiche diverse sulla base della lettura della gara. Noi abbiamo la fortuna di avere una rosa ampia e di qualità e, quando peschiamo dalla panchina, riusciamo a trovare risorse importanti. La differenza la fa anche il modo in cui un calciatore entra in campo».

Tra le alternative a disposizione figura Manè, sul quale Rastelli continua a intravedere importanti margini di crescita: «Manè ha tante doti dal punto di vista fisico. Sappiamo che deve migliorare, ma è uno dei tanti giocatori che possono partire dal primo minuto».

Parole particolarmente significative vengono infine riservate a Maggiore, diventato rapidamente uno degli elementi di maggiore affidabilità del centrocampo biancorosso. Rastelli ne sottolinea soprattutto professionalità e intelligenza tattica: «Sono contento di aver conosciuto Maggiore prima da lontano e poi di averlo potuto valutare direttamente in questo primo mese e mezzo. È andato al di là delle mie più rosee aspettative. Dal primo giorno non ha sbagliato un allenamento. È chiaro che pretendo determinate cose da lui perché possiede un’intelligenza calcistica fuori categoria e, proprio per questo, deve trovare quella continuità che il suo valore richiede. Ci sono ancora molti margini di miglioramento per tutti e, quando riusciremo a compiere questi passi in avanti, tutto diventerà più agevole».

Sulle difficoltà della trasferta, il tecnico biancorosso avverte: «Nella nostra carriera siamo stati calciatori e allenatori di tante squadre e sappiamo benissimo cosa ci aspetta dall’altra parte. Lo sapevamo anche prima di andare a Barletta. Affronteremo una squadra che gioca un bel calcio e mette in pratica ottime idee, anche perché gioca con leggerezza. È un avversario da prendere con le dovute molle: se non lo affronti nel modo giusto può metterti in grande difficoltà».

Al di là di quanto espresso finora sul piano del gioco, Rastelli continua però a sottolineare un aspetto che considera particolarmente importante: la capacità del gruppo di sopperire alle proprie lacune attraverso carattere e determinazione.

Sulla crescita della squadra, Rastelli spiega: «Quando continuo a dire di essere soddisfatto di quello che stanno facendo i ragazzi è perché, anche nelle difficoltà, siamo riusciti attraverso la volontà di ottenere il risultato a sopperire a tante altre mancanze. Questo ci dà consapevolezza, sapendo che il percorso è iniziato da poco e deve portarci a crescere sia dal punto di vista fisico sia nelle conoscenze e nei meccanismi di squadra».

Il tecnico non nasconde, dunque, come il Bari sia ancora alla ricerca di una propria identità definitiva. Il peso della maglia e le aspettative che accompagnano i biancorossi impongono di puntare sempre al massimo, ma Rastelli invita anche a non sottovalutare il valore degli avversari.

Sul momento attraversato dalla squadra, l’allenatore chiarisce: «Adesso siamo un Bari che sta cercando di capire cosa vuole diventare. Il Bari porta con sé lo stigma del blasone, con l’idea di dover vincere dappertutto, ma esistono anche gli avversari e ci sono squadre che possono metterti in difficoltà».

Infine, uno sguardo alle condizioni di Vicari e alla situazione di Prisco. Per il difensore arrivano segnali incoraggianti dopo il periodo trascorso ai box.

Sui due calciatori, Rastelli conclude: «Vicari è tornato ad allenarsi con la squadra e sono certo che sarà un valore aggiunto non appena avrà ritrovato la condizione migliore. Prisco, invece, deve prima risolvere alcune sue situazioni e noi lo aspettiamo».

Foto: SSC Bari

Bari, Marino alza la voce: “Voglio guadagnarmi la stima dei baresi”

Il mercato ha chiuso i battenti, adesso per il Bari è arrivato il momento dei conti. E non soltanto quelli relativi ad acquisti, cessioni e operazioni concluse nelle ultime ore. A metterci la faccia è il direttore generale Pierpaolo Marino, chiamato a spiegare le scelte che hanno portato alla costruzione dell’organico affidato a Massimo Rastelli.

Una conferenza stampa che arriva in un momento tutt’altro che banale. Le prime uscite ufficiali hanno infatti lasciato più di qualche interrogativo sulla reale profondità e competitività della rosa, soprattutto dopo il pesante ko di Barletta e una prestazione tutt’altro che brillante contro il Picerno, superato soltanto ai calci di rigore in Coppa Italia.

Marino aveva parlato di una squadra completa, Rastelli di un “ventaglio di alternative” a propria disposizione. Il mercato, adesso, non concede più possibilità di intervento: le carte sono sul tavolo e il Bari è questo.

Al direttore generale il compito di spiegare strategie e scelte; al campo, già dalle prossime giornate, quello di stabilire se siano state quelle giuste: “E’ stata una campagna acquisti complicata. Tra il tentativo di rifondare e di non far partire i migliori. Ringrazio alcuni giocatori di questo Bari che hanno ricevuto importanti offerte da club di B ma hanno preferito di rimanere qui. Un saluto anche a chi ha deciso di andare via ma la stima verso chi è rimasto è maggiore“.

Marino non usa giri di parole e, nella conferenza stampa di chiusura del mercato, mette sul tavolo anche le difficoltà incontrate nella costruzione del nuovo Bari. Il direttore generale parte da chi ha scelto di restare nonostante le sirene della categoria superiore: “Giocatori come Mantovani, Cerofolini e Maggiore hanno ricevuto offerte importanti. Quando ci siamo confrontati mi hanno manifestato i loro dubbi, ma alla fine sono rimasti. Altri, invece, si sono comportati in maniera inadempiente. Oggi le società sono costrette a subire le violenze degli agenti“.

Parole pesanti, che Marino collega ad una riflessione più ampia sul calcio moderno e sul rapporto tra club, calciatori e procuratori: “Non ce l’ho con i giocatori che sfruttano le opportunità offerte dal sistema, ce l’ho con le regole. Si dice che i calciatori siano lavoratori subordinati, ma di fatto si comportano da autonomi: se le cose vanno male non accettano decurtazioni, se vanno bene si parla subito di aumenti. E ce l’ho con quegli agenti che sfruttano questa situazione fino a diventare quasi proprietari dei calciatori”.

Poi il passaggio su Vicari, sul quale il dg fa chiarezza anche rispetto alle voci circolate nelle ultime settimane: “È un giocatore del Bari. Tre settimane fa ha avuto un problema ed è stato operato al menisco. Durante il mercato certe cose non si pubblicizzano. Nonostante questo ha rifiutato alcune proposte. Non è stato fermo perché non volesse fornire prestazioni, come qualcun altro. Sono felicissimo che sia rimasto qui”.

Sul capitolo infortuni Marino precisa anche la situazione di Butic: “Non era infortunato, aveva accusato un risentimento al quadricipite e abbiamo preferito tenerlo precauzionalmente a riposo. La materia relativa agli infortuni è coperta dalla privacy del club, non soltanto del calciatore”.

Spazio quindi alle scelte tecniche che hanno completato l’organico. L’obiettivo era consegnare a Rastelli almeno due alternative per ruolo, soprattutto nel reparto offensivo: “Dovevamo completare la rosa davanti con un jolly come Bianchi e sugli esterni con un giocatore come Della Morte, che per me è indiscutibile. Abbiamo seguito anche altri profili perché non avevamo certezze su una trattativa complicata. Sono elementi che ci servivano. Inoltre abbiamo giocatori come Prisco, che può ricoprire quel ruolo a centrocampo”.

Un discorso a parte riguarda Darboe: “Quando Rastelli lo ha visto ha voluto lavorarci. Anche lui ha rifiutato delle proposte”.

Ma per Marino la qualità della rosa, da sola, non può bastare. Il Bari dovrà soprattutto trasformarsi in squadra: “Serve compattezza. I giocatori devono credere nell’obiettivo e sentirlo proprio. Noi possiamo spiegare quali possano essere i benefici, poi dobbiamo accompagnarli nella quotidianità e, quando serve, dare anche qualche bastonata. Dopo Barletta certamente non hanno ricevuto applausi, anche se qualche attenuante va concessa. Guardate quante delle cosiddette favorite stanno incontrando difficoltà. La nostra arma deve essere l’umiltà: siamo forti, ma gli altri lo sono tanto quanto noi”.

È però nella parte finale che Marino alza ulteriormente il livello delle dichiarazioni, mettendo sul tavolo reputazione, ambizioni e responsabilità personali: “Ho ricevuto tutte le garanzie, altrimenti non sarei qui. Non sono un buffone. Non avrei mai fatto la Serie C se non fosse stato per Bari. Sono stato chiamato da club importanti di Serie A e Serie B e finora qui mi è stato messo tutto a disposizione”.

Nessun alibi, dunque, ma neppure la volontà di nascondere il peso della missione: “Con l’onestà che mi contraddistingue dico che questa è la situazione più complessa della mia carriera. Per me è un’impresa difficilissima. Non mi sento né un Dio né infallibile, sono semplicemente una persona che è migliorata nel tempo. Non posso permettermi di commettere gli errori del passato e ho una passione incredibile”.

Il traguardo, invece, Marino lo indica senza nascondersi: “Voglio guadagnarmi la stima di Bari e dei baresi. Il mio obiettivo è riportare il Bari nella categoria superiore e spero che un giorno possano ricordarmi qui come è accaduto in altre città. So che il compito è molto difficile e che in questo momento c’è più diffidenza che fiducia”.

Una consapevolezza che non sembra spaventarlo. Anzi, probabilmente rappresenta una delle ragioni per cui ha accettato: “Per me Bari è una sfida bellissima”.

Tra Procura, TAR e silenzi: perché a Bari non si può fare finta che sia una normale presentazione

Tra poche ore toccherà a Pierpaolo Marino e Massimo Rastelli presentarsi alla città. Il nuovo direttore generale e il nuovo allenatore saranno chiamati a raccontare il Bari che verrà. Ma il vero interrogativo è un altro: si può davvero parlare del futuro quando nessuno ha ancora spiegato il passato ed il presente?

Questa conferenza stampa nasce già con un enorme equivoco. Marino e Rastelli arrivano oggi. Non erano al Bari quando la squadra è sprofondata in Serie C, non hanno costruito l’organico retrocesso e non hanno scelto dirigenti, allenatori o strategie che hanno portato al fallimento sportivo eppure saranno loro a sedersi davanti ai microfoni, mentre chi quel fallimento lo ha gestito continua a restare lontano dalle domande.

Questo è uno schema che la proprietà sembra riproporre puntualmente: cambiano gli uomini, non cambia il metodo. Dopo una retrocessione storica, qualsiasi società avrebbe probabilmente convocato una conferenza stampa della proprietà per spiegare ai tifosi cosa fosse accaduto. A Bari, invece, si è scelto il silenzio. Domani, improvvisamente, si torna a parlare di calcio. Ma quale calcio? Quello del ritiro? Del mercato? Degli obiettivi? Dei moduli?

Prima ancora del 4-3-3 o del 3-5-2, Bari aspetta ancora di sapere perché una squadra costruita per altri traguardi sia precipitata in Serie C e mentre il club tenta di voltare pagina, la cronaca racconta altro. C’è un’inchiesta della Procura di Bari che coinvolge la governance della proprietà, perquisizioni effettuate dalla Guardia di Finanza, una richiesta di apertura della liquidazione giudiziale sulla quale dovrà pronunciarsi il Tribunale e rimane aperto anche il contenzioso amministrativo legato allo stadio San Nicola.

Non significa, sia chiaro, che esistano responsabilità già accertate. Le indagini sono nella loro fase iniziale e ogni persona coinvolta gode della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva. Fingere che tutto questo non esista, è impossibile, utopistico.

Qui che nasce il paradosso. La società sembra voler riportare il pallone al centro del villaggio quando, in realtà, il villaggio continua a interrogarsi sulla società. È come se si volesse cambiare argomento prima ancora di aver concluso quello precedente. E allora la domanda diventa inevitabile: “Chi risponderà delle promesse fatte? Chi spiegherà ai tifosi perché, nella lettera inviata al sindaco Vito Leccese, Luigi De Laurentiis parlava di una rapida risalita, mentre a pochi giorni dal ritiro il Bari deve ancora completare gran parte dell’organico? Chi chiarirà le ragioni di una retrocessione sulla quale la proprietà non ha mai sentito il dovere di metterci la faccia?”

Marino e Rastelli meritano di essere giudicati per il loro lavoro. Sarebbe profondamente ingiusto attribuire loro responsabilità che appartengono ad altri ma proprio per questo la conferenza rischia di trasformarsi in un esercizio surreale perché le domande che tutti vorrebbero rivolgere alla proprietà finiranno inevitabilmente davanti a due professionisti che, fino a pochi giorni fa, osservavano il Bari da fuori.

La proprietà continua a cambiare gli interpreti ma la sceneggiatura resta sempre la stessa. Il punto non è presentare il nuovo ma è che nessuno ha ancora avuto il coraggio di spiegare il vecchio e finché quella spiegazione continuerà a mancare, ogni conferenza stampa rischierà di apparire meno come l’inizio di una rinascita e più come il tentativo di spostare il riflettore da ciò che davvero la città continua a chiedere: non promesse, ma responsabilità.

Longo alla vigilia di Bari-Venezia: “Non serve guadare le altre. Pucino? Abbiamo altro a cui pensare ora”

Il passato non può essere cancellato ma si può trarre spunto da esso. Il Bari nel pomeriggio di domani alle ore 15:00 dovrà provare ad invertire la rotta con una big del campionato: la capolista Venezia. Per i lagunari un cammino che parrebbe essere indirizzato alla vittoria diretta del campionato di Serie B ma i pochi punti che separano la squadra di Stroppa dal Monza non consentono ancora di poter assaporare una promozione matematica.

Se da un lato c’è chi ha già i gadget da festeggiamenti in serbo, dall’altro c’è chi dovrebbe lottare per evitare la retrocessione in Serie C. Questa, una macchia troppo grande da poter accettare oltre ad un immenso disonore per la piazza pugliese. La settimana giunta in dirittura d’arrivo ha visto il tecnico piemontese Moreno Longo fare i conti non solo con l’importante preparazione della partita ma anche con un clima non idilliaco a causa delle polemiche “da bar” innescate dall’esclusione di capitan Pucino dalla lista dei convocovati per Monza. Alle ore 13:00 si è tenuta l’abituale conferenza stampa alla vigilia di Bari-Venezia.

Analisi dell’avversario – “Servirà un Bari perfetto perchè affrontiamo la prima della classe con valori importanti. La nostra gara dovrà essere attenta e senza sbavature a livello fisico. La mole che il Venezia impone è elevata. Il Bari dovrà sfruttare le opportunità che ci serviranno con cinismo. Non serve guardare le altre se non si fanno punti”.

Fase di non possesso – “Non ti devi permettere di abbassare la concentrazione che sia su un fallo o altro. Nella categoria ci sono errori macroscopici ma noi dobbiamo pensare alle nostre distrazioni. Il gol subito a Monza è frutto di una nostra svista. Nel momento in cui c’è stata la rimessa laterale ci siamo fermati. Ecco noi dobbiamo evitarlo e rimanere sempre concentrati”.

Approccio alle big –Bisogna essere realisti. Quando affronti queste squadre non è il non voler cambiare atteggiamento il punto ma ciò che l’avversario ti concede di fare. Loro se sono in giornata ti mettono li e tu puoi solo capitalizzare le occasioni che ci sono in ripartenza. Pensare di poter dominare le grandi lo si può anche fare ma se ti apri e concedi distanze diventa complicato e difficile. Questo Bari non se lo può permettere in questo momento.

I subentranti – “Sappiamo quanto possono incidere. E’ un elemento che può spostare in termini di risultato perchè se entri e riesci a determinare mutano gli equilibri della squadra. Noi ci auguriamo sempre che quando si fanno delle scelte, dei cambi, lo si fa sia perchè obbligati sia perchè speriamo di migliorare i trend dei secondi tempi dove spesso si decide l’esito di una partita”.

Indisponibili – “Fuori Darboe, Dickmann, Verreth, Esteves e Dorval invece squalificato. De Pieri è rientrato in gruppo ma non può ancora partire dal primo minuto”.

Caso Pucino –Dopo la partita di Monza non sono stato lapidario ma ho detto la verità. Non ha senso che esista questa situazione perchè siamo a quattro giornate dalla fine e si deve pensare ad altro. Non abbiamo un gruppo sfaldato ma vorrei essere chiaro nel dire che non abbiamo tempo di pensare al singolo. Il gruppo è unito e ci sono giocatori con un profilo umano elevato”.

Poche parole e più fatti – “A Monza si è fatto un buon primo tempo dove ti sei andato a giocare una partita con attenzione. Questo dobbiamo essere bravi a portarlo per 95′. Noi lavoriamo per essere perfetti anche se sappiamo che è una cosa complicata. Contano molto anche gli episodi. Il calcio è costituito anche da errori e noi dobbiamo cercare di limarli il più possibile sfruttando quelli che gli altri potrebbero commettere. Purtroppo le partite vanno anche in modo diverso da come le prepari”.

Foto: SSC Bari

Longo alla vigilia di Monza-Bari: “Out Cerofolini. Gara aperta ma la preoccupazione più grande siamo sempre noi”

Archiviata l’importante vittoria contro il Modena (3-1) i biancorossi sono chiamati in causa per affrontare un altro banco di prova: il Monza. La squadra di mister Bianco attualmente terza in classifica a quota 66 punti ha collezionato nelle ultime tre partite soli pareggi rimediando anche l’espulsione di Cutrone nella scorsa giornata contro il Catanzaro del DS Polito.

L’attenzione si concentra sulle parole di Moreno Longo, intervenuto nella conferenza stampa alla vigilia del match per presentare una partita tanto delicata quanto fondamentale per il raggiungimento della salvezza. L’allenatore biancorosso ha analizzato il momento della squadra, sottolineando l’importanza di approcciare la gara con determinazione e lucidità, consapevoli delle difficoltà che l’avversario può creare. Tra considerazioni tattiche, gestione delle energie e obiettivi stagionali, Longo ha tracciato la rotta da seguire, ribadendo la volontà del Bari di giocarsi le proprie carte con coraggio e identità.

Prossima avversaria il Monza:Sappiamo che affronteremo una grande squadra che ha fatto un campionato importante. Ha giocatori di qualità e quando ti devi opporre a questi club devi disputare una buona partita sotto tutti gli aspetti. Quando si gioca è sempre tutto aperto”.

Condizioni della squadra: “Fuori De Pieri, Darboe e Dickmann. Ci sarà fuori anche Cerofolini che ha subito contro il Modena una grave pallonata. Nel suo percorso farmaceutico sta assumendo un farmaco che non gli consente di scendere in campo in questa partita”.

Rao e la prevedibilità sulla fascia: “Dobbiamo continuare a lavorare in questo senso. Quando si analizzano le partite si sanno pregi e difetti di ogni squadra. Rao va lasciato sereno così da esprimersi a questi livelli. Ha rimodulato anche il suo modo di approcciarsi alle partite. Prima era molto più isolato sulla sinistra. La prestazione però è di squadra e non del singolo. Se Rao sta facendo bene è perchè tutti lo stanno ponendo nella condizione di esprimersi”.

Piscopo e Dorval: “Hanno giocato anche insieme. Uno non esclude l’altro ma la scelta la faremo anche in base alla condizione dei singoli e sulla base del tipo di avversario che avranno. Gli esterni del Modena sono molto validi. Oltre ad opporci con l’atteggiamento giusto dovremo scegliere le caratteristiche corrette”.

Punti fondamentali nelle prossime partite:“Non esiste altro obiettivo al momento dell’opportunità Monza. I punti sono in palio in tutte le partite. Abbiamo fatto meglio per assurdo con le squadre di alta classifica che non con quelle di pari livello”.

Cambi ed approccio dei subentranti: “Quando inserisci dentro un giocatore e fa gol hai fatto bene come allenatore, se non accade i cambi sono definiti sbagliati. Chi è entrato contro il Modena ha fatto bene a porre la partita sul 3-0 perchè se ci fosse stato il 2-1 con gli otto minuti di recupero la partita si sarebbe potuta evolvere diversamente”.

Preoccupazioni in vista di Monza: “La preoccupazione più grande siamo sempre noi. La certezza ad oggi non posso ancora averla circa la costanza della squadra. Mi piacerebbe trovare un Bari dentro la partita focalizzato a pieno su una gara competitiva”.

Moncini ed i ringraziamenti a Longo: “Non ho avuto modo di ascoltare le parole di Gabriele nel post partita ma sono contento se è rimasto a Bari. E’ un giocatore che sta lavorando sodo, si sta ponendo nella maniera corretta. Sta migliorando sul fattore partecipazione con la squadra sia in fase di possesso che di non possesso ed avrebbe meritato la doppia cifra già da molto tempo per le sue capacità e la visione che lui ha della porta”.

Foto: SSC Bari

Il Bari torna in campo, missione salvezza. Longo senza alibi: “Ogni partita è una storia. Basta blackout”

Terminata la sosta con la debacle azzurra e le dimissioni dell’oramai ex Presidente della FIGC Gabriele Gravina è tempo di ritornare a preoccuparsi dei problemi in casa Bari. La squadra che ha terminato gli allenamenti la scorsa domenica ha successivamente ripreso il regolare ritmo settimanale dalla giornata di mercoledì.

I biancorossi giunti al rush finale sono richiamati in causa per portare a termine la missione salvezza, un miracolo si potrebbe dire, visto e considerato l’andamento annuale di una squadra indecifrabile e incostante. Archiaviata la sconfitta casalinga contro la Carrarese (0-3) il Bari dovrà impattare le ultime sei gare del campionato con un approccio che in sporadiche volte si è palesato: la posta in palio è molto alta, la retrocessione si prefigurerebbe come un ennesimo schiaffo morale nei confronti di una grande piazza.

Volendo trarre spunto dai discorsi longhiani, termine coniato all’occorrenza per indicare i filoni narrativi del tecnico Longo, occorrerà focalizzarsi step by step sui singoli avversari senza pensare a tutte le prossime avversarie del Bari dopo il Modena: Monza, Venezia, Avellino etc… Anche perché in caso contrario lo sconforto parrebbe essere smisurato.

Al San Nicola arriverà lunedì 6 aprile il Modena di mister Sottil una squadra matura, organizzata e con statistiche chiare: i canarini sono al primo posto per minor gol subiti solo venticinque le reti incassate in un’intera stagione.

Recuperi fisici nella settimana della sosta: “Abbiamo cercato di lavorare sugli aspetti critici premendo sull’aspetto fisico. C’era chi doveva recuperare e chi aumentare i carichi di lavoro. Stiamo cercando di focalizzarci sugli aspetti che riteniamo importanti. Verreth, Piscopo e Mantovani stanno lavorando con il gruppo. Out De Pieri, Bellomo e Dickmann che si è fermato per un fastidio al ginocchio”.

Segnali post sconfitta contro la Carrarese: “La prima settimana è stata atipica. La sconfitta bruciava a tutti e ci siamo concentrati su quanto potesse essere migliorato a breve periodo. La sosta non ha aiutato prima della partita contro il Modena. Ci stiamo allenando bene e forte con una reazione settimanale. Lo sappiamo che non basta se sul campo non lo trasporti”.

Bari ed il dato negativo di presenti previsti al San Nicola: “Io credo che sia innegabile che questo sia un dato di fatto. E’ normale che avremmo voluto fosse diverso per l’importanza che attribuiamo al pubblico di Bari. D’altro canto nel momento in cui si è creata questa situazione sappiamo che è colpa nostra e della mancata continuità. Dobbiamo focalizzarci su ciò che noi possiamo determinare provando a fare prestazioni che riaccendano entusiasmo. Non dobbiamo pensare ai problemi ma concentrarci sulle soluzioni”.

Eventuali cambi di modulo: “Il cambiamento si vede sulla base di come copri il campo, potenzialmente gli interpreti sono già quelli. Possono cambiare i giocatori ma alcune scelte ad oggi sono obbligate”.

Media punti per centrare la salvezza: “Non possiamo renderci conto solo ora del trend creato che poi non siamo riusciti a farlo meglio è un altro discorso. Ogni partita che passa è una partita in meno. Questo si sa ed è una realtà dei fatti. Non è cambiato nulla da prima. Dobbiamo sempre fare qualcosa di straordinario. Sul campo ci dev’essere un’attenzione maniacale”.

Dorval e la sua condizione: “Verificheremo oggi come Dorval rientra dalla Nazionale avendo usufruito di un permesso per un problema familiare. E’ nostra premura informarci giorno per giorno sulle condizioni psicofisiche dei ragazzi”.

Modena, una squadra solida e matura: “Permettetemi di porgere le più sentite condoglianze per la tragica scomparsa.Non c’è bisogno di presentare il Modena. I numeri parlano per loro. E’ una squadra che ha prodotto tanto in termini di gioco e potenziali occasioni. Era partita con questo obiettivo e lo stanno centrando con grande merito. Nel calcio ogni partita è una storia e noi abbiamo una chance di poterli affrontare nella maniera corretta. Quando abbiamo mostrato tutto il nostro potenziale abbiamo disputato belle partite. Se questo dovesse mancare contro chiunque è ovvio che le prestazioni siano calanti”. 

Qui e ora: “E’ una frase che rimbomba spesso nel nostro spogliatoio. E’ il mio motto ed un mood corretto. Il resto sono considerazioni, chiacchiere e commenti. In quel momento lì bisogna essere determinanti”.

I blackout del Bari: “Mi auguro di vedere con il Modena un’attenzione costante. Vorrei che l’avversario segnasse per bravura e non disattenzioni nostre. Spero non ci siano blackout ma un trend costante per tutti i 95′ di gioco”.

Sulla Nazionale: “Il calcio non è in difficoltà da ieri ma da tanti anni. Spero si abbia la volontà di rifondare tutto perchè c’è bisogno di un cambiamento radicale”.

Circa l’umore del tecnico: “Ho la fiducia da parte di tutti e per fortuna so anche trasmettermi forza da solo. Per quanto riguarda il gioco a due punte oggi sarebbe difficile per dislocazione in campo di Rao che è un esterno e la nostra modalità di gioco”.

La cattiveria agonistica del gruppo: “Ci sono due elementi che spostano la domanda sulla cattiveria agonistica: una è la caratterialità, la seconda è quella di cercare di tirarla fuori con le buone o le cattive. Occorre scavare nella parte più interiore di noi. Sono situazioni di campo che vanno lette in altri modi. Ci sono dei falli che per forza di cose sei costretto a fare per trasmettere qualcosa al compagno, allo stadio. Diventa un modo per dimostrare che non stai accettando quello che sta succedendo nel campo. Le partite si vincono sui duelli, atteggiamento, sulle seconde palle”.

Foto: SSC Bari

Bari, caccia al tris di vittorie. Longo alla vigilia: “Pescara intenso dovremo avere cuore e testa”

Conferenza stampa anticipata per la ventinovesima giornata del campionato di Serie B che vedrà il Bari impegnato allo Stadio Adriatico di Pescara domenica alle ore 19:30. Occorrerà continuare la scia di risultati positivi per credere nell’obiettivo chiamato salvezza. I biancorossi reduci dalle vittorie rimediate contro la Sampdoria e l’Empoli dovranno provare a contenere i delfini di mister Gorgone. Gli abruzzesi scenderanno in campo con maggiore consapevolezza dettata dal pareggio strappato al Frosinone, terzo in classifica, nella scorsa giornata di campionato. Una partita che li ha visti dominare in fase iniziale con un vantaggio di due reti per poi essere rimontati dai ciociari a fine ripresa.

Massima concentrazione per il tecnico Moreno Longo che sottolinea come sino ad ora non si sia compiuta ancora nessun’impresa eroica, anzi. Per il piemontese la strada è ancora lunga ed in salita. Contentezza per i sei punti in due partite si, ma anche piena coscienza dell’imprevedibilità del campionato. In questa partita verrà meno anche il fattore tifosi biancorossi a cui la trasferta è stata vietata. Il Bari dovrà quindi fare tesoro del calore che la piazza sino ad ora ha dimostrato e tentare di rientrare in Puglia con il bottino pieno.

Sarà una partita difficile perché andiamo ad affrontare una squadra che al momento non va sottovalutata. Il Pescara è in piena salute e troveremo un ambiente molto caldo”. Questa la presentazione della partita di domenica contro i delfini. Per Moreno Longo è fondamentale che il Bari impatti la partita in maniera positiva sin dai minuti iniziali presentandosi in Abruzzo con coraggio e determinazione.

Piedi per terra per il tecnico piemontese nonostante le due vittorie consecutive ottenute: “È di vitale importanza fare punti. La squadra ha messo in campo un atteggiamento combattivo e diverso rispetto al trend precedente. Mi verrebbe da dire non scherziamo, saremmo dei pazzi a non pensare che il percorso da qui alla fine sarà difficile”.

Si parla di luce di speranza in fondo al tunnel ma piedi per terra in casa Bari dove deconcentrarsi non è concesso: “Dobbiamo avere grande fermezza con un focus che vada di partita in partita. Per uscire da Pescara con dei punti occorrerà dare il massimo”.

In dubbio le condizioni di Piscopo: “Stiamo valutando tutti i calciatori in quanto siamo alla terza partita in una settimana. Abbiamo allenamento a pomeriggio e domattina. Occorre capire chi ha recuperato ed ha energie giuste per giocare questa tipologia di partita. La stanchezza si sente sempre 48h e mai 24h. Il Pescara sarà un avversario intenso”.

Studi tattici in corso per i biancorossi soprattutto in seguito alle difficoltà riscontrate contro l’Empoli nei minuti iniziali di gioco: “Di cose da migliorare ce ne sono tante, non potrebbe essere diversamente. Il gol subito contro l’Empoli è stato poco logico e non te lo devi permettere. È stato un incidente di percorso che non deve accadere l’aspetto positivo è che l’hai subito ma non hai perso lucidità”.

Dickmann ed i suoi tempi di recupero: “Stiamo intensificando il suo recupero. Lo verificheremo giornalmente e così capiremo i tempi precisi in cui averlo a disposizione”. Entusiasmo riacceso tra le vie della città per i sei punti guadagnati e la visione di una squadra viva e gagliarda: “Sappiamo quanto può spingere uno stadio al proprio calciatore. Vorrei arrivare alla fine di questo percorso senza rimpianto. Io sono dispiaciutissimo del fatto che non ci saranno a Pescara e lo dico da uomo di sport. Il calcio è trasferta, è sport, è divertimento. Quando noi li vediamo sugli spalti è una gioia in più”.

Alta la posta in palio in Abruzzo dove ad attendere il Bari ci sarà una squadra determinata e spietata in termini di gioco: “Spero che ogni singolo componente della mia squadra dai giocatori a chi lavora con noi abbia ben a mente il clima che vivremo lì. Io lo so benissimo ed è per questo che oltre al cuore chiedo la lucidità perché senza quella non si può andare avanti”.

”C’è una relazione tra allenatore e giocatore che a volte funziona ed a volte no. Io cerco di essere sempre molto chiaro e diretto ma faccio attenzione a valutare chi è realmente in forma. Nicola conosce il calcio. Ha tempi, tecnica e riconosce il gioco. Con Giulio Maggiore ho parlato ma spettava a lui. È un giocatore che ha reagito nella maniera corretta mettendosi in discussione. Ha lanciato segnali importanti fino a farci dire se è questo deve giocare-

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Padova-Bari, Longo cerca la svolta: “Non molliamo ma dobbiamo essere squadra”

Servirebbe una scintilla. E’ questo ciò che si ripete a Bari da quando le sorti della squadra pugliese peggiorano di partita in partita. E’ vero si che Moreno Longo dopo la sconfitta rimediata contro il Sudtirol (1-2) si sia scusato con la tifoseria ma ciò non cambia o motiva il cammino disastroso dei biancorossi. Il Bari rischia di prendere sempre più le sembianze di un agglomerato di giocatori che nulla hanno a che fare con l’idea di squadra tanto ricercata. Mancano coesione, spirito d’iniziativa, offensività e soprattutto fame. Quest’ultima dovrebbe essere l’aspetto principale di chi ha come obiettivo la salvezza ed il conseguente mantenimento della categoria, eppure..

Ancora una volta ad esprimersi non sarà il Presidente Luigi De Laurentiis ma il tecnico piemontese che dopo il confronto avvenuto la scorsa domenica con i capi Ultras della curva Nord si è recato nella sala stampa “Gianluca Guido” per presentare la prossima sfida dei biancorossi. Il Bari giocherà sabato 21 febbraio alle ore 15:00 presso lo Stadio Euganeo di Padova. La squadra allenata da mister Andreoletti occupa attualmente il tredicesimo posto nella classifica di Serie B a quota ventinove punti. Obiettivo dei veneti il raggiungimento dell’effettiva salvezza.

“Io spero che la squadra abbia sofferto per questa sconfitta   – ha esordito Moreno Longo – solo patendo le cose riesci ad avere una reazione come mi aspetto che ci sia”. Tutti recuperati tranne Verreth e Dickmann: Speravamo di avere Verreth ma non è così. È in netto miglioramento. Sono tutti recuperati tranne lui e Dickmann”

Soluzioni rapide e semplici è questo ciò di cui il Bari attualmente necessita: “Per quanto mi riguarda il primo tassello é che noi per primi non possiamo mollare di un centimetro anche quando si vede tutto nero. Il pensiero è che siamo già retrocessi ma noi dobbiamo persistere e perseverare. C’è una salvezza a 4 punti ed un playout a 2. Dobbiamo trovare le forze per rimanere dentro. Io per primo sto cercando di farla diventare una squadra perché squadra non lo è. Gli equilibri di spogliatoio sono più importanti di quelli del campo. Siamo un gruppo di giocatori che non hanno un’identità unita e precisa dove tutti la vedono in egual maniera. Si vede alcune volte che si è disgregati. Dopo il gol subito contro il Sudtirol ne avremmo potuto prendere subito altri. Io sto lavorando sul gruppo anche se tempo non c’è n’è”.

Andar via o lottare: “Prendersi le responsabilità ho sempre pensato fosse la strada più giusta. Fare un passo indietro ora vorrebbe dire lavarsene le mani ed io non desidero questo. Per il mio modo di essere mi sento tutto addosso come se fossi qui da luglio”.

I biancorossi e la sfida contro i veneti: ”La sfida contro il Padova la stiamo preparando focalizzandoci su ogni aspetto. Ho chiesto alla squadra di dover mettere un pezzettino loro ma non perché io non voglio metterci tutto ma perché ci sono loro in campo. Vorrebbe dire inserire le letture singole che solo loro possono vedere. Noi non abbiamo bisogno del compitino ma di prenderci la responsabilità. Ecco perché dico che i ragazzi devono dare qualcosa”.

Ampie polemiche sulla fascia da capitano indossata da Dorval nella partita contro il Sudtirol: “Dorval capitano è una scelta dettata dalla sua militanza nella squadra. Io ho bisogno di venticinque capitani ognuno con le proprie caratteristiche. Per me non conta chi porta la fascia al braccio ma chi si assume responsabilità e dà il massimo”.

Il tema dell’essere squadra penalizza le prestazioni e la lucidità dei giocatori secondo quanto asserito da Longo: ”Quando non hai identità precisa non appoggi nessun idea tecnico-tattica che possa attecchire. Nella partita contro il Sudtirol metto dentro Moncini e Rao per fare una partita diversa e aggressiva. Dopo due minuti prendi gol da una rimessa laterale. Quel gol pesa come un macigno ora. Noi dobbiamo lavorare su questo. Non sul più offensivo o meno offensivo ma sulla solidità mentale diversa”.

Massima schiettezza da parte di Longo su una situazione che ha reso la piazza satura. Tante le dichiarazioni rilasciate nel corso dei mesi e poca concretezza: “Fosse per me io non farei più nemmeno le conferenze perché io non devo vendere fumo. Mi sembra di ripetere sempre le stesse cose ed io non sono una persona così. Questa è una prassi e la rispetto peró. Cercheremo di inserire chi è realmente pronto”.

Nella partita contro il Sudtirol il protagonista di uno spiacevole episodio è stato Manè. Il difensore biancorosso è stato artefice di una pesante autorete: “Nessuna croce addosso a Manè. È il rischio del nostro mestiere, può capitare. Spero per lui che tutto questo possa farlo crescere. Artioli é entrato bene perché è un ragazzo che vuole la palla e la sa giocare. Ha delle conoscenze per quanto riguarda il gioco ma c’è solo da capire la condizione qual è. Quando scegliamo undici giocatori dobbiamo sapere di non avere dopo poco il problema della sostituzione”.

Piano salvezza: ”Oggi dobbiamo pensare a trovare le forze e le soluzioni per fare punti. Una volta diventati quelli si può pensare ai calcoli altrimenti è inutile se tu vedi gli altri ma non vinci tu”.

Un Bari ancora disgregato e con tanti equilibri da dover far quadrare: “Trovo la mia affermazione sull’essere gruppo la trovo logica. Sei il terzo allenatore della stagione con undici giocatori nuovi. Era molto più probabile non esserlo che esserlo per forza di cose come cambiamenti e situazioni avvenute. Sono settimane con turni infrasettimanali dove non ti sei mai allenato. Parliamo di circa dieci allenamenti in tutto, ossia nulla. La vera difficoltà è questa. Io sapevo che la difficoltà grossa era questa. O ti si incastra tutto e sei velocissimo o ci sta che tu faccia fatica”.

Circa l’avversario di sabato: “Il Padova è squadra. Non solo curriculum e giocatori singoli. Sappiamo che tipo di partita andiamo a fare e sappiamo che vorranno vincerla

Foto: SSC Bari

Bari-Spezia, Longo alla vigilia: “Non possiamo permetterci di avere due volti dobbiamo osare”

Nella serata di domani i riflettori dello stadio San Nicola torneranno ad accendersi in occasione della 24^giornata del campionato di Serie B. Un altro scontro diretto sul taccuino di Moreno Longo ed un’ulteriore chance per poter guadagnare punti indispensabili nella lotta alla salvezza della categoria. I biancorossi reduci dalla sconfitta contro il Mantova (2-1) incassata nei minuti finali della ripresa affronteranno lo Spezia di Roberto Donadoni. Per i liguri un pareggio rimediato contro l’Entella. La classifica parla chiaro e vede le due squadre lontane per un solo punto: Spezia 21, Bari 20.

Sarà una partita dura – ha esordito Longo – ma è normale avere difficoltà in questa situazione però non dobbiamo fare l’errore di concentrarci su quello ma la partita va vissuta come una possibilità”. A circa 72h dalla sfida contro il Mantova le possibilità di intervento apparirebbero limitate ma qualche cambio tattico si presenta all’orizzonte: “Penso sempre ad un atteggiamento di squadra più che ai numeri nel campo. Occorre trovare equilibri giusti. La squadra è strutturata anche per un eventuale cambio di modulo perché abbiamo giocatori con caratteristiche duttili. Siamo sempre in valutazione per raggiungere la vittoria”.

Tra gli enigmi del mercato la motivazione per cui non siano arrivati a Bari giocatori in forma e pronti per abbracciare la causa salvezza. Un esempio tra questi potrebbe essere Traoré: “Sapevamo quale sarebbe stata la difficoltà del mercato. Difficilmente chi sta giocando bene con una squadra desidera muoversi. Abbiamo vagliato anche giocatori di Serie C ma le società non volevano privarsi di quei giocatori chiave. Odenthal a Mantova ha disputato un primo tempo di livello assoluto e poi ha chiesto cambio per crampi eppure lui si è sempre allenato”.  Cuni, Piscopo e Artioli rientrano in quel gruppo di giocatori aventi alle spalle all’incirca quindici, sedici presenze differenza sostanziale con altri nuovi arrivi che non possiedono il minutaggio della gara. Questo un aspetto che dovrebbe fare la differenza nel momento in cui si viene chiamati in causa, eppure…

Per Moreno Longo non sarebbe solo un problema di resistenza. Il dispendio mentale giocherebbe una ruolo chiave durante le prestazioni: “Destinare la problematica solo all’aspetto fisico è limitante. Negli ultimi venti minuti si è visto il calo energetico della squadra cosa che non si è visto negli ospiti. È normale che ci sia un aspetto mentale che incida su questo. La ripresa non può essere imputata alla mera condizione atletica. Abbiamo pensato più a difenderci che a proporre. I punti e le partite puoi vincerle se hai il coraggio di osare. Non puoi permetterti di avere due volti con l’avversario”. In fase di recupero anche Dorval le cui prestazioni ad oggi non eccellono per prontezza e qualità.

I miei ragazzi si devono prendere un sano rischio – ha dichiarato Longo – se non si ha questo non si può andare avanti”. Sono chiare le richieste del tecnico piemontese in vista della partita di domani sera contro lo Spezia: “Verranno qui a far battaglia ma devono trovare un Bari gagliardo che deve avere ancora più fame degli ospiti. Il loro mercato è stato importante in una squadra che era già di livello alto”.

Mantovani, un arrivo tanto richiesto quanto rivalutato. Il difensore biancorosso che aveva lasciato un ottimo ricordo nella passata stagione ha evidenziato una prestazione dubbia contro i lombardi: “La rete di Mancuso non è un errore di Mantovani. Il Bari era lì in dieci contro due del Mantova. Lui guarda il pallone e non l’uomo e su questo sono d’accordo ma prima di quel momento Valerio stava facendo una buona partita tenendo testa a testa Mensah”.

Tutti in valutazione, nessuno escluso. Moreno Longo ed il suo staff per la scelta ultima della formazione dovranno fare i conti con la resistenza dei titolari ed il minutaggio reale dei nuovi innesti: “Gli spartiti cambiano anche dopo qualche minuto. Dobbiamo ponderare le scelte”. Tra gli indisponibili solo De Pieri.

Parentesi concessa anche sulla terna arbitrale della partita disputatasi a Mantova in seguito ai dubbi episodi di valutazione del direttore di gara. Al San Nicola nella serata di domani arriverà un arbitro esperto con un pal