Monopoli, calci alla porta per 4 giorni di fila e vaso lanciato contro casa di un 64enne: denunciati due minorenni

Due minorenni, di 15 e 17 anni, sono stati denunciati dai carabinieri a Monopoli con l’accusa di danneggiamento. I due sarebbero i presunti autori di una serie di raid contro l’abitazione di un 64enne nel centro storico.

In quattro diverse serate avrebbero preso a calci la porta d’ingresso della casa. In un’occasione avrebbero anche lanciato un vaso, andato in frantumi dopo aver colpito e danneggiato la porta.

L’uomo ha presentato querela e le indagini hanno portato all’identificazione dei due ragazzi grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona. Secondo i carabinieri, i gesti sarebbero riconducibili a «dinamiche adolescenziali» e sarebbero stati compiuti per futili motivi.

Squinzano, lite con coltelli in piazza poche ore dai funerali di Lorena Isceri: coinvolti minorenni

Momenti di paura la sera del 9 settembre in piazza Vittoria a Squinzano, dove si è verificata una violenta lite tra più persone, durante la quale sarebbero stati utilizzati anche dei coltelli. La scena si è consumata davanti a numerose famiglie e bambini, a poche ore dai funerali di Lorena Isceri, la 45enne originaria del Salento uccisa a Firenze dall’ex compagno.

A rendere noto l’episodio è stato il sindaco di Squinzano, Mario Pede, attraverso un post sui social. Secondo le prime informazioni, nella colluttazione sarebbero coinvolti alcuni ragazzi del posto, di età compresa tra i 15 e i 17 anni.

Durante lo scontro sarebbero rimasti lievemente feriti anche alcuni dipendenti di una gastronomia della zona, intervenuti o coinvolti nella lite.

Sull’accaduto sono in corso le indagini dei carabinieri, impegnati a ricostruire la dinamica e a identificare tutti i responsabili. Il sindaco ha inoltre rivolto un appello ai cittadini e ai testimoni affinché forniscano informazioni utili agli investigatori.

Bari, militare pestato a sangue da un branco di minorenni tra Carrassi e Poggiofranco: oltre 50 giorni di prognosi

Un militare è stato brutalmente aggredito tra i quartieri Carrassi e Poggiofranco, a Bari, dopo essere intervenuto per fermare alcuni giovanissimi che stavano armeggiando tra le auto parcheggiate.

Il finanziere sarebbe stato accerchiato e picchiato violentemente dal gruppo, riportando ferite tali da rendere necessario il ricovero in ospedale, con una prognosi superiore ai 50 giorni.

Sull’episodio indaga il Commissariato Bari Nuova Carrassi, impegnato anche nell’approfondimento di altri episodi di violenza che avrebbero coinvolto minorenni nella zona durante l’estate. Gli investigatori mantengono il massimo riserbo sugli sviluppi delle indagini, condotte anche con particolare attenzione alla tutela dei minori coinvolti.

Turismo in Puglia, controlli nel Salento: 18 strutture irregolari. Scoperti 5 lavoratori in nero due sono minorenni

Giro di vite dei carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro di Lecce nel settore turistico-alberghiero del Salento. Su 20 strutture controllate, 18 sono risultate irregolari, con la scoperta di cinque lavoratori in nero, tra cui due minorenni di 16 anni che non avevano assolto l’obbligo scolastico.

Le ispezioni, effettuate tra Melendugno, Otranto, Tricase, Castrignano del Capo, Salve, Ugento, Nardò e Porto Cesareo, hanno evidenziato anche numerose violazioni in materia di sicurezza, formazione, sorveglianza sanitaria e igiene. Contestate, tra le altre, l’assenza del Documento di valutazione dei rischi e la mancata consegna dei dispositivi di protezione individuale.

Sono sette le attività sospese: tre per l’impiego di lavoratori irregolari e quattro per gravi carenze in materia di salute e sicurezza. Complessivamente sono state contestate sanzioni per circa 41.200 euro e ammende per 172mila euro, per un totale superiore ai 200mila euro.

“Non tornare a scuola o ti picchiamo”, indagine choc a Gallipoli: 12enne vittima di bullismo. Indagate 4 minorenni

Una ragazzina di 12 anni sarebbe stata perseguitata, minacciata e aggredita per mesi da alcune compagne di classe, dentro e fuori la scuola. La vicenda, avvenuta a Gallipoli, è ora al centro di un’inchiesta della Procura per i minorenni di Lecce.

Secondo le accuse, la studentessa sarebbe stata vittima di episodi di bullismo e violenza psicologica e fisica. Un episodio particolarmente grave sarebbe avvenuto nei pressi della stazione ferroviaria di Gallipoli, dove la 12enne sarebbe stata picchiata. Successivamente avrebbe ricevuto minacce telefoniche da altre compagne, che le avrebbero prospettato nuove aggressioni al rientro a scuola.

La situazione sarebbe poi proseguita all’interno dell’istituto comprensivo Polo 2. Il 4 maggio, durante l’ora di educazione fisica, la ragazza sarebbe stata aggredita da una compagna con calci e pugni, anche dopo essere caduta a terra. L’episodio sarebbe avvenuto davanti ad altri studenti, uno dei quali avrebbe persino contato i colpi. La 12enne avrebbe riportato diverse contusioni, giudicate guaribili in circa una settimana.

Dopo l’ennesimo episodio, la madre ha deciso di rivolgersi ai Carabinieri. Nel fascicolo sono state ipotizzate, a vario titolo, accuse di stalking, lesioni e minacce aggravate. Gli investigatori starebbero inoltre verificando l’eventuale esistenza di video relativi alle presunte molestie e aggressioni.

Le compagne coinvolte, tutte coetanee della vittima, hanno respinto le accuse durante gli interrogatori, sostenendo di non aver compiuto alcuna aggressione e affermando che la ragazza si sarebbe sentita perseguitata.

La vittima, intanto, starebbe vivendo una situazione di forte disagio: da tempo soffrirebbe di attacchi d’ansia e di panico e, per paura di nuove aggressioni, avrebbe anche smesso per settimane di frequentare la scuola e di partecipare alle attività con i compagni.

Sul piano giudiziario pesa però l’età delle presunte responsabili: a 12 anni sono infatti non imputabili penalmente, essendo inferiore ai 14 anni la soglia della responsabilità penale. L’indagine della Procura minorile è quindi destinata, sul piano penale, all’archiviazione. Potrebbero tuttavia essere coinvolti i servizi sociali, con un percorso di monitoraggio e accompagnamento delle minori.

Al momento non risulta invece aperto un procedimento presso la Procura ordinaria nei confronti di eventuali adulti per presunte responsabilità o complicità nella vicenda.

Rapina violenta a Corato, vittima colpita con mazze da baseball: 5 arresti. Nel branco due minorenni

Il Tribunale di Trani, accogliendo la richiesta formulata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di quella località, ha adottato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere e degli arresti domiciliari – eseguita dalla Compagnia Carabinieri di Molfetta (BA) nella mattinata odierna – nei confronti di cinque persone tutte originarie di Corato (BA), essendo emersi a loro carico gravi indizi di colpevolezza (fatta salva la valutazione nelle fasi successive con il contributo della difesa) in ordine ai delitti di “Rapina aggravata in concorso, lesioni personali aggravate in concorso e porto abusivo di armi” commessi in Corato (BA), il 21.05.2026.

In particolare le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Trani, hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza in ordine alle condotte consumate dagli indagati, i quali, in concorso tra loro nonché con due soggetti minori, con violenza consistita nel colpire la vittima ripetutamente con mazze da baseball su varie parti del corpo, si impossessavano della valigia di proprietà della medesima, contenenti tutti i suoi effetti personali e i documenti di riconoscimento. Con le aggravanti di aver agito in più persone riunite, con armi, in concorso con due soggetti minori di cui uno non imputabile perché infraquattordicenne.

Il provvedimento cautelare adottato nei confronti degli indagati è stato notificato al primo soggetto presso la casa circondariale di Trani, dove lo stesso si trova già ristretto per altra causa, nonché agli altri quattro coindagati presso i rispettivi domicili ubicati nel Comune di Corato.

L’operazione di P.G. ha trovato ulteriore riscontro durante le perquisizioni domiciliari: l’acume dei Carabinieri ha permesso di scovare, all’interno dell’abitazione di uno degli indagati, 24 gr. di cocaina (già suddivisa in dosi), oltre a 15 gr. di hashish e materiale vario per il confezionamento, motivo per cui è stato altresì tratto in arresto per “Detenzione illecita di sostanze stupefacenti”.

E’ importante sottolineare che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione della misura cautelare, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza in ordine ai reati contestati dovrà essere accertata in sede dibattimentale nel rispetto del contraddittorio con la difesa degli indagati.

Bari, picchia un coetaneo per una ragazza: reato estinto per 15enne dopo la messa alla prova

Si è conclusa positivamente la messa alla prova per un giovane barese che, all’età di 13 anni, nel 2023 aggredì un 15enne nei pressi dell’istituto professionale De Lilla di Bari.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, alla base dell’episodio ci sarebbe stato un litigio legato a una ragazza. Il minorenne avrebbe colpito il rivale con pugni al volto e alle tempie e una ginocchiata al petto, provocandogli lesioni che resero necessario il ricovero al Policlinico.

La vittima riportò un trauma cranico-facciale, amnesia retrograda, escoriazioni diffuse e una frattura delle ossa nasali, successivamente corretta con un intervento chirurgico.

Il Tribunale per i minorenni ha dichiarato l’estinzione del reato dopo il buon esito del percorso di messa alla prova, che ha previsto anche attività di volontariato. Il ragazzo era assistito dall’avvocato Antonio La Scala.

Presunti abusi su alunne minorenni, arrestato insegnante nel Brindisino: in passato altre sanzioni disciplinari

Un insegnante è stato arrestato nel Brindisino con l’accusa di violenza sessuale aggravata nei confronti di alcune alunne minorenni. L’uomo si trova agli arresti domiciliari dopo l’ordinanza emessa dal gip del tribunale di Brindisi su richiesta della Procura.

Le indagini, condotte dai carabinieri, sono iniziate dopo le segnalazioni della dirigente scolastica a cui si erano rivolti i genitori avendo appreso dalle figlie dei presunti abusi. In passato l’uomo, a causa di comportamenti simili alle accuse alla base dell’ultima ordinanza del gip, aveva già subito sanzioni disciplinari.

Le bambine avevano raccontato quanto accadeva in classe anche ad altre insegnanti, poi ascoltate dai Carabinieri. Nel corso delle indagini sono stati acquisiti anche filmati e audio su quanto avveniva in classe.

Bari, sesso con minorenni. La Cassazione ribalta tutto: annullata l’assoluzione della maestra “Zia Martina”

La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di assoluzione nei confronti di Daniela Casulli, la maestra brindisina di 48 anni conosciuta come “zia Martina”, arrestata nel 2021 con le accuse di produzione di materiale pedopornografico e corruzione di minorenne.

La decisione arriva dopo il ricorso presentato dalla Procura generale di Bari contro il verdetto della Corte d’Appello che aveva assolto la donna. In primo grado Casulli era stata invece condannata a sette anni e tre mesi di reclusione e a una multa di 75mila euro.

Secondo l’accusa, la 48enne avrebbe prodotto materiale pedopornografico utilizzando un minore di 18 anni e avrebbe compiuto atti sessuali con un quindicenne alla presenza di altri due minorenni, di 12 e 13 anni. Contestata anche la partecipazione di un dodicenne a una videochiamata di gruppo durante atti di masturbazione.

Dopo l’assoluzione in Appello, la Procura aveva ribadito che il quindicenne filmato durante un rapporto sessuale non avrebbe mai dato il consenso alla registrazione del video. La pubblica accusa ha sempre sostenuto che i minori coinvolti fossero vittime di condotte di natura pedofila. Casulli ha invece sempre respinto le accuse, sostenendo che i rapporti fossero consenzienti e negando di aver prodotto o diffuso video a contenuto sessuale.

Investono coetaneo a Taranto e scappano senza prestare soccorso: due minorenni si costituiscono in caserma

Hanno 15 e 17 anni i due ragazzi che domenica sera, a Taranto, hanno investito un coetaneo sulle strisce pedonali per poi fuggire senza prestare soccorso. I due viaggiavano in moto quando hanno travolto il 15enne, rimasto ferito nell’impatto.

In tarda serata i giovani si sono presentati spontaneamente nella caserma dei carabinieri. Il conducente della moto dovrà rispondere di guida senza patente, mentre entrambi sono accusati di omissione di soccorso. La vittima è ancora ricoverata in ospedale: le sue condizioni sono gravi, ma non sarebbe in pericolo di vita.