San Severo, sacerdote di 57 anni aggredito in sacrestia da parrocchiano: “Colpito con una raffica di schiaffi”

Il parroco della chiesa di San Giuseppe Artigiano a San Severo in provincia di Foggia, don Dino d’Aloia, di 57 anni, è stato aggredito in sacrestia da un parrocchiano 60enne che lo ha preso a schiaffi.

Il fatto, accaduto ieri pomeriggio, è stato denunciato dallo stesso sacerdote che si è fatto medicare al pronto soccorso dove lo hanno dimesso con una prognosi di pochi giorni.

“Un parrocchiano di circa 60 anni – racconta don Dino – che frequenta la chiesa mi ha colpito con una raffica di schiaffi mentre ci trovavamo nella sacrestia della chiesa. Mi ha accusato di averlo estromesso da una funzione religiosa, la celebrazione di un funerale, non avendolo avvertito in tempo e non avendogli concesso la possibilità di aprire il portone d’ingresso della chiesa. Ma è evidente che così non è”.

“Siamo impegnati su tanti fronti, dal carcere alle disabilità – ha continuato don Dino che è parroco dal gennaio 2022 – Ma oltre l’accoglienza abbiamo necessità di confrontarci anche con le fragilità umane che vanno aiutate e tutelate per evitare che le conseguenze possano ricevere su altre persone. E poi mi rivolgo a chiunque subisca aggressioni e violenza. Alle donne. Denunciate. Come ho fatto io. Non esitate. Rivolgetevi alla giustizia”.

Ruba per drogarsi, Carmine picchiato in piazza. Il Sindaco a Grazia: “Mi dispiace farò il possibile”

Torniamo a parlare di Carmine, il malato psichiatrico di Bitonto di cui ci stiamo occupando da settimane. La sua è una storia davvero delicata, legata alla dipendenza dalle sostanze stupefacenti.

La situazione è precipitata negli ultimi giorni. Carmine era ricoverato in Psichiatria al San Paolo, dopo essere uscito dall’ospedale è stato massacrato di botte in piazza.

Noi siamo riusciti a metterci in contatto con sua madre. Grazia, dopo aver parlato ai nostri microfoni, è stata ricevuta anche dal sindaco di Bitonto che si impegnerà nel capire quali interventi da adottare per aiutare questa famiglia.

Follia a Cerignola, operatore dell’igiene urbana picchiato per strada da uno sconosciuto. L’azienda: “Sconcertati”

Un operatore della Teknoservice, azienda che si occupa dell’igiene urbana a Cerignola (Foggia), è stato “brutalmente aggredito mentre stava lavorando” da uno sconosciuto successivamente individuato dalle forze dell’ordine, in circostanze che restano ancora al vaglio degli investigatori.

Lo rende noto la stessa azienda in una nota. Secondo una prima ricostruzione fornita dall’azienda, l’operatore sarebbe stato avvicinato e poi colpito con violenza, riportando ferite serie al volto e alla testa.

L’uomo è stato poi soccorso dal personale del 118 e portato in ospedale a Foggia dove è stato ricoverato e sottoposto ad accertamenti. Secondo quanto riferito dall’azienda, le sue condizioni, inizialmente apparse critiche, sono ora stabili: non è in pericolo di vita ma resta sotto osservazione per molteplici traumi facciali e cranici.

“La scena ha lasciato sgomenti colleghi e residenti della zona – scrive l’azienda – riaccendendo il tema della sicurezza per i lavoratori impegnati nei servizi pubblici essenziali, spesso esposti a situazioni di rischio durante il loro operato quotidiano”. La Teknoservice esprime “profonda solidarietà al lavoratore e alla sua famiglia”, annunciando la costituzione di parte civile nell’eventuale procedimento giudiziario.

Barletta, uomo sequestrato e picchiato per un debito non saldato: 4 arresti. Uno è indagato per l’omicidio Diviesti

Quattro persone sono finite in carcere con l’accusa di aver sequestrato e aggredito un uomo per un debito non saldato. L’operazione è stata condotta dalla Polizia di Stato, su coordinamento della Procura della Repubblica di Trani, e ha portato all’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare da parte del Gip.

Gli arrestati, tutti barlettani tra i 22 e i 59 anni, sono ritenuti responsabili – a vario titolo – di violenza privata e tentata estorsione ai danni di un 47enne della stessa città.

Le indagini sono partite da una segnalazione anonima che denunciava il sequestro di un uomo, costretto a salire in auto contro la sua volontà. Grazie alle immagini di videosorveglianza, gli investigatori hanno ricostruito l’accaduto: la vittima sarebbe stata portata in un bar e picchiata con violenza, anche utilizzando un bastone e uno sgabello.

Rintracciato dagli agenti, il 47enne ha confermato che l’aggressione era legata a un debito. La gravità dei fatti ha spinto la Procura a richiedere un intervento immediato, con l’arresto dei responsabili.

Tra gli indagati figura anche il 21enne Nicola Dibenedetto, già coinvolto nell’inchiesta sull’omicidio del 26enne Francesco Diviesti, ucciso lo scorso aprile in un delitto aggravato dal metodo mafioso.

Preso di mira dal branco, calci e pugni nel treno. Marco sotto shock: “In tanti hanno solo guardato”

Abbiamo intervistato il 24enne Marco, vittima di un’aggressione brutale e senza motivo sulla linea Foggia-Bari la sera del 28 febbraio. Il giovane è stato accerchiato prima sul treno, poi sulla banchina della stazione di Bisceglie, da 15 ragazzi che lo hanno minacciato e picchiato: 14 dei presunti autori, tutti minorenni, sono stati identificati grazie alle immagini delle telecamere di sicurezza. Marco ci ha raccontato come è andata.

Bari, clochard cerca riparo davanti al portone ma viene scambiato per ladro e picchiato: due arrestati

A Bari, nel quartiere Carrassi, un uomo straniero senza fissa dimora è stato aggredito da due cittadini baresi che lo avevano scambiato per un ladro mentre cercava riparo per la notte davanti a un portone.

L’uomo è stato picchiato e trovato a terra privo di sensi. Un passante ha chiamato la polizia, intervenuta con quattro volanti. I due aggressori hanno reagito anche contro gli agenti e sono stati arrestati con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale, mentre il ferito è stato affidato alle cure mediche.

Palo, imprenditore picchiato e rapinato nel parcheggio dell’azienda: l’aggressione ripresa dalle telecamere

Un imprenditore è stato aggredito e rapinato di auto, orologio e bracciali all’interno del parcheggio della sua azienda, sulla statale 96 in territorio di Palo del Colle, nel Barese.

In tre, vestiti di nero, incappucciati e con guanti alle mani, lo avrebbero picchiato e minacciato di morte per farsi consegnare le chiavi della vettura e gli oggetti preziosi che aveva ai polsi.

L’aggressione è stata ripresa dalle telecamere di videosorveglianza dell’azienda, il pastificio Gruppo Milo spa. L’episodio risale al 18 febbraio. La vittima, il 51enne Peppino Milo, amministratore delegato della società, ha riportato ferite con prognosi di 7 giorni e, assistito dall’avvocato Nicola Pasculli, ha sporto denuncia ai carabinieri, consegnando i video.

La rapina, come documentato dalle immagini, è stata commessa poco dopo le 19. La banda avrebbe manomesso le fotocellule del cancello elettronico dello stabilimento, introducendosi nell’area parcheggio. Tre uomini, si vede nei video, si sono avvicinati alla vettura parcheggiata, una Bmw X6, impugnando oggetti, forse arnesi da scasso. In quel momento l’imprenditore ha raggiunto la macchina e sorpreso i tre.

“Rimanevo pietrificato” racconta, spiegando che “uno di loro mi immobilizzava prendendomi alle spalle, con il gomito mi stringeva la gola tentando di strangolarmi e con l’altra mano mi puntava al fianco un oggetto metallico appuntito”. Dopo averlo “scaraventato a terra”, si sono “avventati su di me sottraendomi l’orologio di marca Rolex e due braccialetti Tennis”.

In dialetto lo avrebbero poi minacciato, “io ti uccido”, “fai attenzione che sappiamo che hai i figli a casa”. Sono poi fuggiti con la Bmw, seguiti da un’altra macchina che era in attesa vicino all’ingresso con a bordo un quarto uomo. La vettura rubata è stata trovata bruciata in campagna il giorno dopo.

“Sono ancora turbato e non mi sento tutelato – dice l’imprenditore – Ho dovuto mettere una guarda armata per la sicurezza dei miei dipendenti, perché temo per la mia e la loro incolumità. Queste spese comportano meno investimenti, mentre ai presidi di sicurezza ci dovrebbe pensare qualcun altro”.

Bari, padre e figlio picchiano avvocato per 80 euro: il 25enne Michele Loconsole condannato a un anno e 6 mesi

Il Tribunale di Bari ha condannato Michele Loconsole a 1 anno e 6 mesi di reclusione (pena sospesa) per aver, insieme al padre Luigi, aggredito l’avvocato Cristiano Marinò a Casamassima il 31 gennaio 2023, provocandogli la frattura di due costole.

Luigi Loconsole era già stato condannato a 1 anno e 4 mesi con rito abbreviato nel 2024. L’aggressione avvenne dopo una disputa legale legata a un contratto di manutenzione di caldaie e al rifiuto di consegnare 80 euro richiesti con minaccia. Marinò riceverà una provvisionale di 5.000 euro e il risarcimento danni, riconosciuto anche all’Ordine degli Avvocati di Bari, parte civile.

Maglie, 21enne minacciato di morte e picchiato dal branco: “Sei una spia dei Carabinieri”. Aperta inchiesta

Un 21enne è stato aggredito a Maglie (Lecce) da un gruppo di nove giovani, tra cui cinque maggiorenni e quattro minorenni, perché sospettato di essere un confidente dei carabinieri. Il branco lo ha picchiato e minacciato di pagare 1.000 euro per una presunta “spiata”, intimandogli di non denunciare.

Ferito al volto, il giovane inizialmente ha rifiutato di sporgere denuncia per paura di ritorsioni, ma il giorno dopo ha raccontato l’accaduto a un brigadiere.

Dopo mesi di indagini, i carabinieri hanno identificato il gruppo, ritenuto coinvolto anche in piccoli furti e spaccio di droga. I maggiorenni sono accusati di lesioni aggravate, violenza privata e tentata estorsione.

Scappa senza pagare il taxi, stesso uomo “picchiato” in stazione scalzo e insanguinato: due arresti

Abbiamo raggiunto Mimmo, storico tassista barese, che ha voluto raccontarci quanto accaduto la sua disavventura. Un cliente gli ha chiesto di essere accompagnato dalla stazione di Bari a Bitonto e, al momento di dover pagare i 32 euro previsti per la corsa, è fuggito facendo perdere le proprie tracce. Qualche ora prima però era salito su un altro taxi, scalzo e insanguinato dopo essere stato picchiato.