Rapina in una villa a Corato, sorprende i ladri e viene picchiato: banda in fuga. Indagano i Carabinieri

Attimi di terrore qualche giorno fa a Corato dove si è verificata una rapina in una villa isolata in campagna. Un parente della proprietaria, arrivato sul posto dopo aver notato movimenti sospetti, è stato picchiato dai malviventi.

Secondo quanto ricostruito l’uomo ha colto di sorpresa uno dei ladri, nel tentativo di bloccarlo è stato colpito più volte e lasciato poi a terra. La banda si è data alla fuga.

La vittima è stata soccorsa e ne avrà per 5 giorni. Sul caso indagano i Carabinieri, i ladri a quanto pare sono fuggiti a bordo di un’Audi A3 grigia con i vetri oscurati.

Canosa, ragazzo audioleso picchiato al luna park: condanna ridotta in Appello per pugile 26enne dopo 7 anni

La prima sezione penale della Corte di Appello di Bari ha assolto dall’accusa di rapina impropria Michele Lorusso, pugile 26enne di Canosa di Puglia, nel nord Barese, e lo ha condannato a un anno di reclusione per il reato di lesioni aggravate. In primo grado il Tribunale di Trani aveva condannato l’imputato a sei anni di reclusione per entrambi i reati.

Il 26enne era stato arrestato ad agosto 2019 perché ritenuto tra gli autori del pestaggio ai danni di un 29enne di Cerignola (Foggia) con sordità, commesso nella notte tra il primo e il due agosto nel luna park allestito a Canosa per la festa patronale.

La vittima aveva voluto difendere il fratello minore, anche lui audioleso, a cui era stato tolto il cellullare. Le indagini della polizia accertarono che tra i responsabili dell’aggressione e della rapina del telefonino, c’era il 26enne, che all’epoca dei fatti aveva 19 anni.

«Questa decisione restituisce equilibrio e misura» dichiara il legale di Lorusso, l’avvocato Michele Del Latte, sottolineando come «il secondo grado abbia riportato la vicenda entro i confini del diritto e della legalità».

«I giudici – aggiunge la difesa – hanno riformato la pronuncia di primo grado, ridimensionando sensibilmente la pena inflitta all’imputato e smontando, pezzo dopo pezzo, l’impianto che aveva alimentato mesi di clamore mediatico e lo sdegno dell’opinione pubblica. Il ridimensionamento della pena – conclude il legale – non è solo una correzione tecnica: è la prova che il primo verdetto era stato caricato di un valore simbolico che con il diritto aveva poco a che fare»

Far west a Cerignola, spari in A16 e assalto a tir carico di carne e alimenti: autista picchiato e sequestrato

Un mezzo pesante, adibito al trasporto di alimenti e carne, è stato assaltato la scorsa notte mentre percorreva l’autostrada A16 nei pressi dell’uscita di Cerignola (Foggia).

Per bloccare il mezzo, a quanto si è appreso, sarebbero stati esplosi alcuni colpi di arma da fuoco, che non hanno ferito nessuno. L’autista del mezzo è stato picchiato, sequestrato e rilasciato a poca distanza, nei pressi del casello di Cerignola Est, in A14.

L’uomo è stato soccorso da personale del 118 e portato in ospedale per le cure. Nessuna traccia al momento del camion. Indagini sono in corso da parte degli agenti della sottosezione della polstrada di Trani.

Foggia, tenta di rubare un’auto e viene picchiato da un cittadino: il video diventa virale e divide l’opinione pubblica

Viene aggredito e picchiato da un cittadino mentre cerca di rubare un mezzo parcheggiato per strada. Tutto viene ripreso in un video di pochi secondi, diventato virale sui social e nelle chat.

L’episodio è avvenuto a Foggia nei primi giorni di dicembre scorso, ma è emerso solo nelle scorse ore. Nel video il ladro è a terra tra un furgone e un’auto, l’aggressore impugna un oggetto e lo colpisce con violenza nonostante le urla della vittima.

Sul caso indaga la Polizia. La vittima, a quanto pare, è nota per precedenti episodi di vandalismo ai danni di autovetture. L’uomo è stato soccorso e trasportato in ospedale, la polizia ha acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona.

Quando gli agenti sono arrivati sul posto hanno trovato solo la vittima e non l’aggressore. Le polemiche non mancano tra chi condanna la voglia di farsi giustizia da soli e chi invece è esasperato per quanto accade in città.

Manduria, si masturba davanti a minorenni e viene picchiato da un ragazzo: 62enne muore in ospedale. S’indaga

Viene picchiato da un ragazzino per aver compiuto atti di autoerotismo davanti ad un gruppo di ragazzine minorenni in villa e muore in ospedale a distanza di giorni.

L’uomo, un napoletano in cura presso una comunità di Manduria per dipendenza dall’alcol, è morto ieri in ospedale dopo essere stato vittima sabato scorso di un’aggressione nei giardini pubblici.

Era stato ritrovato ferito al volto. Sul caso indagano i Carabinieri che hanno raccolto testimonianze e identificato i giovani coinvolti. Le indagini puntano ad accertare se la morte sia una conseguenza diretta dell’aggressione.

Scrive sui Instagram ad una ragazza, viene picchiato dall’ex e rischia di essere bruciato vivo: 3 arresti a Santeramo – NOMI

Tre persone sono finite in carcere con l’accusa di aver picchiato brutalmente, provando anche a dare fuoco ad un uomo che aveva scritto alcuni messaggi su Instagram alla ex di uno dei suoi aggressori.

I fatti sono avvenuti a Santeramo in Colle (Bari) lo scorso 14 maggio, in carcere per tentato omicidio aggravato e lesioni personali aggravate sono finiti Francesco Molinari (35 anni), Francesco Sgaramella (47) e Leonardo Fraccalvieri (38), tutti del Comune in provincia di Bari e tutti conosciuti alle forze dell’ordine.

La vittima è un giovane straniero. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, coordinati dal pm Giovanni Calamita, quel giorno Molinari e la vittima – che si conoscevano da circa sei mesi – si sarebbero dati appuntamento per un caffè.

Un pretesto, ritengono gli inquirenti, visto che Molinari si sarebbe presentato a casa dell’uomo insieme ad altri due e lì sarebbe nato un violento pestaggio fatto di calci e pugni, fino al tentativo di bruciare vivo l’uomo. I tre lo avrebbero bloccato a terra, cospargendone il corpo di benzina e usando anche un accendino.

Ma il tentativo non riuscì perché l’uomo riuscì a liberarsi e a scappare di casa, per poi andare a denunciare il tutto ai carabinieri nonostante le minacce di morte che avrebbe ricevuto proprio da Molinari.

In sede di denuncia, la vittima ha raccontato che Molinari, mentre andava avanti il pestaggio, gli aveva rinfacciato quei messaggi mandati alla ex che a lui davano “fastidio”. A disporne il carcere con ordinanza è stata la gip di Bari Antonella Cafagna.

Sequestrato, legato e picchiato per un debito di droga al San Paolo: 4 condanne tra 16 e 20 anni – I NOMI

Lo avrebbero prelevato da casa, portato in un box del quartiere San Paolo di Bari e, dopo averlo legato a una sedia, lo avrebbero picchiato per farsi consegnare 1100 euro, necessari per la sua liberazione e per saldare un debito di droga. L’incubo sarebbe durato per diverse ore, i presunti aguzzini avrebbero anche accompagnato la vittima dai parenti per riscuotere parte delle somme, per poi riportarlo nel box. Una volta ottenuto il tutto, l’uomo sarebbe stato finalmente liberato con traumi alla spalla, all’avambraccio, al gomito, a una mano e a una caviglia, giudicati guaribili in cinque giorni.

Per questo, il Tribunale di Bari ha condannato (in abbreviato) tre persone a 20 anni di reclusione (Saverio Caputo di 31 anni. Mario Milella di 28, Michele Metta di 32) e un altro imputato, il 24enne Giovanni De Giosa, a 16 anni e sei mesi di reclusione, per sequestro di persona a scopo di estorsione e lesioni personali. Nei loro confronti, però, è caduta l’aggravante mafiosa contestata dalla Dda di Bari, e per questo è stato negato il risarcimento nei confronti della Regione Puglia e del Comune di Bari, costituiti parte civile. Milella e Caputo, per gli inquirenti, sono affiliati al clan Strisciuglio e operano proprio nel quartiere San Paolo.

I fatti si riferiscono all’aprile 2024, i quattro furono arrestati nel novembre successivo. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, coordinati dal pm della Dda Marco D’Agostino, avrebbero agito con «particolare spregiudicatezza e violenza», in pieno giorno, «con particolare efferatezza e a volto scoperto (…) senza temere di essere riconosciuti», come scritto nel capo d’imputazione. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni. 

Picchiato a Barivecchia dopo lite nel bar: turista lascia il Policlinico e torna in Svizzera con aeroambulanza

Il turista svizzero, aggredito e picchiato a Barivecchia lo scorso 18 aprile, ha lasciato il Policlinico di Bari e ha fatto ritorno nel suo Paese con un’aeroambulanza. Sul caso la Procura ha aperto un’inchiesta.

Secondo le ricostruzioni, l’uomo era entrato in un bar con sua moglie ed è nato un diverbio all’interno sull’utilizzo del bagno. Il titolare gli avrebbe detto che i servizi igienici erano inagibili.

Dopo l’accesa lite, il turista è stato aggredito una volta uscito dal bar. Resta da capire se sia stato vittima di una spedizione punitiva. L’uomo è stato portato al pronto soccorso del Policlinico, ha riportato una frattura costale e una piccola falda di pneumotorace con una prognosi di circa un mese.

Le indagini sono affidate alla Polizia che ha raccolto la denuncia del turista. Gli agenti stanno visionando le immagini delle telecamere installate nella zona.