Longo alla vigilia di Monza-Bari: “Out Cerofolini. Gara aperta ma la preoccupazione più grande siamo sempre noi”

Archiviata l’importante vittoria contro il Modena (3-1) i biancorossi sono chiamati in causa per affrontare un altro banco di prova: il Monza. La squadra di mister Bianco attualmente terza in classifica a quota 66 punti ha collezionato nelle ultime tre partite soli pareggi rimediando anche l’espulsione di Cutrone nella scorsa giornata contro il Catanzaro del DS Polito.

L’attenzione si concentra sulle parole di Moreno Longo, intervenuto nella conferenza stampa alla vigilia del match per presentare una partita tanto delicata quanto fondamentale per il raggiungimento della salvezza. L’allenatore biancorosso ha analizzato il momento della squadra, sottolineando l’importanza di approcciare la gara con determinazione e lucidità, consapevoli delle difficoltà che l’avversario può creare. Tra considerazioni tattiche, gestione delle energie e obiettivi stagionali, Longo ha tracciato la rotta da seguire, ribadendo la volontà del Bari di giocarsi le proprie carte con coraggio e identità.

Prossima avversaria il Monza:Sappiamo che affronteremo una grande squadra che ha fatto un campionato importante. Ha giocatori di qualità e quando ti devi opporre a questi club devi disputare una buona partita sotto tutti gli aspetti. Quando si gioca è sempre tutto aperto”.

Condizioni della squadra: “Fuori De Pieri, Darboe e Dickmann. Ci sarà fuori anche Cerofolini che ha subito contro il Modena una grave pallonata. Nel suo percorso farmaceutico sta assumendo un farmaco che non gli consente di scendere in campo in questa partita”.

Rao e la prevedibilità sulla fascia: “Dobbiamo continuare a lavorare in questo senso. Quando si analizzano le partite si sanno pregi e difetti di ogni squadra. Rao va lasciato sereno così da esprimersi a questi livelli. Ha rimodulato anche il suo modo di approcciarsi alle partite. Prima era molto più isolato sulla sinistra. La prestazione però è di squadra e non del singolo. Se Rao sta facendo bene è perchè tutti lo stanno ponendo nella condizione di esprimersi”.

Piscopo e Dorval: “Hanno giocato anche insieme. Uno non esclude l’altro ma la scelta la faremo anche in base alla condizione dei singoli e sulla base del tipo di avversario che avranno. Gli esterni del Modena sono molto validi. Oltre ad opporci con l’atteggiamento giusto dovremo scegliere le caratteristiche corrette”.

Punti fondamentali nelle prossime partite:“Non esiste altro obiettivo al momento dell’opportunità Monza. I punti sono in palio in tutte le partite. Abbiamo fatto meglio per assurdo con le squadre di alta classifica che non con quelle di pari livello”.

Cambi ed approccio dei subentranti: “Quando inserisci dentro un giocatore e fa gol hai fatto bene come allenatore, se non accade i cambi sono definiti sbagliati. Chi è entrato contro il Modena ha fatto bene a porre la partita sul 3-0 perchè se ci fosse stato il 2-1 con gli otto minuti di recupero la partita si sarebbe potuta evolvere diversamente”.

Preoccupazioni in vista di Monza: “La preoccupazione più grande siamo sempre noi. La certezza ad oggi non posso ancora averla circa la costanza della squadra. Mi piacerebbe trovare un Bari dentro la partita focalizzato a pieno su una gara competitiva”.

Moncini ed i ringraziamenti a Longo: “Non ho avuto modo di ascoltare le parole di Gabriele nel post partita ma sono contento se è rimasto a Bari. E’ un giocatore che sta lavorando sodo, si sta ponendo nella maniera corretta. Sta migliorando sul fattore partecipazione con la squadra sia in fase di possesso che di non possesso ed avrebbe meritato la doppia cifra già da molto tempo per le sue capacità e la visione che lui ha della porta”.

Foto: SSC Bari

Il Bari torna in campo, missione salvezza. Longo senza alibi: “Ogni partita è una storia. Basta blackout”

Terminata la sosta con la debacle azzurra e le dimissioni dell’oramai ex Presidente della FIGC Gabriele Gravina è tempo di ritornare a preoccuparsi dei problemi in casa Bari. La squadra che ha terminato gli allenamenti la scorsa domenica ha successivamente ripreso il regolare ritmo settimanale dalla giornata di mercoledì.

I biancorossi giunti al rush finale sono richiamati in causa per portare a termine la missione salvezza, un miracolo si potrebbe dire, visto e considerato l’andamento annuale di una squadra indecifrabile e incostante. Archiaviata la sconfitta casalinga contro la Carrarese (0-3) il Bari dovrà impattare le ultime sei gare del campionato con un approccio che in sporadiche volte si è palesato: la posta in palio è molto alta, la retrocessione si prefigurerebbe come un ennesimo schiaffo morale nei confronti di una grande piazza.

Volendo trarre spunto dai discorsi longhiani, termine coniato all’occorrenza per indicare i filoni narrativi del tecnico Longo, occorrerà focalizzarsi step by step sui singoli avversari senza pensare a tutte le prossime avversarie del Bari dopo il Modena: Monza, Venezia, Avellino etc… Anche perché in caso contrario lo sconforto parrebbe essere smisurato.

Al San Nicola arriverà lunedì 6 aprile il Modena di mister Sottil una squadra matura, organizzata e con statistiche chiare: i canarini sono al primo posto per minor gol subiti solo venticinque le reti incassate in un’intera stagione.

Recuperi fisici nella settimana della sosta: “Abbiamo cercato di lavorare sugli aspetti critici premendo sull’aspetto fisico. C’era chi doveva recuperare e chi aumentare i carichi di lavoro. Stiamo cercando di focalizzarci sugli aspetti che riteniamo importanti. Verreth, Piscopo e Mantovani stanno lavorando con il gruppo. Out De Pieri, Bellomo e Dickmann che si è fermato per un fastidio al ginocchio”.

Segnali post sconfitta contro la Carrarese: “La prima settimana è stata atipica. La sconfitta bruciava a tutti e ci siamo concentrati su quanto potesse essere migliorato a breve periodo. La sosta non ha aiutato prima della partita contro il Modena. Ci stiamo allenando bene e forte con una reazione settimanale. Lo sappiamo che non basta se sul campo non lo trasporti”.

Bari ed il dato negativo di presenti previsti al San Nicola: “Io credo che sia innegabile che questo sia un dato di fatto. E’ normale che avremmo voluto fosse diverso per l’importanza che attribuiamo al pubblico di Bari. D’altro canto nel momento in cui si è creata questa situazione sappiamo che è colpa nostra e della mancata continuità. Dobbiamo focalizzarci su ciò che noi possiamo determinare provando a fare prestazioni che riaccendano entusiasmo. Non dobbiamo pensare ai problemi ma concentrarci sulle soluzioni”.

Eventuali cambi di modulo: “Il cambiamento si vede sulla base di come copri il campo, potenzialmente gli interpreti sono già quelli. Possono cambiare i giocatori ma alcune scelte ad oggi sono obbligate”.

Media punti per centrare la salvezza: “Non possiamo renderci conto solo ora del trend creato che poi non siamo riusciti a farlo meglio è un altro discorso. Ogni partita che passa è una partita in meno. Questo si sa ed è una realtà dei fatti. Non è cambiato nulla da prima. Dobbiamo sempre fare qualcosa di straordinario. Sul campo ci dev’essere un’attenzione maniacale”.

Dorval e la sua condizione: “Verificheremo oggi come Dorval rientra dalla Nazionale avendo usufruito di un permesso per un problema familiare. E’ nostra premura informarci giorno per giorno sulle condizioni psicofisiche dei ragazzi”.

Modena, una squadra solida e matura: “Permettetemi di porgere le più sentite condoglianze per la tragica scomparsa.Non c’è bisogno di presentare il Modena. I numeri parlano per loro. E’ una squadra che ha prodotto tanto in termini di gioco e potenziali occasioni. Era partita con questo obiettivo e lo stanno centrando con grande merito. Nel calcio ogni partita è una storia e noi abbiamo una chance di poterli affrontare nella maniera corretta. Quando abbiamo mostrato tutto il nostro potenziale abbiamo disputato belle partite. Se questo dovesse mancare contro chiunque è ovvio che le prestazioni siano calanti”. 

Qui e ora: “E’ una frase che rimbomba spesso nel nostro spogliatoio. E’ il mio motto ed un mood corretto. Il resto sono considerazioni, chiacchiere e commenti. In quel momento lì bisogna essere determinanti”.

I blackout del Bari: “Mi auguro di vedere con il Modena un’attenzione costante. Vorrei che l’avversario segnasse per bravura e non disattenzioni nostre. Spero non ci siano blackout ma un trend costante per tutti i 95′ di gioco”.

Sulla Nazionale: “Il calcio non è in difficoltà da ieri ma da tanti anni. Spero si abbia la volontà di rifondare tutto perchè c’è bisogno di un cambiamento radicale”.

Circa l’umore del tecnico: “Ho la fiducia da parte di tutti e per fortuna so anche trasmettermi forza da solo. Per quanto riguarda il gioco a due punte oggi sarebbe difficile per dislocazione in campo di Rao che è un esterno e la nostra modalità di gioco”.

La cattiveria agonistica del gruppo: “Ci sono due elementi che spostano la domanda sulla cattiveria agonistica: una è la caratterialità, la seconda è quella di cercare di tirarla fuori con le buone o le cattive. Occorre scavare nella parte più interiore di noi. Sono situazioni di campo che vanno lette in altri modi. Ci sono dei falli che per forza di cose sei costretto a fare per trasmettere qualcosa al compagno, allo stadio. Diventa un modo per dimostrare che non stai accettando quello che sta succedendo nel campo. Le partite si vincono sui duelli, atteggiamento, sulle seconde palle”.

Foto: SSC Bari

Bari, caccia al tris di vittorie. Longo alla vigilia: “Pescara intenso dovremo avere cuore e testa”

Conferenza stampa anticipata per la ventinovesima giornata del campionato di Serie B che vedrà il Bari impegnato allo Stadio Adriatico di Pescara domenica alle ore 19:30. Occorrerà continuare la scia di risultati positivi per credere nell’obiettivo chiamato salvezza. I biancorossi reduci dalle vittorie rimediate contro la Sampdoria e l’Empoli dovranno provare a contenere i delfini di mister Gorgone. Gli abruzzesi scenderanno in campo con maggiore consapevolezza dettata dal pareggio strappato al Frosinone, terzo in classifica, nella scorsa giornata di campionato. Una partita che li ha visti dominare in fase iniziale con un vantaggio di due reti per poi essere rimontati dai ciociari a fine ripresa.

Massima concentrazione per il tecnico Moreno Longo che sottolinea come sino ad ora non si sia compiuta ancora nessun’impresa eroica, anzi. Per il piemontese la strada è ancora lunga ed in salita. Contentezza per i sei punti in due partite si, ma anche piena coscienza dell’imprevedibilità del campionato. In questa partita verrà meno anche il fattore tifosi biancorossi a cui la trasferta è stata vietata. Il Bari dovrà quindi fare tesoro del calore che la piazza sino ad ora ha dimostrato e tentare di rientrare in Puglia con il bottino pieno.

Sarà una partita difficile perché andiamo ad affrontare una squadra che al momento non va sottovalutata. Il Pescara è in piena salute e troveremo un ambiente molto caldo”. Questa la presentazione della partita di domenica contro i delfini. Per Moreno Longo è fondamentale che il Bari impatti la partita in maniera positiva sin dai minuti iniziali presentandosi in Abruzzo con coraggio e determinazione.

Piedi per terra per il tecnico piemontese nonostante le due vittorie consecutive ottenute: “È di vitale importanza fare punti. La squadra ha messo in campo un atteggiamento combattivo e diverso rispetto al trend precedente. Mi verrebbe da dire non scherziamo, saremmo dei pazzi a non pensare che il percorso da qui alla fine sarà difficile”.

Si parla di luce di speranza in fondo al tunnel ma piedi per terra in casa Bari dove deconcentrarsi non è concesso: “Dobbiamo avere grande fermezza con un focus che vada di partita in partita. Per uscire da Pescara con dei punti occorrerà dare il massimo”.

In dubbio le condizioni di Piscopo: “Stiamo valutando tutti i calciatori in quanto siamo alla terza partita in una settimana. Abbiamo allenamento a pomeriggio e domattina. Occorre capire chi ha recuperato ed ha energie giuste per giocare questa tipologia di partita. La stanchezza si sente sempre 48h e mai 24h. Il Pescara sarà un avversario intenso”.

Studi tattici in corso per i biancorossi soprattutto in seguito alle difficoltà riscontrate contro l’Empoli nei minuti iniziali di gioco: “Di cose da migliorare ce ne sono tante, non potrebbe essere diversamente. Il gol subito contro l’Empoli è stato poco logico e non te lo devi permettere. È stato un incidente di percorso che non deve accadere l’aspetto positivo è che l’hai subito ma non hai perso lucidità”.

Dickmann ed i suoi tempi di recupero: “Stiamo intensificando il suo recupero. Lo verificheremo giornalmente e così capiremo i tempi precisi in cui averlo a disposizione”. Entusiasmo riacceso tra le vie della città per i sei punti guadagnati e la visione di una squadra viva e gagliarda: “Sappiamo quanto può spingere uno stadio al proprio calciatore. Vorrei arrivare alla fine di questo percorso senza rimpianto. Io sono dispiaciutissimo del fatto che non ci saranno a Pescara e lo dico da uomo di sport. Il calcio è trasferta, è sport, è divertimento. Quando noi li vediamo sugli spalti è una gioia in più”.

Alta la posta in palio in Abruzzo dove ad attendere il Bari ci sarà una squadra determinata e spietata in termini di gioco: “Spero che ogni singolo componente della mia squadra dai giocatori a chi lavora con noi abbia ben a mente il clima che vivremo lì. Io lo so benissimo ed è per questo che oltre al cuore chiedo la lucidità perché senza quella non si può andare avanti”.

”C’è una relazione tra allenatore e giocatore che a volte funziona ed a volte no. Io cerco di essere sempre molto chiaro e diretto ma faccio attenzione a valutare chi è realmente in forma. Nicola conosce il calcio. Ha tempi, tecnica e riconosce il gioco. Con Giulio Maggiore ho parlato ma spettava a lui. È un giocatore che ha reagito nella maniera corretta mettendosi in discussione. Ha lanciato segnali importanti fino a farci dire se è questo deve giocare-

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Padova-Bari, Longo cerca la svolta: “Non molliamo ma dobbiamo essere squadra”

Servirebbe una scintilla. E’ questo ciò che si ripete a Bari da quando le sorti della squadra pugliese peggiorano di partita in partita. E’ vero si che Moreno Longo dopo la sconfitta rimediata contro il Sudtirol (1-2) si sia scusato con la tifoseria ma ciò non cambia o motiva il cammino disastroso dei biancorossi. Il Bari rischia di prendere sempre più le sembianze di un agglomerato di giocatori che nulla hanno a che fare con l’idea di squadra tanto ricercata. Mancano coesione, spirito d’iniziativa, offensività e soprattutto fame. Quest’ultima dovrebbe essere l’aspetto principale di chi ha come obiettivo la salvezza ed il conseguente mantenimento della categoria, eppure..

Ancora una volta ad esprimersi non sarà il Presidente Luigi De Laurentiis ma il tecnico piemontese che dopo il confronto avvenuto la scorsa domenica con i capi Ultras della curva Nord si è recato nella sala stampa “Gianluca Guido” per presentare la prossima sfida dei biancorossi. Il Bari giocherà sabato 21 febbraio alle ore 15:00 presso lo Stadio Euganeo di Padova. La squadra allenata da mister Andreoletti occupa attualmente il tredicesimo posto nella classifica di Serie B a quota ventinove punti. Obiettivo dei veneti il raggiungimento dell’effettiva salvezza.

“Io spero che la squadra abbia sofferto per questa sconfitta   – ha esordito Moreno Longo – solo patendo le cose riesci ad avere una reazione come mi aspetto che ci sia”. Tutti recuperati tranne Verreth e Dickmann: Speravamo di avere Verreth ma non è così. È in netto miglioramento. Sono tutti recuperati tranne lui e Dickmann”

Soluzioni rapide e semplici è questo ciò di cui il Bari attualmente necessita: “Per quanto mi riguarda il primo tassello é che noi per primi non possiamo mollare di un centimetro anche quando si vede tutto nero. Il pensiero è che siamo già retrocessi ma noi dobbiamo persistere e perseverare. C’è una salvezza a 4 punti ed un playout a 2. Dobbiamo trovare le forze per rimanere dentro. Io per primo sto cercando di farla diventare una squadra perché squadra non lo è. Gli equilibri di spogliatoio sono più importanti di quelli del campo. Siamo un gruppo di giocatori che non hanno un’identità unita e precisa dove tutti la vedono in egual maniera. Si vede alcune volte che si è disgregati. Dopo il gol subito contro il Sudtirol ne avremmo potuto prendere subito altri. Io sto lavorando sul gruppo anche se tempo non c’è n’è”.

Andar via o lottare: “Prendersi le responsabilità ho sempre pensato fosse la strada più giusta. Fare un passo indietro ora vorrebbe dire lavarsene le mani ed io non desidero questo. Per il mio modo di essere mi sento tutto addosso come se fossi qui da luglio”.

I biancorossi e la sfida contro i veneti: ”La sfida contro il Padova la stiamo preparando focalizzandoci su ogni aspetto. Ho chiesto alla squadra di dover mettere un pezzettino loro ma non perché io non voglio metterci tutto ma perché ci sono loro in campo. Vorrebbe dire inserire le letture singole che solo loro possono vedere. Noi non abbiamo bisogno del compitino ma di prenderci la responsabilità. Ecco perché dico che i ragazzi devono dare qualcosa”.

Ampie polemiche sulla fascia da capitano indossata da Dorval nella partita contro il Sudtirol: “Dorval capitano è una scelta dettata dalla sua militanza nella squadra. Io ho bisogno di venticinque capitani ognuno con le proprie caratteristiche. Per me non conta chi porta la fascia al braccio ma chi si assume responsabilità e dà il massimo”.

Il tema dell’essere squadra penalizza le prestazioni e la lucidità dei giocatori secondo quanto asserito da Longo: ”Quando non hai identità precisa non appoggi nessun idea tecnico-tattica che possa attecchire. Nella partita contro il Sudtirol metto dentro Moncini e Rao per fare una partita diversa e aggressiva. Dopo due minuti prendi gol da una rimessa laterale. Quel gol pesa come un macigno ora. Noi dobbiamo lavorare su questo. Non sul più offensivo o meno offensivo ma sulla solidità mentale diversa”.

Massima schiettezza da parte di Longo su una situazione che ha reso la piazza satura. Tante le dichiarazioni rilasciate nel corso dei mesi e poca concretezza: “Fosse per me io non farei più nemmeno le conferenze perché io non devo vendere fumo. Mi sembra di ripetere sempre le stesse cose ed io non sono una persona così. Questa è una prassi e la rispetto peró. Cercheremo di inserire chi è realmente pronto”.

Nella partita contro il Sudtirol il protagonista di uno spiacevole episodio è stato Manè. Il difensore biancorosso è stato artefice di una pesante autorete: “Nessuna croce addosso a Manè. È il rischio del nostro mestiere, può capitare. Spero per lui che tutto questo possa farlo crescere. Artioli é entrato bene perché è un ragazzo che vuole la palla e la sa giocare. Ha delle conoscenze per quanto riguarda il gioco ma c’è solo da capire la condizione qual è. Quando scegliamo undici giocatori dobbiamo sapere di non avere dopo poco il problema della sostituzione”.

Piano salvezza: ”Oggi dobbiamo pensare a trovare le forze e le soluzioni per fare punti. Una volta diventati quelli si può pensare ai calcoli altrimenti è inutile se tu vedi gli altri ma non vinci tu”.

Un Bari ancora disgregato e con tanti equilibri da dover far quadrare: “Trovo la mia affermazione sull’essere gruppo la trovo logica. Sei il terzo allenatore della stagione con undici giocatori nuovi. Era molto più probabile non esserlo che esserlo per forza di cose come cambiamenti e situazioni avvenute. Sono settimane con turni infrasettimanali dove non ti sei mai allenato. Parliamo di circa dieci allenamenti in tutto, ossia nulla. La vera difficoltà è questa. Io sapevo che la difficoltà grossa era questa. O ti si incastra tutto e sei velocissimo o ci sta che tu faccia fatica”.

Circa l’avversario di sabato: “Il Padova è squadra. Non solo curriculum e giocatori singoli. Sappiamo che tipo di partita andiamo a fare e sappiamo che vorranno vincerla

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Bari-Spezia, Longo alla vigilia: “Non possiamo permetterci di avere due volti dobbiamo osare”

Nella serata di domani i riflettori dello stadio San Nicola torneranno ad accendersi in occasione della 24^giornata del campionato di Serie B. Un altro scontro diretto sul taccuino di Moreno Longo ed un’ulteriore chance per poter guadagnare punti indispensabili nella lotta alla salvezza della categoria. I biancorossi reduci dalla sconfitta contro il Mantova (2-1) incassata nei minuti finali della ripresa affronteranno lo Spezia di Roberto Donadoni. Per i liguri un pareggio rimediato contro l’Entella. La classifica parla chiaro e vede le due squadre lontane per un solo punto: Spezia 21, Bari 20.

Sarà una partita dura – ha esordito Longo – ma è normale avere difficoltà in questa situazione però non dobbiamo fare l’errore di concentrarci su quello ma la partita va vissuta come una possibilità”. A circa 72h dalla sfida contro il Mantova le possibilità di intervento apparirebbero limitate ma qualche cambio tattico si presenta all’orizzonte: “Penso sempre ad un atteggiamento di squadra più che ai numeri nel campo. Occorre trovare equilibri giusti. La squadra è strutturata anche per un eventuale cambio di modulo perché abbiamo giocatori con caratteristiche duttili. Siamo sempre in valutazione per raggiungere la vittoria”.

Tra gli enigmi del mercato la motivazione per cui non siano arrivati a Bari giocatori in forma e pronti per abbracciare la causa salvezza. Un esempio tra questi potrebbe essere Traoré: “Sapevamo quale sarebbe stata la difficoltà del mercato. Difficilmente chi sta giocando bene con una squadra desidera muoversi. Abbiamo vagliato anche giocatori di Serie C ma le società non volevano privarsi di quei giocatori chiave. Odenthal a Mantova ha disputato un primo tempo di livello assoluto e poi ha chiesto cambio per crampi eppure lui si è sempre allenato”.  Cuni, Piscopo e Artioli rientrano in quel gruppo di giocatori aventi alle spalle all’incirca quindici, sedici presenze differenza sostanziale con altri nuovi arrivi che non possiedono il minutaggio della gara. Questo un aspetto che dovrebbe fare la differenza nel momento in cui si viene chiamati in causa, eppure…

Per Moreno Longo non sarebbe solo un problema di resistenza. Il dispendio mentale giocherebbe una ruolo chiave durante le prestazioni: “Destinare la problematica solo all’aspetto fisico è limitante. Negli ultimi venti minuti si è visto il calo energetico della squadra cosa che non si è visto negli ospiti. È normale che ci sia un aspetto mentale che incida su questo. La ripresa non può essere imputata alla mera condizione atletica. Abbiamo pensato più a difenderci che a proporre. I punti e le partite puoi vincerle se hai il coraggio di osare. Non puoi permetterti di avere due volti con l’avversario”. In fase di recupero anche Dorval le cui prestazioni ad oggi non eccellono per prontezza e qualità.

I miei ragazzi si devono prendere un sano rischio – ha dichiarato Longo – se non si ha questo non si può andare avanti”. Sono chiare le richieste del tecnico piemontese in vista della partita di domani sera contro lo Spezia: “Verranno qui a far battaglia ma devono trovare un Bari gagliardo che deve avere ancora più fame degli ospiti. Il loro mercato è stato importante in una squadra che era già di livello alto”.

Mantovani, un arrivo tanto richiesto quanto rivalutato. Il difensore biancorosso che aveva lasciato un ottimo ricordo nella passata stagione ha evidenziato una prestazione dubbia contro i lombardi: “La rete di Mancuso non è un errore di Mantovani. Il Bari era lì in dieci contro due del Mantova. Lui guarda il pallone e non l’uomo e su questo sono d’accordo ma prima di quel momento Valerio stava facendo una buona partita tenendo testa a testa Mensah”.

Tutti in valutazione, nessuno escluso. Moreno Longo ed il suo staff per la scelta ultima della formazione dovranno fare i conti con la resistenza dei titolari ed il minutaggio reale dei nuovi innesti: “Gli spartiti cambiano anche dopo qualche minuto. Dobbiamo ponderare le scelte”. Tra gli indisponibili solo De Pieri.

Parentesi concessa anche sulla terna arbitrale della partita disputatasi a Mantova in seguito ai dubbi episodi di valutazione del direttore di gara. Al San Nicola nella serata di domani arriverà un arbitro esperto con un pal

Incognite e certezze, Di Cesare sul mercato: “Bari non è per tutti. Qui gente che non ha performato”

E’ terminata lunedì 2 febbraio alle ore 20:00 presso lo Sheraton Milano la sessione invernale del calciomercato. Per il Bari un’ulteriore chance di emergere dai bassifondi della classifica con una rosa rinnovata. Si è trattato, per i biancorossi, di una vera e propria rivoluzione nella rivoluzione. Tra gli innesti di giugno che hanno già salutato la piazza ed i nuovi arrivi che rappresentano delle incognite il futuro sarà tutto da vedere e riscontrare sul manto verde. Nella mattinata la conferenza stampa del DS Valerio Di Cesare: “Ringrazio Magalini per il percorso fatto in questo anno e mezzo. Mi ha dato tanto a livello umano e lavorativamente umano. Ringrazio De Laurentiis per la fiducia concessa in un momento difficile, spero di ripagarla”.

Messi da parte i cerimoniali ed i ringraziamenti l’attenzione si è spostata subito sui rinforzi nel reparto difensivo. Si può considerare ad oggi la difesa biancorossa il reparto più competitivo? L’ardua sentenza al campo: “Insieme al mister abbiamo portato giocatori funzionali, tipo Odenthal che in serie A. Penso che tutti i reparti si siano rafforzati, ma aspettiamo il giudizio del campo”.

Circa il cambiamento bis avvenuto: “Abbiamo voluto variare tanto a gennaio. Siamo entrati in un loop mentale negativo, facendo una mini rivoluzione, con gente nuova e fresca che potesse darci una mano”. Secondo il DS Valerio Di Cesare la squadra parrebbe avere maggiore consapevolezza  della situazione amara nella quale si trova: “Pucino è il capitano del Bari, rappresenta il modo di pensare di queste caratteristiche. Sono convinto che i ragazzi sanno quello che ci aspetta, dobbiamo arrivare in tutti i modi a questo nuovo obiettivo e mantenere la categoria”.

Tema presente anche quello degli innumerevoli rifiuti che il Bari ha ricevuto: “Tutti i giocatori è difficile che si muovano, soprattutto chi deve andare in una squadra per salvarsi. Poi ci sono altri che hanno diversi problemi, ma comunque sono contento dei ragazzi che sono venuti perché hanno dato piena disponibilità in ciò che vogliamo fare. Bari non merita di lottare per non retrocedere”.

Con l’avvento di VDC parrebbero essere mutate anche le scelte: da giocatori di esperienza a gente fresca e libera da pressioni. Il calcio, secondo il nuovo Direttore Sportivo, presenta innumerevoli cambiamenti dettati dal tempo e dalle nuove generazioni di calciatori: “Cercavamo gente che avesse fame”. Tutti pronti tranne Artioli. Circa l’addio di Gaetano Castrovilli tanta amarezza: “Per Gaetano mi dispiace molto ma abbiamo deciso di andare a prendere calciatori con caratteristiche differenti. Mi dispiace particolarmente perchè con lui ho giocato”.

Foto: SSC Bari

Verso Bari-Palermo, Longo: “Oggi ho bisogno di chi ha fuoco dentro. A mercato chiuso tiriamo le somme”

Si ritorna in campo. Il Bari di Moreno Longo sta ultimando la preparazione in vista dell’anticipo della 22^ giornata di campionato che vedrà i biancorossi accogliere nelle mura amiche del San Nicola il Palermo di mister Inzaghi. Quarto posto per i rosaneri a quota 38pt ed una necessità di ritornare dalla trasferta pugliese con il bottino pieno per continuare a credere nel sogno chiamato Serie A.

Alla corte di Moreno Longo sono arrivati nuovi innesti. Oltre a Cistana, Stabile e De Pieri il DS Valerio Di Cesare ha concluso nel corso dei giorni precedenti le trattative per portare in biancorossi Esteves – prestito secco dal Pisa -, Cuni – prestito con diritto di riscatto dal Rubin Kazan- e Cavuoti – prestito secco dal Cagliari. In corso di ultimazione le mediazioni con Odenthal del Sassuolo, Piscopo della Juve Stabia e Mantovani del Mantova.

Se per il Palermo la vittoria sarebbe utile per avanzare nella cavalcata, al Bari i tre punti servirebbero “come pane” per emergere dai bassifondi della classifica. Difatti, la vittoria ottenuta sul campo del Cesena (1-2) ha reso l’esordio bis di Moreno Longo positivo e fiducioso verso il raggiungimento dell’obiettivo salvezza. A pranzo l’abituale conferenza stampa del tecnico piemontese alla vigilia della partita.

Focus iniziale sui nuovi innesti in casa Bari: “Bisogna dare il tempo di inserirsi e mettersi all’interno di un contesto che si sta formando. Dobbiamo essere bravi a farlo più velocemente possibile. Quello che mi aspetto da loro è la disponibilità nel calarsi in questo tipo di realtà per raggiungere il nostro obiettivo. Sarebbe superfluo ad oggi chiedergli altro”.

Dubbi sulla permanenza a Bari di Gaetano Castrovilli. Il pugliese era stato lontano dal campo a causa di problemi muscolari che parrebbero essere rientrati: “Castrovilli è rientrato in gruppo a metà della settimana svolgendo un solo allenamento completo con la squadra. Vedremo alla rifinitura. Ci saranno valutazioni su tutti fino alla chiusura del mercato. In queste partite dobbiamo avere risposte e lunedì sera quando il mercato sarà chiuso tireremo le somme”.

Una rinascita, si potrebbe supporre, quella del difensore biancorosso Nikolaou le cui prestazioni avevano sino alla partita contro il Cesena creato innumerevoli polemiche e malcontenti: ”Nikolaou è un ragazzo motivato e mi ha dato un buon segnale nella partita contro il Cesena. Mi auguro per lui che possa essere costante e continuare su questa linea”.

Apprezzamenti sui giovani. Moreno Longo si definisce soddisfatto della partita disputata dalla new entry De Pieri e dalla scoperta Rao, giocatore che sino a questo momento aveva trovato poco impiego nel gioco di Caserta e Vivarini: “Della prestazione di Rao e De Pieri sono contento perché hanno giocato con la leggerezza di cui abbiamo bisogno. A Cesena era una partita che pesava tantissimo. Nei primi minuti è normale essere tesi ma una volta superata la tensione hanno fatto buone cose. Oggi di cosa ho bisogno? Sicuramente dobbiamo completare la squadra. Faremo qualcosa in difesa e centrocampo. Se si potrà anche in attacco. Indipendentemente da nomi, curriculum e ruoli vorrei vedere fuoco dentro”.

In fase di crescita anche Pagano: “In zona di trequarti rende meglio. Deve migliorare la fase di finalizzazione dell’azione in quanto non riesce ad essere freddo esprimendo la giocata giusta. Occorre capire quanto lui con il lavoro possa migliorare a riguardo”.

Il mercato è agli ultimi rintocchi: ”Nel calcio ogni partita è a sé. Si azzera tutto ogni volta. Con trenta giocatori è difficile allenarsi. Qualcuno da qui a lunedì troverà probabilmente altre sistemazioni ma a mercato chiuso tireremo le somme”.

Foto: SSC Bari

Bari a caccia del miracolo: la conferenza di Longo e De Laurentiis tra mercato e responsabilità

In casa Bari c’è un evidente maestrale. Quella andata in scena ieri pomeriggio alle ore 15:00 allo Stadio San Nicola non è stata una conferenza di rilancio o di semplice presentazione del nuovo tecnico bensì una circostanza di contenimento del danno ove la famiglia De Laurentiis ha deciso di non lasciare al caso alcun dettaglio.

Difatti, essendo i biancorossi in una zona della classifica delicatissima, la presenza contemporanea di De Laurentiis e Longo non è da considerarsi casuale, anzi. Uno degli obiettivi potrebbe essere stato quello di trasmettere l’idea di una catena di comando compatta dopo settimane di evidente confusione tra esoneri di tecnici e DS. Strategia di marketing?

Tono serio, a tratti teso, nessun sorriso di circostanza: questo un altro chiaro segnale in grado di evidenziare la gravità della situazione. De Laurentiis non pronuncia mai la parola “retrocessione” ma tutto il suo intervento verte attorno a quel rischio. La dichiarazione circa il suo trasferimento a Bari non è una scelta romantica ma un messaggio politico e simbolico.

É un modo celato per esprimere tre concetti: “non sto scappando”, rivolto ai tifosi; “controllo la squadra da vicino”, per gli addetti ai lavori ed infine “il club viene prima di tutto” per gli investitori che oltre tante chiacchiere non sembrerebbero aver mostrato altro.

Longo a muso duro. Il primo squillo dell’era bis: “Chi è qui e non vuole battagliare dev’essere uomo e dirlo”

Un confronto realistico. Si potrebbe descrivere così la conferenza stampa di questo pomeriggio in casa Bari. Una semplice presentazione bis in apparenza, ma un personaggio inatteso in realtà. Al fianco di Moreno Longo c’era il Presidente Luigi De Laurentiis apparso con un’espressione di evidente preoccupazione e poca serenità. Ma non sarà mica che la Filmauro ha il timore della retrocessione? Questa apparente domanda rappresenta in realtà un interrogativo retorico. Si, la retrocessione sarebbe un incubo per tutti. Sia dal punto di vista di chi bada al rischio d’impresa sia da quello dei tifosi, inguaribili romantici: “Mi trasferirò a Bari – ha asserito LDL – Lavorerò da qui per supportare la squadra in vista delle diciotto partite che ci separano dalla fine del campionato così da dimostrare che la società ci tiene”.

De Laurentiis come durante l’esposizione della più intrepida delle trame cinematografiche racconta di trovarsi per la prima volta in una situazione così complessa con il suo Bari. Non ci vorrebbero gli ipermemori per riavvolgere le fila di due stagioni fa ove i biancorossi si trovarono ad un passo dalla Serie C. Il miracolo, in quella circostanza, fu compiuto dall’attuale DS Valerio Di Cesare, vero trascinatore di quell’annata o semplicemente uno dei pochi ad onorare la maglia sino in fondo: “E’ la prima volta che mi trovo in una situazione del genere e per questo ho dato una sterzata completa”. Narra, ancora, di un dialogo costante con il tecnico Longo, medesima personalità non confermata dall’area tecnica a luglio, con il quale si stanno vagliando innumerevoli profili di calciatori che non siano nè infortunati nè da recuperare a causa di uno scarso minutaggio collezionato sino ad ora: “Se volessimo, io ed il mister chiuderemmo subito cinque giocatori. Noi siamo però in una situazione in cui non possiamo aspettare che atleti recuperino condizione fisica. Ogni giorno che passa é fondamentale. Stiamo lavorando su 4-5 arrivi nuovi ma potranno essere di più. Cerchiamo il quid in più”.

Uno degli argomenti trattati con il Presidente ha riguardato anche Valerio Di Cesare e la sua promozione flash a Direttore Sportivo: Chi meglio di lui conosce dall’interno i problemi da risolvere?”. Senza mai dimenticarsi o mettere in discussione il rispetto che VDC ha dimostrato nei confronti della causa Bari si sarebbe apprezzata la verità qualora qualcuno avesse avuto il coraggio di dichiarare che il mercato è attenzionato anche dall’area tecnica del Napoli. Gli errori vanno ammessi e non bisogna nasconderli come polvere sotto il tappeto. Nessun accenno all’ex DS Magalini. Non sarà terminato nel modo migliore il rapporto di lavoro? Poca chiarezza circa la questione dei soci esteri, i quali parrebbero avere attualmente volontà differenti da dover intrecciare con le esigenze del Club pugliese: “Oggi per una situazione non chiara le trattative possono allentarsi. Ci sono volontà diverse che si devono intrecciare in un gioco preciso”.

L’ufficiale benvenuto al nuovo tecnico é affidato al Presidente LDL. Voce successivamente ad un competitivo e determinato Longo: ”Speravo di rivedervi in un’altra situazione e questo mi dispiace molto. So quanto è importante per questa città affrontare nel migliore dei modi un periodo come questo ed ognuno di noi deve avvertire il peso della situazione”. Amante della bella favella anche Longo si è raccontato in un lungo sfogo circa i suoi saluti a Bari la scorsa stagione. Dalla disfatta di Cosenza sino alla rottura dello spogliatoio: “La sconfitta di Cosenza non l’abbiamo digerita. Io, l’area tecnica e dirigenziale ed i tifosi. Eravamo tutti arrabbiati per la modalità. Abbiamo perso male in una partita importantissima”. Il tecnico biancorosso racconta anche di una discussione dai toni duri avvenuta tra lui e la squadra al termine della partita. Di lì in poi, evidentemente, lo spogliatoio si è rotto e non è stato più possibile fare inversione di rotta.

Il ritorno di Longo non è dettato dall’obbligo di presenza per i vincoli contrattuali, anzi, a suo dire sarebbe stata una scelta consapevole e ponderata sulla base delle garanzie fornite dal Presidente in uno dei confronti avvenuti tra le parti. Verba volant scripta manent, direbbero gli antichi. La speranza è che questi progetti trovino quanto prima un fondamento così da fornire alla squadra maggiore stabilità ed equilibrio tattico: “Noi dobbiamo diventare una squadra ma non vincolo nessuno a rimanere. Chi è uomo mi deve dire che non se la sente di abbracciare la causa. Così come non voglio gente che venga qui a caso. Caserta e Vivarini non sono due scemi”.

Le lusinghe circa le storie sportive dei predecessori hanno ceduto il passo al clima trovato a Bari al suo arrivo: “Qui ho trovato disponibilità – dichiara Longo – e quando si arriva in un posto si cerca di prendere informazioni. Al momento queste informazioni mi dicono che spesso questi ragazzi si sono allenati bene senza ottenere il risultato. Io credo che oggi sia il momento in cui le parole stanno a zero. Penso che tutti siate stufi di sentirle. Occorre concretezza che possa tramutare la situazione in punti. Se oggi dovessi barattare la bruttezza di fare punto con la bella prestazione sceglierei la prima opzione. Oggi questa squadra deve capire cosa vuol dire lavorare per ottenere punti”.

 

Vivarini alla vigilia di Bari-Juve Stabia: “Il direttore non sta dormendo la notte. Il mercato offre poco”

Che girone di ritorno sia. Domani alle ore 19:30 il Bari scenderà in campo allo Stadio San Nicola per la ventesima giornata di campionato. Avversaria la Juve Stabia di mister Abate, una squadra giovane e competitiva pronta a disputare la migliore prestazione per ritornare in Campania con il bottino pieno.

All’ora di pranzo l’abituale conferenza stampa pre partita di mister Vincenzo Vivarini: “È un periodo importante per tanti aspetti dove ci vuole risultato. Occorre vincere per continuare la crescita che stiamo avendo. I ragazzi lavorano bene ed ora hanno trovato il giusto equilibrio”.

Per il tecnico oltre alla componente del lavoro e dell’impegno, la fortuna riveste un ruolo chiave e determinante per svoltare la situazione del Bari. Per Vivarini, inoltre, la società sta offrendo il suo massimo supporto per andare a rafforzare il roster biancorosso: “La società sta facendo di tutto per levar via la preoccupazione. Il mercato sta offrendo veramente poco ed il direttore non sta dormendo la notte per monitorare i giocatori in uscita. Da parte del presidente massima libertà”. 

Molto ragazzi non riuscivano ad esprimersi, sostiene Vivarini, ma con la costanza e l’impegno il fattore crescita individuale e collettiva per il tecnico c’è: “Ora vedo molta più chiarezza su quello che loro devono fare in campo. Nelle prime partite si scappava sempre indietro, a Carrara no. I ragazzi adesso sbagliano poco anche in allenamento e la scelta inizia ad essere per me difficile”.

Un glow up, quello di cui parla Vivarini, che si potrà riscontrare solo sul manto verde. Campo parla, si potrebbe dire: “Con una vittoria cambia tutto. Ci vuole quella svolta completa che mi aspetto domani così da poter cambiare marcia”.

Tra chi ha dimostrato personalità anche il barese Colangiuli e Kassama: “Rao, Kassama sono ragazzi che hanno energia, forza ed esuberanza fisica. Manè riesce a fare tanti chilometri sulla profondità ma deve affinare la tecnica. Io ho sempre creduto nei giovani”.

Assente a causa di un infortunio Gaetano Castrovilli: “Noi questa settimana abbiamo concentrato l’attenzione sulla fase di sviluppo, la ricerca di profondità. Lì ci aspettiamo qualcosa in più. Noi guardiamo le caratteristiche individuali dei ragazzi che abbiamo. Se mettiamo dei giocatori che hanno le stesse qualità non riusciamo a fare le cose in maniera corretta. Cambieremo qualcosa ma sempre nell’ottima di guadagnare campo”.

Le idee sembrerebbero essere chiare, i fatti son da riscontrare. Vivarini racconta di una squadra positiva ed unita. Sul ritorno di Dorval: “Viene dall’esperienza in Nazionale ed ha avuto modo di allenarsi solo un giorno con noi”. Entusiasmo, voglia di rivalsa e caparbietà sono gli aspetti su cui il tecnico biancorosso ha fatto principale leva durante la conferenza, eppure..: “Lo so che le chiacchiere vanno via con il vento ma a noi serve la vittoria proprio per dimostrare che la squadra è viva”.

Circa i nuovi arrivi parole di appoggio e totale fiducia. Cistana, Stabile e De Pieri: “Nessuno dei giocatori a Bari ha chiesto di andare via. Stabile e De Pieri sono due giocatori giovani, validi e promettenti. Abbiamo scelto caratteristiche differenti dai giocatori che già abbiamo”.

Tanti aspetti negativi trovati all’arrivo del tecnico dopo l’esperienza del suo predecessore Caserta, una situazione che secondo Vivarini ha faticato a gestire: “Io lo so che le mie parole possono risultare senza fondamento perché non ho vinto. Quando dico che la mia è una squadra viva è perché ci stiamo credendo. Noi dobbiamo essere bravi a reagire. Il mercato sta offrendo veramente poco”.