Serie B. Padova-Bari 1-1: un punto d’oro per una squadra senza infamia e senza lode

Giunge al termine la ventiseiesima giornata del campionato di Serie B con il Bari che pareggia a Padova in una partita importante per l’obiettivo salvezza. I biancorossi alternano momenti in cui si lasciano dominare dal gioco dei veneti ad altri in cui si dimostrano offensivi.  Per puntare all’effettivo mantenimento della categoria c’è bisogno di uno sforzo maggiore. A segno Di Mariano 13′ e Piscopo 45’+ 1′.

Padova padrona di casa e di campo. I veneti nei primi rintocchi dell’orologio attaccano la profondità sviluppando un gioco sulle fasce dinamico e rapido, tutto l’opposto dei pugliesi. La squadra di Longo subisce. Al 13′ il Padova si aggiudica il vantaggio con un cross di Buonaiuto per Di Mariano sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Dormienti le retrovie biancorosse.

Gli attimi di batticuore non sembrano volersi placare. Dopo all’incirca dieci minuti Bortolussi scappa in contropiede arrivando faccia a faccia con Cerofolini. Miracoloso l’intervento del portiere biancorosso che devia il tiro con il braccio destro mandando la palla in calcio d’angolo. Negli attimi finali del primo tempo il Bari tenta di invertire la rotta. Dapprima Rao propone un tiro di destro  terminato di poco fuori ed in pieno recupero (46′) Piscopo trova la rete del pareggio su assist di Cavuoti.

Ripresa equilibrata tra due squadre con evidenti limiti tecnici. La qualità del gioco di Padova e Bari ne dimostra il piazzamento. I veneti, maggiormente precisi nella prima parte della partita, commettono innumerevoli errori nelle finalizzazioni sprecando palle gol. Se inizialmente la velocità era stata il tratto distintivo della squadra allenata da mister Andreoletti, nella ripresa la difficoltà nel riproporre offensività è evidente.

Il Bari si dimostra costante. Trascorre difatti i primi venti minuti del secondo tempo chiuso nella propria metà campo con un baricentro troppo basso rispetto al reale pericolo offensivo ma in chiusura i biancorossi tentano persino di svoltare la partita puntando al bottino pieno. Ennesima occasione persa, ma il punto vale d’oro.

Foto: SSC Bari

Padova-Bari, Longo cerca la svolta: “Non molliamo ma dobbiamo essere squadra”

Servirebbe una scintilla. E’ questo ciò che si ripete a Bari da quando le sorti della squadra pugliese peggiorano di partita in partita. E’ vero si che Moreno Longo dopo la sconfitta rimediata contro il Sudtirol (1-2) si sia scusato con la tifoseria ma ciò non cambia o motiva il cammino disastroso dei biancorossi. Il Bari rischia di prendere sempre più le sembianze di un agglomerato di giocatori che nulla hanno a che fare con l’idea di squadra tanto ricercata. Mancano coesione, spirito d’iniziativa, offensività e soprattutto fame. Quest’ultima dovrebbe essere l’aspetto principale di chi ha come obiettivo la salvezza ed il conseguente mantenimento della categoria, eppure..

Ancora una volta ad esprimersi non sarà il Presidente Luigi De Laurentiis ma il tecnico piemontese che dopo il confronto avvenuto la scorsa domenica con i capi Ultras della curva Nord si è recato nella sala stampa “Gianluca Guido” per presentare la prossima sfida dei biancorossi. Il Bari giocherà sabato 21 febbraio alle ore 15:00 presso lo Stadio Euganeo di Padova. La squadra allenata da mister Andreoletti occupa attualmente il tredicesimo posto nella classifica di Serie B a quota ventinove punti. Obiettivo dei veneti il raggiungimento dell’effettiva salvezza.

“Io spero che la squadra abbia sofferto per questa sconfitta   – ha esordito Moreno Longo – solo patendo le cose riesci ad avere una reazione come mi aspetto che ci sia”. Tutti recuperati tranne Verreth e Dickmann: Speravamo di avere Verreth ma non è così. È in netto miglioramento. Sono tutti recuperati tranne lui e Dickmann”

Soluzioni rapide e semplici è questo ciò di cui il Bari attualmente necessita: “Per quanto mi riguarda il primo tassello é che noi per primi non possiamo mollare di un centimetro anche quando si vede tutto nero. Il pensiero è che siamo già retrocessi ma noi dobbiamo persistere e perseverare. C’è una salvezza a 4 punti ed un playout a 2. Dobbiamo trovare le forze per rimanere dentro. Io per primo sto cercando di farla diventare una squadra perché squadra non lo è. Gli equilibri di spogliatoio sono più importanti di quelli del campo. Siamo un gruppo di giocatori che non hanno un’identità unita e precisa dove tutti la vedono in egual maniera. Si vede alcune volte che si è disgregati. Dopo il gol subito contro il Sudtirol ne avremmo potuto prendere subito altri. Io sto lavorando sul gruppo anche se tempo non c’è n’è”.

Andar via o lottare: “Prendersi le responsabilità ho sempre pensato fosse la strada più giusta. Fare un passo indietro ora vorrebbe dire lavarsene le mani ed io non desidero questo. Per il mio modo di essere mi sento tutto addosso come se fossi qui da luglio”.

I biancorossi e la sfida contro i veneti: ”La sfida contro il Padova la stiamo preparando focalizzandoci su ogni aspetto. Ho chiesto alla squadra di dover mettere un pezzettino loro ma non perché io non voglio metterci tutto ma perché ci sono loro in campo. Vorrebbe dire inserire le letture singole che solo loro possono vedere. Noi non abbiamo bisogno del compitino ma di prenderci la responsabilità. Ecco perché dico che i ragazzi devono dare qualcosa”.

Ampie polemiche sulla fascia da capitano indossata da Dorval nella partita contro il Sudtirol: “Dorval capitano è una scelta dettata dalla sua militanza nella squadra. Io ho bisogno di venticinque capitani ognuno con le proprie caratteristiche. Per me non conta chi porta la fascia al braccio ma chi si assume responsabilità e dà il massimo”.

Il tema dell’essere squadra penalizza le prestazioni e la lucidità dei giocatori secondo quanto asserito da Longo: ”Quando non hai identità precisa non appoggi nessun idea tecnico-tattica che possa attecchire. Nella partita contro il Sudtirol metto dentro Moncini e Rao per fare una partita diversa e aggressiva. Dopo due minuti prendi gol da una rimessa laterale. Quel gol pesa come un macigno ora. Noi dobbiamo lavorare su questo. Non sul più offensivo o meno offensivo ma sulla solidità mentale diversa”.

Massima schiettezza da parte di Longo su una situazione che ha reso la piazza satura. Tante le dichiarazioni rilasciate nel corso dei mesi e poca concretezza: “Fosse per me io non farei più nemmeno le conferenze perché io non devo vendere fumo. Mi sembra di ripetere sempre le stesse cose ed io non sono una persona così. Questa è una prassi e la rispetto peró. Cercheremo di inserire chi è realmente pronto”.

Nella partita contro il Sudtirol il protagonista di uno spiacevole episodio è stato Manè. Il difensore biancorosso è stato artefice di una pesante autorete: “Nessuna croce addosso a Manè. È il rischio del nostro mestiere, può capitare. Spero per lui che tutto questo possa farlo crescere. Artioli é entrato bene perché è un ragazzo che vuole la palla e la sa giocare. Ha delle conoscenze per quanto riguarda il gioco ma c’è solo da capire la condizione qual è. Quando scegliamo undici giocatori dobbiamo sapere di non avere dopo poco il problema della sostituzione”.

Piano salvezza: ”Oggi dobbiamo pensare a trovare le forze e le soluzioni per fare punti. Una volta diventati quelli si può pensare ai calcoli altrimenti è inutile se tu vedi gli altri ma non vinci tu”.

Un Bari ancora disgregato e con tanti equilibri da dover far quadrare: “Trovo la mia affermazione sull’essere gruppo la trovo logica. Sei il terzo allenatore della stagione con undici giocatori nuovi. Era molto più probabile non esserlo che esserlo per forza di cose come cambiamenti e situazioni avvenute. Sono settimane con turni infrasettimanali dove non ti sei mai allenato. Parliamo di circa dieci allenamenti in tutto, ossia nulla. La vera difficoltà è questa. Io sapevo che la difficoltà grossa era questa. O ti si incastra tutto e sei velocissimo o ci sta che tu faccia fatica”.

Circa l’avversario di sabato: “Il Padova è squadra. Non solo curriculum e giocatori singoli. Sappiamo che tipo di partita andiamo a fare e sappiamo che vorranno vincerla

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Serie B, Bari-Spezia 0-0: biancorossi fermati dai liguri nello scontro salvezza

Termina con un pareggio la 24^giornata del campionato di Serie B. Bari e Spezia non riescono a sbloccare il risultato dallo 0-0. Tante le occasioni create da ambedue le squadre. I biancorossi rimpiangono la poca freddezza dimostrata nella finalizzazione delle azioni. Ancora acerbi alcuni nuovi innesti tra cui però spicca Traorè.

Un primo tempo equilibrato tra due squadre che occupano i bassifondi della classifica. Bari e Spezia si studiano ma sono i liguri ad avere più occasioni pericolose. Nello specifico la squadra allenata da mister Donadoni scoperto il tallone d’Achille biancorosso ripropone il medesimo schema in loop con Skiellerup che sulla fascia coperta da capitan Pucino e Cavuoti arriva più volte davanti al primo palo di Cerofolini trovando la chiusura del difensore del Bari.

Altro dente dolente per la retrovia pugliese la proposta di cross centrali a taglio verso l’area piccola, schema ben messo in atto dagli ospiti. I biancorossi ripartono più volte in contropiede peccando amaramente nelle fasi di finalizzazione. Al 10′ Dorval si trova faccia a faccia con il suo ex compagno di squadra Radunovic. Poca la freddezza del franco-algerino che sbaglia il tiro. Cambio forzato per Verreth al 25′, al suo posto Braunoder. Un Bari errante in alcuni fraseggi e su alcune aperture non riesce ad imprimersi sul manto verde nonostante il gioco sviluppato sia più fluido delle precedenti prestazioni.

Apertura di ripresa scattante con Cavuoti che su cross di Dorval affronta Radunovic con un tiro insidioso, ma poco convinto. Ci prova anche Traorè al 53′ con una conclusione dalla distanza. Il Bari incalza con la fase offensiva guadagnandosi una serie di calci d’angolo consecutivi. Pressing alto per la squadra guidata da Moreno Longo che spreca più di un occasione con Dorval in contropiede. Lo Spezia subisce ma alla prima occasione utile contrattacca. Sfida aperta sino ai minuti finali. Nonostante ciò la partita termina a reti bianche, un risultato che non fa comodo a nessuna delle due squadre.

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Serie B, Mantova-Bari 2-1: tonfo dei pugliesi al Danilo Martelli nei minuti finali della ripresa

Termina con una sconfitta la 23^giornata del campionato di Serie B tra Mantova e Bari. La squadra allenata da Moreno Longo spreca una grande occasione di uscire dalla zona rossa della classifica e nei minuti finali del recupero concede il vantaggio ai lombardi. Sporadici gli attimi di propositività dei pugliesi, tutti prevalentemente nella prima parte della gara. Differente la situazione del Mantova che ha fatto rabbrividire Cerofolini in tutto l’arco dei novanta minuti. A segno Meroni 14′, Odenthal 16′, Mancuso 90’+ 4′.

Entrambe le squadre impattano la partita in maniera gagliarda. E’ al Mantova che va concessa però la prima occasione importante in apertura: tiro a botta di Mensah con parata miracolosa di Cerofolini all’8′. La controrisposta degli ospiti non si lascia attendere. Rete annullata per il Bari per un fallo commesso da Cistana ai danni di Bardi. Il clima in terra lombarda si accende. In meno di dieci minuti di orologio si vedono attimi rocamboleschi. Il Mantova passa in vantaggio al 14′ con la rete di testa dell’ex Meroni.

Palla al centro, ripartenza, calcio di punizione per gli ospiti. Verreth sfoggia un tiro a parabola che termina direttamente sul capo della new entry in casa Bari, Odenthal. Gli attimi di batticuore non sembrano volersi placare. Al 31′ il direttore di gara, sig. Federico Dionisi, annulla la rete ai padroni di casa per un fallo commesso da Mensah ai danni di un difensore del Bari. Minimo comune multiplo del primo tempo, le polemiche e dubbie decisioni arbitrali. Una fra tutte quelle che vede il fallo di Meroni ai danni di Moncini in contropiede, rosso netto per i cultori del calcio ma semplice cartellino giallo per Dionisi. In chiusura la traversa di Cistana al volo.

Clima polemico nella ripresa a causa della gestione arbitrale. Sul campo una ripartenza differente per Mantova e Bari. I padroni di casa accentuano la fase offensiva a suon di contropiedi e verticalizzazioni. Gli ospiti si chiudono nella propria metà campo riuscendo a proporre il primo tiro nell’area di Bardi solo dopo l’ingresso in campo di Cuni subentrato a Gabriele Moncini. Il tecnico della squadra pugliese tenta di smuovere le acque con Piscopo, Mantovani (Odenthal sostituito a causa di crampi), Cuni ed Esteves. Torna il grigiore tra i pugliesi. Cerofolini salva i compagni di squadra dalla rete del vantaggio del Mantova all’82’ ma in chiusura di gara nulla può sul colpo di testa sempre del numero nove. Vantaggio meritato per un Bari che ha giocato solo un tempo.

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Bari rivoluzionato, il bilancio del mercato: il “saluto” di Castrovilli e la missione di Di Cesare

Alle ore 20:00 della serata di ieri si è ufficialmente chiuso il calciomercato invernale che ha visto il neopromosso DS Valerio Di Cesare dover correre ai ripari per cercare di colmare gli errori della precedente campagna acquisti. È un Bari rivoluzionato rispetto a quanto sino ad ora abbiamo visto e maggiormente rinforzato soprattutto nel reparto difensivo. La speranza è che una ventata d’aria fresca possa aiutare i biancorossi ad emergere dai bassifondi di una classifica che parla chiaro: l’obiettivo salvezza dev’essere la priorità in quanto la retrocessione attualmente rappresenta l’incombenza.

Riassumendo le entrate e le uscite di questa sessione di mercato si potrebbe dire che all’incirca metà degli arrivi dei caldi mesi estivi abbiano salutato la piazza. “Per fortuna”, chiosano sul web ma ricapitoliamo ciò che il DS Di Cesare ha concluso in questi mesi. Acquisti: Cistana (Spezia), Stabile (Juve Stabia), De Pieri (Juve Stabia), Esteves (Pisa), Cavuoti (Cagliari), Cuni (Rubin Kazan), Piscopo (Juve Stabia), Artioli (Mantova), Mantovani (Mantova), Odenthal (Sassuolo), Traorè (Southampton). Cessioni: Pereiro (risoluzione contrattuale), Mavraj (Lechia Gdansk), Vicari (Reggiana), Kassama (Juve Stabia), Cerri (Juventus), Colangiuli (Lumezzane), Meroni (Mantova), Antonucci (Spezia).

Il dato lampante è la constatazione di come il lavoro dell’oramai ex DS Giuseppe Magalini si sia dimostrato fallimentare sotto ogni punto di vista. Certo è che in città, memori dell’errore commesso ad agosto con giudizi preventivi e positivi sull’operato compiuto, si pazienterà maggiormente prima di definire positivo, o meno, il lavoro di VDC. Moreno Longo, tecnico subentrato ai colleghi Vivarini e Caserta, dovrà ora essere in grado di riuscire nel minor tempo possibile ad amalgamare i nuovi innesti con chi la realtà barese già la conosce ed ha imparato a viverla.

Tanta la delusione nei confronti della scelta di Gaetano Castrovilli. Il pugliese che, con un lungo messaggio sulle sue piattaforme social, ha espresso il rammarico nei confronti della scelta da lui stesso intrapresa ha diviso in due la piazza. Tra favorevoli e contrari all’addio della sua “squadra del cuore” un dato di fatto appare indiscutibile: nel momento in cui l’agonismo dell’uomo avrebbe dovuto prevalere sulle qualità del giocatore molti hanno tirato i remi in barca.

Serie B. Bari-Palermo 0-3: i rosaneri spengono le luci di un San Nicola fiducioso

Termina con un’amara sconfitta per il Bari l’anticipo della 22^esima giornata del campionato di Serie B. La squadra allenata da Moreno Longo pur impattando bene la partita nel primo tempo si lascia sopraffare dal guizzo del Palermo di Inzaghi nella ripresa. La solidità difensiva dei rosaneri e la concretezza in attacco prevalgono sui pugliesi ancora in fase di rodaggio dopo l’avvento del tecnico piemontese. A segno Le Douaron 57′, Pohjanpalo 66′ e Ranocchia 82′(R).

L’approccio del Bari alla prima parte della gara è poco concreto ma propositivo. I biancorossi riescono a gestire il Palermo di Filippo Inzaghi con un assetto difensivo più accurato e saldo rispetto al solito anche se non mancano sbavature di troppo. I rosaneri detengono le occasioni più pericolose. Dapprima con la volee di Le Douaron in area di rigore al 12′ terminata di poco lontano rispetto al secondo palo e successivamente con lo schema costruito da Peda su calcio d’angolo al 23′; costa caro ai palermitani l’errore compiuto in questa occasione da Bani che sbaglia il tiro dinanzi alla porta di Cerofolini. Gli ospiti non demordono e continuano a pressare la metà campo avversaria. Il Bari si comporta da squadra e modella il proprio baricentro a seconda delle esigenze. Fuori al 45′ per problemi muscolari Rao dopo aver disputato un primo tempo gagliardo e con personalità.

Ripresa calante per i padroni di casa che si trovano in men che non si dica eclissati dai rosaneri. Il Palermo ritorna in campo consapevole del peso che la partita ha in termini di classifica. Al 57′ la rete del vantaggio con Le Douaron di testa su cross di Ceccaroni. La squadra di Inzaghi prosegue scattante sulla fascia guadagnandosi corner e rimesse laterali. Il raddoppio arriva dopo circa dieci minuti con un errore difensivo del Bari che si lascia trovare impreparato al contropiede rosanero. Segna al 66′ Pohjanpalo su assist di Palumbo. Nonostante i cambi proposti da Moreno Longo i biancorossi si chiudono e spengono quella luce che nel primo tempo li avrebbe portati a meritare il vantaggio. Il Bari non reagisce attivamente ma lascia agli ospiti le redini del gioco. In chiusura il 3-0 del Palermo con la rete di Ranocchia.

Foto: SSC Bari

U Bbàre, le storie dei tifosi. Oltre 700 a Cesena: “La squadra non si lascia sola ma i rinforzi?”

Prosegue il viaggio dentro e fuori gli stadi d’Italia. La rubrica U Bbàre, le storie dei tifosi arriva allo Stadio Dino Manuzzi di Cesena in occasione della trasferta dei biancorossi. Oltre settecento tifosi biancorossi presenti. Ogni cronaca narrata è un frammento di vita vissuta tra migliaia di chilometri percorsi in auto o in pullman, le ore in stazione o in aeroporto, i discorsi sui menù condivisi prima della partita – dalle lasagne agli immancabili taralli pugliesi – che si intrecciano con l’impazienza per il fischio d’inizio. In queste storie il tifoso non è un semplice spettatore ma il protagonista diretto che racconta il suo punto di vista o la sua esperienza al seguito della squadra della propria città.

Anche a Cesena i sostenitori del Bari sono stati parte attiva del match tra gli emiliani ed i pugliesi mostrando come l’attaccamento nei confronti della maglia vada oltre i dubbi, lo sconforto e la preoccupazione per un piazzamento di classifica allarmante. Pareri di fiducia nei confronti del ritorno del tecnico Moreno Longo, la cui esperienza pregressa a Bari aveva lasciato un bel ricordo.

Serie B. Cesena-Bari 1-2: Moncini la chiude e bottino pieno alla prima dell’era bis di Longo

Prima vittoria in trasferta nel campionato di Serie B ’25-26′ per il Bari. All’Orogel Stadium Dino Manuzzi i pugliesi fanno bottino pieno alla partita numero uno dell’era bis di Moreno Longo. Tanti sono gli aspetti su cui i biancorossi dovranno lavorare ma il cambio di approccio c’è stato. I miracoli e le bacchette magiche non esistono, ma idee più chiare di gioco ed ordine si. A segno Rao 51′, Ciervo 60′ e Moncini 76′.

Resilienza. Questo è quanto Moreno Longo aveva richiesto nella conferenza stampa pre-match. Premesso che quanto andato in scena al Manuzzi nel primo tempo è sembrato più un cammino a senso unico dei cavallucci che altro, occorre sottolineare come l’impronta dell’era bis di Longo si sia in parte intravista. Il Bari se pur peccando ancora in aspetti come marcature su palla inattiva, ordine nei momenti di mischia o ancora di mancata dinamicità in fase d’attacco ha mostrato maggiore attenzione alla tecnica ed all’ordine.

Sin dai primi rintocchi il ritmo dei cavallucci è apparso più sviluppato e dinamico di quello dei pugliesi. Difatto, è stata la squadra di Mignani ad aver avuto reali occasioni per il vantaggio: Ciervo dalla distanza al 16′, la traversa di Blesa al 35′ e quella di Frabotta al 39′. Il pressing alto del Cesena ha trovato un freno nei minuti finali del primo tempo ove il Bari ha acquisito maggiore consapevolezza. I biancorossi rischiano di sbloccare la partita con un cross di Dorval per Mane al 30′. Grande chance fallita. Da segnalare un calcio di rigore non concesso ai danni della squadra di Moreno Longo per un fallo di Frabotta su Gytkjaer in area di rigore.

Se il primo tempo si è concluso a reti bianche, la ripresa è apparsa colorata. Il Bari ha trovato al 51′ la rete con Rao: gestione della palla fra tre avversari, controllo e tiro piazzato sul secondo palo. Infondo Vivarini lo aveva detto che il cambiamento proviene dai giovani. Il Cesena non ci sta. I cavallucci riprendono le redini della gara e trovano la rete del pareggio a nove minuti di distanza con Ciervo che su cross di Shpendi la posiziona sul secondo palo privo di marcatura. La squadra di Moreno Longo resiste ma insiste. Infatti i biancorossi continuano sulla medesima scia dell’apertura del secondo tempo. Maggior velocità sulle fasce e propositività in attacco dettata anche dal cambio di Moncini  su Gytkjaer (62′). Al 76′ la svolta. Nikolaou diventa l’artefice di un assist impeccabile indirizzato a Moncini. Colpo di testa perfetto del numero undici che porta il Bari in vantaggio.

Foto: SSC Bari

Bari a caccia del miracolo: la conferenza di Longo e De Laurentiis tra mercato e responsabilità

In casa Bari c’è un evidente maestrale. Quella andata in scena ieri pomeriggio alle ore 15:00 allo Stadio San Nicola non è stata una conferenza di rilancio o di semplice presentazione del nuovo tecnico bensì una circostanza di contenimento del danno ove la famiglia De Laurentiis ha deciso di non lasciare al caso alcun dettaglio.

Difatti, essendo i biancorossi in una zona della classifica delicatissima, la presenza contemporanea di De Laurentiis e Longo non è da considerarsi casuale, anzi. Uno degli obiettivi potrebbe essere stato quello di trasmettere l’idea di una catena di comando compatta dopo settimane di evidente confusione tra esoneri di tecnici e DS. Strategia di marketing?

Tono serio, a tratti teso, nessun sorriso di circostanza: questo un altro chiaro segnale in grado di evidenziare la gravità della situazione. De Laurentiis non pronuncia mai la parola “retrocessione” ma tutto il suo intervento verte attorno a quel rischio. La dichiarazione circa il suo trasferimento a Bari non è una scelta romantica ma un messaggio politico e simbolico.

É un modo celato per esprimere tre concetti: “non sto scappando”, rivolto ai tifosi; “controllo la squadra da vicino”, per gli addetti ai lavori ed infine “il club viene prima di tutto” per gli investitori che oltre tante chiacchiere non sembrerebbero aver mostrato altro.

Salvare un Bari malato, la missione di Moreno Longo: segui la conferenza live e la presentazione bis – VIDEO

Sarà presentato oggi alle ore 15:00 il nuovo, o quasi, tecnico del Bari. Moreno Longo richiamato dopo la disfatta dell’ex Vivarini ha ripreso la guida dei biancorossi in un momento molto delicato della stagione. Se pur vero che la tempra dell’allenatore piemontese sembri calzare a pennello in una squadra che sino ad ora non ha mostrato alcun tipo di identità, quello che è stato richiesto a Longo è da considerarsi un miracolo o cosa? Il dato certo è che dal primo allenamento sino ad oggi c’è stata la supervisione del Presidente Luigi De Laurentiis. Il vertice della Filmauro parrebbe essere preoccupato per la situazione nella quale la sua squadra naviga.

Questa conferenza si presenta anche come pre-match di Cesena-Bari. Difatti, sabato alle ore 15:00 i biancorossi affronteranno i cavallucci dell’ex allenatore dei pugliesi Michele Mignani. Un’ardua sfida considerando che gli emiliani vorranno farsi rivalere rispetto al girone d’andata. In quella circostanza il Bari era riuscito a battere gli avversari con l’unica azione creata.