Sparatorie a Bari, le madri implorano i figli di lasciare i clan: “Non voglio piangerti al cimitero”

“Quando vai a trovarti un lavoro, togliti da questa storia”. È il drammatico appello che la madre di Gabriele Muserra, il giovane ferito a colpi di pistola il 14 aprile scorso in un agguato tra via Dante e via Ravanas, nel quartiere Libertà di Bari, avrebbe rivolto al figlio nel tentativo di convincerlo ad allontanarsi dagli ambienti della criminalità organizzata.

Le intercettazioni emergono nell’ambito dell’inchiesta che ha portato il gip di Bari a disporre la custodia cautelare nei confronti di Antonio Strambelli, 33 anni, e Ignazio Raggi, 21, ritenuti coinvolti negli agguati avvenuti nei quartieri Libertà e Carrassi. “Ora è andata bene, la prossima volta te ne vai al cimitero”, dice ancora la donna, sperando che l’attentato subìto possa rappresentare un punto di svolta per il figlio.

Analoga preoccupazione emerge anche dalla madre di Ignazio Raggi, che avrebbe segnalato alle autorità un post pubblicato su TikTok con la foto del figlio accompagnata dalla frase: “A San Nicola non penso arrivo, verrò crivellato prima”.

Secondo la Procura di Bari, le due vicende evidenziano il ruolo delle madri, descritte come donne profondamente preoccupate per il destino dei propri figli e impegnate a convincerli ad abbandonare il contesto mafioso prima che sia troppo tardi.

Bari, svolta per le sparatorie di Carrassi e Libertà: due arresti grazie anche a TikTok – I NOMI

Svolta nelle indagini sulle due sparatorie che ad aprile avevano scosso i quartieri Carrassi e Libertà di Bari. La Polizia di Stato, su disposizione della Direzione distrettuale antimafia, ha eseguito due ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di Antonello Strambelli, 33 anni, detto “Pappagallo”, ed Ezio Raggi, 21 anni, entrambi baresi. I due sono accusati, a vario titolo, di lesioni personali gravi e porto abusivo di arma, reati aggravati dal metodo mafioso.

Secondo gli investigatori, Raggi sarebbe l’autore della gambizzazione di Alessandro Sinibaldi, 19 anni, ferito alle gambe il 9 aprile all’esterno della sala giochi “Play Games” in viale della Repubblica, nel quartiere Carrassi.

Strambelli invece, è ritenuto responsabile del ferimento di Gabriele Muserra, 22 anni, raggiunto da un colpo di pistola al polpaccio il 14 aprile in via Dante, nel quartiere Libertà. Quest’ultimo, secondo la Procura, avrebbe inoltre fornito false informazioni agli investigatori durante le indagini.

Gli accertamenti, coordinati dal pubblico ministero Marco D’Agostino e culminati nell’ordinanza firmata dal gip Valeria Isabella Valenzi, si sono basati sull’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza e di alcuni contenuti pubblicati su TikTok.

Per la Dda, i due agguati sarebbero riconducibili alle tensioni interne al clan Strisciuglio tra le articolazioni di Carbonara e San Paolo per il controllo delle piazze di spaccio, in particolare quella di Carrassi.

Faida per lo spaccio a Bari, due arresti per le sparatorie a Carrassi e Libertà. Incastrati da telecamere e intercettazioni

In data 23 luglio 2026, nell’ambito di un procedimento penale pendente nella fase delle indagini preliminari dinanzi a quest’Ufficio, su richiesta del Pubblico Ministero il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari ha emesso ordinanza applicativa di misura cautelare personale nei confronti di due persone, in relazione alle ipotesi di reato di lesioni personali e porto in luogo pubblico di arma da sparo tutti aggravati dal metodo mafios. La misura è stata eseguita in data odierna dal personale della Polizia di Stato.

In estrema sintesi, e nel rispetto del segreto investigativo, l’ipotesi posta a fondamento del provvedimento riguarda gli esiti delle indagini intraprese a seguito di due distinti agguati armati, avvenuti in data 09 e 14 aprile scorsi, in cui due diversi soggetti furono attinti da colpi di pistola riportando ferite alle gambe. I due eventi, sin dal principio, furono considerati collegati tra loro in ragione dell’appartenenza delle vittime al medesimo gruppo criminale, Strisciuglio, nonché per le modalità con cui gli agguati erano avvenuti ovvero in entrambi i casi due persone giunte a bordo di uno scooter.

Le attività d’indagine svolte dalla Squadra Mobile sotto il coordinamento di questa Direzione Distrettuale Antimafia hanno permesso di ricostruire i due episodi e di raccogliere elementi di prova a carico degli indagati. A tale proposito di fondamentale importanza sono risultati i filmati delle telecamere di video sorveglianza sia pubbliche che private nonché le intercettazioni attivate subito dopo gli eventi.

Proprio le investigazioni hanno consentito di appurare che entrambi gli agguati si inserivano in uno scenario più complesso determinato da una serie di tensioni esistenti tra il clan degli Strisciuglio del quartiere Libertà e quello del San Paolo legate alla gestione delle piazze di spaccio, in particolare della zona di Carrassi.

Bari, due arresti per le sparatorie nei quartieri Carrassi e Libertà: operazione della DDA

Due persone sono state arrestate dalla Polizia di Stato nell’ambito di un’operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, relativa alle sparatorie avvenute nei quartieri Carrassi e Libertà.

I dettagli dell’indagine saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa in programma alle 10.30 presso la Procura della Repubblica di Bari. Si tratta della gambizzazione di un 19enne davanti alla sala giochi di viale della Repubblica del 9 aprile e del successivo ferimento di un 22enne gambizzato in via Dante. I due episodi sarebbero collegati a tensioni nel mondo dello spaccio di droga.

Omicidi, sparatorie e faide tra clan a Bari: blitz del ministro Piantedosi in Prefettura per comitato sulla sicurezza

Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, è arrivato in prefettura a Bari dove parteciperà a un Comitato congiunto per la sicurezza che riguarda la Città Metropolitana di Bari e le province di Foggia e di Barletta-Andria-Trani.

La presenza del ministro è dovuta in particolare ai due omicidi di mafia a Bisceglie e alle sparatorie a Bari vecchia, tra la metà e la fine di aprile, tutti legati alla lotta tra clan per il controllo dei traffici illeciti; e ai recenti omicidi commessi nel capoluogo dauno.

All’incontro con Piantedosi parteciperanno il procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Giovanni Melillo, i prefetti, i vertici provinciali delle Procure, delle forze di Polizia e dei Vigili del Fuoco, i rappresentanti dei Comuni capoluogo, della Città Metropolitana di Bari e delle Province di Foggia e Barletta-Andria -Trani.

Il ministro si sposterà poi a Lecce dove alle 15 parteciperà a un Comitato per la sicurezza congiunto per le province di Lecce, Taranto e Brindisi con i prefetti, i vertici provinciali delle Procure, delle forze di polizia e dei Vigili del Fuoco, i rappresentanti dei Comuni capoluogo, e delle tre Province salentine.

Sparatorie e omicidi, psicosi nel Barese. Falso allarme in una discoteca a Monopoli: fuggi fuggi tra i giovani

Momenti di paura nella serata di ieri a Monopoli, in una discoteca della località Capitolo, dove i festeggiamenti per il Primo Maggio sono stati bruscamente interrotti da un improvviso fuggi fuggi generale. Tra i presenti si è rapidamente diffusa la voce che qualcuno fosse armato di pistole e coltelli, scatenando il panico tra centinaia di giovani.

Intorno alle ore 21, molti ragazzi si sono precipitati verso l’uscita del locale, creando un pericoloso imbuto che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi. A contribuire al clima di tensione anche i recenti fatti di cronaca.

Al momento non è chiaro se vi sia stata realmente la presenza di armi o un accoltellamento, né all’interno né all’esterno della strutturo. Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine, che hanno avviato le indagini per ricostruire l’accaduto e verificare l’eventuale presenza di episodi di violenza.

Turisti ignari e baresi impauriti, aria amara a San Nicola. Sabino Capriati: “I tempi sono cambiati”

“Questi balordi non ci rovineranno la festa di San Nicola”. Il sindaco Vito Leccese, in occasione del presidio antimafia che si è tenuto ieri a Bari organizzato dopo gli ultimi episodi di cronaca in città, ha voluto tranquillizzare i baresi, ma l’aria resta “amara”. In città e nella città vecchia si è tornati a sparare con facilità.

La faida tra i clan Capriati e Strisciuglio preoccupa in vista della festa di San Nicola, durante il nostro “tour” nei vicoli di Barivecchia abbiamo incontrato Sabino Capriati che ha voluto fornire una “panoramica” della situazione, a partire dalla “mentalità” delle giovani leve. Intanto i turisti, ignari del clima di terrore, passeggiano tranquillamente per i vicoli della città vecchia.

Sparatorie a Bari, la risposta della Polizia: 6 arresti. Droga nascosta in case abbandonate o lanciata dai balconi

Prosegue l’attività della Polizia di Stato tesa alla prevenzione ed al contrasto alla criminalità diffusa. In questi giorni, infatti, sono in corso alcuni servizi di controllo nonché perquisizioni in diverse zone della città, con particolare attenzione ai quartieri di Carbonara, Ceglie del Campo, Japigia, Libertà, San Pasquale e Bari Vecchia.

Tali servizi, predisposti dal Questore dr. Annino Gargano, rappresentano una risposta ai noti gravi fatti verificatisi nei quartieri Carbonara e Ceglie del Campo, ma anche ai recenti eventi verificatisi nel quartiere San Pasquale ossia l’esplosione di colpi di arma da fuoco in viale della Repubblica nei pressi di una sala giochi che ha visto il ferimento di un ventenne nonché i successivi ferimenti, sempre a seguito di colpi di pistola, rispettivamente il giorno 14 aprile in via Dante Alighieri e il giorno 19 aprile in Vico Ospedale Civile, a Bari vecchia, di altri due ragazzi, feriti entrambi alle gambe.

Tale scenario, legato a tensioni nell’ambito dell’attività di spaccio di sostanze stupefacenti, ha indotto al rafforzamento del controllo del territorio con l’impiego di personale della Questura e delle Specialità della Polizia di Stato e ha portato all’esecuzione di diversi arresti, al sequestro di sostanza stupefacente e anche di armi.

In particolare:

· Il 1°aprile personale della Squadra Volante, nel corso di un controllo su strada, nei pressi della città vecchia, ha tratto in arresto un giovane di 25 anni perché trovato in possesso di 50 grammi di cocaina occultati all’interno della propria autovettura;

· Il 3 aprile, in due distinte attività, personale della Squadra Mobile ha tratto in arresto due uomini, uno di 21 l’altro di 46 anni, entrambi con precedenti specifici per reati in materia di stupefacenti. Il 21enne è stato visto dagli operatori all’atto di lanciare dalla propria abitazione, sita nel quartiere Japigia, della sostanza stupefacente del tipo hashish, circa 300 grammi, poi recuperata e sequestrata. Il 46enne è stato tratto in arresto nella città vecchia in quanto trovato in possesso di 32 dosi di cocaina, per un totale di 23.6 grammi, all’interno della propria abitazione;

· Il 5 aprile, il giorno di Pasqua, un equipaggio della Squadra Mobile ha proceduto all’arresto di un 37enne che, nella zona di Torre a Mare, a seguito di un controllo, è stato trovato in possesso, all’interno della propria autovettura, di 80 grammi di hashish e 20 grammi di marjuana;

· Il giorno 8 aprile e il giorno 20 aprile personale della Squadra Mobile ha tratto in arresto, al termine di un servizio di osservazione nelle strade di Bari vecchia, un 22enne ed un 28enne, entrambi con precedenti in materia di stupefacenti, in quanto trovati in possesso di numerose dosi di droga, del tipo marijuana, hashish e cocaina, destinate alla vendita al dettaglio e occultate all’interno di caseggiati abbandonati. In particolare nel corso della perquisizione effettuata in data 20 aprile all’interno di uno di questi caseggiati, anche grazie all’ausilio del personale della squadra Cinofili, sono stati rinvenuti oltre 800 gr di sostanza stupefacente del tipo marjuana ed anche una pistola perfettamente funzionante con 80 cartucce inesplose.

Torna la paura in città tra omicidi e sparatorie, il sindaco Leccese predica calma: “Bari ha gli anticorpi”

Cresce la preoccupazione per i recenti episodi di violenza legati alla criminalità organizzata. Il sindaco Vito Leccese, in un’intervista rilasciata a La
Repubblica, ha fatto sapere di aver avuto un confronto con il prefetto Francesco Russo, che nelle prossime ore convocherà il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Secondo il primo cittadino, i fatti avvenuti negli ultimi giorni – dall’omicidio di Bisceglie alla gambizzazione nel borgo antico, fino agli incendi che hanno colpito due pizzerie in periferia – rappresentano segnali da monitorare con attenzione. Episodi che stanno generando allarme tra i cittadini e riaccendono il timore di un ritorno a fasi critiche del passato.

Leccese ha sottolineato tuttavia che, pur trattandosi di segnali allarmanti, Bari dispone degli “anticorpi” necessari per reagire. Ha ricordato come la città abbia già affrontato negli anni ’90 una presenza pervasiva della criminalità organizzata, evidenziando oggi una maggiore consapevolezza civica e una capacità di risposta più strutturata, sia sul piano istituzionale sia su quello sociale.

Un elemento di particolare preoccupazione, secondo il sindaco, riguarda il coinvolgimento crescente di giovani in episodi violenti, anche con l’uso di armi in luoghi pubblici. Sull’eventuale impatto negativo per l’immagine della città, Leccese ha invitato alla cautela, sottolineando la necessità di chiarire prima possibili collegamenti tra i diversi episodi, in particolare tra quanto accaduto a Bari Vecchia e l’omicidio di Bisceglie. Qualora emergesse un legame, ha ribadito, la risposta delle istituzioni dovrà essere immediata e decisa.