Bari, ufficiale il ritorno di Moreno Longo: nessuna clausola di rinnovo

E’ ufficiale. Moreno Longo sarà il terzo tecnico della stagione 2025/2026 del Bari. L’allenatore, già al timone dei biancorossi nella passata stagione sportiva, aveva concluso i suoi rapporti con il club pugliese lo scorso maggio dopo aver sfiorato l’obiettivo playoff. Nona posizione a quota 48 punti in quella circostanza. Longo è ora chiamato in causa per risollevare gli animi e le prestazioni di una squadra che milita nei bassifondi della classifica del campionato di Serie B. Non presente alcuna clausola di rinnovo ad oggi. Di seguito, la nota del club circa l’ufficialità:

“SSC Bari rende noto di aver affidato l’incarico di allenatore responsabile della Prima Squadra a mister Moreno Longo, già alla guida dei biancorossi nella passata stagione; in fase di definizione le pratiche burocratiche del caso. Il suo staff sarà composto dall’allenatore in seconda Dario Migliaccio, da Paolo Nava in qualità di preparatore atletico e da Luca Ceccarelli come collaboratore tecnico; con loro Francesco Cosentino (pre. atletico), Nicola Fiorentino (coll. tecnico), Giuseppe Scalera (coll. tecnico), Filippo Giordano (match analyst) e Roberto Maurantonio (all. dei portieri).

Bentornato Mister !”

Foto: SSC Bari

Ribaltone al Bari, doppio addio: ai saluti Vivarini e Magalini. Il ds Di Cesare richiama Longo

Il Bari parrebbe aver deciso: via il Direttore Sportivo Giuseppe Magalini ed il tecnico Vincenzo Vivarini. La società biancorossa, secondo quanto riportato dal giornalista Alfredo Pedullà, avrebbe vagliato per tutta la domenica l’opzione di un ribaltone totale. Ai saluti quindi non ci sarebbe solo l’allenatore ma anche il principale responsabile di un calciomercato privo di idee, il DS Magalini.

I biancorossi dopo la sconfitta rimediata nella giornata di ieri contro la Juve Stabia per 0-1 occupano la penultima posizione nel campionato di Serie B. Un disonore per la piazza ma una presa in giro anche nei confronti degli obiettivi stagionali prefissati dal presidente Luigi De Laurentiis.

Per riprendere il controllo della situazione è stata chiamata una vecchia conoscenza in casa Bari, Moreno Longo. Il tecnico arriverà in Puglia nella giornata di domani per poter conoscere la squadra e gestire il primo allenamento previsto nel pomeriggio.

 

 

Serie B. Bari-Juve Stabia 0-1: buio senza fine per i biancorossi ennesimo ko al San Nicola

Termina con una sconfitta la ventesima giornata di campionato. Al San Nicola la Juve Stabia di Ignazio Abate, espulso al 60′, fa bottino pieno. Una partita dal ritmo costante solo per gli ospiti e priva di battiti da parte dei biancorossi. Il Bari espone idee confuse e poco concrete dimostrandosi ancora una volta la squadra meno temibile del campionato. A segno dal dischetto Candellone al 37′.

Soporifero. Questo è  l’aggettivo che incarna nel miglior modo l’approccio del Bari in un primo tempo sterile e privo di fondatezza. Se da un lato Vivarini aveva presentato la partita parlando di una squadra determinata ed oramai matura dall’altro ci ha pensato il campo a fornire le opportune risposte: nessun cambiamento all’orizzonte. Il Bari rimane inerme ad osservare la Juve Stabia sviluppare il suo gioco con ordine e pressing costante. La squadra di Ignazio Abate semina per più della metà del primo tempo e poi raccoglie. Difatti, gli ospiti erano in procinto di portarsi in vantaggio già dal 16′ con una papera di Cerofolini. Il portiere biancorosso su tiro dalla distanza non blocca il pallone lasciando che quest’ultimo scorra tra i piedi di Piscopo che per poco non segna. Al 36′ la svolta. Il direttore di gara concede il calcio di rigore alle vespe in seguito ad un fallo di braccio nell’area piccola commesso da Braunoder su deviazione. Rete segnata da Candellone in una partita che nel primo tempo appare ad unico senso.

Ripresa coerente e costante. Il Bari si presenta più propositivo rispetto ai precedenti quarantacinque minuti ma la confusione è lampante. Vivarini propone dei cambi: Rao su Nikolaou, Bellomo e Pagano su Antonucci e Maggiore, Meroni su Pucino. Anche in questo caso l’epilogo non è differente. La Juve Stabia continua imperterrita a sviluppare il suo gioco mentre Candellone da prova a Gytkjaer di cosa voglia dire interpretare il ruolo di attaccante. Il calciatore danese è pargonabile ad una presenza evanescente nel campo.

Foto: SSC Bari

Vivarini alla vigilia di Bari-Juve Stabia: “Il direttore non sta dormendo la notte. Il mercato offre poco”

Che girone di ritorno sia. Domani alle ore 19:30 il Bari scenderà in campo allo Stadio San Nicola per la ventesima giornata di campionato. Avversaria la Juve Stabia di mister Abate, una squadra giovane e competitiva pronta a disputare la migliore prestazione per ritornare in Campania con il bottino pieno.

All’ora di pranzo l’abituale conferenza stampa pre partita di mister Vincenzo Vivarini: “È un periodo importante per tanti aspetti dove ci vuole risultato. Occorre vincere per continuare la crescita che stiamo avendo. I ragazzi lavorano bene ed ora hanno trovato il giusto equilibrio”.

Per il tecnico oltre alla componente del lavoro e dell’impegno, la fortuna riveste un ruolo chiave e determinante per svoltare la situazione del Bari. Per Vivarini, inoltre, la società sta offrendo il suo massimo supporto per andare a rafforzare il roster biancorosso: “La società sta facendo di tutto per levar via la preoccupazione. Il mercato sta offrendo veramente poco ed il direttore non sta dormendo la notte per monitorare i giocatori in uscita. Da parte del presidente massima libertà”. 

Molto ragazzi non riuscivano ad esprimersi, sostiene Vivarini, ma con la costanza e l’impegno il fattore crescita individuale e collettiva per il tecnico c’è: “Ora vedo molta più chiarezza su quello che loro devono fare in campo. Nelle prime partite si scappava sempre indietro, a Carrara no. I ragazzi adesso sbagliano poco anche in allenamento e la scelta inizia ad essere per me difficile”.

Un glow up, quello di cui parla Vivarini, che si potrà riscontrare solo sul manto verde. Campo parla, si potrebbe dire: “Con una vittoria cambia tutto. Ci vuole quella svolta completa che mi aspetto domani così da poter cambiare marcia”.

Tra chi ha dimostrato personalità anche il barese Colangiuli e Kassama: “Rao, Kassama sono ragazzi che hanno energia, forza ed esuberanza fisica. Manè riesce a fare tanti chilometri sulla profondità ma deve affinare la tecnica. Io ho sempre creduto nei giovani”.

Assente a causa di un infortunio Gaetano Castrovilli: “Noi questa settimana abbiamo concentrato l’attenzione sulla fase di sviluppo, la ricerca di profondità. Lì ci aspettiamo qualcosa in più. Noi guardiamo le caratteristiche individuali dei ragazzi che abbiamo. Se mettiamo dei giocatori che hanno le stesse qualità non riusciamo a fare le cose in maniera corretta. Cambieremo qualcosa ma sempre nell’ottima di guadagnare campo”.

Le idee sembrerebbero essere chiare, i fatti son da riscontrare. Vivarini racconta di una squadra positiva ed unita. Sul ritorno di Dorval: “Viene dall’esperienza in Nazionale ed ha avuto modo di allenarsi solo un giorno con noi”. Entusiasmo, voglia di rivalsa e caparbietà sono gli aspetti su cui il tecnico biancorosso ha fatto principale leva durante la conferenza, eppure..: “Lo so che le chiacchiere vanno via con il vento ma a noi serve la vittoria proprio per dimostrare che la squadra è viva”.

Circa i nuovi arrivi parole di appoggio e totale fiducia. Cistana, Stabile e De Pieri: “Nessuno dei giocatori a Bari ha chiesto di andare via. Stabile e De Pieri sono due giocatori giovani, validi e promettenti. Abbiamo scelto caratteristiche differenti dai giocatori che già abbiamo”.

Tanti aspetti negativi trovati all’arrivo del tecnico dopo l’esperienza del suo predecessore Caserta, una situazione che secondo Vivarini ha faticato a gestire: “Io lo so che le mie parole possono risultare senza fondamento perché non ho vinto. Quando dico che la mia è una squadra viva è perché ci stiamo credendo. Noi dobbiamo essere bravi a reagire. Il mercato sta offrendo veramente poco”.

Bari, 118 anni di passione biancorossa: una storia di calcio, popolo, cadute e rinascite infinite

Il calcio a Bari non è solo calcio. È vita. La Bari compie 118 anni di storia e lo fa avendo alle spalle peso e orgoglio di un vissuto che va ben oltre il manto verde. Dal 1908 a oggi, il calcio nel capoluogo pugliese è stato identità, appartenenza, sofferenza (molta) e riscatto. Una fede popolare che ha resistito a fallimenti, rinascite, promozioni esaltanti e cadute dolorose, senza mai spegnersi. Nonostante tutto i tifosi son stati sempre al fianco della Vecchia Stella del Sud. Tra contestazioni e condivisioni di attimi di gioie gli anni son trascorsi con la speranza che presto la squadra sarebbe potuta ritornare nel campionato di massima serie. Lì, dove tutti l’attendono. Lì, dove è giusto che stia una piazza storica e passionale.

La storia inizia nel lontano 15 gennaio 1908 con la fondazione del Foot-Ball Club Bari caratterizzata, oltre che dall’apporto di sportivi locali, dalla partecipazione di alcuni forestieri: Floriano Ludwig, Gustavo Kuhn, Giovanni Tiberini. Tutto avvenne in un retrobottega sito in Via Roberto da Bari 4. Da subito il pallone diventa linguaggio comune, elemento di aggregazione. Negli anni Venti e Trenta il club prende forma, si struttura e trova una sua dimensione nazionale, fino a diventare una presenza stabile nel panorama calcistico italiano.

Il vero salto di qualità arriva nel dopoguerra. Il Bari diventa una realtà riconosciuta, capace di alternare Serie A e Serie B. Gli anni Cinquanta e Sessanta sono quelli della crescita e della dignità sportiva, mentre gli anni Ottanta segnano una nuova centralità del club, con il ritorno nella massima serie e un entusiasmo cittadino sempre più travolgente. Indimenticabili gli anni Novanta. Questo, il periodo più iconico per un’intera generazione di tifosi. Il San Nicola, inaugurato nel 1990 per i Mondiali, diventa la nuova casa di un Bari capace di entusiasmare l’Italia calcistica. È il Bari che gioca, lotta e spesso sorprende. Emozioni oramai sconosciute.

Arrivano le difficoltà. Crisi societarie, retrocessioni, fino al fallimento del 2018: uno dei momenti più bui della piazza dopo il calcioscommesse. Ma i baresi sanno rialzarsi. La rinascita parte dai campi della Serie D passa per la ricostruzione societaria e culmina con il ritorno nel calcio che conta. Un percorso che ha dimostrato, ancora una volta, come il legame tra squadra e città sia più forte di qualsiasi categoria.

Oggi la Bari è una società che fatica a guardare avanti. Troppe sono stati gli scivoloni della società biancorossa negli ultimi tre anni. Non ultimo l’attuale timore di una retrocessione che pesa come un macigno. I 118 anni non devono essere solo un numero, ma la misura di una fedeltà rara, di una passione che si tramanda di padre in figlio, di una curva che non ha mai smesso di cantare. In un calcio sempre più veloce e globalizzato, il Bari resta una certezza emotiva.

Bari, chiamami ancora amore: cosa rimane tra disfatte e speranze?

Oh, mio caro Bari dove sei finito? Di ritorno dalla trasferta di Carrara tante sono le considerazioni che si potrebbero trarre sulla base degli aneddoti avvenuti. Ancor più sono le supposizioni nate dai rumors che impazzano sul web. Tra fantomatici esoneri, riunioni top secret, guerriglie interne e vecchie conoscenze per caso ritrovate allo Stadio Dei Marmi il tifoso biancorosso vive nell’oblio.

Tutto sembrerebbe essere iniziato l’11 giugno 2023 con la disfatta del Bari nella finale playoff contro il Cagliari, ma la realtà è diversa. Quella circostanza non era un punto di inizio bensì di arrivo. È stata la presa di coscienza di una condanna posta sul capo: oltre quella serie non si può approdare. O meglio, non si può arrivare sino a quando ci sarà il grande vincolo della multiproprietà.

Da quel momento in poi, una società da sempre ambita ha iniziato a subire una brusca inversione di rotta. Dapprima la diciottesima posizione rimediata nella stagione sportiva 2023-2024 con una salvezza ottenuta in extremis e quattro cambi nell’area tecnica (Mignani, Marino, Iachini e Giampaolo) successivamente il mancato approdo ai playoff con mister Moreno Longo.

Dobbiamo salvarci” era quello che ripeteva il tecnico nello shock di una piazza non avvezza a questa tipologia di dichiarazioni e che evidentemente non aveva ben fatto i conti con quelle che erano, e sono, le reali problematiche: trattare una realtà importante come una succursale privandola di valore. Con il senno di poi si potrebbe supporre che Moreno Longo sia stato solo lungimirante.

Da protagonista a comparsa il passo è breve. Dacché se ne dica il Bari è diventato il contorno di una minestra, non la portata principale ove son richiesti alimenti di prima qualità per far si che la pietanza accolga il diletto del palato altrui. Così tra alibi legati ad un budget ridotto, cartellini dal costo troppo elevato, un campionato molto dispendioso, il rischio imprenditoriale si sta sviluppando.

Con la sconfitta rimediata a Carrara i biancorossi sono scivolati nelle retrovie della Serie B nell’imbarazzo generale di chi ad inizio stagione non avrebbe mai potuto credere ad un risultato simile anzi ha gridato al successo della campagna acquisti.

Le colpe dell’accaduto son passate da attore ad attore. Da Fabio Caserta a Vincenzo Vivarini senza mai focalizzarsi né sul rendimento di calciatori definiti a giugno “convinti del progetto Bari” né sulle scelte dei direttori sportivi. Così dopo una domenica ove parrebbe esserci stata una riunione tra i vertici della Filmauro l’ardua sentenza è arrivata: tutto resta invariato, nessun ribaltone tecnico.

Inizia per Vivarini la settimana dell’oblio, quella in cui nessuno blinda la sua posizione apertamente ed in cui ci si aspetta il miracolo chiamato vittoria contro una Juve Stabia reduce dal pareggio casalingo contro il Pescara. Sugli esperti, le colonne portati dello spogliatoio, tutto tace. Nessuno si esprime e si lascia che le colpe, ancora una volta, terminino sulle spalle del tecnico.

Intanto tra la tifoseria il timore della retrocessione si fa sempre più vivo di pari passo al malcontento generale. Oh, mio caro Bari ma chi decide di indossare i tuoi colori conosce anche solo un decimo la tua storia?

U Bbàre, le storie dei tifosi. A Carrara tra fede e amarezza: “Mercato insufficiente”

I sostenitori del Bari accorsi in 338 a Carrara hanno le idee chiare: “Il calciomercato improntato così non è sufficiente”. Difatto al momento l’operato dei due DS Magalini e Di Cesare ha prodotto solo tre arrivi: Cistana, Stabile e De Pieri. Altri erano i presupposti per una squadra che ha come obiettivo reale la salvezza e necessita di calciatori pronti ad abbracciare sin dal principio la causa. Non c’è tempo per aspettare i recuperi di condizione. Eppure questo aspetto non sembra essere impresso nella mente di chi seleziona le risorse. Il timore della retrocessione è diventato un sentimento sempre più vivo tra gran parte della tifoseria che si definisce sfiduciata e sconfortata.

Ad inizio stagione, tenendo conto delle dichiarazioni del presidente Luigi De Laurentiis & co.,  i playoff  si erano definiti come risultato minimo raggiungibile eppure l’evoluzione del campionato della squadra pugliese è stata nettamente differente. Ci ha pensato il tecnico Vincenzo Vivarini ad avallare il periodo complesso e difficile che i biancorossi stanno vivendo. Nella conferenza stampa pre Carrarese-Bari l’allenatore biancorosso si è espresso in maniera sincera palesando le sue preoccupazioni nei confronti del mercato ancora in corso: “Senza rinforzi non si va da nessuna parte” – ha dichiarato un tifoso all’esterno dello stadio dei Marmi.

Nonostante lo stato d’animo turbolento si continua a seguire la squadra. Gli intervistati di Carrara per gran parte non vivono a Bari. Si tratta difatto di pugliesi emigrati in altre regioni d’Italia: “Non vedo il mio amico da anni ed oggi ci siamo ritrovati”. L’amarezza dei risultati non demoralizza la fede. In fondo il tifo vero vuole proprio questo, la presenza oltre ogni risultato e categoria.

Serie B. Il Dei Marmi sbadiglia: Carrarese-Bari 1-0 tra apatia e sterilità offensiva dei biancorossi

Anno nuovo storia vecchia. Potremmo riassumere in questo modo la prestazione del Bari alla prima trasferta del 2026. Difatti se i presupposti avevano visto il tecnico Vivarini esprimere la sua volontà di guadagnare punti in quel di Carrara la realtà ha dato prova di altro ossia di come i pugliesi non abbiano cambiato il loro approccio rispetto alle precedenti partite. Coerenza e costanza si ma in negativo. Il Bari sviluppa il classico compitino insufficiente, uno di quelli che ti assicura di essere rimandato alla fine dell’anno. Si perchè è di questo che si parla, capire le reali sorti di questa squadra.

Accantonati i finti progetti, quegli obiettivi che un tempo sembravano scontati (i playoff) ed oggi un lontano miraggio occorre riscontrare come i biancorossi meritino di occupare una posizione di bassa classifica. Non per partito preso ma per riscontro effettivo e numeri alla mano. Gli ospiti non hanno mai guadagnato il controllo del gioco incassando passivamente il pressing alto della squadra di mister Antonio Calabro.

Nessuna azione da segnalare nel primo tempo ad eccezion fatta di una chance avuta da Dickmann su apertura di Castrovilli. Questo il dato che serve a far capire come la situazione sia più drammatica del previsto. La Carrarese non disputa la sua miglior partita, anzi, ma a confronto del Bari sembra una squadra da grandi competizioni. I toscani approfittano dei vuoti lasciati dalla squadra avversaria e scappano in contropiede ogni qual volta che i biancorossi provano ad organizzarsi.

Le danze della ripresa sono aperte dalla rete della Carrarese. Al 50′ sugli sviluppi del calcio d’angolo battuto da Zuelli segna Abiuso. Un vantaggio meritocratico considerata la sterile visione di gioco da parte dei pugliesi. Vivarini decide di variare le carte in tavola. Fuori Castrovilli, Maggiore, Gytkjaer, Pucino e Mane. Dentro Bellomo, Pagano, Moncini, Colangiuli e Cerri. Cambiando l’ordine degli addenti il risultato non cambia. Il Bari è piatto e sterile. L’entusiasmo della squadra proclamato dal tecnico alla vigilia fa fatica a riscontrarsi. Nei minuti finali del secondo tempo la conclusione dai 25m di Colangiuli fa sospirare per la prima volta i 338 tifosi accorsi al seguito della squadra.

Foto: SSC Bari

Bari, Vivarini sfiduciato: “Scontento e preoccupato del mercato. Ho chiesto professionalità ai giocatori”

Archiviate le festività il Bari ritorna in campo sabato 10 gennaio in quel di Carrara alle ore 15:00. Allo stadio dei Marmi la squadra allenata da Vincenzo Vivarini dovrà calcare il manto verde consapevole dell’importanza della sfida considerando che in ballo c’è la salvezza della categoria.

I biancorossi che hanno chiuso l’anno con un pareggio rimediato contro l’Avellino (1-1) occupano attualmente la sedicesima posizione a quota 17 pt. Assenti le sorprese dal mercato invernale. Sino a questo momento un solo arrivo e zero partenze. Difatti, nei giorni scorsi è stato presentato Andrea Cistana. Con il difensore classe ’97 proveniente dallo Spezia è stata stipulata la formula del prestito. L’orizzonte è privo attualmente di ulteriori conferme su addii e benvenuti.

Nella conferenza stampa pre-match il tecnico del Bari si è definito preoccupato dagli sviluppi del mercato. In uscita certa capitan Francesco Vicari e Pereiro: Vicari ha dato tantissimo per il Bari. Ha le qualità per soddisfare il lavoro che io cerco in una squadra. A livello di situazioni ambientali lui si trova a vivere una chiusura di ciclo. Deve cambiare squadra per andarsi ad adattare a nuove situazioni”. Il Vivarini del nuovo anno è più consapevole dei limiti di una squadra mal costruita ed ancor più del malcontento presente anche in squadra. Difatti da alcune indiscrezioni parrebbe che alcuni giocatori abbiano palesato la volontà di andar via, oltre i già citati, ma a tal riguardo poche le informazioni trapelate: “Io non sto lasciando nessuno indietro. Ognuno di loro deve fare il professionista ed abbracciare la causa del Bari”.

Il Bari non vince in trasferta da quasi un anno. Per invertire la rotta occorre affrontare la partita con uno spirito differente dal passato: “É una partita importante sotto vari aspetti. Siamo in una fase del campionato dove può succedere di tutto. Se non facciamo punti diventa un problema importante”. L’aspetto psicologico il problema chiave della squadra. I biancorossi sono rientrati dalle festività, secondo Vivarini, con il piglio giusto: “Lì ho visti sereni nel lavoro e nel voler cercare di capire cosa migliorare in campo. Questa è la seconda settimana completa dove ho potuto lavorare sui particolari”. A Carrara gli avversari presentano caratteristiche ben definite: “La Carrarese gioca con un 3-5-2 alzando la mezz’ala. Il lavoro tattico lo sanno fare bene riproponendosi con velocità in fase offensiva”.

New entry in casa Bari, l’unico, Andrea Cistana difensore che non ha trovato molto spazio nello Spezia: “Non ha ancora la forma piena. È uno che ripulisce il gioco. È veloce e sveglio tanto da riuscire ad inserirsi nello sviluppo del gioco. Ha delle caratteristiche che mancavano ai nostri difensori. Gli ho chiesto se riesce a partire dal principio”. Sugli sviluppi del mercato nessuna novità. Ad essere preoccupato non è solo mister Vivarini ma l’intera piazza. Il tecnico ne sta provando di ogni. Da proposte tattiche differenti ad allenamenti improntati su un nuovo modus operandi. A Carrara si avranno gli ennesimi riscontri del caso. Così non va.

Foto: SSC Bari

Serie B, Bari-Avellino 1-1: i biancorossi archiviano il 2025 con un pareggio. Risultato giusto o grande spreco?

Il 2025 avrebbe potuto avere un epilogo differente per il Bari che nella diciottesima giornata del campionato di Serie B colleziona un punticino di comodo contro l’Avellino di mister Biancolino. I biancorossi che hanno alternato momenti di piena gestione della gara ad altri di passività sono apparsi sin dal principio consapevoli del peso che la partita aveva per le loro sorti e la classifica ma nei momenti decisivi hanno faticato ad imprimersi sul manto verde. Sedicesima posizione a quota diciassette punti. A segno Lorenzo Dickmann al 52′ e Tommaso Biascia al 68′.

E’ il Bari ad aprire le danze. Nei rintocchi iniziali del primo tempo la squadra di mister Vivarini si presenta gagliarda e competitiva. Al 6′ Gytkjaer spreca una grandissima occasione per i padroni di casa. Daffara devia il colpo di testa di Braunoder e la palla termina sui piedi del danese che pecca di poco lucidità sfoderando un tiro alto. Gli sviluppi vedono i biancorossi emergere sugli ospiti. Dapprima con Maggiore che calcia di poco fuori su punizione battuta da Dickmann e successivamente con la conclusione dal limite dell’area con Castrovilli. Per la squadra di Biancolino invece l’unica azione pericolosa è da ricondurre a Tutino che al 26′ scappa servendo Biasci. Il numero quattordici manca l’intervento. Nei minuti finali un Bari calante cede il passo ad un Avellino che tenta di alzare il baricentro a suon di rapide ripartenze.

La ripresa inizia con i fiocchi. Il Bari riparte con i piedi caldi e grazie ad un’ottima costruzione di Mane e Gytkjaer in prossimità dell’area di Daffara, Giulio Maggiore riesce a servire Lorenzo Dickmann che si coordina, calcia di destro e buca la porta avversaria. L’Avellino non tarda a mostrare la risposta. Al 68′ Biasci approfitta di un errore di Cerofolini per riportare la partita in parità. Baricentro basso per la squadra di Vivarini che dopo la rete subita fatica, come da prassi, a riprendere in mano le redini della gara.

Foto: SSC Bari