Bari, donna e cagnolino minacciati da due ragazzini con pistola giocattolo: “Avevano massimo 14 anni”

Paura nel quartiere Carrassi, a Bari, dove una giovane donna sarebbe stata minacciata da due ragazzini, entrambi apparentemente non più grandi di 14 anni, con una pistola giocattolo. I due avrebbero prima puntato l’arma contro la donna e poi contro il suo cagnolino, assumendo un atteggiamento aggressivo. A raccontare l’episodio è stata la stessa donna a Telebari.

La vittima, invece di allontanarsi, avrebbe cercato di far comprendere ai ragazzi la gravità del loro comportamento. Uno dei due avrebbe reagito con atteggiamento provocatorio e aggressivo, fino a quando l’altro lo avrebbe trascinato via invitandolo a fermarsi.

L’episodio ha lasciato nella donna un forte senso di preoccupazione, soprattutto per le possibili conseguenze che una simile aggressione avrebbe potuto avere sulla presenza di eventuali bambini. La vicenda riaccende così il dibattito sulla criminalità minorile e sull’abbassamento dell’età dei protagonisti.

 

Ragazzini sorpresi a spacciare cocaina, la lite finisce in tragedia a Gravina. Spinta fatale: muore Nicola Mangione

Tragedia nella serata di ieri a Gravina, dove un uomo è morto dopo essere rimasto coinvolto in una colluttazione. Secondo una prima ricostruzione, due ragazzini sarebbero stati sorpresi mentre spacciavano cocaina nei pressi dell’abitazione della vittima.

L’uomo, Nicola Mangione, con precedenti e ritenuto dagli investigatori vicino agli ambienti della criminalità, sarebbe uscito di casa per allontanarli. Ne sarebbe nata una rissa. Durante la colluttazione, Mangione sarebbe stato spinto, perdendo l’equilibrio e cadendo a terra. Nella caduta avrebbe battuto violentemente la testa contro un gradino, riportando ferite che si sono rivelate fatali.

Sul posto sono intervenuti i soccorsi e le forze dell’ordine. Sono in corso gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto e chiarire le responsabilità dei coinvolti.

Ex vigile picchiato brutalmente da tre ragazzini: “Potevamo morire. Vi prego non vendicatevi”

Torniamo ad occuparci di quanto accaduto nei giorni scorsi in via Martucci, a Conversano, dove un ex vigile è stato aggredito da alcuni ragazzini. L’uomo ha reagito all’aggressione subita dalla moglie ed è stato picchiato con calci e pugni.

Il caso ha fatto scattare numerose polemiche sulla sicurezza e sul comportamento dei giovani. Sulla vicenda è intervenuto il sindaco che ha respinto le accuse di parla di una vera emergenza in Paese.

Questa volta abbiamo incontrato Rocco e Giulia, i due anziani aggrediti, per raccogliere la loro versione dei fatti. Rispetto al nostro racconto, la vicenda risulta ben più grave.

Far West a Barivecchia, soccorritore del 118 preso a pugni da ragazzini: bottiglie contro l’ambulanza e nessun aiuto

Ancora violenza ai danni del personale sanitario. È accaduto nella notte a Bari Vecchia, in piazza Ferrarese, dove un equipaggio del 118 è intervenuto per soccorrere un cittadino straniero che aveva accusato un malore e si trovava, secondo quanto riferito, in evidente stato di alterazione dovuto all’abuso di alcol.

Durante le operazioni di soccorso, il paziente sarebbe andato in escandescenza. La situazione sarebbe poi degenerata quando alcuni ragazzini avrebbero iniziato a lanciare bottiglie contro i sanitari. Uno degli operatori del 118 sarebbe stato anche colpito con un pugno al volto, riportando un trauma facciale e la rottura degli occhiali.

Secondo quanto denunciato da chi era presente, sul posto non sarebbero mai giunte le forze dell’ordine e il personale sanitario non avrebbe ricevuto alcun supporto, nonostante la presenza di militari della Guardia di Finanza nella vicina piazza Mercantile.

Nonostante il clima di tensione e senza alcun aiuto esterno, i soccorritori sono riusciti a caricare il paziente sull’ambulanza e a trasferirlo in ospedale. Sull’accaduto potrebbero ora essere avviati ulteriori accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti e individuare i responsabili dell’aggressione.

Follia a Trani, ragazzini rubano un’auto e scappano a piedi dopo schianto: hanno tra i 10 e i 12 anni

Tre ragazzini di età compresa tra i 10 e i 12 anni sono stati protagonisti questa mattina, a Trani, di un furto d’auto terminato con un inseguimento, un incidente stradale e una fuga a piedi.

Secondo una prima ricostruzione, i minori avrebbero rubato una vecchia Citroën parcheggiata in via Superga, nella zona nord della città, dando il via a un inseguimento seguito anche da un elicottero.

La corsa è terminata quando l’auto si è schiantata contro un’altra vettura. Dopo l’impatto i tre sono fuggiti a piedi: uno è stato fermato dalla polizia, mentre gli altri due sono stati bloccati da alcuni residenti intervenuti nel quartiere.

A colpire investigatori e cittadini è soprattutto la giovanissima età dei protagonisti, originari – secondo le prime informazioni – di Corato e già segnalati nei giorni scorsi per presunti furti e incursioni nelle auto in sosta della zona nord cittadina.

Terrore a Lecce, 63enne aggredita sotto casa: presa a pugni e derubata da due ragazzini

Una donna di 63 anni è stata aggredita e rapinata nella serata di ieri, mercoledì 3 giugno, nel pieno centro di Lecce, tra via 95° Reggimento Fanteria e viale Felice Cavallotti, a pochi passi da piazza Mazzini.

La vittima, di nazionalità rumena, stava tornando a casa dal lavoro e si dirigeva verso la fermata dell’autobus quando sarebbe stata avvicinata da due giovani che hanno tentato di strapparle la borsa. Di fronte alla sua reazione, i due l’avrebbero colpita più volte con pugni al volto e alla testa, riuscendo poi a impossessarsi di alcuni gioielli: una collana, un anello e un bracciale d’oro.

L’allarme è stato lanciato da alcuni passanti, richiamati dalle urla della donna e dal clacson insistente di un’automobilista. Sul posto sono intervenuti gli agenti di polizia e i sanitari del 118, che hanno trasportato la 63enne in ospedale: dimessa con una prognosi di sette giorni, le sue condizioni non sono gravi.

Sono in corso le indagini: gli investigatori stanno raccogliendo testimonianze e analizzando le immagini delle telecamere di videosorveglianza per identificare i responsabili.

Bitonto, ragazzini lanciano casco contro la facciata della chiesa: poi lo posizionano sulla testa di una statua

Atti vandalici nel cuore di Bitonto, dove nella serata di ieri alcuni minorenni hanno preso di mira piazza Cattedrale, colpendo uno dei simboli della città. I ragazzi hanno lanciato ripetutamente un casco integrale arancione contro la facciata della Cattedrale e contro gli elementi decorativi, causando danni e distruggendo l’oggetto utilizzato.

Non soddisfatti, dopo aver ridotto il casco alla sola calotta, si sono arrampicati sull’obelisco dell’Immacolata, posizionandolo sulla testa di una statua decorativa. La scena è stata ripresa da alcuni presenti: i video sono ora al vaglio della polizia di Stato.

Sul posto sono intervenute quattro pattuglie della polizia locale, allertate dai cittadini. Gli agenti hanno identificato i responsabili e sequestrato il casco. Secondo quanto riferito, i minori avrebbero reagito con insulti durante l’intervento.

Dura la reazione politica. Il consigliere comunale Franco Natilla ha definito l’episodio «vandalismo barbaro», chiedendo maggiori controlli in zona. Il sindaco Francesco Paolo Ricci ha invece precisato che i giovani erano già seguiti dai servizi sociali e dal tribunale per i Minorenni, che in passato aveva adottato provvedimenti nei loro confronti.

Pasquetta alcolica a Bari, 13 minorenni ricoverati in coma etilico: tre in codice rosso. Il più grande ha 14 anni

Tredici ragazzi tra i 12 e i 14 anni sono stati ricoverati ieri, 6 aprile, negli ospedali dell’area metropolitana di Bari e della Bat per intossicazione da alcol. I minori erano in gita per trascorrere la Pasquetta in campagna quando, secondo quanto ricostruito, avrebbero consumato bevande alcoliche e superalcoliche in quantità eccessiva, accusando malori.

Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che hanno prestato le prime cure e trasferito i ragazzi in diversi presìdi, tra cui il “Di Venere” di Bari e l’ospedale di Andria.

Tutti sono stati ricoverati in codice rosso e presi in carico dai reparti di rianimazione. Le condizioni dei minorenni sono state stabilizzate e nessuno risulta in pericolo di vita. Le famiglie sono state informate e hanno raggiunto gli ospedali.

IL LEGALE – Antonio affronta il branco. Genchi: “Non è un gioco. Commessi reati gravi”

C’era anche l’avvocato Genchi con noi quando siamo stati presi di mira dal branco di giovani in via Amendola durante la registrazione di un nostro servizio. Proprio con lui, nella nuova puntata della rubrica Il Legale, siamo tornati a parlare di quanto accaduto. E i reati commessi dai ragazzini, senza rendercene conto al momento, sono stati davvero tantissimi e soprattutto gravi.

“Amici di famiglia” abusano di ragazzini minorenni durante il doposcuola: condannati due uomini a 16 anni

Due uomini di 51 e 45 anni, sposati con rito civile e residenti nel Salento, sono stati condannati a 16 anni di reclusione ciascuno dal tribunale in composizione collegiale per abusi su due minorenni. La pena è superiore alla richiesta della Procura, che aveva chiesto 12 anni.

Secondo l’accusa, i due – amici di famiglia delle vittime – avrebbero compiuto gli abusi nella loro abitazione, dove i ragazzi venivano invitati con la scusa del doposcuola.

Le indagini sono partite dal racconto di un 15enne che frequentava la casa con regolarità. Il ragazzo ha riferito di episodi avvenuti tra febbraio e luglio 2022. Un secondo caso riguarda un altro minore, di un anno più giovane, per fatti risalenti all’agosto dello stesso anno. Le dichiarazioni delle vittime, raccolte in incidente probatorio, hanno portato alla contestazione di violenza sessuale di gruppo, accolta dai giudici.

Per i due imputati sono state disposte anche pene accessorie: interdizione perpetua dai pubblici uffici e da incarichi a contatto con minori, oltre al divieto temporaneo di frequentare luoghi abitualmente frequentati da ragazzi e all’obbligo di comunicare gli spostamenti. I due sono attualmente liberi. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni. Possibile il ricorso in appello.