Taranto, atti sessuali con 13enne: a processo un 23enne di Brindisi. A scoprirlo il padre di lei

Comparirà stamane davanti al gup Francesco Maccagnano un 23enne del Brindisino, imputato per atti sessuali con minorenne. La vicenda sarebbe iniziata su Instagram, dove il giovane avrebbe conosciuto una 13enne con cui avrebbe iniziato a scambiarsi messaggi. Secondo l’accusa, la ragazza avrebbe indicato la propria età in chat prima che il 23enne proseguisse i contatti.

Il 26 agosto 2024, i due si sarebbero incontrati a Taranto e, secondo la contestazione della Procura, in quell’occasione il giovane avrebbe compiuto atti sessuali sulla minorenne.

La vicenda è emersa alcune settimane dopo, quando il padre della ragazza ha notato un cambiamento nel comportamento della figlia e, controllando il telefono, avrebbe trovato le conversazioni con il 23enne. Il 12 settembre 2024 è stata presentata denuncia ai carabinieri, dando avvio alle indagini.

Gli investigatori hanno acquisito messaggi e conversazioni sui social e su WhatsApp, oltre ad ascoltare la minore in modalità protetta e alcuni suoi amici. Il 23enne, difeso dagli avvocati Giuliano Calabrese e Angelo Brescia, è stato interrogato nell’aprile 2025 e ha respinto le accuse, fornendo la propria versione dei fatti.

La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio ritenendo sufficienti gli elementi raccolti. Ora spetterà al gup decidere se il procedimento proseguirà con il dibattimento o attraverso altre soluzioni processuali.

Minorenne aggredita, violentata e abbandonata in strada: arrestato 21enne. Le aveva offerto un passaggio

Un 21enne di Foggia è stato arrestato con le accuse di violenza sessuale aggravata, rapina aggravata e lesioni personali aggravate nei confronti di una minorenne.

La vicenda risale alla metà di giugno. Secondo la denuncia della giovane e quanto ricostruito dagli investigatori, il ragazzo le avrebbe offerto un passaggio in auto al termine di una serata trascorsa con amici e conoscenti. Durante il tragitto, l’avrebbe aggredita e violentata, per poi abbandonarla di notte lungo la strada. La ragazza sarebbe stata successivamente soccorsa da alcuni passanti.

Gli inquirenti hanno inoltre esaminato alcune conversazioni tra il 21enne e un familiare, risalenti alle ore successive ai fatti, dalle quali emergerebbero preoccupazioni per le possibili conseguenze giudiziarie.

Il giovane, attraverso la difesa, avrebbe fornito una ricostruzione diversa, sostenendo che sarebbe stata la ragazza a prendere l’iniziativa sul piano sessuale e che successivamente lo avrebbe aggredito e danneggiato l’auto. La difesa ha riferito di essersi già attivata prima dell’esecuzione della misura cautelare.

A disporre la custodia cautelare in carcere è stato il gip del Tribunale di Foggia, Mario De Simone, nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Procura.

Sparatoria a Marina di Pulsano, arrestato 17enne: caccia al complice. L’agguato ripreso dalle telecamere

Un ragazzo tarantino di 17 anni è stato arrestato dai Carabinieri nell’ambito delle indagini sulla sparatoria avvenuta nella notte di San Lorenzo nel parcheggio di Montedarena, a Marina di Pulsano.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il minorenne avrebbe sparato contro un 22enne di Monteiasi, ferendolo a una gamba al culmine di una lite per motivi ancora da chiarire. Il giovane è stato trasportato al pronto soccorso del Santissima Annunziata di Taranto e dovrà essere sottoposto a un intervento per la rimozione del proiettile. Le sue condizioni non sono gravi.

I Carabinieri stanno ora cercando il complice del 17enne, che avrebbe guidato lo scooter con cui i due sono arrivati sul posto. Decisive per le indagini sarebbero state le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona, che hanno documentato le fasi dell’agguato e l’arrivo dei due ragazzi. Resta da chiarire anche come il 17enne sia entrato in possesso dell’arma utilizzata per la sparatoria.

Choc nel Salento, 16enne pestato nella notte: è in gravi condizioni. Secondo caso in pochi giorni

Un ragazzo di 16 anni è stato brutalmente aggredito nella notte a Magliano, frazione di Carmiano, nel Salento. Il giovane è stato trasportato d’urgenza dal padre, imprenditore locale, al pronto soccorso dell’ospedale di Copertino, dove è stato ricoverato in codice rosso con prognosi riservata.

Il minorenne ha riportato un grave trauma cranico e lesioni a un occhio. Sull’episodio indagano i carabinieri, che stanno ricostruendo la dinamica del pestaggio e cercando di identificare i responsabili.

Gli investigatori stanno approfondendo anche le frequentazioni del sedicenne per chiarire il contesto in cui è maturata l’aggressione. Si tratta del secondo caso in pochi giorni dopo quanto accaduto a Gallipoli. 

Omicidio La Forgia a Molfetta, caccia al killer: sospetti su un minorenne vicino a un clan locale. Ci sono indizi

Proseguono senza sosta le indagini sull’omicidio di Antony La Forgia, il 23enne ucciso nella notte tra il 15 e il 16 giugno a Molfetta. Nelle ultime ore è stata intensificata la caccia ai responsabili, con l’ausilio anche di elicotteri che hanno sorvolato la zona occidentale della città, teatro del delitto e del precedente litigio che avrebbe preceduto l’agguato.

Fondamentale, finora, si è rivelata la testimonianza della giovane alla guida dell’auto sulla quale si trovava la vittima, rimasta illesa nonostante i colpi esplosi dal killer. Decisive anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza e le testimonianze raccolte nei pressi di un locale di via Madonna dei Martiri.

L’inchiesta, coordinata dal pm Francesco Chiechi della Procura di Trani, sarebbe orientata verso un sospettato ben preciso, probabilmente minorenne e legato a una delle famiglie criminali del territorio. Gli investigatori procedono con prudenza, nella convinzione di poter individuare in tempi brevi sia l’esecutore materiale sia il suo complice.

Slitta intanto l’autopsia sul corpo del giovane, inizialmente prevista ieri e rinviata ai prossimi giorni. A Molfetta cresce inoltre la preoccupazione per la diffusione delle armi tra i più giovani. Sul tema è intervenuto il movimento civico Area Pubblica, che ha espresso allarme per la facilità con cui pistole vere finiscono nelle mani di adolescenti e giovanissimi, richiamando l’attenzione sulla gravità di un omicidio compiuto «in stile mafioso».

Minorenne ridotta in schiavitù, segregata in casa e costretta a prostituirsi a Bari: 52enne condannata a 15 anni

La 52ennePetruta Paun, conosciuta come ‘Simona’, è stata condannata dalla Corte d’Assise di Bari a 15 anni di reclusione e a 3 di libertà vigilata per aver ridotto in schiavitù, in concorso con l’allora convivente, una ragazza minorenne, allo scopo di farla prostituire.

I fatti risalgono al 2010, la vittima fu portata via dalla Romania, assieme ad altre minorenne, e successivamente segregata in casa a Torre a Mare e Ceglie del campo. Gli appartamenti avevano le sbarre alle finestre, la ragazza non usciva di casa se non per prostituirsi sulla statale 96 tra Modugno e Altamura e sulla 19 tra Bitonto e Palo del Colle.

Secondo quanto ricostruito dalle indagini, erano circa quaranta le ragazze portate via con l’inganno da paesini sperduti della Romania, obbligate a stare sulla strada per tutto il giorno. Il blitz della polizia nel 2010 interruppe il traffico e portò a 4 arresti, ma le stesse vittime mostrarono resistenza nel raccontare quello che subivano dai loro aguzzini e molte delle ragazze furono rimpatriate.

Molestie sessuali su minorenne, arrestato sacerdote di 69 anni. Lui si difende: “Rito di purificazione per il demonio”

Un sacerdote di 69 anni in servizio nella diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca è stato posto agli arresti domiciliari con obbligo di braccialetto elettronico con l’accusa di presunte molestie sessuali nei confronti di uno studente minorenne.

Il provvedimento, eseguito dagli agenti della Squadra Mobile su disposizione del gip di Lecce su richiesta della Procura, arriva al termine di un’indagine avviata dopo la denuncia presentata dalla madre del ragazzo. Contestati tre episodi che sarebbero avvenuti tra novembre e maggio durante momenti di confessione.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sarebbe stato il giovane a raccontare alla madre quanto accaduto. Durante l’interrogatorio di garanzia il religioso ha respinto le accuse, sostenendo che si trattasse di un rito di purificazione richiesto dal ragazzo, convinto di essere posseduto dal demonio.

Minorenne vuole sedare lite e viene aggredito con tirapugni: Dacur a quattro adolescenti nel Leccese

Avrebbero aggredito due adolescenti, anche con tirapugni, durante un violento litigio avvenuto a dicembre 2025 nel centro di Maglie (Lecce). I carabinieri della Stazione di Scorrano hanno notificato quattro provvedimenti di divieto di accesso alle aree urbane (Dacur), emessi dal Questore di Lecce nei confronti di altrettanti minori di 15 e 16 anni, tutti di Scorrano.

Il provvedimento avrà validità di 18 mesi e impedirà ai destinatari, nella fascia oraria compresa tra le 20 e le 7, di accedere e stazionare presso gli esercizi pubblici del centro di Maglie.

La misura di prevenzione scaturisce dall’attività investigativa avviata dai carabinieri, coordinati dalla Procura per i Minorenni di Lecce, dopo la violenta aggressione avvenuta a Maglie, anche con l’utilizzo di tirapugni, nella notte tra il 6 e il 7 dicembre 2025, ai danni di un minore del posto intervenuto per sedare un diverbio tra coetanei.

Il ragazzo venne portato al pronto soccorso dell’ospedale Veris Delli Ponti di Scorrano e dimesso con prognosi di 15 giorni. Nel corso degli accertamenti è emersa l’esistenza di una seconda vittima minorenne aggredita con violenza durante la rissa, poi ricoverata in ospedale con una prognosi di 30 giorni.

Trani, dal rimprovero alla colluttazione sul bus: coinvolti autista e 15enne. Entrambi feriti

Una discussione a bordo di un bus di linea a Trani tra l’autista e un passeggero 15enne si è trasformata in una aggressione i cui contorni sono ancora da chiarire.

È quanto accaduto nella tarda mattinata di ieri. L’autista del bus avrebbe più volte rimproverato un passeggero minorenne per atteggiamenti poco civili adottati sul mezzo.

Ne sarebbe nata una lite e i due dalle parole sarebbero passati alle mani, provocandosi vicendevolmente lesioni. La polizia, che indaga sull’accaduto, sta ricostruendo l’episodio per accertare chi abbia colpito l’altro.

Bari, 20enne accusato di aver adescato una minorenne e di averla violentata. Assolto dal giudice: decisive le chat

Archiviata dal Gip del Tribunale di Bari l’inchiesta nei confronti di un giovane barese, poco più che ventenne all’epoca dei fatti, accusato di adescamento di minore attraverso chat telefoniche e di aver successivamente intrattenuto rapporti sessuali con la ragazza. La decisione è stata presa dalla giudice A. Cafagna su richiesta del pm Luisiana Di Vittorio.

Le indagini, durate circa due anni, avevano inizialmente portato la Procura a chiedere l’archiviazione per l’insussistenza dei fatti contestati e dell’elemento psicologico del reato. Il Gip aveva però disposto ulteriori approfondimenti, affidando alla polizia postale di Bari l’analisi delle conversazioni WhatsApp tra i due giovani.

Dall’esame delle chat non sarebbero emersi elementi riconducibili all’adescamento, come minacce, artifici o lusinghe finalizzate a carpire la fiducia della minore. Secondo quanto riportato nel provvedimento, sarebbe stata la stessa ragazza a iniziare le conversazioni, a chiedere materiale a contenuto sessuale e a proporre incontri con il giovane.

Alla luce degli ulteriori accertamenti, il pm ha quindi reiterato la richiesta di archiviazione, poi accolta definitivamente dal Gip. Il giudice ha ritenuto che si trattasse di rapporti e conversazioni consensuali tra due ragazzi, escludendo la configurabilità del reato contestato. Il giovane era difeso dall’avvocato Antonio Maria La Scala.