Incognite e certezze, Di Cesare sul mercato: “Bari non è per tutti. Qui gente che non ha performato”

E’ terminata lunedì 2 febbraio alle ore 20:00 presso lo Sheraton Milano la sessione invernale del calciomercato. Per il Bari un’ulteriore chance di emergere dai bassifondi della classifica con una rosa rinnovata. Si è trattato, per i biancorossi, di una vera e propria rivoluzione nella rivoluzione. Tra gli innesti di giugno che hanno già salutato la piazza ed i nuovi arrivi che rappresentano delle incognite il futuro sarà tutto da vedere e riscontrare sul manto verde. Nella mattinata la conferenza stampa del DS Valerio Di Cesare: “Ringrazio Magalini per il percorso fatto in questo anno e mezzo. Mi ha dato tanto a livello umano e lavorativamente umano. Ringrazio De Laurentiis per la fiducia concessa in un momento difficile, spero di ripagarla”.

Messi da parte i cerimoniali ed i ringraziamenti l’attenzione si è spostata subito sui rinforzi nel reparto difensivo. Si può considerare ad oggi la difesa biancorossa il reparto più competitivo? L’ardua sentenza al campo: “Insieme al mister abbiamo portato giocatori funzionali, tipo Odenthal che in serie A. Penso che tutti i reparti si siano rafforzati, ma aspettiamo il giudizio del campo”.

Circa il cambiamento bis avvenuto: “Abbiamo voluto variare tanto a gennaio. Siamo entrati in un loop mentale negativo, facendo una mini rivoluzione, con gente nuova e fresca che potesse darci una mano”. Secondo il DS Valerio Di Cesare la squadra parrebbe avere maggiore consapevolezza  della situazione amara nella quale si trova: “Pucino è il capitano del Bari, rappresenta il modo di pensare di queste caratteristiche. Sono convinto che i ragazzi sanno quello che ci aspetta, dobbiamo arrivare in tutti i modi a questo nuovo obiettivo e mantenere la categoria”.

Tema presente anche quello degli innumerevoli rifiuti che il Bari ha ricevuto: “Tutti i giocatori è difficile che si muovano, soprattutto chi deve andare in una squadra per salvarsi. Poi ci sono altri che hanno diversi problemi, ma comunque sono contento dei ragazzi che sono venuti perché hanno dato piena disponibilità in ciò che vogliamo fare. Bari non merita di lottare per non retrocedere”.

Con l’avvento di VDC parrebbero essere mutate anche le scelte: da giocatori di esperienza a gente fresca e libera da pressioni. Il calcio, secondo il nuovo Direttore Sportivo, presenta innumerevoli cambiamenti dettati dal tempo e dalle nuove generazioni di calciatori: “Cercavamo gente che avesse fame”. Tutti pronti tranne Artioli. Circa l’addio di Gaetano Castrovilli tanta amarezza: “Per Gaetano mi dispiace molto ma abbiamo deciso di andare a prendere calciatori con caratteristiche differenti. Mi dispiace particolarmente perchè con lui ho giocato”.

Foto: SSC Bari

Verso Bari-Palermo, Longo: “Oggi ho bisogno di chi ha fuoco dentro. A mercato chiuso tiriamo le somme”

Si ritorna in campo. Il Bari di Moreno Longo sta ultimando la preparazione in vista dell’anticipo della 22^ giornata di campionato che vedrà i biancorossi accogliere nelle mura amiche del San Nicola il Palermo di mister Inzaghi. Quarto posto per i rosaneri a quota 38pt ed una necessità di ritornare dalla trasferta pugliese con il bottino pieno per continuare a credere nel sogno chiamato Serie A.

Alla corte di Moreno Longo sono arrivati nuovi innesti. Oltre a Cistana, Stabile e De Pieri il DS Valerio Di Cesare ha concluso nel corso dei giorni precedenti le trattative per portare in biancorossi Esteves – prestito secco dal Pisa -, Cuni – prestito con diritto di riscatto dal Rubin Kazan- e Cavuoti – prestito secco dal Cagliari. In corso di ultimazione le mediazioni con Odenthal del Sassuolo, Piscopo della Juve Stabia e Mantovani del Mantova.

Se per il Palermo la vittoria sarebbe utile per avanzare nella cavalcata, al Bari i tre punti servirebbero “come pane” per emergere dai bassifondi della classifica. Difatti, la vittoria ottenuta sul campo del Cesena (1-2) ha reso l’esordio bis di Moreno Longo positivo e fiducioso verso il raggiungimento dell’obiettivo salvezza. A pranzo l’abituale conferenza stampa del tecnico piemontese alla vigilia della partita.

Focus iniziale sui nuovi innesti in casa Bari: “Bisogna dare il tempo di inserirsi e mettersi all’interno di un contesto che si sta formando. Dobbiamo essere bravi a farlo più velocemente possibile. Quello che mi aspetto da loro è la disponibilità nel calarsi in questo tipo di realtà per raggiungere il nostro obiettivo. Sarebbe superfluo ad oggi chiedergli altro”.

Dubbi sulla permanenza a Bari di Gaetano Castrovilli. Il pugliese era stato lontano dal campo a causa di problemi muscolari che parrebbero essere rientrati: “Castrovilli è rientrato in gruppo a metà della settimana svolgendo un solo allenamento completo con la squadra. Vedremo alla rifinitura. Ci saranno valutazioni su tutti fino alla chiusura del mercato. In queste partite dobbiamo avere risposte e lunedì sera quando il mercato sarà chiuso tireremo le somme”.

Una rinascita, si potrebbe supporre, quella del difensore biancorosso Nikolaou le cui prestazioni avevano sino alla partita contro il Cesena creato innumerevoli polemiche e malcontenti: ”Nikolaou è un ragazzo motivato e mi ha dato un buon segnale nella partita contro il Cesena. Mi auguro per lui che possa essere costante e continuare su questa linea”.

Apprezzamenti sui giovani. Moreno Longo si definisce soddisfatto della partita disputata dalla new entry De Pieri e dalla scoperta Rao, giocatore che sino a questo momento aveva trovato poco impiego nel gioco di Caserta e Vivarini: “Della prestazione di Rao e De Pieri sono contento perché hanno giocato con la leggerezza di cui abbiamo bisogno. A Cesena era una partita che pesava tantissimo. Nei primi minuti è normale essere tesi ma una volta superata la tensione hanno fatto buone cose. Oggi di cosa ho bisogno? Sicuramente dobbiamo completare la squadra. Faremo qualcosa in difesa e centrocampo. Se si potrà anche in attacco. Indipendentemente da nomi, curriculum e ruoli vorrei vedere fuoco dentro”.

In fase di crescita anche Pagano: “In zona di trequarti rende meglio. Deve migliorare la fase di finalizzazione dell’azione in quanto non riesce ad essere freddo esprimendo la giocata giusta. Occorre capire quanto lui con il lavoro possa migliorare a riguardo”.

Il mercato è agli ultimi rintocchi: ”Nel calcio ogni partita è a sé. Si azzera tutto ogni volta. Con trenta giocatori è difficile allenarsi. Qualcuno da qui a lunedì troverà probabilmente altre sistemazioni ma a mercato chiuso tireremo le somme”.

Foto: SSC Bari

Bari a caccia del miracolo: la conferenza di Longo e De Laurentiis tra mercato e responsabilità

In casa Bari c’è un evidente maestrale. Quella andata in scena ieri pomeriggio alle ore 15:00 allo Stadio San Nicola non è stata una conferenza di rilancio o di semplice presentazione del nuovo tecnico bensì una circostanza di contenimento del danno ove la famiglia De Laurentiis ha deciso di non lasciare al caso alcun dettaglio.

Difatti, essendo i biancorossi in una zona della classifica delicatissima, la presenza contemporanea di De Laurentiis e Longo non è da considerarsi casuale, anzi. Uno degli obiettivi potrebbe essere stato quello di trasmettere l’idea di una catena di comando compatta dopo settimane di evidente confusione tra esoneri di tecnici e DS. Strategia di marketing?

Tono serio, a tratti teso, nessun sorriso di circostanza: questo un altro chiaro segnale in grado di evidenziare la gravità della situazione. De Laurentiis non pronuncia mai la parola “retrocessione” ma tutto il suo intervento verte attorno a quel rischio. La dichiarazione circa il suo trasferimento a Bari non è una scelta romantica ma un messaggio politico e simbolico.

É un modo celato per esprimere tre concetti: “non sto scappando”, rivolto ai tifosi; “controllo la squadra da vicino”, per gli addetti ai lavori ed infine “il club viene prima di tutto” per gli investitori che oltre tante chiacchiere non sembrerebbero aver mostrato altro.

Longo a muso duro. Il primo squillo dell’era bis: “Chi è qui e non vuole battagliare dev’essere uomo e dirlo”

Un confronto realistico. Si potrebbe descrivere così la conferenza stampa di questo pomeriggio in casa Bari. Una semplice presentazione bis in apparenza, ma un personaggio inatteso in realtà. Al fianco di Moreno Longo c’era il Presidente Luigi De Laurentiis apparso con un’espressione di evidente preoccupazione e poca serenità. Ma non sarà mica che la Filmauro ha il timore della retrocessione? Questa apparente domanda rappresenta in realtà un interrogativo retorico. Si, la retrocessione sarebbe un incubo per tutti. Sia dal punto di vista di chi bada al rischio d’impresa sia da quello dei tifosi, inguaribili romantici: “Mi trasferirò a Bari – ha asserito LDL – Lavorerò da qui per supportare la squadra in vista delle diciotto partite che ci separano dalla fine del campionato così da dimostrare che la società ci tiene”.

De Laurentiis come durante l’esposizione della più intrepida delle trame cinematografiche racconta di trovarsi per la prima volta in una situazione così complessa con il suo Bari. Non ci vorrebbero gli ipermemori per riavvolgere le fila di due stagioni fa ove i biancorossi si trovarono ad un passo dalla Serie C. Il miracolo, in quella circostanza, fu compiuto dall’attuale DS Valerio Di Cesare, vero trascinatore di quell’annata o semplicemente uno dei pochi ad onorare la maglia sino in fondo: “E’ la prima volta che mi trovo in una situazione del genere e per questo ho dato una sterzata completa”. Narra, ancora, di un dialogo costante con il tecnico Longo, medesima personalità non confermata dall’area tecnica a luglio, con il quale si stanno vagliando innumerevoli profili di calciatori che non siano nè infortunati nè da recuperare a causa di uno scarso minutaggio collezionato sino ad ora: “Se volessimo, io ed il mister chiuderemmo subito cinque giocatori. Noi siamo però in una situazione in cui non possiamo aspettare che atleti recuperino condizione fisica. Ogni giorno che passa é fondamentale. Stiamo lavorando su 4-5 arrivi nuovi ma potranno essere di più. Cerchiamo il quid in più”.

Uno degli argomenti trattati con il Presidente ha riguardato anche Valerio Di Cesare e la sua promozione flash a Direttore Sportivo: Chi meglio di lui conosce dall’interno i problemi da risolvere?”. Senza mai dimenticarsi o mettere in discussione il rispetto che VDC ha dimostrato nei confronti della causa Bari si sarebbe apprezzata la verità qualora qualcuno avesse avuto il coraggio di dichiarare che il mercato è attenzionato anche dall’area tecnica del Napoli. Gli errori vanno ammessi e non bisogna nasconderli come polvere sotto il tappeto. Nessun accenno all’ex DS Magalini. Non sarà terminato nel modo migliore il rapporto di lavoro? Poca chiarezza circa la questione dei soci esteri, i quali parrebbero avere attualmente volontà differenti da dover intrecciare con le esigenze del Club pugliese: “Oggi per una situazione non chiara le trattative possono allentarsi. Ci sono volontà diverse che si devono intrecciare in un gioco preciso”.

L’ufficiale benvenuto al nuovo tecnico é affidato al Presidente LDL. Voce successivamente ad un competitivo e determinato Longo: ”Speravo di rivedervi in un’altra situazione e questo mi dispiace molto. So quanto è importante per questa città affrontare nel migliore dei modi un periodo come questo ed ognuno di noi deve avvertire il peso della situazione”. Amante della bella favella anche Longo si è raccontato in un lungo sfogo circa i suoi saluti a Bari la scorsa stagione. Dalla disfatta di Cosenza sino alla rottura dello spogliatoio: “La sconfitta di Cosenza non l’abbiamo digerita. Io, l’area tecnica e dirigenziale ed i tifosi. Eravamo tutti arrabbiati per la modalità. Abbiamo perso male in una partita importantissima”. Il tecnico biancorosso racconta anche di una discussione dai toni duri avvenuta tra lui e la squadra al termine della partita. Di lì in poi, evidentemente, lo spogliatoio si è rotto e non è stato più possibile fare inversione di rotta.

Il ritorno di Longo non è dettato dall’obbligo di presenza per i vincoli contrattuali, anzi, a suo dire sarebbe stata una scelta consapevole e ponderata sulla base delle garanzie fornite dal Presidente in uno dei confronti avvenuti tra le parti. Verba volant scripta manent, direbbero gli antichi. La speranza è che questi progetti trovino quanto prima un fondamento così da fornire alla squadra maggiore stabilità ed equilibrio tattico: “Noi dobbiamo diventare una squadra ma non vincolo nessuno a rimanere. Chi è uomo mi deve dire che non se la sente di abbracciare la causa. Così come non voglio gente che venga qui a caso. Caserta e Vivarini non sono due scemi”.

Le lusinghe circa le storie sportive dei predecessori hanno ceduto il passo al clima trovato a Bari al suo arrivo: “Qui ho trovato disponibilità – dichiara Longo – e quando si arriva in un posto si cerca di prendere informazioni. Al momento queste informazioni mi dicono che spesso questi ragazzi si sono allenati bene senza ottenere il risultato. Io credo che oggi sia il momento in cui le parole stanno a zero. Penso che tutti siate stufi di sentirle. Occorre concretezza che possa tramutare la situazione in punti. Se oggi dovessi barattare la bruttezza di fare punto con la bella prestazione sceglierei la prima opzione. Oggi questa squadra deve capire cosa vuol dire lavorare per ottenere punti”.

 

Vivarini alla vigilia di Bari-Juve Stabia: “Il direttore non sta dormendo la notte. Il mercato offre poco”

Che girone di ritorno sia. Domani alle ore 19:30 il Bari scenderà in campo allo Stadio San Nicola per la ventesima giornata di campionato. Avversaria la Juve Stabia di mister Abate, una squadra giovane e competitiva pronta a disputare la migliore prestazione per ritornare in Campania con il bottino pieno.

All’ora di pranzo l’abituale conferenza stampa pre partita di mister Vincenzo Vivarini: “È un periodo importante per tanti aspetti dove ci vuole risultato. Occorre vincere per continuare la crescita che stiamo avendo. I ragazzi lavorano bene ed ora hanno trovato il giusto equilibrio”.

Per il tecnico oltre alla componente del lavoro e dell’impegno, la fortuna riveste un ruolo chiave e determinante per svoltare la situazione del Bari. Per Vivarini, inoltre, la società sta offrendo il suo massimo supporto per andare a rafforzare il roster biancorosso: “La società sta facendo di tutto per levar via la preoccupazione. Il mercato sta offrendo veramente poco ed il direttore non sta dormendo la notte per monitorare i giocatori in uscita. Da parte del presidente massima libertà”. 

Molto ragazzi non riuscivano ad esprimersi, sostiene Vivarini, ma con la costanza e l’impegno il fattore crescita individuale e collettiva per il tecnico c’è: “Ora vedo molta più chiarezza su quello che loro devono fare in campo. Nelle prime partite si scappava sempre indietro, a Carrara no. I ragazzi adesso sbagliano poco anche in allenamento e la scelta inizia ad essere per me difficile”.

Un glow up, quello di cui parla Vivarini, che si potrà riscontrare solo sul manto verde. Campo parla, si potrebbe dire: “Con una vittoria cambia tutto. Ci vuole quella svolta completa che mi aspetto domani così da poter cambiare marcia”.

Tra chi ha dimostrato personalità anche il barese Colangiuli e Kassama: “Rao, Kassama sono ragazzi che hanno energia, forza ed esuberanza fisica. Manè riesce a fare tanti chilometri sulla profondità ma deve affinare la tecnica. Io ho sempre creduto nei giovani”.

Assente a causa di un infortunio Gaetano Castrovilli: “Noi questa settimana abbiamo concentrato l’attenzione sulla fase di sviluppo, la ricerca di profondità. Lì ci aspettiamo qualcosa in più. Noi guardiamo le caratteristiche individuali dei ragazzi che abbiamo. Se mettiamo dei giocatori che hanno le stesse qualità non riusciamo a fare le cose in maniera corretta. Cambieremo qualcosa ma sempre nell’ottima di guadagnare campo”.

Le idee sembrerebbero essere chiare, i fatti son da riscontrare. Vivarini racconta di una squadra positiva ed unita. Sul ritorno di Dorval: “Viene dall’esperienza in Nazionale ed ha avuto modo di allenarsi solo un giorno con noi”. Entusiasmo, voglia di rivalsa e caparbietà sono gli aspetti su cui il tecnico biancorosso ha fatto principale leva durante la conferenza, eppure..: “Lo so che le chiacchiere vanno via con il vento ma a noi serve la vittoria proprio per dimostrare che la squadra è viva”.

Circa i nuovi arrivi parole di appoggio e totale fiducia. Cistana, Stabile e De Pieri: “Nessuno dei giocatori a Bari ha chiesto di andare via. Stabile e De Pieri sono due giocatori giovani, validi e promettenti. Abbiamo scelto caratteristiche differenti dai giocatori che già abbiamo”.

Tanti aspetti negativi trovati all’arrivo del tecnico dopo l’esperienza del suo predecessore Caserta, una situazione che secondo Vivarini ha faticato a gestire: “Io lo so che le mie parole possono risultare senza fondamento perché non ho vinto. Quando dico che la mia è una squadra viva è perché ci stiamo credendo. Noi dobbiamo essere bravi a reagire. Il mercato sta offrendo veramente poco”.

Azione e reazione: il principio di Newton, De Laurentiis e la cartolina “spiacevole” della piazza

Il Terzo Principio della Dinamica di Newton afferma che ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e opposta. Ebbene, la premessa fisica serve per ricollegarsi alle dichiarazioni rilasciate nella giornata di ieri dal Presidente del Bari, Luigi De Laurentiis.

Per quanto gran parte della tifoseria sia rimasta sollevata dalla conferma della presenza di soci esteri, ad un’altra metà non sembrerebbero essere passate inosservate le visioni del presidente sugli atteggiamenti della tifoseria: “Rispetto il tifo perché è particolare in tutta Italia ed è ambizioso. Stiamo però consegnando una cartolina spiacevole. Diventa autolesionismo sia dal punto di vista dell’immagine che dal punto di vista delle domande che dall’estero possono giungere circa la situazione della piazza. La gettano sulla difficoltà della città”.

C’è però da fare un piccolo passo indietro. Occorre semplicemente riavvolgere il nastro di qualche episodio. Se infatti la tifoseria biancorossa è arrivata al punto di disertare, ipotesi esclusa nella riunione del 21 agosto al parcheggio dell’antistadio del San Nicola, un motivo ci sarà.

In quella circostanza era stato proposto di disertare dalla prima giornata di campionato proprio per lanciare un messaggio, a detta dei tifosi, forte e chiaro alla società. Il tifo organizzato ha optato inizialmente per una strada più ragionevole e maggiormente predisposta a tendere la mano nei confronti della squadra.

Se però alla 17ª giornata di campionato il Bari occupa ancora la quattordicesima posizione avendo un piede in zona playout è lecito che la tifoseria mostri il proprio dissenso. Le motivazioni potrebbero essere svariate. Il rendimento insufficiente della squadra, i risultati che non arrivano, il timore di retrocedere, gli obiettivi iniziali (playoff) che ad oggi vedendo il gioco biancorosso sembrerebbero miraggi. La reazione è figlia di queste azioni. Cambiando i presupposti la cartolina spiacevole si trasformerebbe in un paesaggio idilliaco.

Bari, De Laurentiis rompe il silenzio: “Dialogo con soci stranieri. La ragione persa dopo la finale playoff”

Dopo sei mesi il Presidente della SSC Bari, Luigi De Laurentiis, è tornato a parlare alla stampa. L’occasione, i consueti auguri natalizi. La conferenza indetta da LDL si pone nell’immediata vigilia della sfida che vedrà i biancorossi affrontare il Catanzaro del DS Ciro Polito. Innumerevoli gli snodi affrontati dal tema della multiproprietà a quello dei possibili acquirenti, il mercato invernale in partenza tra poche settimane e gli obiettivi di una stagione tanto complessa quanto tribolata. Svariate le reazioni dei tifosi. Si passa da chi non attribuisce credibilità alle parole di De Laurentiis a chi cavalca l’onda della speranza. Unico aspetto al quale attualmente ci si possa affidare.

In apertura di conferenza il focus immediato è sulla questione dei soci. Poche le parole del Presidente a tal riguardo a causa del rispetto di un patto di riservatezza. Secondo quanto dichiarato si tratta di soci esteri che al momento stanno intrattenendo con la società biancorossa dialoghi e studio di numeri della piazza. Una breve parentesi sull’operato del direttore sportivo Magalini che guiderà il calciomercato invernale: “Magalini è arrivato tra le bombe in un anno difficilissimo prendendo un’eredità non facile. Ha messo in piedi una squadra in una realtà horror. E’ ovvio che nella gestione dell’anno uno qualcosa è mancato. Nel nostro caso sono mancati i playoff”. LDL ha ricordato anche che i pareri di media e tifosi in seguito al mercato estivo erano positivi e caratterizzati da ondate di entusiasmo poi smentite nel corso della fase iniziale della stagione. La certezza al momento è che Magalini continuerà con il Bari.

Una grande lusinga nei confronti della piazza e della sua storia, ma non solo: “Io comprendo l’essere contrari alla multiproprietà. Peraltro ho sempre detto che questa piazza merita di stare dov’è giusto. Diventa autolesionistico consegnare una spiacevole cartolina a dei soci. Fischiando i giocatori, disertando, lanciando bombe è normale che alcuni di questi ragazzi possano vivere male le situazioni. Paradossalmente noi risentiamo del clima ambientale aspetto che non avviene per altre realtà sportive minori quando vengono a giocare al San Nicola. Tremano le gambe. I giocatori non sono contro la piazza anzi sono venuti consapevolmente qui. E’ autolesionistico vivere questa situazione”. Il volere del presidente parrebbe essere quello di voler consegnare la società nella sua forma migliore. Utopia attualmente.

Fortemente contrario all’utilizzo dei termini “buco nero” per descrivere la situazione nella quale il Bari è caduto, LDL ha espresso il suo parere circa i campionati vissuti dopo la finale playoff persa contro il Cagliari: “Per me il buco nero è fatto da squadre importanti con grossi investimenti che sono finite in Serie C e parliamo di una decina. Mantenere la categoria non è scontato. Se noi avessimo affrontato il primo anno di Serie B arrivando decimi sicuramente l’evoluzione sarebbe stata differente. Tanti che hanno perso la finale di playoff hanno vissuto poi l’anno successivo in maniera dubbia”.

Circa il dialogo richiesto da parte del tifo organizzato con la società ed il Comune di Bari massima disponibilità anche se è parso di capire che al momento non ci siano stati colloqui tra le parti: “Io sono sempre disponibile nell’incontrare tutti. Sindaco, tifosi, tutti insomma. A volte passa il messaggio che io sparisca dalla circolazione ma non è così. Tanti di voi li vedo in trasferta o in casa. E’ raro che io manchi alle partite”. Sul tema mercato pochi spoiler. Al momento non parrebbero esserci interessamenti circa la cessione di Dorval ma sul fronte degli arrivi il presidente ha sostenuto che ci saranno ingressi importanti per andare a svoltare una stagione mal iniziata.

In chiusura: “Io sono dispiaciuto di ciò che sta accadendo. Il mio mestiere è ad alto rischio. Con investimenti e patrimonializzazioni non c’è sicurezza di far bene. Io accetto le provocazioni ma non che si venga detto che non ci metto la faccia. Il 5-0 è un evento. Io in quel momento ero più intento a parlare con l’allenatore. Ho lasciato campo a chi ha una conoscenza tecnico sportiva. Personalmente volevo risposte dal tecnico per cercare di capire le mosse future”.

 

 

Calcio. Voce a Vivarini nel pre Bari-Pescara: “ I delfini hanno anima, non mollano mai. Dovremo fare attenzione”

Ad un mese dal suo esonero sulla panchina del Pescara Vincenzo Vivarini ritrova i delfini. Sarà uno scontro salvezza tra due squadre che occupano le retrovie della classifica. Per il tecnico sarà debutto al San Nicola. Stadio con ultras baresi in diserzione e tifosi ospiti assenti per il divieto posto ai residenti nella regione Abruzzo: “È una gara importantissima per la classifica, per il percorso che stiamo facendo e per i problemi che abbiamo. Dobbiamo dare autostima alla squadra oltre che logica al lavoro che stiamo facendo”.

Un miglioramento esponenziale nella fase di possesso palla. Questo è quello che richiede Vivarini ai suoi. La squadra dovrà iniziare a fornire risposte. Il Pescara, con la peggior difesa del campionato, sarà un avversario insidioso: “Io sto provando a fare una progressione di lavoro aggiungendo tasselli su tasselli. La fase di possesso palla è un fattore determinante. Più sappiamo ciò che dobbiamo fare più portiamo palla nell’area avversaria”.
Guardando lo storico della squadra il focus rimane sulla difesa. I biancorossi però commettono anche altri errori tecnici. La motivazione per Vivarini risiede nel fatto che in questo momento forzando troppo il gioco l’errore si presenta dietro l’angolo.

Sulla situazione dei delfini: “Il Pescara in questo momento ha recuperato giocatori forti per la categoria come Olzer. Hanno altri atleti di livello. La squadra è diversa da quella di Catanzaro. Dovremo fare attenzione. I delfini hanno anima, non mollano mai. Sono ragazzi applicati ed umili. Le problematiche le hanno e su quelle dovremo andare ad incidere”. 

Equilibrio. Un altro aspetto su cui occorrerà lavorare: “Io spero di arrivare ad avere una squadra con sicurezza individuale e globale. Non posso andare a snaturare la natura e le caratteristiche dei singoli giocatori”. Gaetano Castrovilli, fuoriclasse indiscusso e giocatore generoso.

Una carriera che non richiede presentazioni ed una voglia di rivalsa da tanti imprevisti che la vita gli ha posto dinanzi. Un tuttofare per il Bari nonostante la sua figura venga utilizzata maggiormente nelle proiezioni di fase offensiva. Sulla tematica psicologia dello spogliatoio: “Ci sono equilibri particolari. C’è mancanza di esuberanza e di entusiasmo. Sto cercando di lavorare con applicazione e man mano sto riscontrando miglioramenti. Sul campo è chiaro che quando si cambia un allenatore si fa i conti con le idee diverse che vengono proposte”.
Tra gli indisponibili Darboe e rientrerà Maggiore. Tema diserzione ultras: “Non posso entrare nel discorso perché ne conosco veramente poco però io mi aspetto un grande aiuto dai tifosi. Le negatività sono tante e troppe e dovremo fare un lavoro di trasformazione. Il San Nicola per noi è determinante nonostante rispetti le volontà della tifoseria”.

Ssc Bari, Vivarini: “Momento difficile ai giocatori manca il fuoco”. Magalini sull’aereo gate: “Fatta pubblicità”

Voce al tecnico Vincenzo Vivarini. Si è da poco conclusa la conferenza stampa di presentazione del nuovo allenatore biancorosso. Al suo fianco non il Presidente Luigi De Laurentiis, come ci si sarebbe aspettato, ma i Direttori Sportivi Giuseppe Magalini e Valerio Di Cesare. Ancora una volta LDL supera l’ostacolo non presenziando ad una conferenza tanto importante quanto delicata visto e considerato il periodo sportivo che il Bari sta vivendo. Tante le tematiche affrontate: dal rendimento di una squadra mal costruita, al deludente esordio in panchina in quel di Empoli fino all’aereo-gate.

Ringraziamenti ad inizio conferenza rivolti all’ex tecnico biancorosso Fabio Caserta ed al suo Staff per la professionalità dimostrata sino all’ultimo giorno di lavoro. Messi da parte i saluti l’attenzione si è focalizzata sul progetto di Vivarini: “Il richiamo del Bari si è fatto sentire. Vorrei portare entusiasmo, risultati. È importante fare bene. In questo momento so che è difficile ma adesso ci si butta nel lavoro e speriamo di uscire subito da questa situazione”.

Tempo ridotto per lavorare e partite in successione, dapprima la Juve Stabia poi il Pescara tra le mura amiche del San Nicola: “Ci siamo buttati in questa avventura – ha dichiarato Vivarini- consapevoli anche di queste difficoltà. Le criticità di questa squadra le abbiamo messe in evidenza ed ora dobbiamo solo continuare a lavorare”. 

Salva i primi quaranta minuti ad Empoli il nuovo tecnico biancorosso che considera quest’ultimi come un trampolino di lancio per le prossime prestazioni del Bari. Focus principale sul quale andare a lavorare la fase di non possesso: Bisogna avere la coscienza di capire chi hai di fronte. In quei quaranta minuti la squadra ha tenuto bene ed ha messo in atto ciò che c’eravamo detti nei giorni precedenti”.

Dopo ciò, un blackout generale dove la squadra pugliese ha abbandonato gli ormeggi: Io vorrei portare benzina – ha concluso Vivarini- per accendere il fuoco di questi giocatori che ahimè ora non c’è”. Non son tutte rose peró in conferenza stampa ed arriva anche il turno dei Direttori Sportivi che affermano di aver scelto il profilo del nuovo tecnico sulla base delle caratteristiche di gioco della squadra da loro costruita.

Fondamentale il mea culpa di Valerio Di Cesare sulla modalità di espressione utilizzata nel post partita di Empoli-Bari dove ha risposto alle domande del giornalista Michele Salomone con un linguaggio colorito e non consono alla sua professione: “Avrò sbagliato i modi nell’esprimere il mio concetto ma capite bene che è emerso tutto il dispiacere che provavo in quel momento e poi non penso di aver leso il giornalista. Il mio sfogo non era contro di lui”.

Di linea differente l’approccio del DS Magalini che ha percepito nelle parole del giornalista un analisi e non una domanda.  Circa la brutta immagine consegnata al panorama sportivo ed avvenuta nelle mura del velivolo diretto da Pisa a Bari: “È stata fatta pubblicità – ha esordito Magalini- a quanto avvenuto. In separata sede abbiamo preso i nostri provvedimenti”. Confermato il duo Magalini-Di Cesare anche per il prossimo mercato. I direttori sportivi hanno dichiarato di non aver percepito, da parte della società, avvisaglie circa un possibile esonero. Sarà la scelta giusta?

 

Foto: SSC Bari

Serie B, Caserta alla vigilia di Bari-Cesena: “Mignani? Grande allenatore. Noi dobbiamo avere identità”

Undicesima giornata di campionato alle porte. Il Bari di Caserta si prepara ad accogliere un grande ritorno al San Nicola, quello dell’ex tecnico Michele Mignani. Amato ed odiato a causa di quel famigerato Bari-Cagliari conclusosi con il mancato approdo nella massima serie. “Il Cesena è una squadra che sta bene – ha dichiarato Fabio Caserta – e presenta una chiara identità. Se pur vero che prende qualche gol ne fa altrettanti altri. Noi abbiamo cercato di lavorare sui nostri concetti soprattutto quando siamo con il possesso palla”.

Momenti positivi e negativi. Questo è il calcio. Per il tecnico biancorosso non è importante come una vittoria arrivi, l’aspetto chiave è che ci sia. Il campionato di Serie B presenta insidie di settimana in settimana: “Abbiamo fatto una settimana intensa di lavoro cercando di gestire quei giocatori che hanno avuto qualche problema fisico durante l’ultima partita. Il Cesena è allenato da una grandissima persona nonchè un ottimo allenatore”. I cavallucci attualmente terzi in classifica a quota venti punti hanno iniziato il campionato al massimo delle loro potenzialità.

“Michele Mignani – ha continuato Caserta – ha fatto un percorso importantissimo a Bari ma anche a Palermo e Cesena. Quando alleni e stai in una piazza da più di un anno è più facile che conoscano il modo di essere di un allenatore. Ci sono tante riconferme nella squadra ma è anche completa su più fronti”. Occorrerà impattare la partita dal principio in maniera riflessiva ma anche aggressiva. I cavallucci tendono ad aspettare le mosse avversarie con il fine di studiarne i movimenti per poi attaccare.

Dubbi sugli indisponibili. Meroni si è allenato ieri con la squadra ma con ritmi più blandi nell’intera settimana. Kassama è in fase di valutazione. Ennesimo banco di prova per tutto lo Staff del Bari. Dirigenti e tecnico: “Il mio stato d’animo è positivo anche quando le cose non vanno bene e le giocate vanno male. Nella mia vita agisco così. Dobbiamo avere personalità in momenti della partita in cui mi aspetto coraggio dai giocatori d’esperienza. Durante novanta minuti saltano schemi e tattica e ci serve la giocata del singolo calciatore”.

Circa le difficoltà Caserta non si lascia demotivare: “Sapevamo e sapevo che avremmo avuto qualche insidia da superare. Quando sono venuto a Bari ho parlato con la società ed abbiamo deciso di cambiare qualche giocatore presente da molti anni e di insistere sugli atleti di proprietà. Sono ancora convinto delle scelte come lo ero prima nonostante le difficoltà”.