Il Bari passa ai rigori, ma il San Nicola resta al buio: dov’è finito il calcio?

Spettrale. La partita, ma anche il palcoscenico. Bari-Picerno di Coppa Italia termina con la qualificazione dei pugliesi agli ottavi. 1.909 spettatori, almeno sulla carta, in un San Nicola che restituisce l’immagine plastica del momento biancorosso.

Rastelli cambia molto: Pissardo tra i pali, spazio dal primo minuto a Mogos, Manzari, Colangiuli e Celli, con l’obiettivo evidente di preservare parte dei titolari in vista della sfida di sabato contro il Casarano. Per chi parte dall’inizio, però, dovrebbe essere anche l’occasione per dimostrare al tecnico di poter rappresentare una reale alternativa. Missione, almeno per oggi, fallita.

La sensazione che emerge è piuttosto netta: alcune seconde linee, oggi, non sembrano ancora pronte a garantire lo stesso livello dei titolari ed il Bari finisce per offrire una prestazione persino più piatta delle precedenti. Qualche trama di gioco si intravede, anche per gli spazi concessi dal Picerno, ma negli ultimi metri continuano a mancare cattiveria e cinismo.

Eppure il Bari parte bene. Al 5’ è Elia a trovare il vantaggio ed a illudere che la serata possa prendere una piega diversa. Il Picerno, però, resta in partita e al 31’ trova il pareggio: Cocetta commette un’altra ingenuità al limite dell’area, l’arbitro indica il dischetto e Coppola batte Pissardo per l’1-1.

Dentro il San Nicola domina il silenzio. Fuori, paradossalmente, c’è chi canta. La Curva Nord prosegue la diserzione ma fa sentire la propria voce dall’esterno dello stadio, diventando quasi l’unica colonna sonora di una serata opaca, lenta e priva di mordente.

E allora la domanda, dopo appena poche settimane, diventa inevitabile: dov’è finito l’entusiasmo iniziale?La ripresa assume contorni quasi surreali. Rastelli prova a cambiare volto al Bari inserendo Grgic, Esposito e Gomez, ma nemmeno l’ingresso dei titolari riesce a scuotere una squadra spenta che contro un Picerno tutt’altro che arrembante rischia persino di andare sotto.

Questa volta gli errori sono soprattutto tecnici. Anche quelle poche verticalizzazioni tentate dai biancorossi muoiono sul nascere tra passaggi sbagliati, controlli imprecisi e palloni regalati agli avversari. Dagli spalti piovono gli insulti dei pochissimi presenti, ma in una serata così anche le parole rischiano di diventare superflue.

Perché, ancora una volta, il problema non è il risultato. È il modo. È l’atteggiamento passivo, la mancanza di intensità, l’incapacità di cambiare ritmo e di dare la sensazione di poter prendere realmente in mano la partita.

Non si tratta di imbastire processi dopo poche giornate, ma una domanda diventa inevitabile: come si può anche solo immaginare un doppio salto di categoria entro il 2028 partendo da queste premesse?

Manca forza nelle conclusioni, manca la finalizzazione, mancano le idee. In alcuni momenti, semplicemente, manca il calcio. E mentre l’avvio di stagione continua a restituire più dubbi che certezze, due parole sembrano essere diventate pericolosamente lontane tra loro: Bari e convincere.

Alla fine, però, il verdetto del campo premia i biancorossi. Dopo l’1-1 maturato nei tempi regolamentari, il Bari riesce a conquistare il pass per gli ottavi di finale di Coppa Italia ai calci di rigore. Una qualificazione che salva il risultato e consente alla squadra di Rastelli di proseguire il proprio cammino nella competizione, ma che non cancella quanto visto nei novanta minuti.

Il Bari passa il turno, dunque, ma non supera l’esame del campo. I rigori regalano gli ottavi; gioco, intensità e convinzione, invece, restano ancora tutti da trovare.

Foto: SSC Bari

Il Bari vince nel silenzio del San Nicola: Butic decide, il cantiere resta aperto

Il Bari supera il primo impegno ufficiale della stagione, ma i 90 minuti contro il Casarano lasciano più di una riflessione. I biancorossi vincono la prima partita di Coppa Italia davanti ad una Curva Nord deserta. I gruppi organizzati hanno scelto la linea del silenzio, radunandosi all’esterno del San Nicola senza entrare sugli spalti: una protesta muta, ma dal significato eloquente.

Un silenzio che, per lunghi tratti, sembra trasferirsi anche sul terreno di gioco. Il primo tempo del Bari è tutt’altro che convincente ma sarebbe prematuro emettere sentenze definitive dopo appena una partita. C’è però un elemento che appare già evidente: questa rosa necessita ancora di rinforzi.

Le occasioni latitano. L’unico vero lampo arriva da Butic che al 18′ da centrocampo prova a sorprendere Farroni, posizionato molto lontano dai pali, con un pallonetto tanto ambizioso quanto impreciso. Il Casarano si affaccia in avanti con qualche iniziativa potenzialmente pericolosa, senza riuscire però a concretizzare.

Quando lo 0-0 sembra ormai destinato ad accompagnare le squadre negli spogliatoi, il Bari trova il vantaggio: al 46’, Tribuzzi pennella un cross dalla sinistra e Butic, di testa, firma il primo gol biancorosso della stagione.

Una rete arrivata in extremis che salva il risultato, ma non cancella i dubbi lasciati da una prima frazione lenta e poco brillante tra due formazioni indicate come possibili protagoniste del prossimo campionato.

La ripresa scorre senza particolari sussulti con le due squadre impegnate in un lungo possesso palla privo di vere accelerazioni e occasioni degne di nota.

Dal punto di vista difensivo i biancorossi riescono a contenere con ordine gli attaccanti rossazzurri, concedendo poco agli avversari. Diverso il discorso in fase di costruzione dove continuano ad emergere imprecisioni tecniche e difficoltà nel dare continuità alla manovra offensiva.

Tra i volti nuovi, le indicazioni più incoraggianti arrivano da Butic, autore del gol decisivo, da Tribuzzi, dal giovane Elia e dal subentrante Esposito, apparsi subito dentro il contesto tecnico e tattico della squadra. Più difficile, invece, individuare segnali particolarmente significativi dagli altri innesti, chiamati a crescere nelle prossime settimane.

Il risultato finale sorride ai biancorossi e rappresenta senza dubbio una base positiva da cui ripartire. Al tempo stesso, però, il debutto conferma che il cantiere Bari è tutt’altro che completato e che il lavoro, sul campo e sul mercato, è ancora lontano dall’essere concluso.

Foto: SSC Bari

Calcio femminile, Team Bari-Fabrizio Miccoli la finale di Coppa Italia Eccellenza: il 15 febbraio sfida ad Alberobello

Domenica 15 febbraio, alle ore 15, il Team Bari Femminile scenderà in campo allo stadio comunale Ruggiero-Scanni di Alberobello per la finale di Coppa Italia – categoria Eccellenza – contro la Fabrizio Miccoli.

“Il calcio femminile sta vivendo una stagione straordinaria di entusiasmo, crescita e partecipazione. Un movimento che merita di essere sostenuto, valorizzato e raccontato con orgoglio – le parole di Lorenzo Leonatti, consigliere delegato allo Sport del Comune di Bari -. Un appuntamento importante che rappresenta il coronamento di un percorso fatto di sacrifici, passione, determinazione e autentico spirito di squadra”.

“Questo traguardo è già una grande vittoria. Una vittoria sportiva, certo, ma anche culturale e sociale: il segno concreto di quanto il calcio femminile stia crescendo e coinvolgendo sempre più giovani atlete e tifosi”, aggiunge.

“L’Amministrazione comunale sarà sempre al fianco di queste bellissime realtà sportive, che rappresentano al meglio i valori sani dello sport e il futuro della nostra città – conclude Leonetti -. Invito tutta la cittadinanza barese a sostenere queste straordinarie ragazze, a riempire gli spalti e a far sentire il calore e l’orgoglio della nostra comunità”.

Coppa Italia, ora è ufficiale. Sarà Milan-Bari ai trentaduesimi: la stagione biancorossa inizierà da San Siro

Ora è ufficiale. La stagione del Bari partirà da San Siro. La prima partita ufficiale della stagione 2025/2026 della squadra biancorossa si giocherà ad agosto contro il Milan.

Il Bari, arrivato nono in Serie B, sfiderà la nona forza della Serie A nei trentaduesimi di Coppa Italia. Il Milan ha chiuso all’ottavo posto, ma il successo del Bologna nell’ultima edizione ha permesso ai rossoblù un posto tra le teste di serie

La vincente della sfida tra Milan e Bari giocherà contro chi passerà tra la 17esima della A e la Juve Stabia. La 17esima classificata è il Lecce che si è salvato negli ultimi 90 minuti sbancando l’Olimpico e battendo la Lazio.

Coppa Italia, Al Bano travolto dalle polemiche dopo l’inno: “Ho steccato. Troppo casino non sentivo nulla”

“So di saper cantare ma onestamente era talmente tanto l’entusiasmo e il casino che non capivo nulla. Ma la voglia di cantare e di non ascoltare era tanta perché ne valeva la pena. Era un’esperienza da fare che mi mancava. Sì, ammetto di aver steccato: lo dico io per primo anche perché se n’è andata un po’ la voce e, quando non senti, questa se ne va per affari suoi”.

Al Bano rompe il silenzio dopo le polemiche e critiche sollevate per la sua interpretazione dell’inno di Mameli nel pre partita della finale di Coppa Italia tra Juventus e Atalanta. Sui social in tanti si sono scagliati contro il cantante pugliese.

“L’entusiasmo è cosa pazzesca, ti rimane impresso nella memoria. Se è un concerto i tuoi fan vengono per vedere te, allo stadio vengono per vedere le partite e c’è una parte contro l’altra, cosa inevitabile – le sue parole a La Presse -. Senza dubbio lo rifarei, però so che è ardua. Che cosa si prova a fare le cose impossibili mi piace provarlo sulla mia pelle. Ormai ho capito che c’è una parte dell’Italia che stravede per me e un’altra che non mi sopporta, ma questo è successo anche a Cristo figuriamoci a un povero cristiano come me”.