San Severo, sacerdote di 57 anni aggredito in sacrestia da parrocchiano: “Colpito con una raffica di schiaffi”

Il parroco della chiesa di San Giuseppe Artigiano a San Severo in provincia di Foggia, don Dino d’Aloia, di 57 anni, è stato aggredito in sacrestia da un parrocchiano 60enne che lo ha preso a schiaffi.

Il fatto, accaduto ieri pomeriggio, è stato denunciato dallo stesso sacerdote che si è fatto medicare al pronto soccorso dove lo hanno dimesso con una prognosi di pochi giorni.

“Un parrocchiano di circa 60 anni – racconta don Dino – che frequenta la chiesa mi ha colpito con una raffica di schiaffi mentre ci trovavamo nella sacrestia della chiesa. Mi ha accusato di averlo estromesso da una funzione religiosa, la celebrazione di un funerale, non avendolo avvertito in tempo e non avendogli concesso la possibilità di aprire il portone d’ingresso della chiesa. Ma è evidente che così non è”.

“Siamo impegnati su tanti fronti, dal carcere alle disabilità – ha continuato don Dino che è parroco dal gennaio 2022 – Ma oltre l’accoglienza abbiamo necessità di confrontarci anche con le fragilità umane che vanno aiutate e tutelate per evitare che le conseguenze possano ricevere su altre persone. E poi mi rivolgo a chiunque subisca aggressioni e violenza. Alle donne. Denunciate. Come ho fatto io. Non esitate. Rivolgetevi alla giustizia”.

Terlizzi, don Michele Stragapede affiancato da un’auto e colpito da un pugno mentre è in bici: “Gesto senza senso”

“Oggi sto meglio, ma sono stato davvero male non solo fisicamente perché poteva andarmi peggio, ma anche moralmente: non comprendo il perché di quanto mi è successo”.

La voce di don Michele Stragapede, parroco della chiesa dedicata a San Gioacchino a Terlizzi (Bari) è serena nonostante l’aggressione subita. L’episodio risale a poco più di una settimana fa (ma lo si è appreso solo oggi) quando il sacerdote, in sella alla sua bici a pedalata assistita è stato affiancato da un’auto da cui si è sporto un uomo che gli ha sferrato un pugno.

“Stavo percorrendo la strada che collega Ruvo di Puglia a Terlizzi, e quando il tempo è bello e le temperature lo consentono, uso la bici – racconta – erano le nove di sera, stavo tornando a casa quando un’auto si è avvicinata. Ha iniziato a stringermi e ho cominciato a perdere l’equilibrio. Poi, in un attimo ho visto questa persona sporgersi dal finestrino dal lato passeggeri, accanto al posto di guida, e ho avvertito un dolore sordo nel fianco sinistro. Subito dopo avermi colpito, ha riso e l’auto è fuggita”.

Il sacerdote ha sporto denuncia ma non ha saputo riferire né il modello dell’auto né dettagli utili a indentificare l’aggressore. “Non sono andato al Pronto soccorso: con tutto quello che ho da fare in parrocchia, non potevo perdere tempo in ospedale”, dice. Le indagini sono in corso. Conosce chi è stato? “Magari lo sapessi”, replica e aggiunge: “Non ho idea del perché di quanto ho subito, è stata una aggressione senza motivo che mi lascia con l’amaro in bocca”.

Abiti provocanti e pedinamenti, accusata di aver stalkerizzato il parroco. Assolta 52enne: “Il fatto non sussiste”

È stata assolta “perché il fatto non sussiste” la donna di 52 anni accusata di stalking nei confronti del parroco del suo paese. La decisione è stata presa dal gup Angelo Zizzari al termine del processo celebrato con rito abbreviato.

Secondo l’accusa, rappresentata dalla pm Maria Grazia Anastasia, la donna avrebbe avuto comportamenti ossessivi nei confronti del sacerdote tra il 2022 e il 2025, tanto da portare la Procura a chiedere una condanna a un anno di reclusione. Il parroco si era costituito parte civile nel procedimento.

Nel corso delle indagini, alla 52enne era stato imposto anche il divieto di avvicinamento, con obbligo di braccialetto elettronico, misura cautelare adottata nell’agosto scorso. Con la sentenza di assoluzione, tutte le accuse sono cadute e la misura è stata revocata.

Marina di Ginosa, aggredisce e rapina sacerdote spingendolo a terra: arrestato 62enne

Momenti di tensione nei giorni scorsi a Marina di Ginosa, dove i Carabinieri hanno arrestato in flagranza un 62enne locale, accusato di tentata rapina e lesioni personali ai danni di un prete in pensione.

Secondo la ricostruzione, l’uomo si sarebbe recato nell’abitazione del sacerdote chiedendo denaro. Al rifiuto della vittima, ha tentato di strappare il portafoglio, strattonandolo fino a farlo cadere a terra.

L’aggressore è fuggito, ma è stato rintracciato poco dopo grazie alla descrizione fornita dal sacerdote che lo conosceva. Il 118 ha soccorso il prete, le cui condizioni non sono gravi. L’uomo è stato posto agli arresti domiciliari.

Abiti provocanti e pedinamenti, parrocchiana perseguita sacerdote: 52enne finisce a processo con rito abbreviato

Una 52enne sarà giudicata con rito abbreviato, condizionato al suo ascolto, nell’ambito di un procedimento penale in cui è imputata a Lecce per stalking ai danni di un sacerdote.

Lo ha stabilito il gup del tribunale di Lecce, Angelo Zizzari accogliendo l’istanza presentata dal suo legale. Il sacerdote ha deciso di costituirsi parte civile.

La donna è accusata di una serie episodi di stalking e condotte ossessive nei confronti del prete che sarebbero iniziate nel 2022. Nel marzo scorso c’era stato anche un provvedimento di ammonimento da parte del Questore di Lecce per la donna.

Una vera e propria ossessione quella sviluppata dalla parrocchiana nei confronti del prete più giovane di lei. Figura fissa durante le sue celebrazioni, la 52enne si è resa protagonista di diversi episodi in due anni.

Dagli abiti provocanti indossati mentre sedeva ogni domenica in chiesa al primo bianco fino a gesti plateali per cercare il contatto con il prete, come afferrargli le mani al momento dell’Eucarestia.

La donna lo avrebbe anche pedinato più volte a piedi o in auto. A dicembre 2024, dopo averlo seguito, ha tentato anche di investirlo con l’auto. Il 13 aprile scorso, giorno della Domenica delle Palme, ha raggiunto il sacerdote sul sagrato per cercare di raggiungerlo tra la folla.

Abiti provocanti e pedinamenti, parrocchiana perseguita sacerdote: 52enne finisce a processo

Una donna di 52 anni, accusata di stalking nei confronti di un sacerdote, è finita a processo. Ad agosto era stata già raggiunta da un divieto di avvicinamento al prete e da quel momento indossa un braccialetto elettronico. La storia arriva dal Salento, nel comprensorio tra Casarano e Gallipoli.

Una vera e propria ossessione quella sviluppata dalla parrocchiana nei confronti del prete più giovane di lei. Figura fissa durante le sue celebrazioni, la 52enne si è resa protagonista di diversi episodi in due anni.

Dagli abiti provocanti indossati mentre sedeva ogni domenica in chiesa al primo bianco fino a gesti plateali per cercare il contatto con il prete, come afferrargli le mani al momento dell’Eucarestia.

La donna lo avrebbe anche pedinato più volte a piedi o in auto. Il tutto è andato avanti nonostante un provvedimento di ammonimento a marzo scorso. A dicembre 2024, dopo averlo seguito, ha tentato anche di investirlo con l’auto. Il 13 aprile scorso, giorno della Domenica delle Palme, ha raggiunto il sacerdote sul sagrato per cercare di raggiungerlo tra la folla.

Il processo prenderà il via a febbraio 2026, il legale della parrocchiana stalker ha chiesto il rito abbreviato e la vicenda è destinata a chiudersi in tempi brevi.

Bari, neonato trovato morto nella culla termica. Don Antonio Ruccia chiede di patteggiare 3 mesi: no del giudice

E’ stata respinta la richiesta di patteggiamento a tre mesi (con pena sospesa), avanzata dagli avvocati di don Antonio Ruccia, il parroco della chiesa San Giovanni Battista di Bari accusato di omicidio colposo per la morte di un bimbo di pochi giorni (poi chiamato Angelo dal sindaco), avvenuta lo scorso 2 gennaio nella culla termica posta all’esterno della parrocchia.

Lo ha deciso oggi, nella prima udienza preliminare dopo la richiesta di rinvio a giudizio, la gup Ilaria Casu che ha ritenuto la pena non congrua.

L’udienza è stata quindi aggiornata al 13 novembre, data in cui in cui sarà discussa anche la posizione dell’elettricista Vincenzo Nanocchio, accusato di omicidio colposo con il parroco. Anche per lui la procura ha chiesto il rinvio a giudizio.

Il parroco è difeso dagli avvocati Salvatore D’Aloiso e Lorenzo Minunno; l’elettricista da Giovanni De Leo e Giuseppe Giulitto. Secondo quanto emerso dalle indagini, la morte del piccolo (di 7-14 giorni) sarebbe avvenuta per ipotermia e il locale adibito a culla termica in cui era stato lasciato sarebbe stato, per la procura, privo dei requisiti di sicurezza necessari a garantire la sopravvivenza del neonato.

Il sistema, che avrebbe dovuto far partire una chiamata al cellulare del parroco e attivare il sistema di riscaldamento della culla una volta rilevato il peso del bimbo, non avrebbe funzionato per un cortocircuito. Inoltre il sistema di condizionamento avrebbe erogato aria fredda e non calda a causa di una perdita del compressore. Il neonato fu trovato dal titolare di un’impresa funebre che, la mattina del 2 gennaio, si trovava in chiesa per un funerale.

Foggia, sacerdote ripreso in rapporti sessuali con un uomo e ricattato: 45enne condannato a 8 anni per estorsione

Un 45enne foggiano è stato condannato a 8 anni e 6 mesi per estorsione aggravata. Secondo quanto emerso dalle indagini, l’uomo ha ricevuto 11mila euro (davanti ad una richiesta iniziale di 20mila) da un ex direttore della Caritas diocesana di Foggia per evitare la diffusione di un video che lo immortalava in un rapporto sessuale con uomo.

La vittima è stata filmata a sua insaputa durante rapporti sessuali con un altro 45enne, coimputato ma non imputabile perché è stato dichiarato incapace di intendere come accertato da una perizia psichiatrica .

Incredibile a Racale, il corteo funebre arriva ma la chiesa è chiusa: tensione tra familiari e parroco

Ha dell’incredibile quanto accaduto lo scorso 28 agosto a Racale quando un corteo funebre è arrivato nei pressi della chiesa dell’Addolorata, trovandola però chiusa.

I familiari del defunto sono stati costretti ad aspettare diversi minuti il rientro del parroco per accedere in chiesa e celebrare i funerali. Il tutto sotto il sole, in un afoso pomeriggio.

Il sacerdote si trovava a casa di una persona malata e ha cercato di far temporeggiare i responsabili delle onoranze funebri, ma non è bastato. Al suo arrivo sul posto gli animi si sono accesi.

I familiari hanno sottolineato come si sarebbe potuto evitare il disguido permettendo a qualcuno di aprire le porte della chiesa per portare il feretro all’interno. Il tutto è stato documentato in video e foto diventati virali in paese.

 

Abiti provocanti e pedinamenti, parrocchiana perseguita sacerdote: sanzionata con il braccialetto elettronico

Una donna di 51 anni, accusata di stalking, dovrà indossare un braccialetto elettronico e stare lontano da un sacerdote e dalla sua chiesa. La storia arriva dal Salento, nel comprensorio tra Casarano e Gallipoli.

Una vera e propria ossessione quella sviluppata dalla parrocchiana nei confronti del prete più giovane di lei. Figura fissa durante le sue celebrazioni, la 51enne si è resa protagonista di diversi episodi in due anni.

Dagli abiti provocanti indossati mentre sedeva ogni domenica in chiesa al primo bianco fino a gesti plateali per cercare il contatto con il prete, come afferrargli le mani al momento dell’Eucarestia.

La donna lo avrebbe anche pedinato più volte a piedi o in auto. Il tutto è andato avanti nonostante un provvedimento di ammonimento a marzo. A dicembre 2024, dopo averlo seguito, ha tentato anche di investirlo con l’auto. Il 13 aprile scorso, giorno della Domenica delle Palme, ha raggiunto il sacerdote sul sagrato per cercare di raggiungerlo tra la folla.