“Soldi o sesso per superare gli esami”, scatta la prescrizione per il prof barese Volpe: cade la condanna a 5 anni

La Corte d’Appello di Bari ha dichiarato prescritte le accuse nei confronti di Fabrizio Volpe, professore associato di Diritto civile dell’Università di Bari, condannato in primo grado a cinque anni per induzione indebita ai danni di una studentessa. Secondo l’accusa, il docente avrebbe chiesto sesso e denaro in cambio del superamento di esami universitari.

La decisione arriva dopo la riqualificazione del reato, dall’originaria ipotesi di concussione all’induzione indebita. In primo grado erano state inoltre dichiarate prescritte due contestazioni di tentata violenza sessuale. Il Tribunale aveva disposto anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e il risarcimento dei danni all’Università, con una provvisionale di 30mila euro.

Dopo la sentenza di primo grado, l’Università di Bari aveva avviato un procedimento disciplinare e disposto la sospensione cautelare del docente per 12 mesi. Ora l’Ateneo dovrà assumere le proprie determinazioni.

La difesa di Volpe parla della conclusione di un «calvario giudiziario» durato dodici anni e sottolinea come la Corte d’Appello abbia ulteriormente ridimensionato l’impianto accusatorio, sostenendo che il docente non avrebbe abusato del proprio ruolo né costretto o indotto la studentessa a concedergli utilità.

Molestata, aggredita e rapinata: arrestato 21enne egiziano. Chiedeva 50 euro e sesso per restituire il cellulare

Una giovane originaria di Lecce sarebbe stata molestata e aggredita all’alba del 14 agosto nei pressi di un chiosco in via Gallipoli, per poi essere rapinata della borsa contenente circa 500 euro e il cellulare.

Il presunto aggressore, il 21enne egiziano Mohammed Youssef Abdel Sattar Khamis, avrebbe successivamente chiesto 50 euro e una prestazione sessuale in cambio della restituzione del telefono.

La vittima ha denunciato l’accaduto alla Squadra mobile, fornendo agli agenti una descrizione dell’uomo. Dopo aver contattato il proprio numero da un altro cellulare, la giovane avrebbe ricevuto la richiesta di incontrarsi alla stazione centrale di Brindisi.

Gli investigatori hanno raggiunto il luogo dell’appuntamento e individuato il 21enne con il telefono della vittima. Alla vista degli agenti, l’uomo avrebbe tentato la fuga e aggredito tre poliziotti, rimasti feriti insieme alla giovane. Il cellulare è stato recuperato.

Khamis è stato arrestato e condotto in carcere. Il gip del Tribunale di Lecce Angelo Zizzari ha disposto la custodia cautelare con le accuse, a vario titolo, di violenza sessuale, rapina, tentata estorsione, resistenza aggravata a pubblico ufficiale e lesioni personali. Al momento dell’arresto, il 21enne si trovava in condizioni psicofisiche alterate, secondo quanto riferito, da alcol e cocaina.

Bari, sesso con minorenni. La Cassazione ribalta tutto: annullata l’assoluzione della maestra “Zia Martina”

La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di assoluzione nei confronti di Daniela Casulli, la maestra brindisina di 48 anni conosciuta come “zia Martina”, arrestata nel 2021 con le accuse di produzione di materiale pedopornografico e corruzione di minorenne.

La decisione arriva dopo il ricorso presentato dalla Procura generale di Bari contro il verdetto della Corte d’Appello che aveva assolto la donna. In primo grado Casulli era stata invece condannata a sette anni e tre mesi di reclusione e a una multa di 75mila euro.

Secondo l’accusa, la 48enne avrebbe prodotto materiale pedopornografico utilizzando un minore di 18 anni e avrebbe compiuto atti sessuali con un quindicenne alla presenza di altri due minorenni, di 12 e 13 anni. Contestata anche la partecipazione di un dodicenne a una videochiamata di gruppo durante atti di masturbazione.

Dopo l’assoluzione in Appello, la Procura aveva ribadito che il quindicenne filmato durante un rapporto sessuale non avrebbe mai dato il consenso alla registrazione del video. La pubblica accusa ha sempre sostenuto che i minori coinvolti fossero vittime di condotte di natura pedofila. Casulli ha invece sempre respinto le accuse, sostenendo che i rapporti fossero consenzienti e negando di aver prodotto o diffuso video a contenuto sessuale.

Taranto, sesso con una ragazza disabile sui bus. Non c’è prova di costrizione: così gli 8 autisti sono stati assolti

Gli atti sessuali ci sono stati, ma non è stata dimostrata la costrizione. Con questa motivazione il tribunale di Taranto ha assolto otto autisti di Kyma Mobilità, accusati di abusi su una ragazza disabile tra il 2018 e il 2019.

Nelle motivazioni della sentenza, i giudici spiegano che le dichiarazioni della vittima, pur riscontrate in parte dalle intercettazioni, non hanno consentito di accertare con certezza l’elemento della coercizione, indispensabile per configurare il reato. Durante il processo, la giovane non ha mai dichiarato di essere stata obbligata né di essersi opposta in modo esplicito.

Secondo il collegio giudicante, la ricostruzione dei fatti risulta nel complesso coerente, sebbene segnata da esitazioni e frequenti “non ricordo”. Anche una consulenza psicologica ha escluso che la ragazza fosse stata costretta.

I magistrati riconoscono che gli episodi siano effettivamente avvenuti e che abbiano suscitato imbarazzo nella vittima, ma ritengono che le prove raccolte non siano sufficienti per una condanna. Resta tuttavia, sottolineano, un contesto “moralmente deplorevole”, aggravato dal fatto che i fatti si sarebbero svolti su mezzi pubblici e nell’arco di diversi anni.

Bari, video hard e sesso con minori. Zia Martina assolta in Appello: la Procura presenta ricorso

La Procura generale di Bari ha fatto ricorso in Cassazione contro l’assoluzione di Daniela Casulli, insegnante di Brindisi nota come “zia Martina”.

In primo grado era stata condannata a 7 anni e 3 mesi per pornografia minorile e corruzione di minorenni. Tuttavia la Corte d’appello l’ha poi assolta, ritenendo che non fosse consapevole né responsabile della diffusione online dei video sessualmente espliciti girati con un ragazzo di 15 anni, realizzati – secondo i giudici – in un contesto privato.

Casulli ha sempre sostenuto che i rapporti fossero consenzienti (e quindi non reato) e di non sapere che i video fossero diventati virali, dichiarandosi una vittima. Ora la Cassazione dovrà decidere sul ricorso della Procura.

Bari, video hard e sesso con minori. Zia Martina assolta in Appello: “In chat un 12enne ma non lo sapeva”

Anche se «sul piano oggettivo può ritenersi sussistente la condotta materiale integrante la fattispecie» di pornografia minorile, non ci sarebbero elementi per ritenere che Daniela Casulli, 48enne ex insegnante conosciuta sui social come “zia Martina”, abbia voluto “consapevolmente realizzare o concorrere a realizzare un video porno che comportasse, anche attraverso la successiva diffusione dello stesso, una degradazione e mercificazione del minore ripreso».

Quanto all’accusa di corruzione di minore, per una videochat su Instagram in cui la donna avrebbe compiuto atti sessuali mentre un dodicenne partecipava alla chat, «è assai verosimile» che la donna «non si sia avveduta» della sua “presenza».

Sono queste le motivazioni per cui la Corte d’Appello di Bari, a ottobre, ha assolto l’ex insegnante dalle accuse di pornografia minorile e corruzione di minore «perché il fatto non costituisce reato», ribaltando la sentenza di primo grado con cui l’imputata era stata condannata a sette anni e tre mesi di reclusione.

La donna, arrestata nel 2021 dopo le denunce dei genitori dei ragazzi, era finita a processo per due video in cui erano immortalati rapporti sessuali con un 15enne, e per la videochat. All’epoca insegnava in Trentino, dopo la condanna fu interdetta dall’insegnamento ma, con l’assoluzione, la misura è decaduta. Lei stessa aveva annunciato sui social l’assoluzione. Nel processo è stata assistita dall’avvocato David Terracina.

Per i giudici dell’Appello (presidente Rosa Calia Di Pinto), “appare ragionevole la convinzione della Casulli che la videoripresa dell’atto» fosse «estrinsecazione della libertà sessuale attraverso la videoripresa di momenti di vissuta intimità, in un contesto privato, destinato a rimanere tale». Il quindicenne, per la Corte, «aveva validamente espresso il suo consenso». Il ragazzo, nel frattempo diventato maggiorenne, ha poi ritirato la sua costituzione a parte civile.

Droga e sesso nel giardino dei dannati: “Ho rischiato una coltellata e di bruciare vivo”

Al peggio non c’è mai fine. È proprio il caso di dirlo dopo il blitz in via Michele Cifarelli, a pochi passi dalla zona del Far West di Bari. Un vero e proprio inferno in cui puoi trovare di tutto. Siringhe, bottiglie di crack, escrementi, topi e scarafaggi in quello che può essere definito il “Giardino dei dannati”, dove droga e sesso fanno da padroni contro l’indifferenza delle Istituzioni. Ci siamo recati sul posto e abbiamo documentato l’assurdo scenario, raccogliendo diverse testimonianze.

Vacanza in Salento si trasforma in un incubo, sesso in cambio dell’affitto: turista denuncia ex militare in pensione

Una 30enne foggiana ha denunciato ai Carabinieri di essere stata violentata da un ex militare in pensione ad Otranto. L’uomo, sposato e con figli, è indagato con le accuse di violenza sessuale e violazione di domicilio.

La vittima aveva affittato un’abitazione e il 25 luglio scorso, secondo quanto raccontato dalla vittima, il proprietario è entrato in casa utilizzando un mazzo di chiavi personale e le ha proposto di fare sesso in cambio di uno sconto sulla somma da versare.

La giovane si rifiuta e l’ex militare si avventa su di lei e inizia a violentarla, la 30enne riesce a sfuggire e sotto choc è costretta ad abbandonare Otranto.

 

“Carne amara”, storie di prostituzione. “Finto tonto” interrompe l’intervista: ai capi dà fastidio

Abbiamo incontrato Raffaele Diomede, educatore e per pochi giorni ex assessore ai Controlli, alla Legalità, alla Trasparenza e all’Antimafia sociale del Comune di Bari, per parlare del tema della prostituzione dopo quanto accaduto nelle scorse settimane in via Glomerelli.

Lo abbiamo fatto partendo dal libro “Carne amara”, scritto dallo stesso Diomede, con interviste sul campo realizzate per 6 anni a ragazzi e ragazze, transgender e donne all’ombra dello stadio San Nicola, scenario di abusi e agghiaccianti sfruttamenti, che di notte si trasforma in un vero e proprio distretto del sesso.

Storie di ragazze e ragazzi, anche giovanissimi, costretti ad una vita di mercificazione e marginalità. Una lunga e profonda riflessione sul fenomeno della prostituzione nella nostra città. E durante l’intervista, che a quanto pare ha dato fastidio a qualcuno, siamo stati interrotti da un “finto tonto”.