Far west a Cerignola, spari in A16 e assalto a tir carico di carne e alimenti: autista picchiato e sequestrato

Un mezzo pesante, adibito al trasporto di alimenti e carne, è stato assaltato la scorsa notte mentre percorreva l’autostrada A16 nei pressi dell’uscita di Cerignola (Foggia).

Per bloccare il mezzo, a quanto si è appreso, sarebbero stati esplosi alcuni colpi di arma da fuoco, che non hanno ferito nessuno. L’autista del mezzo è stato picchiato, sequestrato e rilasciato a poca distanza, nei pressi del casello di Cerignola Est, in A14.

L’uomo è stato soccorso da personale del 118 e portato in ospedale per le cure. Nessuna traccia al momento del camion. Indagini sono in corso da parte degli agenti della sottosezione della polstrada di Trani.

Foggia, tenta di rubare un’auto e viene picchiato da un cittadino: il video diventa virale e divide l’opinione pubblica

Viene aggredito e picchiato da un cittadino mentre cerca di rubare un mezzo parcheggiato per strada. Tutto viene ripreso in un video di pochi secondi, diventato virale sui social e nelle chat.

L’episodio è avvenuto a Foggia nei primi giorni di dicembre scorso, ma è emerso solo nelle scorse ore. Nel video il ladro è a terra tra un furgone e un’auto, l’aggressore impugna un oggetto e lo colpisce con violenza nonostante le urla della vittima.

Sul caso indaga la Polizia. La vittima, a quanto pare, è nota per precedenti episodi di vandalismo ai danni di autovetture. L’uomo è stato soccorso e trasportato in ospedale, la polizia ha acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona.

Quando gli agenti sono arrivati sul posto hanno trovato solo la vittima e non l’aggressore. Le polemiche non mancano tra chi condanna la voglia di farsi giustizia da soli e chi invece è esasperato per quanto accade in città.

Manduria, si masturba davanti a minorenni e viene picchiato da un ragazzo: 62enne muore in ospedale. S’indaga

Viene picchiato da un ragazzino per aver compiuto atti di autoerotismo davanti ad un gruppo di ragazzine minorenni in villa e muore in ospedale a distanza di giorni.

L’uomo, un napoletano in cura presso una comunità di Manduria per dipendenza dall’alcol, è morto ieri in ospedale dopo essere stato vittima sabato scorso di un’aggressione nei giardini pubblici.

Era stato ritrovato ferito al volto. Sul caso indagano i Carabinieri che hanno raccolto testimonianze e identificato i giovani coinvolti. Le indagini puntano ad accertare se la morte sia una conseguenza diretta dell’aggressione.

Scrive sui Instagram ad una ragazza, viene picchiato dall’ex e rischia di essere bruciato vivo: 3 arresti a Santeramo – NOMI

Tre persone sono finite in carcere con l’accusa di aver picchiato brutalmente, provando anche a dare fuoco ad un uomo che aveva scritto alcuni messaggi su Instagram alla ex di uno dei suoi aggressori.

I fatti sono avvenuti a Santeramo in Colle (Bari) lo scorso 14 maggio, in carcere per tentato omicidio aggravato e lesioni personali aggravate sono finiti Francesco Molinari (35 anni), Francesco Sgaramella (47) e Leonardo Fraccalvieri (38), tutti del Comune in provincia di Bari e tutti conosciuti alle forze dell’ordine.

La vittima è un giovane straniero. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, coordinati dal pm Giovanni Calamita, quel giorno Molinari e la vittima – che si conoscevano da circa sei mesi – si sarebbero dati appuntamento per un caffè.

Un pretesto, ritengono gli inquirenti, visto che Molinari si sarebbe presentato a casa dell’uomo insieme ad altri due e lì sarebbe nato un violento pestaggio fatto di calci e pugni, fino al tentativo di bruciare vivo l’uomo. I tre lo avrebbero bloccato a terra, cospargendone il corpo di benzina e usando anche un accendino.

Ma il tentativo non riuscì perché l’uomo riuscì a liberarsi e a scappare di casa, per poi andare a denunciare il tutto ai carabinieri nonostante le minacce di morte che avrebbe ricevuto proprio da Molinari.

In sede di denuncia, la vittima ha raccontato che Molinari, mentre andava avanti il pestaggio, gli aveva rinfacciato quei messaggi mandati alla ex che a lui davano “fastidio”. A disporne il carcere con ordinanza è stata la gip di Bari Antonella Cafagna.

Sequestrato, legato e picchiato per un debito di droga al San Paolo: 4 condanne tra 16 e 20 anni – I NOMI

Lo avrebbero prelevato da casa, portato in un box del quartiere San Paolo di Bari e, dopo averlo legato a una sedia, lo avrebbero picchiato per farsi consegnare 1100 euro, necessari per la sua liberazione e per saldare un debito di droga. L’incubo sarebbe durato per diverse ore, i presunti aguzzini avrebbero anche accompagnato la vittima dai parenti per riscuotere parte delle somme, per poi riportarlo nel box. Una volta ottenuto il tutto, l’uomo sarebbe stato finalmente liberato con traumi alla spalla, all’avambraccio, al gomito, a una mano e a una caviglia, giudicati guaribili in cinque giorni.

Per questo, il Tribunale di Bari ha condannato (in abbreviato) tre persone a 20 anni di reclusione (Saverio Caputo di 31 anni. Mario Milella di 28, Michele Metta di 32) e un altro imputato, il 24enne Giovanni De Giosa, a 16 anni e sei mesi di reclusione, per sequestro di persona a scopo di estorsione e lesioni personali. Nei loro confronti, però, è caduta l’aggravante mafiosa contestata dalla Dda di Bari, e per questo è stato negato il risarcimento nei confronti della Regione Puglia e del Comune di Bari, costituiti parte civile. Milella e Caputo, per gli inquirenti, sono affiliati al clan Strisciuglio e operano proprio nel quartiere San Paolo.

I fatti si riferiscono all’aprile 2024, i quattro furono arrestati nel novembre successivo. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, coordinati dal pm della Dda Marco D’Agostino, avrebbero agito con «particolare spregiudicatezza e violenza», in pieno giorno, «con particolare efferatezza e a volto scoperto (…) senza temere di essere riconosciuti», come scritto nel capo d’imputazione. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni. 

Picchiato a Barivecchia dopo lite nel bar: turista lascia il Policlinico e torna in Svizzera con aeroambulanza

Il turista svizzero, aggredito e picchiato a Barivecchia lo scorso 18 aprile, ha lasciato il Policlinico di Bari e ha fatto ritorno nel suo Paese con un’aeroambulanza. Sul caso la Procura ha aperto un’inchiesta.

Secondo le ricostruzioni, l’uomo era entrato in un bar con sua moglie ed è nato un diverbio all’interno sull’utilizzo del bagno. Il titolare gli avrebbe detto che i servizi igienici erano inagibili.

Dopo l’accesa lite, il turista è stato aggredito una volta uscito dal bar. Resta da capire se sia stato vittima di una spedizione punitiva. L’uomo è stato portato al pronto soccorso del Policlinico, ha riportato una frattura costale e una piccola falda di pneumotorace con una prognosi di circa un mese.

Le indagini sono affidate alla Polizia che ha raccolto la denuncia del turista. Gli agenti stanno visionando le immagini delle telecamere installate nella zona.

Legato, picchiato e sequestrato per ore: a Bari chieste condanne a 20 anni per quattro affiliati del clan Strisciuglio

La Procura ha invocato condanne a 20 anni di reclusione nei confronti di quattro baresi, residenti del quartiere San Paolo, accusati di sequestro di persona aggravato dal metodo mafioso. Ecco i nomi: l 31enne Saverio Caputo, il 28enne Mario Milella, il 32enne Michele Metta e il 24enne Giovanni De Giosa

Secondo la tesi dell’accusa gli imputati, tutti ritenuti vicini al clan Strisciuglio, avrebbero prelevato la vittima dalla sua abitazione e portata in un garage.

Qui lo avrebbero legato ad una sedia e picchiato, il ragazzo sarebbe stato segregato per diverse ore, dalle 18.30 fino alle 22.30, e liberato solo dopo il pagamento di 1100 euro, cifra corrispondente al mancato pagamento della sostanza stupefacente.

Il Comune di Bari e la Regione Puglia si sono costituite parti civili: la sentenza è prevista per il prossimo 12 maggio.

Milano, studente pugliese picchiato in stazione prima del test d’ingresso: 7 anni a uno degli aggressori

Sette anni di carcere in abbreviato per uno degli aggressori dello studente che, lo scorso settembre, arrivato a Milano dalla Puglia per sostenere il test d’ingresso al corso di laurea di professione sanitaria, è stato picchiato e rapinato, alle 8 di mattina, dopo essere sceso dal treno, alla Stazione Centrale.

A deciderlo è stato oggi il gup Alberto Carboni che ha inflitto una pena ben superiore ai 4 anni e 4 mesi chiesti dalla pm Ilaria Perinu, al netto dello sconto previsto dal rito. Il giudice ha, invece, mandato a processo gli altri due coimputati dopo aver rigettato la loro richiesta di abbreviato condizionato.