Obbligo di assicurazione e targa per monopattini, il primo giorno a Bari è un disastro: raffica di multe

Bilancio ricco di violazioni quello dei controlli effettuati dalla Polizia locale nella giornata del 16 luglio su monopattini, ciclomotori e motocicli. Gli agenti hanno elevato 27 sanzioni dopo aver sottoposto ad accertamenti 15 veicoli, riscontrando numerose irregolarità.

Tra i cinque ciclomotori controllati, quattro sono risultati alterati o non conformi, con conseguente fermo amministrativo e sanzioni. Dei tre motocicli verificati, due presentavano silenziatori modificati, motivo per cui è stata ritirata la carta di circolazione, mentre un terzo conducente è stato sanzionato perché circolava senza casco.

Nel primo giorno di obbligo della copertura assicurativa per i monopattini, su sette mezzi controllati, quattro erano privi di assicurazione, cinque conducenti non indossavano il casco e tre monopattini erano sprovvisti del contrassegno identificativo.

Nel corso dei controlli è emerso anche che tre veicoli erano privi della revisione obbligatoria, mentre il conducente di un ciclomotore è stato deferito all’autorità giudiziaria per guida senza patente reiterata. Contestate infine ulteriori violazioni per l’assenza degli specchietti retrovisori e per il mancato rispetto delle norme di comportamento alla guida.

Bari, 60enne sorpreso a incendiare rifiuti nella zona industriale: area sequestrata

Nell’ambito delle attività organizzate dal Comando di Polizia Locale di Bari, per la prevenzione e controllo del territorio ed evitare fenomeni di abbandono indiscriminato di rifiuti nelle aree periferiche o accensioni pericolose in aree pubbliche e private, gli agenti, ieri in via Milella (Zona Industriale), hanno sorpreso un 60enne che in un suolo in area industriale di circa 150 mq aveva appena dato fuoco a rifiuti classificati come “speciali non pericolosi “.

L’uomo è stato identificato e l’area è stata posta sotto sequestro giudiziario a disposizione dell’Autorità Giudiziaria a cui risulta inviata debitamente informativa per il reato al momento ipotizzato ex artt. 256 comma 2 e 256 bis del Testo Unico Ambientale.

La fattispecie penale ipotizzata rimane naturalmente al vaglio dell’A.G. nel contraddittorio garantito con la difesa del soggetto sottoposto a indagine.
I controlli della Polizia locale per tutta l’estate, e il periodo di pericolosità per gli incendi boschivi, proseguiranno su tutto il territorio comunale.

Bari, paura in corso Vittorio Emanuele. Odore di bruciato nel McDonald’s: evacuato e chiuso. Ipotesi fuga di gas

Evacuazione precauzionale nella serata di ieri, 15 luglio, al McDonald’s di corso Vittorio Emanuele, nel centro di Bari, per una presunta fuga di gas.

Clienti e dipendenti sono stati fatti uscire dal locale mentre i Vigili del Fuoco hanno avviato le verifiche tecniche all’interno dell’attività e nelle aree circostanti per accertare l’origine dell’eventuale perdita.

Non si registrano feriti o intossicati. In via precauzionale il ristorante è rimasto chiuso fino al termine dei controlli.

Stretta sui parklet abusivi a Bari, controlli della Locale: scattano rimozioni e multe. Chiusa caffetteria al Murat

Scattano i controlli sui parklet a Bari, le pedane installate durante l’emergenza Covid per consentire ai locali di ampliare gli spazi all’aperto. La polizia locale ha avviato una serie di verifiche che hanno già portato alle prime rimozioni, sanzioni e alla chiusura temporanea di un’attività.

Il nucleo Annona della polizia locale ha accertato diverse irregolarità: alcuni parklet erano stati realizzati senza autorizzazione per l’occupazione di suolo pubblico, mentre altri erano stati concessi ad attività prive dei requisiti richiesti. In alcuni casi sono state elevate multe da 170 euro per occupazione abusiva, mentre in altri è emerso il mancato pagamento dei canoni dovuti dal 2022. Per una caffetteria del quartiere Murat è stata disposta la chiusura dell’esercizio per cinque giorni.

Finora sono almeno sei i parklet rimossi, soprattutto nel centro cittadino e nelle principali strade della movida. Tra le irregolarità più rilevanti figura anche quella di alcuni esercenti che avrebbero richiesto l’autorizzazione dichiarando un codice Ateco diverso da quello previsto. Il Comune consente infatti l’installazione delle strutture esclusivamente alle attività di “Ristorazione con somministrazione” (codice Ateco 56.10.11), ovvero locali dotati di cucina.

Nonostante i controlli, i parklet resteranno in città almeno fino a luglio 2027 grazie alla proroga della procedura semplificata approvata dalla giunta comunale. Le verifiche della polizia locale proseguiranno anche su tavolini che occupano abusivamente il suolo pubblico e sulle attività che somministrano bevande alcoliche oltre gli orari consentiti. Proprio nel quartiere Umbertino un esercizio è stato chiuso per cinque giorni per violazioni delle norme vigenti.

“Mi hai messo le mani addosso” lascia il locale e quintali di rifiuti: Lurdovico non si smentisce

Torniamo ad occuparci dell’inchiesta su Lurdovico Perrone. Siamo arrivati ad un punto di svolta. Lui e Iacobellis hanno lasciato i locali del centro estetico a Casamassima, ma soprattutto hanno lasciato quintali di rifiuti e attrezzature come documentato dal proprietario Tatone. Anche in questo caso Lurdovico non si è smentito, mentre continua a vendere in giro vini.

Bari, controlli straordinari a Carbonara e Picone: multa da 9mila euro a un locale per carenze igieniche

Nel fine settimana appena trascorso, i militari della Compagnia Carabinieri di Bari San Paolo, supportati da un dispositivo composto da reparti specializzati, hanno condotto un servizio di controllo straordinario del territorio nei quartieri Carbonara e Picone.

L’operazione, finalizzata a garantire la sicurezza sulle principali arterie stradali e nelle aree di maggiore aggregazione in prossimità dei locali di pubblico spettacolo, ha visto l’impiego congiunto, nell’arco orario notturno, del Nucleo Radiomobile del Comando Provinciale di Bari, dei Carabinieri del N.A.S. (Nucleo Antisofisticazioni e Sanità), del Nucleo Cinofili di Modugno con il supporto di personale della Polizia Locale – Settore Annona.

Il bilancio delle attività ha portato all’ispezione di un esercizio pubblico e a controlli mirati alla circolazione stradale. Nello specifico, i militari hanno ispezionato un noto locale di intrattenimento. Al termine degli accertamenti, al titolare dell’attività sono state contestate violazioni amministrative inerenti la normativa di settore.

In particolare, sono state riscontrate carenze igienico-sanitarie e la mancata applicazione delle procedure di autocontrollo HACCP. Tali infrazioni hanno comportato l’elevazione di sanzioni per un importo complessivo di 9.100 € e la contestuale segnalazione dell’attività alla competente Autorità Sanitaria Locale (ASL) per i provvedimenti del caso.

Inoltre, grazie anche all’impiego e al fiuto di un’unità cinofila, i Carabinieri hanno segnalato alla locale Prefettura (quale assunzione per uso personale di sostanza stupefacente) due giovani sorpresi in possesso rispettivamente di 4.4 e 0.68 grammi di hashish.

Complessivamente, il dispositivo di sicurezza dispiegato ha permesso di procedere all’identificazione di 65 persone e al controllo di 25 veicoli, garantendo un presidio di legalità nelle aree della movida cittadina.

I controlli dei Carabinieri del Comando Provinciale di Bari, in sinergia con i reparti speciali dell’Arma, proseguiranno regolarmente anche nelle prossime settimane al fine di tutelare la salute pubblica e la sicurezza dei cittadini.

Omicidio Scavo, il Divine Club ancora sequestrato. Il titolare: “Rischiamo il fallimento noi vittime innocenti di mafia”

“Le prime vittime di questa guerra di mafia siamo noi. La nostra azienda, le decine di persone che lavorano per preparare, seguire, curare le tantissime iniziative ideate o che trovano ospitalità al Divine Club. Dopo quasi un mese e mezzo da quel tragico evento, la nostra azienda si trova sotto sequestro preventivo. Siamo ancora addolorati e profondamente turbati da quel fatto di sangue consumato nel nostro locale ma che avrebbe potuto accadere ovunque. Siamo completamente estranei a quella terribile vicenda e alle persone coinvolte. Ma purtroppo ne stiamo pagando il prezzo, altissimo. Un paralisi così lunga della nostra attività ne mette a rischio la stessa sopravvivenza. Siamo vittime e rischiamo di pagare un prezzo altissimo”.

Inizia così lo sfogo di Roberto Maggialetti, proprietario e direttore del Divine Club di Bisceglie dove si è consumato l’omicidio del 43enne Filippo Scavo, ucciso a colpi di pistola all’interno della sala da ballo, nella notte tra il 18 e il 19 aprile. Il Divine è sotto sequestro preventivo dal 20 aprile. La difesa ha presentato nelle scorse ore una istanza di revoca del sequestro preventivo.

“Una richiesta  con la quale non vogliamo creare alcun tipo di intralcio al lavoro degli inquirenti, ai quali, sin dal primissimo momento abbiamo offerto la più assoluta collaborazione. Il loro lavoro è importantissimo e molto delicato ma crediamo altresì che a distanza di oltre un mese ragionevolmente potrebbero ritenersi terminati e completamente esperiti gli accertamenti e le attività di rilievo tecnico-scientifico e di repertamento. Mantenere i sigilli comporta per noi una serie di gravissimi problemi economici, imprenditoriali e reputazionali che stanno mettendo a rischio la stessa sopravvivenza della nostra attività. Vi prego di capire che stiamo vivendo un dramma e che se la chiusura si potrarrà ancora per molto tempo non avremo altra scelta che portare i libri in tribunale e dichiarare fallimento”, aggiunge Maggialetti.

“Siamo realmente appesi ad un filo. Una attività come la nostra non può rimanere chiusa per un tempo così lungo, all’inizio dell’estate, la stagione più importante e senza poter avere un orizzonte chiaro e definito. Ci sono degli eventi oramai compromessi, date con artisti internazionali che non potremo più recuperare – aggiunge -. Abbiamo dovuto rinunciare ad ospitare due importanti convention di aziende come la Deloitte, società di consulenza e la Cab la nota rete di sportelli per assistenza nella scelta di luce, gas, telefonia. Quasi duemila persone. Tutto questo vuol dire lavoratori che restano a casa, dal personale amministrativo, ai commessi, ai tecnici. Vuol dire stipendi in arretrato. Noi viviamo dei nostri guadagni, degli introiti che derivano dalla organizzazione di serate danzanti, spettacoli, convegni. Senza contare la ricaduta sul territorio, la paralisi dell’indotto. Quella del divertimento e della accoglienza è una industria che coinvolge, come nel nostro caso, decine e decine di persone. Siamo vittime innocenti di mafia E comunque siamo già in grado di rafforzare il sistema di sicurezza all’interno attraverso l’utilizzo di metal detector su tutti gli ingressi e il potenziamento della videosorveglianza con riconoscimento facciale, oltre al continuo coordinamento con le forze dell’ordine”.

Bari, area privata trasformata in discarica abusiva. Blitz della Locale al Libertà: scatta il sequestro

A seguito di segnalazioni pervenute al Comando di via Aquilino, nella giornata di ieri la Polizia locale ha provveduto a porre sotto sequestro – ex art. 321 del Codice di Procedura penale – un’area privata trasformata in una vera e propria discarica abusiva a cielo aperto a pochi chilometri dal centro cittadino, nel quartiere Libertà.

All’interno dell’area sequestrata gli agenti di Polizia locale intervenuti hanno riscontrato l’abbandono illecito di oltre 100 mq di rifiuti vari, tra cui materiali rivenienti da attività di costruzione e demolizione, miscugli di cemento, mattoni, mattonelle e ceramiche diversi, legno, vetro, plastica, ferro, materiali isolanti, rifiuti urbani domestici e assimilabili prodotti da attività commerciali e industriali, RAEE diversi da quelli pericolosi, rifiuti ingombranti, imballaggi, polistirolo.

Il sequestro contro ignoti, sotto la direzione della Procura della Repubblica, si è reso necessario per interrompere l’accumulo sistematico e ripetuto di rifiuti nell’area, trasformata in deposito con carattere di definitività con lo spianamento di una porzione di terreno a configurare, a tutti gli effetti, una discarica non autorizzata.

Il proprietario dell’area è stato nominato custode giudiziario; a breve seguirà l’emissione di un’ordinanza di bonifica dell’area a carico dello stesso proprietario.

“Grazie alle segnalazioni puntuali di cittadini che non intendono rassegnarsi al degrado e agli abbandoni illeciti di rifiuti che continuano a interessare diverse aree della città, la Polizia Locale ha portato a termine un intervento di grande importanza sotto il profilo della legalità e della tutela dell’igiene urbana – commenta l’assessora alla Vivibilità urbana e Polizia Locale Carla Palone -. La collaborazione tra istituzioni e cittadini si conferma uno strumento fondamentale per individuare e contrastare comportamenti che arrecano danni all’ambiente, al decoro urbano e alla qualità della vita delle persone”.

“Desidero esprimere il mio ringraziamento agli agenti della Polizia Locale per il costante impegno profuso a tutela della città – prosegue l’assessora al Clima, Transizione ecologica e Ambiente Elda Perlino -. Il sequestro di un’area privata trasformata in una vera e propria discarica abusiva rappresenta un risultato significativo, reso possibile dalla stretta collaborazione tra la Ripartizione Igiene e Ambiente, la Polizia Locale e l’Autorità giudiziaria. Interventi come questo testimoniano l’attenzione dell’amministrazione comunale nella lotta agli illeciti ambientali e nella salvaguardia del territorio. Proseguiremo con determinazione nelle attività di vigilanza, prevenzione e contrasto dell’abbandono incontrollato dei rifiuti, consapevoli di dover lavorare per una sempre maggiore sensibilizzazione al rispetto dell’ambiente, bene comune da tutelare nell’interesse della collettività e delle future generazioni”.

Malamovida a Bari, motorini selvaggi e modificati al Punto X. Controlli a Poggiofranco: irregolari uno su due

Controlli serrati della Polizia locale nella zona del Punto X, a Poggiofranco, dove nella serata del 31 maggio sono scattate verifiche mirate sui mezzi a due ruote per contrastare irregolarità e comportamenti pericolosi. L’area, frequentata ogni sera da decine di giovani in motorino, è finita nel mirino degli agenti per i frequenti episodi di alta velocità anche all’interno della piazza.

Tra i primi dieci mezzi controllati, sette sono risultati non in regola: contestate modifiche come marmitte non omologate, luci irregolari e assenza degli specchietti retrovisori. Secondo quanto spiegato dalla Polizia locale, si tratta di una tendenza sempre più diffusa tra i giovani, che personalizzano i motorini appena acquistati per distinguersi e mostrare le modifiche sui social.

I controlli, effettuati dalle 22 all’una di notte, hanno interessato complessivamente una ventina di mezzi. In totale sono state contestate 11 violazioni. Un dato significativo riguarda l’età dei conducenti: circa l’80% delle persone fermate era minorenne.

“La differenza va valorizzata, ma non è questo il modo giusto”, sottolineano dalla Polizia locale, annunciando che i controlli proseguiranno anche nelle prossime serate per garantire maggiore sicurezza sulle strade cittadine.

Barletta, violenta rissa tra due gruppi di giovani fuori dal locale: firmati 9 daspo urbani

Nove Daspo urbani sono stati firmati dal questore di Barletta – Andria – Trani, Alfredo Fabbrocini, nell’ambito dell’inchiesta condotta dai carabinieri che lo scorso 4 maggio ha portato alla esecuzione di 11 provvedimenti cautelari a carico dei presunti responsabili della violenta rissa avvenuta in piazza Marina a Barletta, nel marzo dello scorso anno, davanti a un locale molto frequentato dalla movida cittadina.

I destinatari dei provvedimenti, che impongono il divieto di accesso alle aree urbane, sono quattro persone di Barletta e cinque di Cerignola (Foggia). Per questi ultimi, è stato anche disposto il divieto di ritorno a Barletta per i prossimi due anni.

Secondo quanto accertato dalle indagini, gli indagati (di cui cinque finiti agli arresti domiciliari con il divieto di comunicare con persone non conviventi e sei sottoposti all’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria) facevano parte di “fazioni contrapposte” che avrebbe iniziato a litigare prima con “manovre automobilistiche estremamente pericolose”, per poi passare alle mani.

Nei frame analizzati dai militari, erano riprese auto di grossa cilindrata sfidarsi che hanno messo “in pericolo l’incolumità di alcuni pedoni”, hanno fatto sapere gli inquirenti. Nel corso del pericoloso inseguimento, secondo quanto ricostruito, sono stati danneggiati arredi urbani, alcuni dei quali, come fioriere e pali della illuminazione pubblica, sono stati usati dagli indagati come armi per colpirsi. Tutti rispondono, a vario titolo, di rissa aggravata, tentata rapina impropria, lesioni personali, danneggiamento e porto di strumenti atti a offendere.

A due degli indagati, un 23enne e un 24enne entrambi di Cerignola, è stata contestata la tentata rapina impropria per aver cercato di impossessarsi degli occhiali da vista di un altro dei ragazzi coinvolti nella violenta lite, colpendolo brutalmente al volto con un pugno. Nel corso della rissa in sei erano rimasti feriti, riportando prognosi fino a otto giorni per traumi cranici e lussazioni.