Sfottò social, sguardi a ragazze, ingressi e bottiglie nei locali “accondiscendenti”: così si finisce a sparare tra la folla

“Il piatto va servito freddo. Ognuno avrà ciò che merita”. È uno dei messaggi comparsi nelle storie Instagram di un detenuto vicino al clan Capriati, recluso nel carcere di Bari, poche ore dopo l’uccisione del 42enne Filippo Scavo, avvenuta il 19 aprile. Nel post c’è anche l’immagine simbolica di un’arma automatica nascosta in un frigorifero. In un’altra storia si brindava con delle birre, mentre detenuti legati agli Strisciuglio avrebbero reagito ribaltando un biliardino del carcere in segno di lutto.

I contenuti social sono stati inseriti dai pm nel decreto di fermo emesso per l’omicidio nei confronti di Dylan Capriati, nipote del boss Lello Capriati, insieme ad Aldo Lagioia e Michele Morelli. Secondo gli investigatori, il delitto è maturato nel contesto della storica contrapposizione armata tra i clan Capriati e Strisciuglio.

Gli inquirenti escludono una lite improvvisa: i tre indagati sarebbero entrati già armati dal varco D del locale e tutto sarebbe avvenuto in appena undici secondi. Morelli, secondo la ricostruzione, era disarmato. La Procura evidenzia inoltre falle nei controlli di sicurezza del club, definiti “non rigidamente impermeabili”, e contesta agli addetti un atteggiamento omertoso. Un testimone presente nel locale avrebbe invece assistito direttamente alla scena.

Gli investigatori denunciano infine un clima di forte omertà nei locali della movida. “Non chiediamo ai gestori di diventare gendarmi, ma di collaborare e segnalare episodi sospetti”, ha sottolineato il comandante provinciale dei carabinieri Gianluca Trombetti. Secondo pentiti e intercettazioni, nei locali frequentati dai clan sarebbero frequenti corsie preferenziali e controlli aggirati per favorire gli affiliati.

Nel provvedimento emerge un quadro di estrema violenza e spregiudicatezza da parte dei giovani affiliati ai clan: uso disinvolto delle armi e totale indifferenza per il rischio di colpire innocenti. Alla base dei contrasti, secondo gli atti, anche motivi apparentemente banali, come sguardi rivolti alle ragazze, discussioni per bottiglie nei locali o questioni legate a ingressi e autografi.

Per la Direzione distrettuale antimafia, l’omicidio Scavo rappresenterebbe la vendetta per la morte di Lello Capriati, ucciso il primo aprile 2024 a Torre a Mare. Secondo la Squadra Mobile, a sparare in quell’occasione sarebbe stato Gianluca Marinelli, in moto con Nunzio Losacco.

Auto finisce fuori strada, si ribalta e finisce contro ulivo: miracolate tre giovanissime tra Bitritto e Bitetto

Brutto incidente nel primo pomeriggio di oggi tra Bitritto e Bitetto. Un’auto, con a bordo tre ragazze, è finita per strada, ribaltandosi e schiantandosi contro un ulivo. Sul posto è prontamente intervenuto il 118.

Le tre ragazze, due di 19 anni e una di 21, hanno riportato solo ferite lievi e sono state trasportate in codice giallo in ospedale. Un vero e proprio miracolo a distanza di un doppio tragico incidente in cui hanno perso la vita 4 giovanissimi nel Barese.

Bari, coetanei picchiati a Parco 2 Giugno e ragazze minacciate con una pistola: indagati 5 giovanissimi

Minacciano e picchiano tre studenti foggiani nella zona di Parco 2 Giugno per farsi consegnare telefonini e portafogli. Protagonisti 5 giovanissimi baresi. A distanza di un anno e mezzo, dopo essere stati identificati, le indagini sono state chiuse.

L’episodio risale al 30 maggio 2024. Protagonisti Mirko Gelao di 20 anni, Pasquale Gallone di 21 e Antonio Francesco Loiacono di 24, oltre a due 18enni, all’epoca dei fatti minorenni. La Procura, nei confronti dei primi, contesta i reati di concorso in rapina e lesioni. Gli altri due sono stati ammessi dai giudici minorili alla messa alla prova per 18 mesi.

Secondo quanto ricostruito dall’accusa i cinque, entrati in azione con i volti coperti da bandane, avrebbero colpito con pugni e calci i tre studenti, tutti 24enni, scaraventando per terra uno di loro, prima di impossessarsi di cellulari ed effetti personali. Uno dei cinque avrebbe impugnato una pistola con la quale avrebbe minacciato le vittime.

Le vittime, nella denuncia presentata, hanno raccontato di essere stati sorpresi alle spalle, poi accerchiati, spintonati e colpiti violentemente con pugni. Una di loro sarebbe stata anche colpita alla testa con il calcio della pistola. Tra gli oggetti sottratti anche alcune carte di credito che poco dopo sarebbero state usate per prelevare denaro all’interno di una sala giochi della città.

Sempre nella stessa sera, uno dei cinque, armato di pistola, avrebbe tentato di rapinare altre due ragazze ferme in un’auto, non portando a termine il colpo per le urla delle donne che lo avrebbero messo in fuga.

Al parcheggiatore abusivo non basta l’euro, aggredite due ragazze: “Mai sentite così in pericolo”

Sputi al finestrino, danni all’auto e minacce ripetute. È accaduto sabato sera a Bari, protagonista un parcheggiatore abusivo che non ha accettato il solo euro lasciato da due ragazzine del San Paolo dopo aver parcheggiato. Una delle due vittime ha raccontato sui social la paura provata in quegli attimi, la situazione resta grave e compromessa e a quanto pare non si riesce a porre rimedio.

Ritrovate le due 17enni scomparse a Barletta: erano su un bus e stavano rientrando a casa

Sono state trovate e stanno bene le due ragazze di 17 anni di cui si erano perse le tracce giovedì scorso da Barletta. Erano a bordo di un’autobus proveniente da un comune vicino e stavano facendo rientro a casa.

Sull’accaduto indagano i carabinieri che dovranno accertare cosa hanno fatto le due amiche e dove sono state nelle 36 ore in cui sono state lontane da casa.

Le ragazze, iscritte al liceo Casardi della città, giovedì mattina erano uscite di casa per andare a scuola per poi non farvi più rientro.

Immediata era scattata la denuncia da parte dei familiari che così hanno permesso l’avvio delle ricerche e l’attivazione da parte della Prefettura del piano per le persone scomparse.

I Nas diffidano Aesthetic Franco, filler a due 20enni nella clinica abusiva: sospesa l’attività

“I Carabinieri del N.A.S. di Bari hanno sorpreso un chirurgo che eseguiva interventi a bassa invasività in una clinica non autorizzata nella città di Trani”. Inizia così la notizia rilanciata stamane da diversi organi di stampa dopo il comunicato diffuso dai Carabinieri del Nas. Ebbene sì, il chirurgo sorpreso è proprio Aesthetic Franco.

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